Al VIA IL CENTRO STUDI E LA SCUOLA DI FORMAZIONE DI CONFEDERCONTRIBUENTI

Fonte:Confedercontribuenti

In data 21 luglio si è svolta, nella sede distaccata della cittadina pugliese di Trani, la prima riunione del CENTRO STUDI e della SCUOLA DI FORMAZIONE di CONFEDERCONTRIBUENTI.

I due enti, diretti dal Prof. Gianni De Iuliis, agiranno in maniera congiunta, secondo un’organizzazione snella, agile ed efficace. Il CENTRO STUDI rappresenta il back office del progetto generale, la SCUOLA DI FORMAZIONE il front office. L’utente finale è il socio di CONFEDERCONTRIBUENTI.

L’obiettivo della Confederazione è rendere sistemico e professionale il servizio di formazione dei propri soci.

Istituire un CENTRO STUDI è una scelta motivata dalla forte predisposizione a considerare la conoscenza un valore aggiunto, oltre che un valore sociale. Esso deve riunire risorse umane e intellettuali che si pongano al servizio dei soci, impegnandosi in studi e ricerche che siano funzionali allo statuto della Confederazione.

Istituire una SCUOLA DI FORMAZIONE è una scelta motivata dalla forte predisposizione, da parte di CONFEDERCONTRIBUENTI, a considerare la formazione come contributo e stimolo alla crescita della persona, della professione dei team, delle organizzazioni di lavoro profit e no profit.

Uno degli aspetti più strategici della formazione che si vuole valorizzare mediante tale Scuola è il Lifelong Learning (LLL), detto anche «apprendimento permanente». La conoscenza è uno dei fattori chiave nello sviluppo della persona, dei professionisti e degli imprenditori. Con il nuovo millennio siamo entrati nella cosiddetta «società della conoscenza», pertanto è assolutamente necessario e opportuno trasferire a ogni individuo quelle risorse necessarie per sviluppare tutte le sue potenzialità.

Hanno partecipato alla prima riunione del CENTRO STUDI e della SCUOLA DI FORMAZIONE, che per il momento sono due enti che marciano sincronicamente, giovani studenti, professionisti, imprenditori, manager provenienti da tutta Italia (alcuni in presenza, altri collegati da remoto).

È stata definita la roadmap delle attività durante un incontro proficuo, cordiale e assolutamente fecondo, cui ha partecipato anche il presidente Carmelo Finocchiaro, che ha portato i suoi saluti, ha ringraziato il Prof. De Iuliis e ha ribadito il ruolo strategico che avranno i due enti per i soci, i quali potranno giovarsi di tale attività, che rappresenta un valore aggiunto della Confederazione e che vedrà impegnate risorse umane e intellettuali che cercheranno di trasferire il proprio know how e la propria professionalità all’intera comunità di CONFEDERCONTRIBUENTI.

 

Finocchiaro (pres. Confedercontribuenti): bene Papa su invito a servizio sanitario per tutti

Roma, 11 lug. – “Un sistema sanitario che assicuri un buon servizio accessibile a tutti”. Condividiamo in pieno l’affermazione di Sua Santità, ha dichiarato il Presidente Nazionale di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro.  “Non bisogna perdere questo bene prezioso. Bisogna mantenerlo! E per questo occorre impegnarsi tutti, perché serve a tutti e chiede il contributo di tutti”. La pandemia anche in Italia ha insegnato quanto sia indispensabile la sanità pubblica e proprio nelle regioni dove il sistema pubblico è stato smantellato in favore del privato, come in Lombardia, che sono state pagate le maggiori conseguenze in numero di morti e di infetti, ha concluso il presidente Finocchiaro, per questo il sistema sanitario pubblico è un bene costituzionale universale.

