Bonus fiere internazionali: agevolazioni per le PMI

Bonus fiere internazionali: agevolazioni per le PMI

Finalità

Incentivare la partecipazione a fiere/mostre sui mercati extra UE. Ogni domanda di finanziamento può riguardare una singola iniziativa in un unico Paese.

Sono altresì finanziabili le missioni di sistema intese come missioni imprenditoriali promosse da MISE e MAECI, in collaborazione con la Cabina di Regia, organizzate da ICE – Agenzia, Confindustria e altre istituzioni e associazioni di categoria. Tali missioni hanno l’obiettivo di promuovere e incrementare la presenza di aziende italiane sui mercati extra UE attraverso incontri mirati.

Beneficiari del finanziamento

Tutte le PMI aventi sede legale in Italia, anche costituite in forma di “Rete Soggetto”.

 

Attività escluse dal finanziamento

Non possono essere finanziate le imprese operanti nei settori di attività esclusi ai sensi dell’art. 1 del regolamento UE n. 1407/2013 

In quali paesi

In tutti i Paesi extra UE. Fermo restando che l’impresa può presentare più domande di finanziamento, ogni singola domanda deve riguardare una singola iniziativa in un unico Paese. La domanda deve essere presentata prima della data prevista per l’inizio della fiera/mostra. 

Spese finanziabili

Le spese ammissibili al finanziamento sono:

  • i costi di iscrizione con relativi oneri e diritti fissi obbligatori
  • spese per area espositiva
  • spese logistiche
  • spese promozionali
  • spese per consulenze connesse alla partecipazione alla fiera/mostra.

La tipologia delle spese da sostenere per la partecipazione a missioni di sistema è ricompresa nel suddetto elenco.

Da quando sono finanziabili le spese

Le spese sono finanziabili dalla data di arrivo della domanda di finanziamento a SIMEST. Le spese sono ammissibili se direttamente collegate alla fiera/mostra e sostenute nel periodo di realizzazione del programma, che decorre dalla data di presentazione della domanda stessa e termina 12 mesi dopo la data di stipula del contratto di finanziamento.

Importo massimo finanziabile

Massimo € 150.000 per ciascuna PMI.

Il finanziamento può coprire fino al 100% dell’importo preventivato e può essere concesso per un importo non superiore a quello consentito dall’applicazione della normativa comunitaria “de minimis” ed entro il limite di esposizione verso il Fondo 394 (35% dei ricavi medi dell’ultimo biennio). 

In ogni caso, il finanziamento non può superare il limite del 15% del fatturato dell’ultimo esercizio. 

La prima erogazione a titolo di anticipo, di importo pari al 50% del finanziamento deliberato, è effettuata entro 30 giorni dalla data di Perfezionamento o dalla data di adempimento delle eventuali condizioni sospensive (inclusa, ove prevista, la consegna della garanzia).

Tali condizioni dovranno essere soddisfatte, a pena di revoca, entro 3 mesi dalla Data di Perfezionamento.

La seconda erogazione a saldo dell’importo rendicontato è effettuata entro 17 mesi dalla Data di Perfezionamento. 

Durata del finanziamento

La durata complessiva è di 4 anni di cui 12 mesi di preammortamento (per soli interessi) e 3 di rimborso del capitale.

Tasso di interesse

L’impresa può richiedere fino al 40% del finanziamento a fondo perduto, entro il limite di 100mila euro. Sulla quota restante è applicato un tasso di interesse fisso per tutta la durata del finanziamento e pari al 10% del tasso di riferimento di cui alla normativa comunitaria. 

Sono richieste delle garanzie

Le erogazioni del finanziamento sono subordinate alla presentazione delle garanzie deliberate dal Comitato Agevolazioni esclusivamente per la quota eccedente il MOL dell’ultimo esercizio tra le seguenti:

  • fideiussione bancaria, conforme allo schema pubblicato sul sito internet di SIMEST
  • fideiussione assicurativa, conforme allo schema pubblicato sul sito internet di SIMEST
  • fideiussione di Confidi/Intermediari Finanziari appositamente convenzionati con SIMEST
  • fideiussione di Intermediari Finanziari affidati da SIMEST conforme allo schema pubblicato sul sito internet di SIMEST
  • cash collateral costituito in pegno
  • eventuali altre garanzie e controgaranzie previa delibera del Comitato.

