Esonero contributivo assunzioni donne vittime di violenza 2021: le istruzioni per fare domanda

Esonero contributivo per le assunzioni di donne vittime di violenza: dall’INPS le istruzioni per la domanda che devono presentare le cooperative sociali che impiegano a tempo indeterminato, tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2021, lavoratrici inserite in percorsi di protezione. Tutte le informazioni sulla misura e gli adempimenti dovuti dai datori di lavoro nella circolare n. 133 del 10 settembre 2021.

 

contributivo legato alle assunzioni di donne vittime di violenza: è ora disponibile la procedura per fare domanda e ottenere lo sgravio per il 2021.

L’INPS, con la circolare numero 133 del 10 settembre, fornisce tutte le istruzioni ai datori di lavoro interessati e fa una panoramica generale sulla misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2018 ed estesa dal Decreto Ristori a tutto il 2021.

Le cooperative sociali che dal 1° gennaio al 31 dicembre di quest’anno assumono a tempo indeterminato donne vittime di violenza di genere inserite in percorsi di protezione possono, infatti, fare ora domanda di accesso all’esonero contributivo sulla contribuzione previdenziale relativa alla lavoratrice neoassunta.

Uno sgravio che, ricorda il documento di prassi, è pari ad un massimo di 350 euro mensili, esclusi premi e contributi INAIL, per un anno.

Di seguito tutte le istruzioni per presentare la domanda e le indicazioni sugli adempimenti da rispettare.

Esonero contributivo assunzioni donne vittime di violenza 2021: le istruzioni per fare domanda

In base alle istruzioni contenute nella circolare numero 133, chi assume donne vittime di violenza nel corso del 2021 e vuole ottenere l’esonero contributivo previsto deve inoltrare all’INPS la relativa istanza, usando soltanto il modulo online “Do.VI” disponibile sul sito istituzionale dell’Istituto all’interno del “Portale delle Agevolazioni – ex DiResCo”.

Nella domanda di incentivo devono essere indicate le seguenti informazioni:

  • i dati relativi alla lavoratrice assunta a tempo indeterminato nel 2021 per cui si chiede l’agevolazione;
  • la data di rilascio del provvedimento riguardante il percorso di protezione e il Comune di competenza;
  • l’importo della retribuzione mensile media, comprensiva dei ratei di tredicesima e quattordicesima mensilità;
  • la misura dell’aliquota contributiva datoriale oggetto dello sgravio.

Ricevuta la richiesta, l’INPS calcola la misura dell’incentivo, verifica la sussistenza della copertura finanziaria e, in caso contrario, diminuisce proporzionalmente l’esonero spettante dandone relativa comunicazione in calce al modulo inviato dal richiedente.

Al datore di lavoro, ossia alla cooperativa sociale che ha assunto la lavoratrice, viene riconosciuto l’incentivo in quote mensili, a partire dal mese di assunzione per massimo dodici mensilità, ferma restando la permanenza del rapporto di lavoro.

La fruizione del beneficio potrà avvenire mediante conguaglio nelle denunce contributive e il datore di lavoro dovrà avere cura di non imputare l’agevolazione a quote di contribuzione non oggetto di esonero.

Per tutte le indicazioni operative sull’esposizione nel Flusso Uniemens si rimanda ai paragrafi 9 e 10 della circolare di seguito allegata.

INPS – circolare numero 133 del 10 settembre 2021
Articolo 1, comma 220, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, come modificato dall’articolo 12, comma 16-bis, del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176. Riconoscimento dello sgravio contributivo per le assunzioni a tempo indeterminato, effettuate nel corso dell’anno 2021 da parte di cooperative sociali, di donne vittime di violenza di genere. Istruzioni operative e contabili. Variazioni al piano dei conti

Esonero contributivo assunzioni donne vittime di violenza: a chi spetta l’incentivo

Per cooperative sociali, destinatarie dell’agevolazione, si intendono le società che hanno lo scopo di perseguire l’interesse generale della comunità, dirette alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini e che pongono in essere le seguenti attività:

  • gestione di servizi socio-sanitari ed educativi;
  • svolgimento di attività diverse – agricole, industriali, commerciali o di servizi – finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

Viceversa, le lavoratrici a cui tale sgravio contributivo si riferisce sono donne vittime di violenza di genere, inserite in percorsi di protezione, debitamente certificati dai servizi sociali del Comune di residenza o dai centri anti-violenza o dalle cosiddette “case rifugio”.

Grazie poi all’estensione operata dal Decreto Ristoril’esonero previsto dalla manovra del 2018 e riconosciuto per il 2018, trova applicazione per tutte le assunzioni a tempo indeterminato anche in somministrazione, escluse le trasformazioni da determinato a indeterminato, intervenute tra il 1° e il 31 dicembre 2021.

