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Buon Anno dal Presidente di Confedercontribuenti Carmelo Finocchiaro. Cambiare il Paese non è rinviabile.

Finisce un anno difficile e complicato, di disorientamento e cambiamento. Un anno dove anche l’associazionismo ha subito i colpi inevitabili di un cambiamento che non sappiamo, se per il nostro Paese comporterà miglioramenti per la sua gente o un possibile stravolgimento di regole e condizioni economiche. Noi ci auguriamo sicuramente un cambiamento nel bene. Siamo qui e non staremo ad aspettare gli eventi senza dire la nostra. In un Paese dove migliaia di italiani si sono suicidati, molti per motivi economici e sociali. Dove migliaia di italiani sono vittime dell’usura dei banchieri e dei bancari e ora delle società degli NPL o dell’usura di Stato con il braccio armato ex Equitalia. Migliaia sono  gli italiani vittime delle espropriazioni immobiliari, rese vittime da leggi liberticide e in violazione delle norme costituzionali sul diritto all’abitare e alla salvaguardia della prima casa.  Come gli imprenditori costretti a chiudere le proprie aziende perche’ vittime di un sistema fiscale e previdenziale che erode qualsiasi possibilità di guadagno e di sopravvivenza insieme ai  lavoratori delle piccole e medie aziende che sono licenziati insieme  a quelli delle multinazionali che delocalizzano verso Paesi dove burocrazia e fisco sono sostenibili. Nessuna misura è stata varata a sostegno dell’occupazione e anzi sono stati abbassati i fondi per la sicurezza sul lavoro. Mentre il fisco da poteri assoluti alla guardia di finanza, che ormai manda i suoi uomini a presidiare tutte le istituzioni dell’amministrazione finanziaria del Paese, senza alcuna distinzione fra organismi amministrativi, come l’Agenzia delle Entrate e Polizia tributaria. Dove il rischio concreto è un aumento dell’Iva che ci metteremo fuori da qualsiasi comparazione con i Paesi Europei, in nome del raddoppio delle clausole di salvaguardia, per finanziare misure incompatibili con i parametri del deficit e dell’indebitamento, alimentato in questi mesi da esternazioni pubbliche, da uomini di Stato che dovrebbero invece osservare una rigorosa responsabile dialettica. Accanto a tutto cio’, iniziamo a vivere una stagione dove i diritti civili e di convivenza vengono violati, in nome di uno Stato sovrano, che abolisce la solidarietà e il valore della vita umana. Chiudiamo un anno dove grandi sciagure sono avvenute nel nostro Paese, come quella del ponte Morandi a Genova e dove nessun piano infrastrutturale serio, credibile e realizzabile viene affrontato. Mentre si guarda in nome di interessi elettorali a misure assistenzialistiche, in barba al sostegno indifferibile alle imprese e alla non rinviabile discesa della imposizione fiscale e del costo del lavoro. Un Paese dove la lotta alle mafie deve essere quotidianamente rafforzata. Bisogna intensificare la confisca dei beni alle cosche. Un Paese che deve riprendersi la giusta autorevolezza in Europa, per pretendere una Europa politica, Siamo un Paese dalle grandi potenzialità, ma con una classe politica incapace ed inadeguata, purtroppo frutto delle nostre scelte elettorali. Ecco perchè il 2019, per noi contribuenti, deve essere l’anno in cui smettiamo di delegare e lavorare per diventare soggetti di un processo di costruzione di una forza di diretta rappresentanza. Non possiamo piu’ aspettare. Veniamo da una legge di bilancio che ha tradito le aspettative di un popolo che cercava davvero una soluzione di rinascita e di pace fiscale. Basta non serve delegar piu’ a nessuno nulla. Faremo di Confedercontribuenti una associazione che tutti i giorni starà al passo delle battaglie da fare. Tanti sono i nostri nemici ma tanti di piu’ i nostri amici. Grazie ai miei vicepresidenti Alfredo Belluco, Alessandro Ciolfi, Bruno Viaggio e ai tanti dirigenti e iscritti che credono nella nostra organizzazione. Grazie ai tanti che lavorano nell’ombra e grazie alle donne e agli uomini che tutti i giorni lavorano nella nostra organizzazione e al nostro Quotidiano dei Contribuenti. Un grazie particolare al direttore Lillo Venezia ai redattori e a chi si occupa di grafica. Grazie a chi sta lavorando al nuovo progetto de “L’Altra Banca” che sarà un formidabile strumento contro il sistema finanziario e ai tanti progetti che saranno al servizio di chi crede in noi. Consentitemi di ringraziare il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, uomo equilibrato e garante della Costituzione. Si la Costituzione, quella che in ogni Paese regola la vita e la democrazia di un Popolo. Grazie alle forze dello’ordine. Grazie a chi lavora perchè questo nostro amato Paese non cada nella incultura del razzismo.  Grazie e Buon Anno. Noi ci crediamo. Che il 2019 sia vita.

Carmelo Finocchiaro

Presidente Nazionale Confedercontribuenti

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L’Usura di Stato si fa sempre piu’ usura. Confedercontribuenti, aumentati del 266% gli interessi su ritardi nei pagamenti al fisco

Dal 1° gennaio aumento il costo del ravvedimento operoso. Per effetto dell’aumento del tasso degli interessi legali dallo 0,3 allo 0,8%, un balzo di oltre  il 266%, aumenterà infatti il costo della regolarizzazione dei mancati o insufficienti versamenti dovuti al fisco da parte dei contribuenti. L’aumento del tasso d’interesse con decorrenza dal 1° gennaio 2019, è stato disposto dal decreto del ministero dell’Economia 12 dicembre 2018, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 291 del 15 dicembre scorso. L’incremento degli interessi legali finirà per avere effetti anche su molte delle disposizioni riconducibili alla c.d. pace fiscale contenute nel dl n.119/2018 e su altre misure della manovra 2019, in corso di approvazione proprio in questi giorni. L’aumento varato costituisce un ulteriore aggravio sui costi usurai che lo Stato pretende dai contribuenti che non hanno potuto puntualmente pagare le tasse. A dichiararlo il Presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, che aggiunge come la manovra varata dal Governo gialloverde, continua a produrre effetti devastanti.

Saldo e stralcio cartelle non si fa piu’. Confedercontribuenti rilancia rottamazione con rate al quinto del reddito.

Il saldo e stralcio delle cartelle esattoriali non si fa piu’. Era purtroppo solo una promessa elettorale. I contribuenti se ne rendano conto. A dirlo Carmelo Finocchiaro, presidente nazionale di Confedercontribuenti, che insieme a Giovanni Mangano di Confedercontribuenti Imprese e di Alessandro Ciolfi vice presidente nazionale, rilanciano l’idea da anni proposta dalla Confederazione, di una rottamazione delle cartelle esattoriali con pagamenti per le aziende e le famiglie che si trovano in difficoltà economiche, con rate che non eccedano il quinto del reddito d’impresa o familiare. Inoltre serve procedere alla sospensione d’ufficio della riscossione per tutti i soggetti privi di reddito, perche’ disoccupati. Una proposta concreta, sottolinea Giovanni Mangano, che potrà dare concrete risposte alla gente che non riesce a pagare, malgrado l’allungamento attuale dei tempi della rottamazione ter. Alessandro Ciolfi aggiunge che chiederemo che nella rottamazione siano reinserite anche IMU e TASI, inspiegabilmente eliminate. Adesso il Governo si pronunci con fatti concreti.