Confedercontribuenti: si faccia chiarezza su Banca Carige dopo la rinuncia del Fondo Blackrock

Si faccia chiarezza su Banca Carige dopo la rinuncia del Fondo Blackrock ad acquisirla. A chiederlo il Presidente Nazionale di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro. A quanto risulta il fondo e i commissari avevano trovato l’intesa sui numeri da presentare alla Bce: anche sul delicato tema degli esuberi, con 1200 uscite confermate e la secca smentita che potessero invece essere 2000 e più. Per capire allora che cosa ha convinto gli americani a chiamare Genova per annunciare la rinuncia all’affare, è utile affiancare ai ragionamenti finanziari quelli più strategici. Come dire: sulle cifre eravamo d’accordo, quando il fondo è passato a valutare gli aspetti sociali e politici (il ruolo del governo, le trattative sindacali) sono arrivati i problemi. I tecnici lo chiamano rischio reputazionale, i più caustici «rischio Italia». Troppe possibili rogne d’immagine a fronte di un business non cruciale per la società. Su questo conclude Finocchiaro vogliamo chiarezza.

 

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Confedercontribuenti: la Cassazione blocca le vessazioni del sistema di riscossione ex Equitalia

La Cassazione fa giustizia del sistema vessatorio del sistema di riscossione. Sono infatti nulli gli atti a sorpresa compiuti dal fisco in danno del contribuente, in questo caso l’iscrizione di ipoteca preceduta da una sola cartella di pagamento risalente a un anno prima. È quanto affermato dalla Cassazione che, con la sentenza n. 12237 del 9/5/2019, ha respinto il ricorso dell’esattore. Bocciato su tutta la linea il gravame presentato da Equitalia che aveva avviato la riscossione senza notificare un avviso di mora o un’ingiunzione, basandosi esclusivamente sulla cartella di pagamento consegnata al cittadino un anno prima. Per i giudici, che hanno confermato e reso definitiva la nullità di tale ipoteca, sottolineando che «principio generale dell’ordinamento – e, vorrebbe dirsi, principio generale di civiltà – è che l’amministrazione finanziaria non possa compiere atti a sorpresa in danno del contribuente, e per lui pregiudizievoli». Questo principio, scrive ancora Piazza Cavour, sotteso da numerose norme dell’ordinamento tributario (per tutte, basterà ricordare l’art. 6 dello Statuto del contribuente), trova applicazione sia nel caso in cui l’amministrazione finanziaria intenda procedere ad esecuzione forzata in danno del contribuente, sia nel caso in cui intenda semplicemente iscrivere ipoteca sui suoi beni. E infatti quando il fisco intenda procedere a esecuzione forzata sui beni del contribuente, il contraddittorio con quest’ultimo è imposto dall’art. 50, comma secondo, dpr 29/9/73 n. 602 (nel testo introdotto sostituito dall’art. 16, comma 1, dlgs 26/2/99, n. 46), il quale stabilisce che «se l’espropriazione non è iniziata entro un anno dalla notifica della cartella di pagamento, l’espropriazione stessa deve essere preceduta dalla notifica di un avviso che contiene l’intimazione ad adempiere l’obbligo risultante dal ruolo entro cinque giorni». Quando, invece, l’amministrazione finanziaria intenda iscrivere ipoteca sui beni del contribuente, il contraddittorio con quest’ultimo è imposto dagli artt. 41 (diritto ad una buona amministrazione), 47 (diritto ad un ricorso effettivo) e 48 (diritto di difesa) della Carta dei diritti fondamentali della Unione europea.

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Decreto Crescita in vigore, guida alle misure

Decreto Crescita in Gazzetta Ufficiale, le misure sono in vigore dal primo maggio 2019. Revisione mini IRES, superammortamento, rientro dei cervelli, modifiche al regime forfettario con applicazione della flat tax, sostegno del Made in Italy: sono molte le misure per le imprese contenute nel provvedimento, approvato prima con la formula del “salvo intese” e poi tornato in CdM per il via libera il 23 aprile.

Fra le principali novità inserite nella seconda versione del Decreto Crescita, spicca il tanto atteso salva risparmiatori (misure per risarcire azionisti e obbligazionisti coinvolti nel crac delle banche) e una nuova rottamazioneper i tributi comunali, su cui però ogni singola amministrazione dovrà deliberare.

Pacchetto imprese

Il pacchetto per le imprese contiene novità fiscali, agevolazioni, misure di stimolo, norme a tutela del Made in Italy  e a sostegno della crescita.

=> Decreto Crescita: le misure per le imprese

Marcia indietro sulla Riforma IRES prevista in Legge di Bilancio 2019, togliendo la mini IRES con lo sconto di nove punti e sostituendola con una progressiva diminuzione dell’imposta sul reddito d’impresa, che scende al 22,5% nel 2019, 21,5% nel 2020, al 20,5% nel 2021 e al 20% dal 2022. La tassazione agevolata IRES si applica esclusivamente agli utili reinvestiti in azienda.

=> Superammortamento e mini IRES: le nuove regole

Torna il superammortamento per l’acquisto di beni strumentali al 130%, a partire dal primo aprile 2019. Si applica agli acquisti effettuati entro fine dicembre, oppure entro il 30 giugno 2020 se l’ordine era stato effettuato entro il precedente 31 dicembre 2018 ed entro la stessa data sia stato pagato almeno il 20% del dovuto. E’ previsto un tetto agli investimenti agevolabili con superammortamento, pari a 2,5 milioni d euro.

Made in Italy

C’è un capitolo a parte sulla tutela del Made in Italy (articoli 31 e 32): misure per i marchi storici (marchi d’impresa con almeno 50 anni), contrasto all’italian sounding, nuovi voucher per la digitalizzazione delle PMI.

Altre misure del pacchetto imprese: rientro dei cervelli, novità applicative per i forfettari, incentivi all’aggregazione di imprese, bonus fiscali in edilizia, misure a favore degli investimenti (c’è una novità sui tempi di pagamento imprese, da inserire nel bilancio sociale).

Da segnalare anche la deducibilità IMU industriale, che viene alzata al 50% nel 2019, al 6% nel 2020 e 2021, per arrivare al 70% nel 2022.

Rottamazione

Sul fronte fiscale, oltre alla sopra citate novità per imprese e professionisti c’è una nuova possibilità di rottamazione (articolo 15), limitata ai tributi comunali (significa multe, ma anche IMU, Tari e via dicendo). Si tratta di una definizione agevolata analoga a quella prevista per i debiti fiscali e contributivi 2019 (per la quale sono scaduti lo scorso 30 aprile i termini per presentare la domanda): pagamento integrale della somma dovuta originariamente, senza applicazione di interessi e sanzioni. saranno i singoli entri locali (Comuni, Province e Regioni) a decidere se applicare la rottamazione con specifica delibera.

Risarcimenti

Infine, come detto, c’è il salva-risparmiatori (articolo 36), che prevede risarcimenti a persone fisiche, imprenditori individuali, anche agricoli, coltivatori diretti, in possesso delle azioni e delle obbligazioni subordinate delle banche alla data della messa in liquidazione coatta amministrativa degli istituti di credito che abbiano patrimonio mobiliare fino a 100mila euro, oppure reddito 2018 sotto i 35mila euro.