Sono esclusi rapporti di lavoro occasionale ed intermittente.

Nell’ambito delle tipologie contrattuali ammesse, invece, l’incentivo spetta sia in ipotesi di rapporti a tempo pieno che a tempo parziale, ma in quest’ultimo caso la soglia massima dell’agevolazione dei 350 euro mensili, andrà riproporzionata in base alle ore lavorate.

Esonero contributivo assunzioni donne vittime di violenza: a quanto ammonta

L’incentivo è pari alla contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, per un importo massimo di 350 euro mensili.

Per i rapporti di lavoro instaurati o risolti nel corso del mese, detta soglia va riproporzionata assumendo a riferimento la misura di 11,29 euro, equivalente all’importo massimo di 350 euro suddiviso per 31 giorni, per ogni giorno di fruizione dell’agevolazione contributiva.

Anche nei casi di rapporti di lavoro a tempo parziale il massimale dell’agevolazione deve essere proporzionalmente ridotto.

Tra le contribuzioni escluse dallo sgravio, precisa l’INPS, ci sono quelle dovute al Fondo per i trattamenti di fine rapporto nel settore privato, quelle dovute ai Fondi interprofessionali per la formazione continua e, più in generale, tutte quelle che non hanno natura previdenziale e quelle concepite allo scopo di apportare elementi di solidarietà alle gestioni previdenziali di riferimento.

Infine, con riferimento al periodo di godimento dell’incentivo, per le assunzioni effettuate dal 1° gennaio 2021 a 31 dicembre 2021 l’INPS rammenta che la misura può essere riconosciuta per una durata massima di dodici mesi, periodo che può essere sospeso esclusivamente nei casi di assenza obbligatoria dal lavoro per maternità.

 

Fonte: www.informazionefiscale.it

Fondi per internazionalizzazione, marchi, brevetti, disegni

-Patrimonializzazione,

-Partecipazione a fiere e mostre,

-Programmi di inserimento nei mercati esteri,

-Temporary Export Manager, E-commerce,

-Studi di fattibilità,

-Assistenza Post-Vendita.

Fondi per la tutela della proprietà intellettuale

Ma ci sono altre novità in termini di fondi per le imprese che riguardano marchi, brevetti e disegni, come avevamo preannunciato qui qualche settimana fa. Infatti, sulla Gazzetta ufficiale n.175 del 23 luglio 2021 è stato pubblicato il decreto direttoriale del 13 luglio 2021 di programmazione delle risorse in merito. Vediamo i dettagli.

Marchi: apertura 13 Ottobre

Le PMI con sede in Italia che hanno sostenuto costi per la registrazione di marchi a livello europeo o mondiale, possono ottenere un fondo perduto fino all’80% delle spese e fino a 6.000,00 €. Copre le spese già sostenute per: -creazione grafica del marchio;

-spese legali per il deposito;

-tasse di deposito;

-ricerche di anteriorità;

-spese per opposizioni da terzi.

Brevetti: apertura 28 Settembre

Le PMI con sede in Italia che devono sostenere spese per l’industrializzazione e commercializzazione di un prodotto coperto da brevetto per invenzione industriale possono ottenere un fondo perduto fino all’80% delle spese future da sostenere, fino a 160.000 €. Il progetto deve durare al massimo 18 mesi e copre costi di:

-studio di fattibilità tecnica; progettazione produttiva e organizzativa;

-prototipazione;

-firmware per macchine controllo numerico;

-software relativo;

-test;

-produzione pre-serie;

-certificazioni di prodotto o di processo;

-servizi di IT Governance;

-studi ed analisi per lo sviluppo di nuovi mercati geografici e settoriali;

-definizione della strategia di comunicazione, promozione e canali distributivi;

-proof of concept;

-due diligence;

-accordi di segretezza;

-accordi di concessione in licenza.

Disegni: apertura 12 Ottobre

Le PMI con sede in Italia, che devono sostenere spese per l’industrializzazione e commercializzazione di un prodotto registrato come modello o disegno, possono ottenere un fondo perduto fino all’80% delle spese sostenute dalla data di registrazione del disegno/modello. L’importo massimo è di 75.000 €. Il progetto deve durare al massimo 12 mesi e copre costi di:

-Ricerca sull’utilizzo dei nuovi materiali;

-Realizzazione di prototipi e/o stampi;

-Attività di consulenza:

a) tecnica per la messa in produzione del prodotto/disegno;

b) per certificazioni di prodotto o di sostenibilità ambientale;

c) nell’approccio al mercato (business plan, piano di marketing, analisi del mercato, layout grafici e testi per comunicazione);

d) nella valutazione tecnico-economica del disegno/modello;

e) legale per la stesura di accordi di licenza e per la tutela da contraffazione.