ATTENZIONE: per tutto il 2020 è possibile richiedere l’esenzione dalle garanzie

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Fonte: Eos consulenza
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Nuovo bando Macchinari innovativi

Nuovo bando Macchinari innovativi

Il nuovo bando Macchinari innovativi sostiene la realizzazione, nei territori delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, di programmi di investimento diretti a consentire la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa ovvero a favorire la transizione del settore manifatturiero verso il paradigma dell’economia circolare.

La misura sostiene gli investimenti innovativi che, attraverso la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa mediante l’utilizzo delle tecnologie abilitanti afferenti il piano Impresa 4.0 e/o la transizione dell’impresa verso il paradigma dell’economia circolare, siano in grado di aumentare il livello di efficienza e di flessibilità dell’impresa nello svolgimento dell’attività economica, mediante l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento, nonché programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei predetti beni materiali.

L’intervento agevolativo è stato definito nell’ambito del Programma operativo nazionale “Imprese e competitività” 2014-2020 FESR per cui permette di attivare risorse comunitarie già stanziate.

La dotazione finanziaria complessiva dello strumento, pari complessivamente a euro 265.000.000, sarà messa a disposizione delle imprese attraverso l’apertura di due distinti sportelli agevolativi, che verranno aperti a distanza di non meno di 6 mesi l’uno dall’altro.

A chi si rivolge

Possono beneficiare dell’agevolazione le micro, piccole e medie imprese (PMI) che alla data di presentazione della domanda:

  • sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese, sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali;
  • sono in regime di contabilità ordinaria e dispongono di almeno due bilanci approvati e depositati presso il Registro delle imprese, ovvero hanno presentato, nel caso di imprese individuali e società di persone, almeno due dichiarazioni dei redditi;
  • sono in regola con la normativa vigente in materia di edilizia ed urbanistica, del lavoro e della salvaguardia dell’ambiente, nonché con gli obblighi contributivi;
  • non hanno effettuato, nei due anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso l’unità produttiva oggetto dell’investimento;
  • non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
  • non si trovano in condizioni tali da risultare imprese in difficoltà.

In attuazione delle normative vigenti in materia di accesso ai fondi strutturali e in particolare delle disposizioni introdotte dall’articolo 1, comma 821 della Legge di Stabilità 2016, possono accedere alle agevolazioni anche i liberi professionisti iscritti agli ordini professionali o aderenti alle associazioni professionali individuate nell’elenco tenuto dal Ministero dello sviluppo economico ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4 e in possesso dell’attestazione rilasciata in ottemperanza alla medesima legge.

Al fine di facilitare l’accesso alle agevolazioni di soggetti che realizzano programmi di investimento caratterizzati da comuni obiettivi di sviluppo, possono beneficiare dell’intervento le imprese, fino a un massimo di sei soggetti co-proponenti, in possesso dei requisiti previsti dalla normativa che aderiscono ad un contratto di rete a condizione che tale contratto configuri una collaborazione effettiva, stabile e coerente con gli obiettivi di rafforzamento della competitività e di sviluppo tecnologico connessi alla realizzazione dei programmi proposti.

Attività economiche ammesse

Sono ammesse le attività manifatturiere, ad eccezione delle attività connesse ai seguenti settori:

  • siderurgia;
  • estrazione del carbone;
  • costruzione navale;
  • fabbricazione delle fibre sintetiche;
  • trasporti e relative infrastrutture;
  • produzione e distribuzione di energia, nonché delle relative infrastrutture.

Sono inoltre ammesse le attività di servizi alle imprese elencate nell’allegato 3 del decreto ministeriale 30 ottobre 2019.

