Finocchiaro (pres. Confedercontribuenti): Senza aiuti alle imprese, primo Maggio diventa ricorrenza retorica

Se chi governa il Paese, in questo momento fra Guerra e post pandemia, non individua e legifera un piano “Marshall” per salvare il vero motore propulsivo del nostro Paese che è la piccola e media impresa, la Festa del Lavoro, del primo Maggio, rischia di diventare una scadenza retorica. A dirlo il Presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro. Lo sforzo delle imprese e degli imprenditori per rilanciare nel post pandemia l’economia è notevole, ma il silenzio del Governo sull’aumento esasperato dei prezzi delle materie prime e dei beni necessari all’attività delle imprese rischia di vanificare tutto. Accanto a tutto cio’ il sistema fiscale italiano non è stato capace di agire come motore propulsivo dello sviluppo, avviando una vera e propria compliance con i contribuenti. Si tenta una riforma fiscale, dannosa per le imprese e dove prevale la logica questa si, populista di  trovare soluzioni solo verso le fascie debolissime della popolazione, ma non comprendendo che senza aiuti alle imprese, la popolazione debole restera’ sempre piu’ debole. Sport nazionale è diventato parlare sempre dell’abbasamento del cuneo fiscale, senza farlo mai. Il primo Maggio dunque e necessario che diventi il punto di partenza per un grande rilancio delle imprese, unica condizione per festeggiare la festa del lavoro.  Questo serve, conclude Finocchiaro, perchè altrimenti anche il PNRR diventa uno slogan per gli italiani e un grande business per le grandi lobby.

Sicilia: il turismo delle banane

Mentre in altre regioni le aperture sono previste dal primo aprile, nell’isola il governo regionale decide di far cominciare la stagione dal primo maggio.  Un ritardo inspiegabile che porterà la stagione balneare ad entrare nel vivo soltanto a giugno inoltrato

di Ettore Minniti*

Ruggero Razza, assessore alla salute del Governo della Regione Siciliana, presieduto da nello Musumeci, ha predisposto il calendario della stagione, per l’apertura dei lidi balneari; si parte il primo maggio e si chiude a fine ottobre. Mentre in altre regioni, che hanno ben chiaro cosa vuol dire fare turismo, le aperture sono previste dal primo aprile.

La Sicilia prepara un piano per consentire l’apertura di lidi balneari e spiagge attrezzate. Nell’isola la stagione inizia, formalmente, il primo maggio. Nel frattempo, ci si predispone per le campionature delle acque, fondamentali per predisporre le autorizzazioni, i divieti e le limitazioni alla balneazione in vista dell’estate.

Dalla prossima settimana potrebbero essere consentiti i lavori di manutenzione nelle strutture fisse. Poi potrebbero essere autorizzate le opere di pulizia delle spiagge e di montaggio delle strutture mobili dei lidi balneari in vista della stagione.

Se così fosse ci vorrebbero almeno tre settimane per definire la qualità dell’acqua e predisporre i decreti di balneabilità e dunque la stagione balneare potrebbe partire intorno ai primi giorni di giugno.

Con il covid che è sempre dietro l’angolo, dovranno comunque rispettarsi alcune limitazioni.

Gli operatori del settore non ci stanno dopo due anni di pandemia, vedersi sfuggire di mano la settimana di Pasqua, alla quale si aggiunge la crisi dovuta alla guerra con l’evitabile perdita dei flussi turistici provenienti dalla Russia, ritengono che il danno sia totale.

Rimane non risolta la questione dello sgravio fiscale dei canoni demaniali.

La Regione fa troppi proclami e pochi fatti, – dichiara Ivana Pollicina di Confedercontribuenti Turismo – facciamo appello all’assessore al turismo, Manilio Messina, a far sentire la propria voce a tutela di tutto il comparto. Oltre il danno la beffa. Così non si può andare avanti!”

Recenti studi di settore hanno certificato che la scelta dei turisti di venire in Sicilia è legata ad una voglia di natura e di libertà, un turismo esperienziale ed enogastronomico, mentre la stampa internazionale ha scelto l’isola la Sicilia per rilanciare il turismo straniero in Italia, senza dimenticare quello ‘autoctono’. Un sondaggio tra i natii ha evidenziato che la maggioranza dei siciliani ha dichiarato che coglierà l’occasione per scoprire luoghi nascosti della propria terra (39%), mentre il 22% degli intervistati ha confessato che resterà vicino casa.

Un comparto che conta circa tremila esercenti che danno lavoro a centomila persone.

Tutte le imprese piccole e medie che gravitano nel settore – continua Ivana Pollicina – garantiscono reddito e tutela ambientale. Imprese che vanno tutelate e non vessate con provvedimenti cervellotiche”.

Ci chiediamo perché il calendario non abbia previsto il mese di aprile per la riapertura dei lidi?

Un’occasione perduta per venire in Sicilia in questo mese di aprile, le cui temperature cominciano ad essere gradevoli, godersi qualche giorno di mare e magari vedere, come da tradizione, le rappresentazioni sacre che si svolgono in tanti paesi, città e borghi dell’isola, convinti che sia “il posto più bello del mondo”.

