Eco-sisma bonus alla consolidante: utilizzo in compensazione senza limiti

Si tratta infatti del mero trasferimento di una posizione soggettiva alla fiscal unit, da parte della consolidata, ai fini della liquidazione Ires e non di una vera e propria cessione del credito d’imposta

Una società consolidata può trasferire alla consolidante i crediti d’imposta Ecobonus e Sismabonus maturati nel 2019, per l’utilizzo in compensazione con l’Ires di gruppo, senza incorrere nei limiti previsti dall’articolo 34 della legge n. 388/2000. Possibilità invece preclusa in caso di ulteriori cessioni da parte dei secondi cessionari, secondo le previsioni dell’articolo 14 e 16 del Dl n. 63/2013. È il chiarimento dell’Agenzia contenuto nella risposta n. 133/2021.

Nell’interpello la società Beta, in qualità di cessionaria, aveva acquistato, a partire dal 2019, direttamente dai soggetti titolari della detrazione, spettante per gli interventi di riqualificazione energetica, il credito d’imposta nella misura e alle condizioni previste dalla disciplina agevolativa. Tale credito, ricorda il documento di prassi, qualora non sia oggetto di successiva cessione, è utilizzabile in compensazione senza l’osservanza dei limiti previsti dall’articolo n. 34 della legge n. 388/2000.

Il titolare dell’Ecobonus e del Sismabonus quindi può cedere il credito, corrispondente alla detrazione spettante, ai fornitori che hanno effettuato gli interventi o ad altri soggetti privati. Il fornitore che ha effettuato gli interventi ha, a sua volta, facoltà di cedere il credito d’imposta ai propri fornitori di beni e servizi, con esclusione della possibilità di effettuare una terza cessione da parte di questi ultimi.

Al riguardo l’Agenzia ricorda, oltre alla misura che ha previsto la completa fruibilità del credito ceduto (articolo 14 Dl n. 63/2013), anche la disposizione che ha previsto dei limiti all’utilizzo in compensazione del credito oggetto di cessione (articolo 34 della legge n. 388/2000)

Ricorda, poi, che la disciplina sul consolidato fiscale consente la determinazione in capo alla società o ente controllante di un’unica base imponibile, costituita dalla somma algebrica degli imponibili di ciascuna impresa partecipante. Questa opportunità non penalizza la possibilità di compensazione e di utilizzo dei crediti e delle eccedenze d’imposta che sono concessi alle imprese singolarmente considerate.

L’articolo 121 del Tuir prevede, infatti, che ciascuna società partecipante al consolidato debba redigere e presentare la propria dichiarazione dei redditi – senza liquidare la relativa imposta – comunicando alla controllante il proprio reddito complessivo, le ritenute subite, le detrazioni e i crediti d’imposta spettanti e acconti versati.

Pertanto, in conseguenza dell’esplicito riconoscimento della fiscal unit, ciascuna società partecipante al consolidato (inclusa la stessa consolidante) ha la facoltà di trasferire i propri crediti ai fini della compensazione con l’imposta sul reddito delle società dovuta dalla consolidante per un ammontare non superiore all’Ires risultante dalla dichiarazione dei redditi del consolidato.

Riguardo al primo quesito, dunque, l’Agenzia ritiene che nel caso in esame si è in presenza di un trasferimento di una posizione soggettiva alla fiscal unit che rileva ai soli fini della liquidazione dell’imposta sul reddito delle società dovuta dalla consolidante, e non di un vero e proprio contratto di cessione. Di conseguenza, la controllata Beta potrà legittimamente traferire il credito d’imposta nei limiti della quota utilizzabile e dell’Ires dovuta, senza incorrere nelle limitazioni normative indicate.

Riguardo al secondo quesito, e cioè al riconoscimento del Sismabonus e dell’Ecobonusnell’ipotesi in cui il bonifico usato per il pagamento delle ristrutturazioni sia stato compilato in modo tale da non consentire alle banche e a Poste italiane di adempiere correttamente all’obbligo di ritenuta, l’Agenzia precisa in via preliminare che tale quesito presenta un difetto di legittimazione, trattandosi di un punto che non riguarda l’istante. Inoltre l’interpello non individua in modo puntuale l’errore commesso, parlando genericamente di “incompletezza di taluni dati del bonifico”.