Cosa finanzia

I programmi di investimento ammissibili devono:

  • prevedere spese non inferiori a euro 400.000,00 e non superiori a euro 3.000.000,00. Nel caso di programmi presentati da reti d’impresa, la soglia minima può essere raggiunta mediante la sommatoria delle spese connesse ai singoli programmi di investimento proposti dai soggetti aderenti alla rete, a condizione che ciascun programma preveda comunque spese ammissibili non inferiori a euro 200.000,00;
  • essere realizzati esclusivamente presso unità produttive localizzate nei territori delle Regioni meno sviluppate;
  • prevedere l’acquisizione di tecnologie abilitanti atte a consentire la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa e/o di soluzioni tecnologiche in grado di rendere il processo produttivo più sostenibile e circolare.

I beni oggetto del programma di investimento devono essere nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali e immateriali, come definite agli articoli 2423 e seguenti del codice civile, che riguardano macchinari, impianti e attrezzature strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento, nonché programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei predetti beni materiali.

Le spese correlate ai programmi di investimento devono essere:

  • relative a immobilizzazioni materiali e immateriali, nuove di fabbrica acquistate da terzi;
  • riferite a beni ammortizzabili e capitalizzati che figurano nell’attivo patrimoniale dell’impresa e mantengono la loro funzionalità rispetto al programma di investimento per almeno 3 anni dalla data di erogazione a saldo delle agevolazioni;
  • riferite a beni utilizzati esclusivamente nell’unità produttiva oggetto del programma di investimento;
  • pagate esclusivamente in modo da consentire la piena tracciabilità delle operazioni;
  • conformi alla normativa comunitaria in merito all’ammissibilità delle spese nell’ambito dei programmi cofinanziati dai fondi strutturali programmazione 2014-2020;
  • ultimate non oltre il termine di 12 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni, fermo restando la possibilità da parte del Ministero di concedere, su richiesta motivata dell’impresa beneficiaria, una proroga del termine di ultimazione non superiore a 6 mesi.

Le agevolazioni

Le agevolazioni sono concesse, nei limiti delle intensità massime di aiuto stabilite dalla Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale valida per il periodo 2014-2020, nella forma del contributo in conto impianti e del finanziamento agevolato, per una percentuale nominale calcolata rispetto alle spese ammissibili pari al 75 %. Il mix di agevolazioni è articolato in relazione alla dimensione dell’impresa come segue:

  • per le imprese di micro e piccola dimensione, un contributo in conto impianti pari al 35% e un finanziamento agevolato pari al 40%;
  • per le imprese di media dimensione, un contributo in conto impianti pari al 25% e un finanziamento agevolato pari al 50%.

Il finanziamento agevolato, che non è assistito da particolari forme di garanzia, deve essere restituito dall’impresa beneficiaria senza interessi in un periodo della durata massima di 7 anni a decorrere dalla data di erogazione dell’ultima quota a saldo delle agevolazioni.

Le agevolazioni sono erogate dall’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.a. – Invitalia, a cui sono demandate le relative attività istruttorie.

 

 

 

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Fonte: Eos consulenza
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BANDO “SPORT E PERIFERIE 2020”

BANDO “SPORT E PERIFERIE 2020”

RISORSE ECONOMICHE:
Le risorse destinate al finanziamento degli interventi previsti dal Fondo sport e periferie di cui al presente “Bando
Sport e Periferie” ammontano complessivamente ad € 140.000.000,00, di cui € 100.000.000,00 a valere sulle
risorse disponibili per l’anno 2020 sul capitolo 937 “Fondo sport e periferie” del CDR 17 “sport” del bilancio
autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed € 40.000.000,00 a valere sulle risorse provenienti dal
Fondo per lo sviluppo e la coesione (programmazione FSC 2014-2020). Gli interventi finanziati a valere sulle
risorse del Fondo “FSC 2014-2020” dovranno tenere conto dei vincoli di destinazione previsti dalla disciplina
relativa alla gestione del Fondo per lo sviluppo e la coesione.

OGGETTO DEL BANDO:
Il presente “Bando Sport e periferie” ha per oggetto l’individuazione di interventi da finanziare per le finalità
indicate al paragrafo 1, tenuto anche conto degli obiettivi di riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado
sociale, nonché di miglioramento della qualità urbana e di riqualificazione del tessuto sociale, anche attraverso la
promozione di attività sportiva.
Ogni soggetto richiedente può presentare richiesta di contributo per un solo progetto, a pena di esclusione dalla
procedura e per ciascun impianto sportivo è ammessa la presentazione di una sola richiesta di contributo.

