Con il Decreto Crescita ripartono le agevolazioni alle imprese. Parte “L’AltraBanca” per aiutare le imprese.

Con il Decreto Crescita ripartono le agevolazioni alle imprese. Nel testo sono state introdotte e razionalizzate diverse misure   che interessano le aziende: della costituzione dell’impresa, del potenziamento della produzione, dello sviluppo di nuovi prodotti, della protezione dei beni immateriali, della formazione del personale, e della ricerca di nuovi mercati. Interessanti le misure previste per il sostegno alle imprese produttive, per le quali è stato inserito un contributo del 50% tra fondo perduto e tasso agevolato su investimenti per industria 4.0, e reintrodotta quella del superammortamento al 130%. Raddoppiato anche il limite massimo dei finanziamenti previsti dalla Sabatini:  per incentivare le aziende che patrimonializzano si è previsto un abbattimento degli interessi fino al 5%, al posto del 2,75%, che è quello ordinario.  Interessante la nuova agevolazione per la ricerca e lo sviluppo che prevede un contributo del 20% a fondo perduto, più un finanziamento del 50% sui costi sostenuti per bandi di ricerca per progetti sull’economia circolare, cioè attività produttive che sappiano cogliere ogni opportunità di limitare l’apporto di materia ed energia in ingresso e di minimizzare scarti e perdite. A questa si aggiunge la misura del credito di imposta alla ricerca già operativo, che può arrivare al 50% dei costi del personale impiegato in ricerca e sviluppo. In materia di incentivi all’innovazione va citata la semplificazione del patent box, che non richiede più, ora, un interpello all’Agenzia delle entrate, ma può essere applicato direttamente da parte del beneficiario. Previsti anche i contributi per la partecipazione delle pmi a fiere internazionali, con i quali si può ottenere un credito d’imposta del 30% delle spese sostenute fino a un massimo di 60 mila euro.

Mercato immobiliare, si consolida la ripresa.

Mercato immobiliare, si consolida la ripresa. Il secondo trimestre del 2018 conferma l’andamento positivo del mercato del mattone. Tutti i settori immobiliari, infatti, continuano a crescere: le compravendite di abitazioni mostrano un incremento del 5,6%, gli uffici del 6,7%, i negozi del 5,4% e i capannoni del 1,3%. In rialzo anche gli scambi di box auto (+4,6%) e di cantine e soffitte (+8,6%). È quanto emerge dal report trimestrale “Statistiche trimestrali” pubblicato oggi dall’Agenzia delle Entrate. I dati sono stati elaborati dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare delle Entrate, incrociando le informazioni provenienti dalle note di trascrizione degli atti di compravendita con gli archivi del catasto edilizio urbano. Nel periodo aprile-giugno 2018 il settore residenziale ha realizzato 153.693 compravendite, confermando il trend positivo degli ultimi anni. L’aumento più consistente si è registrato nelle aree del Nord Est (+9,3%) e nelle Isole (+7,1%). Anche il segmento dei depositi pertinenziali, costituito per lo più da cantine e soffitte, consolida la dinamica positiva degli ultimi trimestri (+8,6%), registrando 17.820 compravendite, nonostante un leggero rallentamento rispetto ai periodi precedenti. Gli scambi di box e posti auto sono stati, invece, 90.000, in aumento del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2017 e con un tasso più che doppio rispetto al trimestre precedente. Tra le maggiori città italiane, l’unica che mostra un leggero calo è Roma, pari al -0,8%, anche se la capitale resta quella con il maggior volume di compravendite (8.535 transazioni). Le migliori performance si registrano, invece, a Firenze e Genova, che crescono del 4,7%, a Milano e Palermo (+4,4%) e a Torino (+4%). Bene anche Bologna (+2,8%) e Napoli (+2,7%).  Anche il settore terziario-commerciale continua il suo trend positivo, crescendo dell’8,5%. In particolare, il mercato degli uffici e degli studi privati ha mostrato un rialzo significativo del +6,7% su scala nazionale, soprattutto se messo a confronto con il risultato negativo del trimestre precedente (-9,5%). Gli scambi di negozi e laboratori sono aumentati del 5,4%, con una crescita attenuata rispetto ai trimestri precedenti, mentre le transazioni di depositi commerciali e autorimesse hanno segnato un incremento del 10,7%, consolidando la tendenza degli ultimi mesi. Il settore produttivo industriale, costituito prevalentemente da capannoni e industrie, mostra, invece, una crescita più modesta (+1,3%), in rallentamento rispetto a quanto registrato nel trimestre precedente. Il produttivo agricolo, infine, ha registrato nel complesso un calo dei volumi di scambio del 4,2%, a fronte del +3% che aveva caratterizzato il trimestre precedente.

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Assemblea al CIS di Nola, per Confedercontribuenti: “Il boccone amaro per chi ha preferito i potentati delle banche”

Martedì 20 febbraio i soci del CIS di Nola sono tornati in Assemblea per nominare un nuovo consiglio di amministrazione.

Ieri, martedì 20 febbraio i soci del CIS di Nola sono tornati in Assemblea per nominare un nuovo consiglio di amministrazione per la decadenza, con due anni di anticipo, di quello che si era insediato subito dopo la tormentata approvazione di un bilancio d’esercizio con 150 milioni di perdite e il necessario ricorso ad un Accordo di Ristrutturazione regolato dalle Legge Fallimentare.

Presentate 2 liste.

La lista vincitrice chiamata al vertice del CIS di Nola è stata quella di Ferdinando Grimaldi, 68 anni, napoletano, consulente aziendale,  presidente uscente  chiamato lo scorso mese di dicembre a succedere a Sergio Iasi, dimessosi dopo avere definito con le banche il piano di salvataggio. Dovrebbe restare  in carica 3 anni e si potrebbe definire il  primo vero successore del fondatore di quello che era il  più grande centro commerciale all’ingrosso d’Europa.

La lista Grimaldi pare abbia raccolto oltre il  50% dei consensi. Ma sono consensi veri? Pare che i giorni precedenti l’assemblea ci fosse ci girava per raccogliere deleghe o suggerire schieramenti.

L’altra lista ha raccolto il 31%  a cui bisogna aggiungere gli astenuti.

Leggendo su tale argomento l’articolo su “Il Mattino” e i commenti su blog personali,  il presidente nazionale di Confedercontribuenti  ha così commentato: – “avevamo ragione, i soci rimasti che hanno contribuito a colpire i diritti dei soci fatti fallire ingiustamente, ora sono stati messi fuori gioco, con l’assemblea di ieri. Ormai dovranno ripianare solo debiti e pagare Interporto SpA. Milioni di euro ancora sprecati. – continua Finocchiaro che ci ha messo faccia e forze dell’intera Confedercontribuenti per portare alla luce presunte illegalità – I veri Killer del CIS SpA sono stati i soci che non hanno voluto supportare la battaglia di Confedercontribuenti, mettendosi al servizio dei potentati bancari”.