Confedercontribuenti rafforza il quadro dirigente

Confedercontribuenti allarga e rafforza il suo quadro dirigente in parallelo con la crescita dell’organizzazione che da anni si batte per i diritti di cittadinanza dei contribuenti italiani e per sostenere i vitali interessi delle famiglie e delle piccole e medie imprese italiane.

Nella seduta del 30 marzo scorso, la Direzione nazionale di Confedercontribuenti, a sensi di statuto, ha deliberato una serie di nomine di grande importanza, tanto da far dire con orgoglio ad Ettore Minniti, segretario nazionale della Confederazione: “Confedercontribuenti cresce a vista d’occhio per impegno e qualità degli uomini e delle donne che la compongono”.

Il Prof. Gianni De Iuliis è stato nominato direttore del Centro Studi e della Scuola di formazione della Confederazione.

La dirigente pugliese Mariella Monterisi assume l’incarico di responsabile del settore “Donne Confedercontribuenti”.

La siciliana Rosanna La Malfa va a ricoprire il ruolo di responsabile del settore “Transizione tecnologica e processi innovativi”.

Concetta Ippolito e Doriana Barone sono i nuovi coordinatori della Provincia di Trapani.

Infine la Direzione ha deciso di costituire un “Coordinamento nazionale delle imprese”, composto da Salvatore Di Gennaro, Adele Scirrotta, Paolo Giordano, Consolato Cinque, Gianfranco Muzio, Mauro Nicolosi e Doriana Barone. Il responsabile del Coordinamento sarà eletto nella prima riunione del nuovo organismo.

A tutte e a tutti i nuovi dirigenti giunga il caloroso augurio di buon e proficuo lavoro dalla redazione del Quotidiano dei Contribuenti.

OGGI, 8 MARZO, FESTA INTERNAZIONALE DELLA DONNA, LA CONFEDERCONTRIBUENTI HA NOMINATO CO-VICE PRESIDENTE NAZIONALE RAFFAELLA ZANELLATO, 48 ANNI, IMPRENDITRICE VENETA

di  Salvo Cona

Da oggi, 8 marzo, giorno in cui si celebra la Festa internazionale della Donna, l’imprenditrice veneta Raffaella Zanellato, 48 anni, è stata nominata co-vice presidente nazionale di Confedercontribuenti, con delega allo “Sviluppo delle Imprese al femminile” e alle “Pari Opportunità”. La decisione è stata presa dai vertici nazionali di Confedercontribuenti: il presidente Carmelo Finocchiaro, il co-vice presidente Alfredo Belluco e il co-vice presidente Alessandro Ciolfi.

Sposata e madre di due figli, Raffaella Zanellato risiede a Vigonovo, in provincia di Venezia. Da quando è entrata in Confedercontribuenti, nel 2011, si è occupata del settore “Imprese” come responsabile regionale Veneto, “a tutela dei contribuenti e a difesa di quelle imprese prese di mira dalle banche che fanno quel che vogliono”. E sono tante battaglie di cui è stata protagonista e per le quali si è battuta per non far prevalere il sistema bancario sul cittadino. Raffaella Zanellato, imprenditrice in tre diversi settori, conosce bene il mondo delle imprese e i rapporti bancari non equi, causa talvolta di fallimenti o chiusure che mettono sul lastrico intere famiglie, tanto che annuncia e assicura che non abbasserà mai la guardia, diventando “motivo di orgoglio per tante donne e anche per quelle 442 mila donne che purtroppo hanno perso il lavoro tra aprile e settembre 2020Da anni mi batto contro le ingiustizie ‘bancarie’ verso i contribuenti. E quindi la battaglia mia che faccio come Confedercontribuenti è quella di aiutare gli utenti bancari, spesso vittime di ingiustizie, ad avere pari dignità nel rapporto con le banche. Darò più voce ai contribuenti e alle imprese che oggi voce non hanno. Ecco perchè ho appreso con piacere dal presidente nazionale Carmelo Finocchiaro… e ne sono molto onorata… di aver ricevuto la nomina di co-vice presidente di Confedercontribuenti, proprio in questo particolare giorno, in cui ricorre la Festa internazionale dedicata alla Donna. La mia nomina, quindi, ha per me una doppia valenza e un doppio significato”.