SOGGETTI AMMESSI ALLA SELEZIONE:
Possono presentare domanda di contributo per il finanziamento degli interventi con finalità previste dal presente
bando le Regioni, le Province/Città Metropolitane, i Comuni e i seguenti soggetti non aventi fini di lucro:
federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, associazioni e società sportive dilettantistiche, enti di
promozione sportiva, enti religiosi civilmente riconosciuti. Per quanto concerne le Federazioni, le discipline
sportive associate e gli enti di promozione sportiva si specifica che la richiesta deve essere avanzata
esclusivamente dagli organismi sportivi nazionali e non dalle rispettive articolazioni e/o rappresentanze
territoriali.

MODALITÀ‘ DI PARTECIPAZIONE:
Devono essere fornite le seguenti informazioni:
• Soggetto richiedente
• Dati relativi al legale rappresentante
• Contatto mail
• Contatto telefonico
• Comune
• Provincia
• Città Metropolitana
• Regione
• Codice fiscale: indicare il codice fiscale dell’ente richiedente il contributo
• Indirizzo impianto – Codice Univoco assegnato dal Censimento Impiantistica Sportiva (Sport e Salute); in caso
di impianto di nuova realizzazione, indicare il codice catastale del Comune e l’indirizzo dell’impianto che si
andrà realizzare;
• Tipologia di intervento: a) se si tratta di realizzazione e rigenerazione di impianti sportivi finalizzati all’attività
agonistica, localizzati nelle aree svantaggiate del Paese e nelle periferie urbane; b) se si tratta di intervento
volto alla diffusione di attrezzature sportive con l’obiettivo di rimuovere gli squilibri economici e sociali
esistenti; c) se si tratta di completamento e adeguamento di impianti sportivi esistenti da destinare all’attività
agonistica nazionale e internazionale;
• Discipline sportive praticabili nell’impianto tra quelle riconosciute dal CONI e dal CIP;                                                                                                                        • Importo lavori: indicare l’importo dei lavori comprensivo degli oneri della sicurezza, corrispondente al quadro
A del quadro economico dell’intervento;
• somme a disposizione: indicare l’importo delle somme relative alla progettazione, IVA, ulteriori oneri che non
rientrano nel quadro A; l’importo si riferisce a quanto generalmente riportato nel quadro B all’interno del
quadro economico dell’intervento;
• importo totale dell’intervento;
• importo del contributo richiesto;
• importo dell’eventuale quota di compartecipazione finanziaria a carico del soggetto proponente;
• espressa specificazione che il richiedente non sia stato già assegnatario di finanziamenti a valere sul fondo
“Sport e Periferie” di cui all’articolo 15, comma 1, del decreto-legge 25 novembre 2015, n. 185, convertito,
con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 2016, n. 9, per la medesima opera; è invece consentita la
presentazione di un progetto per realizzare ulteriori nuove opere sul medesimo impianto;
• espressa specificazione che l’intervento non riguardi impianti sportivi oggetto di contenzioso giudiziario o
insista su aree o terreni a loro volta oggetto di contenzioso giudiziario;
• espressa specificazione che il richiedente non incorra in uno dei motivi di esclusione di cui all’articolo 80 del
d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50;
• autorizzazione, ai sensi e per gli effetti del regolamento UE 2016/679 e del decreto del Presidente del Consiglio
del 25 maggio 2018, trattamento dei dati personali, ai fini dell’espletamento della procedura.
All’atto dell’inserimento della domanda, deve essere altresì allegata la seguente documentazione:
a. relazione descrittiva della ipotizzata modalità di gestione dell’impianto, che evidenzi anche gli effetti di
miglioramento del tessuto sociale di riferimento, al fine di garantirne una maggiore e certa fruibilità nell’arco
dell’intera giornata, di promozione dei valori delle pari opportunità, di favorire la diffusione dei principi di non
discriminazione, inclusione sociale, partecipazione dei soggetti disabili, delle minoranze etniche e di altri gruppi
socialmente vulnerabili;
b. stima dei costi di gestione e manutenzione su base annua dell’impianto oggetto dell’intervento e relativa
sostenibilità. La predetta relazione dovrà contenere la descrizione puntuale degli interventi e dei risultati
attesi, l’indicatore utilizzato per la misurazione dei risultati, dovrà essere corredato da tavole illustrative ed
elaborati tecnico-economici e dal programma attuativo degli stessi;
c. progetto definitivo o esecutivo, redatto ai sensi dell’articolo 23 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50;
d. verifica preventiva e validazione del livello di progettazione presentato, ai sensi dell’articolo 26 del decreto
legislativo 18 aprile 2016, n. 50;                                                                                                                                                                                                                          e. delibera di approvazione dell’intervento, se il proponente è un ente pubblico;
f. atti autorizzativi, pareri e altri atti comunque denominati, già rilasciati dagli enti competenti.