Si ringrazia lo Studio Filippo Macigni

Associazioni dilettantistiche: decadenza dal regime agevolato per violazione obbligo di tracciabilità

L’associazione decade dal regime agevolato delle associazioni dilettantistiche, a causa della violazione dell’obbligo di tracciabilità per un numero esiguo di operazioni finanziarie?
Vanno annullati gli atti impositivi sulla base del convincimento che la decadenza dal regime di favore non ricorre nel caso in cui l’impossibilità di tracciare le operazioni riguarda un numero limitato di esse rispetto al complesso delle movimentazioni?
Sussiste l’applicazione del “Favor Rei” per le violazioni sulla tracciabilità, atteso il principio di decadenza dal regime agevolativo per le associazioni sportive dilettantistiche che violano l’obbligo di utilizzare modalità tracciate per i pagamenti di importo superiore a mille euro?
L’inosservanza della tracciabilità dei pagamenti, anche se commessa in anni precedenti al 2016, comporta la decadenza dei benefici fiscali previsti per le associazioni sportive dilettantesche?
La risposta a tali interrogativi è fornita da un recente intervento del giudice di legittimità, sconfessando la prevalente giurisprudenza tributaria di merito.

Forfait extra fondo perduto per le strutture ricettive

Con il decreto 11 agosto 2021, il ministro del Turismo ha assegnato oltre 400 milioni di euro ad alcune categorie del turismo colpite dalla pandemia (imprese turistico-ricettive, agenzie di viaggio, tour operator, guide ed accompagnatori turistici, agenzie di animazione per feste e villaggi turistici e autobus scoperti). Le risorse fanno parte del Fondo istituito con l’articolo 182, comma 1 del Dl 34/2020 e, per gli anni 2020-2021, sono così ripartite:

• 200 milioni di euro alle imprese turistico-ricettive, 50 dei quali sono riservati agli alberghi con un fatturato superiore a 10 milioni. In particolare, vi rientrano gli esercenti attività di impresa con i codici Ateco 55.10.00, 55.20.10, 55.20.20, 55.20.30, 55.20.40, 55.20.51, 55.20.52, 55.30.00, 55.90.20 e 96.04.20, quale attività prevalente, dichiarata con il modello AA7/AA9. L’agevolazione spetta in misura forfettaria (da 1.000 a 100mila euro, in base ai ricavi e ai compensi del 2019) ai soggetti beneficiari del contributo a fondo perduto di cui all’articolo 1 del Dl 41/2021, che non abbiano indebitamente percepito o che non abbiano restituito tale contributo, nel limite massimo di 150 milioni. Per i soggetti con ricavi o compensi del 2019 superiori ad 10 milioni, il contributo forfettario è pari ad 200mila euro, purché la riduzione del fatturato medio mensile del 2020 sia inferiore almeno del 30% rispetto al 2019;

• 160.710.774 alle agenzie di viaggio e i tour operator di cui 32 milioni del 2021 e 128.710.774 del 2020 quale assegnazione del residuo attivo non utilizzato nel 2020 (vedasi articolo a parte);

• 25.760.000 alle guide e agli accompagnatori turistici per il 2021;

 10 milioni alle agenzie di animazione per feste e villaggi turistici in possesso dei requisiti soggettivi ed oggettivi previsti dall’articolo 7, comma 1 del Dm;

Procedure e requisiti

Entro 30 giorni dalla registrazione del Dm 11 agosto 2021 seguiranno le norme attuative, tramite avvisi pubblici, con i termini e le modalità di presentazione di eventuali istanze o altra documentazione (articolo 9). Inoltre, con lo stesso Dm (articolo 10) sono anche state definite le modalità di controllo per chi riceve le risorse pubbliche con verifiche a campione e in caso di dichiarazioni o elementi non veritieri. Per i controlli il ministero del Turismo potrà avvalersi della Guardia di Finanza.

I contributi contenuti nel Dm sono riconosciuti ed erogati in conformità alle normative sugli aiuti di Stato, vale a dire il Regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013, il Quadro temporaneo di cui alla Comunicazione della Commissione del 19 marzo 2020, C (2020) 1863, e successive modificazioni (Sezione 3.1 o dalla Sezione 3.12) e l’articolo 107, paragrafo 2, lettera b), del Tfue (Trattato sul funzionamento dell’Unione europea).