 

* Segretario nazionale Confedercontribuenti

Grazie Presidente. Confedercontribuenti ti e’ grata.

Grazie Presidente il tuo senso di responsabilità e’ un segnale per tutti e per le giovani generazioni. Confedercontribuenti ti e’ grata perche’ sei il vero baluardo della difesa della nostra Costrituzione.

Carmelo Finocchiaro (presidente Confedercontribuenti)

“Europa e imprese meridionali”. L’incontro-evento della Scuola di formazione di Confedercontribuenti

Prosegue l’attuazione del programma formativo sviluppato dal Centro Studi e dalla Scuola di formazione di Confedercontribuenti, diretti dal Prof. Gianni De Iuliis, secondo il metodo del Lifelong Learning (LLL), detto anche «apprendimento permanente», nel presupposto, proprio della Confederazione, che la conoscenza è uno dei fattori chiave nello sviluppo della persona, dei professionisti e degli imprenditori.

Nel ciclo di eventi formativi on line promosso dal Centro studi e dalla Scuola di formazione di Confedercontribuenti si inserisce l’incontro tenutosi on line venerdì sera, 21 gennaio scorso,  sul tema “Europa e imprese meridionali”.

Dopo l’introduzione dei lavori da parte di Antonio Notarpietro del Centro studi di Confedercontribuenti, la relazione introduttiva è stata svolta dal manager aziendale Enrico Franzi, animatore dell’associazione culturale “Apriti Pesaro”.

Franzi ha ricordate le origini, ripercorso le tappe fondative e richiamato i principi ispiratori dell’Unione Europea, illustrando l’attuale configurazione delle Istituzioni comunitarie e della zona euro e soffermandosi sui rapporti tra l’Europa e il tessuto economico italiano, con particolare attenzione alla realtà meridionale.

Il relatore ha messo in evidenza come, grazie al processo di integrazione comunitaria, da settant’anni non si combattono guerre tra i paesi membri dell’UE ed ha sottolineato il valore degli accordi di Schengen che assicurano la libera circolazione delle merci e delle persone in ambito comunitario.

Enrico Franzi si è quindi soffermato sulle risorse stanziate nel quadro del piano di recupero europeo varato per aiutare i paesi dell’Unione a superare l’emergenza causata dalla pandemia di coronavirus, sia con il bilancio a lungo termine dell’UE che con NextGenerationEU (NGEU), lo strumento temporaneo pensato per stimolare la ripresa economica, che rappresenta il più ingente pacchetto di misure di stimolo mai finanziato in Europa.

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) sull’impiego delle straordinarie risorse europee, illustrato dal relatore nelle sue sei differenti missioni, è destinato ad avere un impatto molto significativo sulla crescita economica del nostro Paese. Il Piano rappresenta un’occasione da non sprecare por le regioni del Mezzogiorno, oggi divise da un gap intollerabile dal Settentrione dìItalia. Non è vero che nel Sud mancano i progetti – ha detto Franzi – ma bisogna saperli ben presentare, perché si rischia il dirottamento dei finanziamenti verso altre realtà territoriali del Paese che già si dicono pronte a recepire le risorse che il meridione non sarà in grado di impiegare e mettere a frutto.

Il relatore ha richiamato il pericolo insito nell’approvazione delle cosiddette “autonomie differenziate”, cioè l’attribuzione di fondamentali competenze strategiche, come la scuola e la sanità, alle regioni con la maggiore capacità fiscale. “Ma anche le regioni del Nord Italia – ha affermato Franzi – sono andate indietro in questi anni di pandemia, per cui il problema della crescita è comune a tutto il Paese.”

Per offrire nuove possibilità di sviluppo al Mezzogiorno è essenziale abbandonare il criterio discriminatorio della spesa storica nella ripartizione delle risorse e varare, come previsto dalla nostra Costituzione, i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) cioè degli standard minimi prefissati per coprire l’effettivo fabbisogno di servizi di ogni comunità.

Ma per fare in modo che le regioni del Mezzogiorno possano sfruttare a pieno le opportunità offerte da quel 40% del plafond complessivo del Pnrr ad esse riservato è necessario chiamare a raccolta tutte le migliori energie che la società e l’economia sono in grado di esprimere: atenei, sindaci, intellettuali, piccole e medie imprese e imprenditori in generale. Occorre sviluppare una cultura del turismo che oggi manca, al di là delle strutture ricettive e delle dotazioni infrastrutturali.

Il primo motore economico per il Sud Italia è costituito dal Mare Mediterraneo. Porti come Gela ed Augusta possono diventare hub fondamentali per l’approdo delle navi portacontainer  e lo sviluppo delle vie di comunicazione marittime, le famose “autostrade del mare, valida alternativa al trasporto delle merci su rotaia e su gomma per le quali, comunque, mancano le opere infrastrutturali necessarie, a pèartire dal ponte sullo Stretto di Messina.