CRITERI DI SELEZIONE:                                                                                                                                                                                                                                         Il punteggio massimo conseguibile è pari a 100 punti.
La selezione delle richieste di intervento da finanziare avviene secondo i seguenti criteri:
a) indice di vulnerabilità sociale e materiale del Comune in cui è localizzato l’intervento: l’indice si riferisce
all’esposizione di alcune fasce di popolazione a situazioni di rischio, inteso come incertezza della propria
condizione sociale ed economica e prende in considerazione gli indicatori elementari (nota esplicativa al link
(http://ottomilacensus.istat.it/documentazione); l’indicatore per ogni Comune è indicato nella tabella
scaricabile dal link https://www.istat.it/it/mappa-rischi), con riferimento alla popolazione dell’anno 2018, fino
ad un massimo di 25 punti;
b) indice di sostenibilità ambientale, intesa quale capacità di miglioramento dell’efficienza energetica attraverso
l’impiego di apposita tecnologia e l’utilizzo di fonti rinnovabili/materiali ecocompatibili, fino ad un massimo di
25 punti;
c) indice di contribuzione da parte del proponente, inteso quale percentuale delle risorse finanziarie
eventualmente apportate rispetto al costo totale del progetto, fino ad un massimo di 10 punti;
d) livello di progettazione, inteso quale grado di analiticità degli elaborati tecnici ovvero quale livello della
progettazione redatto ai sensi dell’articolo 23 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, fino ad un massimo
di 15 punti;
e) grado di definizione del piano di attività di gestione dell’impianto, ivi compresi i profili manutentivi, al fine di
garantirne la più ampia e certa fruibilità dell’impianto nell’arco dell’intera giornata, di promuovere i valori delle
pari opportunità, di favorire la diffusione di principi di non discriminazione, inclusione sociale, partecipazione
dei soggetti disabili, delle minoranze etniche e di altri gruppi socialmente vulnerabili: fino ad un massimo di 25
punti;

CAUSE DI ESCLUSIONE:
Sono escluse le richieste:
a) presentate da enti che siano già stati assegnatari di finanziamenti a valere sul fondo “Sport e Periferie” di cui
all’articolo 15, comma 1, del decreto-legge 25 novembre 2015, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla
legge 22 gennaio 2016, n. 9, per la medesima opera. Al riguardo, si precisa che l’Ufficio potrà procedere a
verificare la veridicità della dichiarazione di cui al paragrafo 6, resa in merito dal proponente, in ogni fase della
procedura e potrà procedere a dichiararne l’esclusione, con conseguente revoca del finanziamento concesso,
anche durante la fase di esecuzione dell’intervento finanziato, chiedendo la restituzione delle somme già
trasferite;
b) relative a impianti sportivi oggetto di contenzioso giudiziario o che insistono su aree o terreni a loro volta
oggetto di contenzioso giudiziario;
c) nei casi di cui all’articolo 80 del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50;
d) corredate da uno studio di fattibilità tecnico economica dell’intervento ovvero da un progetto definitivo o
esecutivo privo dell’atto di validazione;
e) presentate da soggetti che non rientrano nelle categorie indicate al paragrafo 5 del presente bando;
f) relative ad un contributo di importo superiore a € 700.000,00;
g) pervenute prive della documentazione e delle dichiarazioni richieste.

