Confedercontribuenti: Decreto Agosto, pericoloso per le imprese, sui temi della riscossione

Verrà pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale il cosiddetto Decreto Agosto, nuovo provvedimento del Governo con cui si intende dare attuazione a tutta una serie di misure a sostegno di famiglie ed imprese ancora fortemente provate dalla crisi economica che ha duramente colpito il nostro Paese a causa della Pandemia globale da Covid-19.

L’articolo 154 del Decreto, però, così come formulato, rischia di creare una enorme disparità di trattamento tra i contribuenti ed in particolare tra chi è stato dichiarato decaduto dalla rottamazione, che potrà agevolmente tornare in bonis, e chi è stato dichiarato decaduto da una semplice rateizzazione che dovrà, invece, pagare le insolvenze in un’unica soluzione per evitare il pignoramento o, ancor peggio, la dichiarazione di fallimento.

Il Presidente nazionale di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, non ci sta, ed ha deciso di segnalare l’incongruenza normativa con una lettera destinata al Vice Ministro dell’economia, Laura Castelli, che di seguito riportiamo integralmente.

“Le scriviamo per sottolineare le nostre profonde preoccupazioni rispetto al decreto “Agosto” dove ci aspettavamo una svolta profonda rispetto alla questione tributaria in merito al rientro del debito verso l’erario da parte delle imprese e dei contribuenti.

Purtroppo, a nostro modo di vedere, è prevalso un ragionamento strettamente contabile senza cogliere le criticità che il Paese sta vivendo. Pensare che di fronte al calo del PIL del 12%, si possa pensare che al 15 di Ottobre le imprese possano affrontare quella marea di cartelle esattoriali che saranno inviate (oltre 8.000.000 milioni), per essere pagate entro sessanta giorni, diventa davvero impossibile. Tale previsione normativa non aiuterà l’erario alla giusta riscossione, specie per chi decaduto dalle rateizzazioni e dalle rottamazioni, impossibilitato a pagare nelle modalità precedentemente previste, dovrà aspettarsi pignoramenti ed azioni esecutive.

Come Confedercontribuenti vogliamo sottolineare e ringraziarLa sentitamente per la sensibilità mostrata verso queste tematiche verso contribuenti italiani che versano oggi in gravi difficoltà causa Covid e già provati da una situazione finanziaria che prima del virus era già in profonda crisi economica. Ecco perchè oggi contiamo su una Sua decisa presa di posizione, al fine di emendare il decreto stesso in sede di conversione.

In seguito ai numerosi dinieghi di rateazione che l’agenzia dell’entrate riscossione sta inviando in questi ultimi giorni a molti contribuenti per segnalarLe che l’articolo 154 del decreto rilancio così come è scritto crea un’ enorme disparità di trattamento fra i contribuenti stessi:

 chi è decaduto dalla rottamazione può tornare in bonis e chi è decaduto da una semplice rateizzazione deve pagare tutte le rate scadute in unica soluzione per tornare in bonis, impossibile per gran parte degli imprenditori e famiglie che pur volendo pagare le tasse sarebbero costrette a chiudere, non avendo guadagnato nulla da fine febbraio in poi.

Probabilmente al legislatore è sfuggito di integrare la norma ma va posto rimedio alla svelta altrimenti il 15 ottobre ( quando inizieranno nuovamente le azioni di recupero) ci saranno migliaia di contribuenti pignorati o falliti.

Potrebbe essere utile anche una semplice circolare chiarificatrice da inviare all’agenzia delle entrate che al momento sta applicando la norma alla lettera senza concedere rateizzazioni ai decaduti( e già sta inviando le lettere di preavviso ).

 Con la speranza che si possa porre rimedio ad una grave ingiustizia , confidiamo nel suo operato , pronti a ringraziarla pubblicamente per quanto farà .

Certi della sua attenzione e sensibilità”.

Confedercontribuenti, il Presidente Carmelo Finocchiaro: “Gualtieri, becchino delle imprese italiane, si dimetta immediatamente”

Il Ministro dell’economia Roberto Gualtieri dice no alla proroga lunga delle imposte sui redditi 2020 in scadenza lunedì 20 Luglio.

Non è ancora passata l’emergenza sanitaria che ha messo in ginocchio l’economia del nostro paese, portando al collasso imprese e famiglie italiane, che il MEF blocca il rinvio proposto per Settembre dei versamenti tributari. La decisione, viene spiegato dallo stesso Ministro Gualtieri, si rende necessaria considerato il brusco calo delle entrate dello Stato nel periodo di emergenza sanitaria. Così, le partite IVA diventano il solito “bancomat” da cui lo Stato può prelevare e fare cassa.