Le semplificazioni siano reali, senza pastoie burocratiche

di Antonino Gulisano

Il Presidente della Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro ha dichiarato: “Il decreto semplificazioni è un buon inizio per far ripartire l’Italia, a condizione che non si dia la possibilità alla burocrazia statale, regionale e municipale di ingegnarsi in azioni che complicano le stesse semplificazioni. Questo atto serve anche a dare finalmente il via ai lavori per il sisma e il superbonus, per favorire le misure agevolative e i supporti agli incentivi alle imprese. Insomma il vero primo atto che mostra un cambio di passo per il Paese”.

Rispetto ai provvedimenti approvati dal Governo, dal decreto Sostegni al decreto Semplificazioni, si evidenziano e vanno sottolineate quattro questioni: divieto di licenziamenti per il contenimento dell’occupazione; super bonus del 110 per cento; introduzione del Cila (Comunicazione inizio lavori asseverata), non è più richiesta la doppia conformità; novità in materia di appalti e subappalto.

Il decreto Sostegni bis (art. 40 del D.L. n. 73/2021), reca misure urgenti connesse all’emergenza da Covid 19 per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali: Il decreto, in vigore dal 26 maggio 2021 per effetto della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 25 maggio 2021, ha stabilito che resta precluso l’avvio delle procedure di licenziamento per tutta la durata del trattamento di integrazione salariale fruito entro il 31 dicembre 2021 e restano altresì sospese nel medesimo periodo le procedure pendenti avviate successivamente al 23 febbraio 2020.

Dalla data di entrata in vigore del decreto fino al 31 ottobre 2021, il ricorso  al subappalto non può superare la quota del 50 per cento (rispetto al limite ordinario del 30 per cento) dell’importo complessivo del contratto di lavori, servizi o forniture. Sono comunque vietate l’integrale cessione del contratto di appalto e l’affidamento a terzi della integrale esecuzione delle prestazioni o lavorazioni che ne sono oggetto, così come l’esecuzione prevalente delle lavorazioni ad alta intensità di manodopera; dal 1° novembre 2021, viene rimosso ogni limite quantitativo al subappalto, ma le stazioni appaltanti indicheranno nei documenti di gara le prestazioni o lavorazioni che devono essere eseguite obbligatoriamente a cura dell’aggiudicatario in ragione della loro specificità. Sarà inoltre necessario indicare le opere per le quali è necessario un controllo rafforzato, anche al fine di garantire il rispetto delle norme in materia di sicurezza e prevenire le infiltrazioni criminali; il contraente principale e il subappaltatore sono responsabili in solido nei confronti della stazione appaltante.

Nel merito della questione dei subappalti desidero introdurre un nuovo modo di costruire il processo di realizzazione delle opere manifatturiere e dei servizi.

Per general contractor (o appaltatore generale) si intende una società giuridica, o una ATS (associazione temporanea di scopo) che viene individuata dal committente finale per ottimizzare tutti i processi di costruzione. L’obiettivo che porta all’individuazione del general contractor è semplice e intuibile e mira all’ottimizzazione dei tempi e del costo economico, nonché alla diversificazione delle responsabilità, tecniche e giuridiche, da parte del committente.

Il general contractor funge inoltre da coordinatore di tutte le altre professionalità che interverranno nel processo di costruzione, e ciò permette, oltre al risparmio dei tempi morti di attesa, anche un maggiore risparmio economico, essendo i sub contractor individuati in base all’esperienza del general contractor e alla convenienza che essi garantiscono all’interno del processo costruttivo.

Il general contractor riuscirà ad individuare le maggiori criticità durante le varie opere di costruzione, di ristrutturazione o dei servizi e grazie alla loro specifica competenza sapranno come fare per superarle in tempi brevi e senza costi esorbitanti. Negli ultimi tempi sta ottenendo un’attenzione sempre maggiore e, di fatto, contribuisce a far assurgere il ruolo dell’appaltatore generale ad una mansione totalizzante a 360°. In quest’ottica si superano le criticità del subappalto nel metodo del massimo ribasso e le infiltrazioni della criminalità mafiosa.