ISTRUTTORIA E VALUTAZIONE:
L’Ufficio per lo sport procede alla verifica dell’ammissibilità della domanda in relazione alla sussistenza delle cause
di esclusione del presente Bando e, sulla base della compiuta istruttoria sopra riportata,
trasmette l’elenco delle richieste ammissibili alla Commissione giudicatrice.
La valutazione delle richieste risultate ammissibili è effettuata da una apposita Commissione giudicatrice, formata
da sette soggetti in possesso di adeguati requisiti di professionalità e competenza, di cui uno con funzioni di
Presidente, nominata con decreto del Capo dell’Ufficio per lo sport.
La Commissione procede alla valutazione delle singole proposte di intervento, assegnando a ciascuna proposta
un punteggio massimo di 100 punti secondo i criteri di selezione indicati al paragrafo 7 del presente Bando, ed
alla formulazione della graduatoria finale dei soggetti ammessi al contributo, fino alla concorrenza delle risorse
economiche previste per il presente bando e come individuate al paragrafo 3.
Saranno prioritariamente finanziati i progetti collocati in graduatoria che comportino una spesa complessiva fino
alla concorrenza delle risorse finanziarie disponibili sul capitolo di bilancio 937 “Fondo Sport e Periferie” 937 del
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Ufficio per lo sport
10
CDR 17 “sport” del bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, anno 2020, pari ad €
100.000.000,00.
I successivi progetti saranno finanziati, nei limiti delle risorse economiche previste per l’anno 2020 (pari ad €
40.000.00) dalla delibera CIPE n. 16/2018, sulla base della nuova rimodulazione finanziaria del piano “Sport e
Periferie” approvata con delibera CIPE n. 45/2019, e secondo il piano operativo a valere sulle risorse del “Fondo
per lo sviluppo e la coesione territoriale 2014-2020”.
La graduatoria è pubblicata esclusivamente sui siti del Governo www.governo.it e www.sport.governo.it
indicando gli interventi oggetto di finanziamento e gli interventi non finanziati con l’indicazione del punteggio
totalizzato.
La pubblicazione sul sito istituzionale vale, a tutti gli effetti, come notifica; non è quindi previsto l’invio di ulteriori
comunicazioni ai singoli soggetti inerente gli esiti della valutazione.

IMPORTO MASSIMO DEL CONTRIBUTO:
L’importo del contributo erogato per ciascun intervento non può essere, in ogni caso, superiore a €700.000,00
pena l’esclusione dalla procedura.

MODALITÀ DI EROGAZIONE DEL FINANZIAMENTO:                                                                                                                                                                                 Il finanziamento è erogato sulla base di convenzioni sottoscritte tra il Capo dell’Ufficio per lo sport e il legale
rappresentante del soggetto richiedente, volta a disciplinare i rapporti tra i due soggetti; l’erogazione del
contributo, in ogni caso, avviene in modo frazionato in proporzione agli stati di avanzamento dei lavori, certificati
dal direttore dei lavori. Tutti i beneficiari dovranno comunque individuare la stazione appaltante per la
realizzazione dell’intervento.
Non si potrà procedere ad avviare le procedure di gara per l’affidamento dei lavori prima della stipula della
convenzione ad eccezione di lavori urgenti certificati dal responsabile del procedimento.
Nel caso di spese inferiori a quelle preventivate, le somme residue non utilizzate dovranno essere restituite,
secondo le modalità stabilite nella convenzione.
Al fine di monitorare lo stato di avanzamento dei progetti e la rendicontazione delle spese, l’Ufficio per lo sport si
riserva di comunicare agli interessati le modalità di compilazione di “schede di monitoraggio” su apposita
piattaforma, che verranno comunicate in sede di sottoscrizione della convenzione.

SCADENZA: 30 SETTEMBRE h 10.00

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Fonte: Eos consulenza
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