La BCE supporti l’Italia, con 50 miliardi di euro da erogare a istituzione dello Stato

La Bce non segue i passi di Fed e Bank of England e, a sorpresa, lascia tutti i tassi di interesse invariati (tra cui zero sui rifinanziamenti principali e meno 0,50% sui depositi). In compenso, Eurotower annuncia aste supplementari di finanziamenti agevolati alle banche “Tltro” per garantire liquidità sui mercati in risposta all’emergenza coronavirus. Inoltre l’istituto ha annunciato un piano di acquisti di titoli supplementare oltre a quello già in essere da 120 miliardi di euro da qui a fine anno contro il coronavirus, con un “forte contributo” di acquisti di titoli del settore privato.
Le decisioni odierne sono state prese all’unanimità, ha confermato il presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, ribadendo che le misure scelte sono quelle ritenute dal Consiglio direttivo le più appropriate e mirate per rispondere alla minaccia del coronavirus.  La Confedercontribuenti, con il suo Presidente, Carmelo Finocchiaro, chiede che in deroga alle norme che regolano il funzionamento della Banca Centrale Europea, di proceda con un intervento straordinario di 50 miliardi di finanziamento da concedere allo Stato Italiano e non alle banche, a supporto di tutti gli sforzi che si stanno facendo a sostegno dell’economia gravemente colpita dal Coronavirus.

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Coronavirus, Confedercontribuenti chiede subito decreto fiscale di sospensione adempimenti

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Buon Anno dal Presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro. “Serve cambiare le cose, lamentarsi non basta”.

Serve cambiare le cose, lamentarsi non basta. Questo sarà lo slogan del 2020 della Confedercontribuenti, che dopo un anno passato ad aspettare quel cambiamento annunciato dopo le elezioni politiche del 2018, ha bisogno di rimettere in campo idee e proposte che reggano e che non siano solo slogan da facebook o da social in generale. Proposte che possano approdare in Parlamento. Si proprio li, il luogo che ha bisogno di ridiventare il centro delle decisioni democratiche del nostro Paese. Un Parlamento che oggi, invece assolve al compito di votare le leggi, che propongono i Governi o i loro leaders, senza che vi sia dibattito e procedure costituzionali corrette. Un Parlamento che rischia di diventare quello tipico dei paesi, dove prevalgono quelle nuove tendenze che in nome del “popolo sovrano” si arrogano il diritto di decidere in pochi. Quei Paesi dove la democrazia è diventata formale e non sostanziale.  Invece serve partecipazione. Quella che invocano i tanti giovani scesi a riempire le piazze del nostro Paese, fin qui per fermare le derive autoritarie, ma che presto dovranno indicare i contenuti per il cambiamento. Noi anche nel 2019 di proposte, ad una classe politica sorda, ne abbiamo fatte tante. Dal fisco, alla riscossione, alle banche, alla pubblica amministrazione. Ma è davvero complicato fargli comprendere l’esigenza di salvare il Paese, salvando le imprese e i contribuenti. Allora dobbiamo diventare piu’ forti, soggetti del territorio e nel territorio. Bisogna che Confedercontribuenti si organizzi capillarmente, attraverso presidi tecnici ma anche e soprattutto politici. Il 2020 sarà l’anno di una vera riforma organizzativa della nostra organizzazione. Entro il mese di Marzo procederemo con la prima Conferenza di organizzazione e lavoreremo per una ristrutturazione sia della struttura centrale che delle realtà regionali. Rilanceremo già dai prossimi giorni il Quotidiano, i portali, la comunicazione e tutto cio’ che servirà a rafforzare la voce alle giuste istanze della nostra organizzazione. Dunque un 2020 che sarà di cambiamento, perchè lamentarsi non basta. Non basta esprimersi con slogan demagogici e inutili, che buttano nel mare magnum dei social aspettative irrealizzabili e spesso anche negatività sciocche e prive di senso. Insomma sarà un 2020 di cambiamento. Intanto buon fine anno. Il 2020 sia l’anno della giusta riscossa delle idee e dei fatti, perchè è giunto il tempo di diventare protagonisti attivi della politica del nostro Paese, con proposte concrete di cambiamento, perchè lamentarsi non basta.