Una vera e propria tegola per i contribuenti italiani, la decisione assunta dal Ministro, nonostante in tantissimi hanno lamentato e lamentano la mancanza oggettiva di liquidità per far fronte alle scadenze tributarie emerse dalla dichiarazione dei redditi 2020; dunque, mano al portafogli per rimpinguare le casse erariali, i versamenti s’hanno da fare e subito.

“È assolutamente inutile elargire supporti finanziari se contestualmente non vengono rinviate le scadenze tributarie – tuona il Presidente di Confedercontribuenti Carmelo Finocchiaro – ritengo assurdo e vergognoso, poi, che il calcolo per gli acconti da versare si rifaccia al reddito 2019 senza tenere in debita considerazione i mesi di buio economico vissuti dai contribuenti. Le imprese sono in ginocchio e sarebbe stato opportuno, oltre che giusto, annullare gli acconti tributari o, in via eventuale, rimodulato al disastro economico vissuto dai contribuenti”.

Chiediamo, continua, che il MEF entro lunedì emetta una circolare nella quale venga presa in considerazione l’idea di ripensare alla decisione assunta e farlo attraverso un decreto organico che contempli un piano di rateizzazione serio ed adeguato.Se il Ministro Gualtieri, conclude, non è in grado di gestire con adeguatezza e lucidità questi passaggi, come anche la frizione a livello europeo che si è creata sull’argomento, deve presentare immediatamente le proprie dimissioni, perchè le piccole e medie imprese soffrono di queste assurde politiche che le stanno conducendo alla morte e Gualtieri, si candida a diventare, così, il “becchino” dei Contribuenti”.

Confedercontribuenti resterà a fianco delle piccole-medie imprese in questo lungo ritorno alla normalità

Sicilia, saldi estivi: incentivo alla ripresa dei consumi o penalizzazione per gli esercenti?

Al via oggi in Sicilia e nel Lazio i saldi estivi. Mentre continua il boom dello shopping in rete, in tanti hanno ancora timore di affollare negozi e centri commerciali, con il conseguente drastico e prolungato crollo delle vendite. In questo quadro preoccupante si inserisce la scelta, da parte dell’assessore siciliano alle politiche sociali, Mimmo Turano, di anticipare di un mese rispetto al resto delle regioni italiane, l’avvio dei saldi.
“La scelta è frutto di un’attenta valutazione fatta con le associazioni del mondo del commercio”, spiega l’assessore.
Lo scopo di questa anticipazione sarebbe, dunque, quello di far ripartire i consumi prima che i siciliani partano per le vacanze, ammesso che partano, ci vien da pensare!
La Regione siciliana fa,dunque, da apripista all’avvio alla stagione delle grandi occasioni da non perdere, discostandosi, dall’indirizzo comune fornito dalla Conferenza delle Regioni che prevede, invece, di posticipare la data al primo Agosto.
L’assessore fa sapere di aver semplicemente confermato la data scelta prima dell’emergenza sanitaria.
Al di là della lodevole iniziativa che tende, come anticipato, a stimolare la ripresa dei consumi, ci vien da pensare che tra le soluzioni eventualmente prospettate questa sia, forse, quella che lascia meno soddisfatti gli esercenti.
Diversi sondaggi, dimostrano, infatti, che la maggior parte dei commercianti avrebbe preferito dare seguito all’orientamento della Conferenza Stato Regioni, dando avvio ai saldi, così come nel resto d’Italia, il primo Agosto.
Ritengo che gli esercenti siano fortemente penalizzati non solo dalle conseguenze del lockdown ma anche dall’e-commerce che permette di vendere a prezzi molto competitivi e a scapito del commercio ordinario. Credo che oggi, inoltre, sia obsoleto parlare ancora di stagione dei saldi e che sarebbe lungimirante ed opportuno non frenare la libera iniziativa permettendo agli esercenti di scegliere quando, se e in che misura effettuare i saldi”. Alle parole del Presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, fa eco il Direttore Generale, Toti Russo “mi auguro che questo sacrificio chiesto ai negozianti siciliani venga pienamente accolto da chi può contribuire ad un effettivo e forte rilancio del commercio. Tocca ai siciliani aiutare la ripresa dell’economia della Sicilia. È necessario da parte dei consumatori, dunque, un atto di coraggio; occorre mettere da parte la paura e ricominciare a spendere per far aumentare i consumi per far ripartire l’economia”.
Lontano dal voler fare previsioni sui tempi e modi della ripresa, Confedercontribuenti resterà a fianco delle piccole-medie imprese, e dei contribuenti più in generale, in questo lungo ritorno alla normalità.

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