Il presidente nazionale Carmelo Finocchiaro esprime il suo “compiacimento per la presenza di Raffaella Zanellato in Confedercontribuenti, quale co-vice presidente nazionale” e poi aggiunge: “E’ una quota rosa importante. E’ un segnale molto forte verso la donna. Non a caso la nomina parte da oggi, 8 marzo, festa internazionale della donna. Insieme faremo sentire ogni giorno la nostra voce, forte e chiara, sui diritti dei contribuenti e delle imprese, ma anche delle donne e del loro ruolo in economia. Ringrazio Raffaella Zanellato per aver accettato questo incarico, alla quale auguro giornate di proficuo lavoro”.

Alla soddisfazione del presidente Carmelo Finocchiaro si aggiunge quella del vice presidente nazionale di Confedercontribuenti, Alfredo Belluco, che parlando di Raffaella Zanellato la definisce “un’autentica forza della natura, capace come imprenditrice e come esperta contabile. Sa trattare con le banche in maniera magistrale ed è insuperabile. Ovviamente sono stato favorevole alla sua elezione a co-vice presidente nazionale di Confedercontribuenti, insieme ad Alessandro Ciolfi e me. Faremo e saremo una grande squadra!”. Anche per l’altro co-vice presidente nazionale di Confedercontribuenti, Alessandro Ciolfi, condivide in pieno quanto deciso anche dal “nostro Presidente Finocchiaro che ha avanzato la richiesta di nomina nella vice Presidenza nazionale di Raffaela Zanellato… una ‘Donna’ che definirei una guerriera, guidata da spiccate virtù e capacità non comuni nel saper gestire e risolvere migliaia di problemi. E’ un valore aggiunto che non farà altro che portare del bene. Per cui mi trovo assolutamente d’accordo con il Presidente Carmelo Finocchiaro alla nomina di Raffaella nella vice Presidenza nazionale Confedercontribuenti”.

TURISMO. DISTRETTI TURISTICI QUALE FUTURO? di Nietta Bruno

Sono passati sei lunghi anni in attesa di una trasformazione delle politiche regionali in materia di turismo.
Mamma Regione, nel frattempo, ha fagocitato i Distretti che creò lasciandoli sospesi in un limbo…, ma c’è chi vede anche attraverso le nebbie.. ripropongo quanto già scritto cinque anni orsono.
L’urgenza delle trasformazioni
Compirà dieci anni nel 2015 la legge regionale che ha istituito i distretti turistici in Sicilia.
Un decennio di intensa attività tra attese, polemiche, contraddizioni e fermenti costruttivi.
L’impianto normativo conquistò tutti, possedeva, infatti, quegli elementi innovativi che nell’era del torpore apparvero rivoluzionari, sebbene di complessa attuazione: enti pubblici, enti territoriali e soggetti privati finalmente a confronto per costruire un modello di sviluppo turistico nel proprio territorio.
Imprenditori, funzionari pubblici e rappresentanti della politica vennero coinvolti in continue assemblee, incontri di categoria, convocazioni presso l’assessorato regionale competente per partecipare a riunioni”esplicative”, per approfondimenti…per chiarirsi le idee sulla forma più idonea da adottare per associarsi. Nacquero, così, consorzi, cooperative, società consortili, associazioni e, di conseguenza, CDA, consigli direttivi, comitati scientifici…tempo, parole, progetti, parole…
Gli scettici di allora (gufi di oggi) gridarono: “I soliti carrozzoni!”.
Scontata premonizione figlia di un disfattismo già imperante!
Ma per la prima volta in Sicilia si iniziò a parlare organicamente di turismo dopo decenni di mancata progettualità politica e dopo l’abolizione delle A.A.P.I.T. che, salvo rare eccezioni, non avevano consegnato alla storia prove di eccellenza.
Non è quantificabile il costo sostenuto da tutti i soggetti, pubblici e privati, che hanno lavorato in questi anni per costruire le strutture e mantenere la funzionalità degli ingranaggi: migliaia di euro tra spese notarili, marche, bolli, oneri fiscali, missioni di funzionari pubblici, ore di lavoro, tempo, tempo e speranze, tante. Troppe.
Dalla data di promulgazione della legge regionale n.10/05 e dopo circa due anni dalla presentazione dei progetti alla Regione da parte di tutti i Distretti siciliani, di proroga in proroga, di decreto in decreto, di circolare a circolare, siamo arrivati, bava alla bocca, all’agognato traguardo: l’ottenimento dei decreti di approvazione dei progetti ammessi al bando denominato “Cofinanziamento dei progetti di sviluppo proposti dai Distretti Turistici Regionali”.
Molti dei decreti di ammissione al bando mancano ancora del visto della Corte dei Conti, l’ansia cresce tra i responsabili dei Distretti considerato che rimangono solo dodici mesi per l’espletamento di tutte le gare, tempo risicatissimo considerati i tempi tecnici di pubblicazione e di aggiudicazione!
Che i Distretti non incontrassero il gusto del penultimo assessore al Turismo era chiaro, ma che dovessero essere”urgentemente” trasformati in Dmo ( per i non addetti ai lavori: agenzie che organizzano servizi logistici legati al turismo in un dato territorio) lo abbiamo appreso di recente dalle dichiarazioni dell’assessore subentrante.
Ebbene, non ci atterriscono i “piani di rottura” e le proposte innovative annunciate a Villa Igea giorni fa’, le consideriamo, anzi, in perfetta linea con la trasformazione del mercato turistico internazionale, ma ci atterrisce l’utilizzo del verbo “urgere” adesso e qui!
A nostro parere l’unica cosa “URGENTE” da fare è ottenere una proroga affinché tutti i progetti approvati possano andare a buon fine, ma, soprattutto, affinché non vengano riconsegnati alla Unione Europea 44 milioni di euro destinati esclusivamente ai Distretti Turistici Siciliani!!
Sarebbe l’ennesima sconfitta e, in questo caso, anche una beffa considerato che queste agognate risorse sono a pochi metri dal nostro traguardo!!
Nietta Bruno