In ogni caso, l’Agenzia ricorda gli elementi che devono figurare nel bonifico richiesti dalla normativa (indicazione della causale del versamento, codice fiscale del beneficiario della detrazione, il codice fiscale o partita Iva del beneficiario) e in particolare i chiarimenti contenuti nella circolare n. 13/2019, precisamente “Qualora, per errore, non siano stati indicati sul bonifico tutti i dati richiesti e non sia stato possibile ripetere il bonifico, la detrazione spetta solo qualora il contribuente sia in possesso di una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà rilasciata dall’impresa con la quale quest’ultima attesti che i corrispettivi accreditati a suo favore sono stati correttamente contabilizzati ai fini della loro imputazione nella determinazione del reddito d’impresa Tale documentazione dovrà essere esibita dal contribuente che intende avvalersi della detrazione al professionista abilitato o al CAF in sede di predisposizione della dichiarazione dei redditi o, su richiesta, agli uffici dell’amministrazione finanziaria”.

Fonte: Fiscoggi.it

 

Dl Sostegno: ristori, fisco e congedi, verso ok settimana prossima

Dovrebbe arrivare settimana prossima il via libera del governo al dl Sostegno,. A quanto apprende l’Adnkronos, il lavoro sull’ex decreto Ristori 5, rimasto ai box a causa della crisi di governo, è in fase di definizione ma l’esecutivo punta al via libera entro la seconda settimana di marzo.

Dai ristori alla proroga delle scadenze fiscali, nel menù del provvedimento per il quale il precedente governo aveva stanziato risorse in deficit per 32 mld di euro con un nuovo scostamento approvato a gennaio.

RIMBORSI. Il decreto introdurrà una nuova tranche di ristori per le attività colpite, ma la platea questa volta non verrebbe definita dai codici Ateco ma sulla base del calo del fatturato nel 2020 rispetto al 2019 pari ad almeno il 33% delle perdite. Si ragiona sull’ipotesi di aiuti selettivi, prevedendo per professionisti e piccole imprese una sorta ‘corsia preferenziale’ con un forfait a fondo perduto; per le attività più grandi un risarcimento tarata su fatturato e numero di dipendenti.

TURISMO SCI. Nello schema di aiuti si lavora ad una formula per sostenere il comparto del turismo invernale, che con i recenti lockdown ha contabilizzato mancati incassi per quasi 10 miliardi di euro.

CONGEDO COVID SE FIGLIO IN DAD. Il decreto dovrebbe inoltre reintrodurre il congedo parentali Covid al 50% della retribuzione per i genitori degli under 14enni che fanno scuola didattica a distanza scaduto il 31 dicembre.

FISCO. il cantiere delle proroghe fiscali è in pieno lavoro al Mef. Su questo fronte è in arrivo la proroga delle scadenze dei versamenti delle rate della rottamazione ter e del saldo e stralcio dovuti al primo marzo. Tra le misure fiscali allo studio anche una pulizia del magazzino delle cartelle inesigibili pre-2015: una montagna di crediti pari a circa 400 mld di euro che non può più essere riscossa perché dovuti da soggetti deceduti o falliti. Per snellire la montagna di arretrati dovuti è anche allo studio l’ipotesi di un nuovo saldo e stralcio per le cartelle inferiori a 5mila euro. In bilico invece la possibilità di un nuovo stop alla notifica delle cartelle esattoriali: congelato a più riprese l’invio di oltre 5 milioni di atti di riscossione potrebbe ripartire ma con una dilazione dei tempi nell’arco dei due anni bloccando i termini di prescrizione.

fonte: adnkronos

 

Spid diventa la chiave d’accesso al Fisco

Addio a Fisconline e pin per entrare nei servizi dell’Agenzia delle Entrate, bisogna avere Spid – l’identità digitale del cittadino – oppure la Carta d’identità elettronica o la Carta nazionale dei servizi. La rivoluzione digitale dei rapporti tra Pubblica amministrazione e cittadini scatta dal primo marzo, ma come ha dimostrato una ricognizione di Repubblica sul campo sono ancora molti gli enti indietro nella transizione. L’Agenzia guidata da Ruffini si è però mossa per tempo e già a metà febbraio ha aggiornato gli utenti sulle novità in arrivo.