Tra le caratteristiche generali previste dalle norme per l’erogazione dei contributi, si ricorda che i soggetti debbono avere la sede (legale) in Italia, non essere destinatari di sanzioni interdittive ai sensi del Dlgs 231/2001, non avere procedure concorsuali pendenti, essere in regola con gli obblighi in materia fiscale, previdenziale ed assicurativa, non trovarsi in difficoltà al 31 dicembre 2019 – salvo che per le microimprese – e non essere in condizioni ostative alla contrattazione con la pubblica amministrazione.

Nella maggior parte dei casi, le singole norme del Dm 11 agosto prevedono che il contributo:

• non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi,

• non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del Tuir

• non concorre alla formazione del valore della produzione netta Irap.

fonte: il sole24 ore

per info e assistenza. 0958996835

Pacchetto di finanziamenti Pmi per ricerca, sviluppo e liquidità

II decreto Sostegni-bis (Dl 73/2021, convertito con modificazioni dalla legge n. 106/2021) racchiude tra i tanti provvedimenti di agevolazione e stimolo all’investimento anche una disposizione che introduce un intervento del Fondo di garanzia (Mediocredito Centrale) con riferimento ai portafogli di nuovi finanziamenti a medio lungo termine concessi ad imprese con numero di dipendenti non superiore a 499, per la realizzazione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione o di programmi di investimenti.

Le imprese beneficiarie non sono le sole Pmi, ma anche le cosiddette mid corporate, senza limiti di fatturato: potenzialmente si tratta di una platea di destinatari estremamente vasta, in grado di includere la grande maggioranza delle imprese italiane.

Le tipologie di finanziamento

Anche i finanziamenti che – sotto forma di portafoglio – beneficeranno della garanzia sono definiti in modo molto ampio: come struttura hanno durata non inferiore a 6 anni e non superiore a 15 anni e sono finalizzati per almeno il 60% a progetti di ricerca, sviluppo e innovazione e/o di programmi di investimenti. Sono definizioni che consentono di includere la maggior parte dei fabbisogni, essendo di fatto possibile che il restante 40% sia destinato a fabbisogno di liquidità di breve periodo o impieghi di capitale circolante.

Anche la possibilità di finanziare componenti di costo quali la ricerca e sviluppo consente di includere praticamente tutte le potenziali fonti di impiego di liquidità in azienda. Non ci sono limiti di finanziamento per singolo importo, essendo la misura riferita a portafogli sulla cui costruzione la banca può lavorare in autonomia.

Si tratta dunque di garanzie non concesse sulle singole operazioni di mutuo, ma su portafogli raggruppati da parte dell’istituto concedente sino ad un importo massimo di 500 milioni: per questa ragione la valutazione economico finanziaria da parte del fondo non viene effettuata.

L’intervento di Mcc serve a coprire la tranche junior del finanziamento, quella che sconta il primo rischio di default: questa tranche viene determinata dalla banca richiedente in base ai propri modelli interni di rating, attraverso la misurazione della probabilità di default. Una volta quantificata la tranche junior (che non potrà superare il 25% del totale del portafoglio per il quale viene richiesta la garanzia), Mcc interverrà a copertura dell’80% di tale tranche, consentendo quindi che il rischio a carico dell’istituto si riduca notevolmente. In sede di eventuale default, Mcc rimborserà alla banca l’80% della perdita relativa alla tranche junior.

Le tempistiche

La durata della misura è piuttosto estesa: la chiusura del periodo di costruzione del portafoglio di finanziamenti deve avvenire entro il termine indicato dai soggetti richiedenti in sede di richiesta della garanzia e non potrà comunque superare i 24 mesi dalla data di concessione della garanzia del Fondo.

L’effetto atteso di questa misura sull’economia è decisamente importante, in quanto viene destinata al fondo centrale di garanzia una dotazione addizionale di un miliardo di euro. Considerando che esso dovrebbe corrispondere all’80% della tranche junior, si può ipotizzare quindi che l’intero sistema bancario possa godere di stimoli all’erogazione di credito per almeno 5 miliardi di finanziamenti.

A fronte di questa garanzia, infatti, la banca potrà concedere finanziamenti alle imprese a tassi ben più ridotti di quelli che dovrebbe praticare qualora il rischio di default fosse integralmente a proprio carico: l’effetto di questa misura è di abbassare il costo del denaro. Essa rende possibile contestualmente un maggiore volume di credito erogato dalla banca, in quanto la garanzia riduce le attività ponderate per il rischio sulla base delle quali vengono misurati i requisiti di patrimonializzazione minima, consentendo quindi che la banca possa destinare il capitale che si libera attraverso la garanzia ad ulteriori erogazioni creditizie.

fonte : nt il sole 24 ore

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