Ma rilancio del Mezzogiorno non può essere affidato soltanto alle necessarie infrastrutture, fondamentali sono la scuola, la sanità, la formazione di una classe dirigente all’altezza, una politica equa e che decide.

La più grande emergenza del Mezzogiorno – ha concluso il relatore Enrico Franzi – è l’emigrazione: 600mila giovani hanno lasciato le regioni del Sud, tra questi 240mila laureati, un’impressionate fuga di cervelli che ci fa tutti più poveri. Punto nevralgico di una una politica di sviluppo è dunque quello di bloccare il calo demografico attraverso l’aumento della natalità o la buona immigrazione.

Su questi tempi si è sviluppato un ampio dibattito, nel quale è intervenuto anche il presidente di Confedercontribuenti Carmelo Finocchiaro che ha richiamato le allarmanti condizioni in cui si dibattono le piccole e medie imprese del meridione e la necessità di chiedere al governo una decisa inversione di rotta, anche mediante una revisione del Pnrr per la parte che riguarda gli investimenti al Sud.

Le conclusioni dell’incontro sono state tratte dal presidente del Centro studi e della Scuola di formazione di Confedercontribuenti, Gianni De Iuliis, il quale ha esposto i principi di fondo che ispirano il progetto formativo della Confederazione, basati sulla considerazione che, con il nuovo millennio siamo entrati nella cosiddetta «società della conoscenza» ed occorre quindi  impegnarsi a fondo nella missione di trasferire non solo ai soci e simpatizzanti di Confedercontribuenti ma a tutta la società civile le risorse di conoscenza necessarie per svilupparne le potenzialità.

Approvato il Sostegni ter: 390 ML di fondi per le imprese

Ministro Giancarlo Giorgetti informa delle misure a favore delle imprese contenute nel Decreto legge Sostegni ter approvato oggi dal Consiglio dei Ministri.

Il Ministro del MISE, Ministero dello sviluppo economico, specifica che con il decreto legge sono stati introdotti:

  • nuovi sostegni alle attività maggiormente colpite dall’emergenza Covid
  • interventi per contrastare l’aumento del costo della bolletta energetica per le imprese.

“Abbiamo stanziato 390 milioni di euro per le attività colpite dalla pandemia, aumentando a 30 milioni il fondo per discoteche e sale da ballo. Un sostegno doveroso da parte del governo”, ha dichiarato Giorgetti soddisfatto malgrado il diniego ricevuto sulle misure per l’automotive per mancanza di risorse.

Sostegni ter: le misure per le imprese

In particolare, sono stati stanziati circa 390 milioni per le misure di sostegno ad attività del commercio al dettaglio, del settore dell’intrattenimento e del tessile:

  • Istituito al Mise un “Fondo per il rilancio delle attività economiche di commercio al dettaglio” con una dotazione di 200 milioni per l’anno 2022. Per poter beneficiare dei contributi a fondo perduto le imprese devono presentare un ammontare di ricavi riferito al 2019 non superiore a 2 milioni e aver subito una riduzione del fatturato nel 2021 non inferiore al 30% rispetto al 2019. leggi anche Fondo perduto imprese al dettaglio nella bozza del Sostegni ter
  • Il Fondo per il sostegno delle attività economiche particolarmente colpite (intrattenimenti, discoteche, gestione di piscine a titolo di esempio) dall’emergenza epidemiologica, istituito con il decreto Sostegni del 22 marzo 2021, è esteso al 2022 con uno stanziamento di 20 milioni da destinare ad interventi in favore dei parchi tematici, acquari, parchi geologici e giardini zoologici. Per i settori del wedding, intrattenimento e affini sono stanziati 40 milioni, mentre è stato aumentato di 30 milioni il fondo dedicato alle discoteche e sale da ballo;
  • Il credito d’imposta del 30% sul valore delle rimanenze finali di magazzino delle attività manifatturiere e del commercio del settore tessile, della moda e degli accessori è esteso anche alle imprese che svolgono attività di commercio al dettaglio in esercizi specializzati di prodotti tessili, della moda, del calzaturiero e della pelletteria. Per la misura sono stanziati circa 100 milioni.

Sostegni ter: le misure contro il caro energia

Contro il caro energia è stato approvato un pacchetto di misure calibrato verso le filiere produttive che rischiano maggiormente l’interruzione delle attività:

  • 1,2 miliardi per annullare a tutte le imprese gli oneri di sistema nel primo trimestre del 2022. Riguarderà le attività che nei contratti impegnano potenza anche sopra i 16,5kW;
  • 540 milioni per contributi sotto forma di credito d’imposta pari al 20% delle spese elettriche (tutta la bolletta) per le imprese energivore, circa 3.800, che hanno subito incremento dei costi +30% rispetto al 2019;
  • Prevista, dal 1 febbraio al 31 dicembre 2022, anche una misura per i fotovoltaici incentivati con vecchi sistemi che se hanno extra profitto devono riversarne una parte al GSE tramite compensazione. L’importo verrà deciso dal GSE.