Per il momento, chi non è dotato di Spid ma ha vecchie credenziali riuscirà a sfruttare i servizi del Fisco: per ora non saranno più rilasciate nuove credenziali Fisconline, mentre a fine settembre scadranno tutte quelle già attive. Le norme sono previste dal decreto “Semplificazioni” (dl 76/2020) che ha stabilito che tutti i siti della Pubblica amministrazione dovranno essere accessibili tramite una sola identità digitale, mentre le singole credenziali che ogni Pubblica amministrazione aveva adottato in autonomia dovranno essere dismesse. Si potrà quindi entrare solo con il proprio Spid, la Carta d’identità elettronica (Cie) o la Carta nazionale dei servizi (Cns).

L’accesso alla dichiarazione precompilata

Per accedere ai moduli dei redditi, dunque, chi è già registrato potrà comunque continuare ad utilizzare login e password fino alla scadenza, ma comunque non oltre il 30 settembre. Dal primo ottobre, infatti, l’accesso avverrà solo con Spid o con le altre modalità previste, che possono già oggi essere usate sul sito. Chi non ha ancora lo Spid dovrà quindi organizzarsi per poter accedere alla dichiarazione precompilata che sarà on line dal 30 aprile.

Nessun cambiamento per professionisti e imprese

Le nuove disposizioni riguardano per ora solo i contribuenti privati, e non i professionisti e le imprese. Gli utenti professionali, infatti, potranno continuare sia ad utilizzare le vecchie credenziali che richiederne di nuove, perché il passaggio all’identità digitale unica avverrà in tempi più lunghi. Come previsto dal Codice dell’amministrazione digitale sarà un decreto ad hoc a dettare le tempistiche in considerazione delle diverse esigenze e modalità di interazione con i siti della pubblica amministrazione rispetto agli utrenti privati.

Come richiedere lo Spid

Chi non ha ancola lo Spid potrà chiderlo scegliendo uno dei 9 gestori di identità digitale presenti sul sito http://www.spid.gov.it/richiedi-spid.

Inps, la migrazione a Spid già fatta a ottobre

Già dal 1° ottobre 2020 l’INPS ha iniziato a rilasciare il Pin per i servizi previdenziali solo a ristrette categorie di utenti privati (come per le Entrate, gli utilizzatori professionali non subiscono modifiche): minori di diciotto anni; persone che non hanno documenti di identità italiana; persone soggette a tutela, curatela o amministrazione di sostegno.

Per tutti gli altri utenti i servizi Inps sono aperti con: Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID); Carta d’Identità Elettronica (CIE); Carta Nazionale dei Servizi (CNS). Anche in questo caso la fase transitoria consente l’uso del vecchio Pin, ma è decisamente il momento di dotarsi degli accessi digitali.

Fonte: Repubblica

Rottamazione e Saldo e Stralcio annunciato il rinvio dei pagamenti di domani

È in arrivo una proroga per i versamenti relativi alle rate per la Rottamazione Ter e per la regolarizzazione cosiddetta “saldo e stralcio”. Lo afferma il ministero dell’Economia e delle Finanze in una nota non precisando la nuova data, che sarà fissata nei prossimi giorni, entro la quale dovrà essere fatto il pagamento. Il provvedimento entrerà in vigore successivamente al 1° marzo e i pagamenti, anche se non intervenuti entro tale data, saranno considerati tempestivi purché effettuati nei limiti del differimento che sarà disposto.

Un intervento che riguarda 1,2 milinoni di cittadini e imprese che era attesi al pagamento della rate per la “pace fiscale”. Il Ristori quater aveva disposto il rinvio al 1° marzo 2021 del termine delle rate 2020 della “rottamazione-ter” e del “saldo e stralcio”, già fissato al 10 dicembre 2020 dal decreto rilancio. Pertanto, i contribuenti in regola con i pagamenti delle rate 2019 potranno beneficiare della ulteriore proroga che non comporta oneri aggiuntivi e consente di mantenere i benefici previsti dai due provvedimenti di definizione agevolata.