Buon anno ai contribuenti e alle contribuenti dal Presidente nazionale Carmelo FInocchiaro

Si chiude un anno complicato per l’intera popolazione mondiale. L’anno del Covid ha trasformato radicalmente il nostro modo di vivere, la nostra economia, il nostro sistema relazionale ma ha creato anche nuove consapevolezze. Innanzitutto sull’esigenza di una sanità pubblica da rafforzare e da rendere centrale per evitare che eventuali, nuove emergenze sanitarie possano  provocare in futuro le migliaia di vittime mietute dal Covid. Continua a leggere

Il 2020 l’Annus horribilis per il turismo. Redazione

L’anno 2020 rappresenta una debacle per il turismo in Italia. Le aziende sono sull’orlo del default.

I Decreti Rilancio e Ristori, con indennizzi a fondo perduto e indennità una tantum per stagionali e lavori del turismo, dello sport e dello spettacolo, si sono rilevati dei palliativi, insufficienti a reggere il complesso mondo della filiera del turismo.

La crisi rischia di far pagare un prezzo epocale all’industria delle vacanze: tutti concordano nell’ipotizzare che le perdite di fatturato si aggireranno intorno al 70% con conseguenti impatti occupazionali sul comparto.

Con i ristoranti, le spiagge, i campi da sci, le strutture ricettive chiuse non è possibile fare una vacanza normale come nel passato e in quest’anno così difficile nulla è stato normale, in nessun paese, non in Europa, né Italia, né in altre parti del mondo”.

Gli ultimi DPCM, che si sono susseguiti nell’ultimo periodo, hanno introdotto ulteriori restrizioni per cercare di contenere i contagi da coronavirus. Tutto questo, purtroppo, inciderà negativamente e pesantemente sul settore turistico, già fortemente colpito dall’emergenza pandemica.

ConfederContribuenti chiede al Governo, per sostenere un settore che vale il 13% del PIL nazionale, misure più coraggiose e innovative, come l’istituzione di un fondo di crisi per il turismo

“Occorre avere chiaro cosa bisogna proporre con il Piano nazionale di ripresa e resilienza” ha dichiarato Il dottor Ettore Minniti, responsabile del settore turismo, sport e cultura, di ConfederContribuenti,” Il Piano è il programma di investimenti che l’Italia deve presentare alla Commissione europea nell’ambito del Next Generation EU, lo strumento per rispondere alla crisi pandemica. Dal nostro punto di vista occorre avere una visione di insieme e non pensare solo a singoli progetti fini a sé stessi. Progettare non solo la ripresa per un immediato futuro, ma pensare in maniera strategica un progetto quinquennale, con un’offerta turistica diversificata, puntando sull’accoglienza, la digitalizzazione e le aree interne”. Minniti ha così proseguito “Non è più possibile lavorare nel campo del turismo a compartimenti stagni, bisogna avere una visione d’insieme e lavorare per un progetto organico. Ad esempio progettare il turismo come una matrioska dove ogni operatore turistico sa che nel giro di tre anni sarà protagonista e sarà consapevole di ricevere il testimone da un altro operatore e deve essere consapevole di doverlo cedere ad un altro, perché il turista straniero sarà fidelizzato”.

Progetti, attraverso una pianificazione a medio e lungo termine, per recuperare quei 40 milioni di visitatori persi in questo anno, con l’ambizione futuristica di poterli fare diventare stanziali come turisti nel nostro Paese.