Buon anno ai contribuenti e alle contribuenti dal Presidente nazionale Carmelo FInocchiaro

Si chiude un anno complicato per l’intera popolazione mondiale. L’anno del Covid ha trasformato radicalmente il nostro modo di vivere, la nostra economia, il nostro sistema relazionale ma ha creato anche nuove consapevolezze. Innanzitutto sull’esigenza di una sanità pubblica da rafforzare e da rendere centrale per evitare che eventuali, nuove emergenze sanitarie possano  provocare in futuro le migliaia di vittime mietute dal Covid. Continua a leggere

Conferenza stampa per far luce sulle ombre illegali delle Aste Giudiziarie a Catania.

Giovedì 26/11/2020 ore 11:00 su Zoom Conferenza stampa
per far luce sulle ombre illegali delle Aste Giudiziarie a Catania.
ID riunione: 860 4003 2736
Passcode: 302543

Finocchiaro: (pres. Confedercontribuenti): subito giustizia per i figli di Marianna Manduca.

Il 9 dicembre ci sarà l’udienza del processo di appello sul caso di Marianna Manduca. La Cassazione ha accolto il ricorso dei figli della donna uccisa a Palagonia in provincia di Catania nell’ottobre del 2007 dal marito Saverio Nolfo, dopo 12 denunce inascoltate. Una sentenza che ha riaperto una speranza dopo che una precedente toglieva agli orfani il denaro concesso come risarcimento, nel processo sulle responsabilità dei magistrati. Chi non ha difeso questa donna per ben 12 volte deve pagare, in nome della legge. Perché la verità è scritta sulla lapide di questa giovane mamma.  La Confedercontribuenti chiede che il Parlamento e tutte le forze politiche rappresentate si facciano artefici di una azione per ridare dignità ad una vicenda che dimostra come lo Stato, a promuovere slogan è bravo ma a fare giustizia è davvero in difficoltà.

Scuola di Formazione Nazionale, Confronto fra professionisti

Scuola di Formazione Nazionale Confedercontribuenti
Presenta il suo primo incontro, in collaborazione con
“Consorzio Iride Imprese Italia”. Giovedì 19/11/2020 ore 18:00
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Mafia, riciclaggio e usura virus letali come il covid

Mafia, riciclaggio e usura virus letali come il covid

Di Antonello Longo

I numeri sono sconfortanti, aumentano contagi, ricoveri, decessi, gli ospedali si riempiono e rischiano il collasso. Una situazione pericolosamente vicina ad andare fuori controllo.
Non credo che governi diversi da quello in carica, magari di unità nazionale, avrebbero fatto cose sostanzialmente diverse per fronteggiare o, meglio, per inseguire l’emergenza. Del resto, più o meno in tutti gli stati dell’UE le misure adottate sono simili.
Ma in Italia più che altrove la pandemia di Covid 19 mette a nudo tutte le magagne di un Paese che non tiene il passo dell’Europa sul piano strutturale, delle infrastrutture e dei servizi.
Si pagano oggi a lacrime di sangue decenni di tagli alla spesa sanitaria, la scelta delle regioni di indirizzare verso le convenzioni con i privati buona parte delle poche risorse disponibili, la confusione nella ripartizione delle competenze e dei poteri tra stato e regioni, pesa oltremodo la lentezza pachidermica di un apparato burocratico inefficiente e obsoleto.
Si sconta duramente l’inadeguatezza delle banche e del fisco a sorreggere il tessuto produttivo che ancora rappresenta la parte maggiore dell’economia italiana, cioè le medie, piccole e micro aziende, gli agricoltori, gli artigiani, gli imprenditori edili, gli operatori del turismo e della ristorazione, gli esercizi commerciali che ancora si salvano dalla dittatura della grande distribuzione organizzata.
E se questa è, per così dire, la terra emersa, c’è poi da fare i conti con la massa enorme del sommerso, del riciclaggio, del malaffare di marioli e colletti bianchi. Nei momenti di crisi, quando la gente onesta si dibatte nelle più acute difficoltà, per la mafia è il momento di lucrare, di riempire il vuoto lasciato da uno Stato assente.
Le imprese che si trovano sull’orlo del collasso hanno bisogno di liquidità così come gli ammalati di Covid hanno bisogno di ossigeno: crolla il fatturato, difficile, quasi impossibile incassare i crediti, ma ci sono le fatture da saldare, le bollette, le cartelle esattoriali e, soprattutto, gli stipendi da pagare a collaboratori e dipendenti. Con le banche, nella generalità dei casi, è difficile avere a che fare: lo strozzino, invece, è sempre dietro l’angolo, pronto e disponibile.
Per i clan la pandemia è il regno di bengodi, il momento perfetto per ripulire i capitali illeciti riciclandoli nell’acquisizione di attività economiche in crisi di liquidità. Quando e come si farà chiarezza sulla massa di passaggi di proprietà? Sono in crescita le segnalazioni alla Banca d’Italia di sospetto riciclaggio, solo nei primi sei mesi di quest’anno le operazioni sospette sono più di cinquantaduemila.

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Fonte: Dal Quotidiano dei contribuenti
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