Castelli: si lavora a cartelle esattoriali

Non solo differimento del pagamento delle rate della rottamazione ter e del “saldo e stralcio” ma anche la ripresa dei dossier sospesi «a partire da quello delle cartelle esattoriali»: sono i temi sul tappeto della ripresa dell’attività di governo sul piano fiscale che vengono ricordati dalla viceministro all’Economia, Laura Castelli in un post nel quale ringrazia il M5s per la rinnovata fiducia per la conferma nel ruolo già svolto al Mef. E aggiunge: «Parliamo subito di fatti».

fonte: il sole 24 ore

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Cosa sappiamo finora sulla riforma della cig

AGI – Semplificare il sistema degli ammortizzatori sociali con il contributo di imprese e sindacati. E’ l’obiettivo indicato dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando,alle parti sociali. “Oggi è il primo punto della road map tracciata nei giorni scorsi che è quello sulla semplificazione delle procedure. A stretto giro si procederà su tutti gli altri punti”, ha spiegato Orlando aprendo l’incontro in videconferenza con sindacati e imprese ai quali il ministro ha presentato un documento e ha tracciato una road map per la riforma.

Il documento presentato a sindacati e imprese

L’esperienza eccezionale Covid restituisce indicazioni importanti per riformare l’erogazione della cassa integrazione. Questo, secondo quanto riferito, l’assunto da cui parte il documento presentato dal ministero a sindacati e imprese. Secondo il dicastero di via Veneto, viene riferito, c’è la necessità di giungere ad una gestione unica e centralizzata dei meccanismi di domanda ed elaborazione delle domande di ammortizzatore. Anche l’esperienza della cig in deroga ha mostrato tale esigenza. Importante poi recuperare meccanismi di trasparenza e di comunicazione in tempo reale con imprese e lavoratori: su questo l’Inps è già impegnata, con l’obiettivo di avere aggiornamenti in tempo reale sulla lavorazione delle domande.

Il nodo dei pagamenti

Altro nodo da affrontare è il pagamento: durante la pandemia vi è stata la necessità di accelerare il più possibile l’erogazione della cig ai lavoratori, ma l’afflusso delle domande è stato straordinario e l’Inps si è trovato ad affrontare una mole di lavoro senza precedenti. Si è quindi sperimentato l’anticipo del 40% e il protocollo con le banche che però non ha avuto un grande successo. Vanno allora analizzare le cause dello scarso utilizzo di questo meccanismo e capire se è opportuno recuperare una cooperazione con gli istituti di credito.

Allo studio vi è poi la sostituzione del modello di pagamento Sr41, per creare un meccanismo di comunicazione unico in modo che l’Inps abbia mese per mese tutti i dati necessari per il pagamento della cig. Vi è inoltre l’ipotesi di pagamento a conguaglio per le imprese plurilocalizzate con più di 50 dipendenti, per consentire di avere anticipatamente il trattamento cig. Quanto alla vigilanza, il documento del ministero punta allo scambio di dati tra i vari istituti deputati, per rendere più effettivo e meno burocratico il controllo.

La road map

Dopo questo “primo incontro di natura tecnica”, la prossima settimana sarà affrontato il tema del perimetro degli strumenti, mentre la volta successiva si parlerà della questione dei costi e della ripartizione dei pesi. L’ultimo tavolo affronterà le modalità di gestione degli strumenti che sarà indicata dal confronto. Il ministro si è augurato che tutto ciò avvenga il più rapidamente possibile: “Questa – ha sottolineato – è la road map che vogliamo portare avanti con il vostro contributo per cambiare e semplificare il sistema degli ammortizzatori sociali”.

Orlando ha spiegato che sulla base del documento presentato alle parti sociali si svilupperà il confronto; il ministero “farà tesoro” delle indicazioni e raccoglierà quanto emergerà al tavolo per le valutazioni che saranno compiute alla fine del percorso.

Source: agi