Il decreto Semplificazioni approvato il 28 maggio 2021 è il primo tassello per l’avvio dei progetti legati al Recovery Plan e, tra le novità, stabilisce l’articolazione della “governance” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Dare impulso agli investimenti e velocizzare l’iter di attuazione delle opere è dunque uno degli obiettivi del decreto Semplificazioni 2021, che modifica le regole in materia di appalti e snellisce l’iter per l’avvio dei lavori. Ogni progetto avrà comunque una chiara catena di comando, che parte dai “soggetti attuatori” e sale via via fino alla cabina di regia tecnica e politica che avrà il suo centro a Palazzo Chigi e a cui parteciperanno anche le Regioni (che avevano protestato chiedendo maggiore coinvolgimento).

Per gli interventi green e digitali saranno chiamati in causa in prima battuta anche i due Comitati interministeriali per la transizione ecologica (Cite, che si è riunito per la prima volta) e digitale. Con funzioni consultive viene istituito anche un tavolo permanente per il partenariato economico, sociale e territoriale, cui siederanno i rappresentanti degli enti locali, delle categorie produttive e sociali, del sistema dell’università e della ricerca e della società civile. Presso il MEF è inoltre istituito il Servizio centrale per il PNRR per il monitoraggio e la rendicontazione, punto di riferimento per i rapporti con l’Europa.

 

Orlando, Ministro del lavoro che vuole limitare la libertà d’impresa. Finocchiaro (Pres. Confedercontribuenti), tentano sempre di “ammazzare” le imprese.

Il Ministro del Lavoro Orlando se ne inventa una al giorno. Adesso esce fuori dal cilindro il DURC di congruità, ovvero dare allo Stato la possibilità di determinare in un cantiere di lavoro il numero di occupati da utilizzare. Insomma la buona tradizione comunista non si smentisce, vuole pianificare la libertà d’impresa. A denunciarlo il presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, dopo le dichiarazioni di oggi di Orlando.  “I frutti del superbonus 110% sono positivi – spiega Orlando – c’è un aumento del fatturato e dell’occupazione ma il settore dell’edilizia è a grandissimo rischio. Nell’arco della prossima settimana arriveremo alla definizione di un decreto che introdurrà un Durc di congruità, un elemento che chiarisce quante persone sono necessarie per realizzare una determinata opera, parte di un confronto con le parti sociali che integra anche le scelte fatte, all’interno del decreto semplificazioni, sul subappalto”. Insomma l’ultima ipotesi per “castrare” la libertà d’impresa. Intanto le forze politiche stanno tutti zitti.

Orlando, Ministro del lavoro che vuole limitare la libertà d’impresa. Finocchiaro (Pres. Confedercontribuenti), tentano sempre di “ammazzare” le imprese.

Il Ministro del Lavoro Orlando se ne inventa una al giorno. Adesso esce fuori dal cilindro il DURC di congruità, ovvero dare allo Stato la possibilità di determinare in un cantiere di lavoro il numero di occupati da utilizzare. Insomma la buona tradizione comunista non si smentisce, vuole pianificare la libertà d’impresa. A denunciarlo il presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, dopo le dichiarazioni di oggi di Orlando.  “I frutti del superbonus 110% sono positivi – spiega Orlando – c’è un aumento del fatturato e dell’occupazione ma il settore dell’edilizia è a grandissimo rischio. Nell’arco della prossima settimana arriveremo alla definizione di un decreto che introdurrà un Durc di congruità, un elemento che chiarisce quante persone sono necessarie per realizzare una determinata opera, parte di un confronto con le parti sociali che integra anche le scelte fatte, all’interno del decreto semplificazioni, sul subappalto”. Insomma l’ultima ipotesi per “castrare” la libertà d’impresa. Intanto le forze politiche stanno tutti zitti.