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Decreto Crescita in vigore, guida alle misure

Decreto Crescita in Gazzetta Ufficiale, le misure sono in vigore dal primo maggio 2019. Revisione mini IRES, superammortamento, rientro dei cervelli, modifiche al regime forfettario con applicazione della flat tax, sostegno del Made in Italy: sono molte le misure per le imprese contenute nel provvedimento, approvato prima con la formula del “salvo intese” e poi tornato in CdM per il via libera il 23 aprile.

Fra le principali novità inserite nella seconda versione del Decreto Crescita, spicca il tanto atteso salva risparmiatori (misure per risarcire azionisti e obbligazionisti coinvolti nel crac delle banche) e una nuova rottamazioneper i tributi comunali, su cui però ogni singola amministrazione dovrà deliberare.

Pacchetto imprese

Il pacchetto per le imprese contiene novità fiscali, agevolazioni, misure di stimolo, norme a tutela del Made in Italy  e a sostegno della crescita.

=> Decreto Crescita: le misure per le imprese

Marcia indietro sulla Riforma IRES prevista in Legge di Bilancio 2019, togliendo la mini IRES con lo sconto di nove punti e sostituendola con una progressiva diminuzione dell’imposta sul reddito d’impresa, che scende al 22,5% nel 2019, 21,5% nel 2020, al 20,5% nel 2021 e al 20% dal 2022. La tassazione agevolata IRES si applica esclusivamente agli utili reinvestiti in azienda.

=> Superammortamento e mini IRES: le nuove regole

Torna il superammortamento per l’acquisto di beni strumentali al 130%, a partire dal primo aprile 2019. Si applica agli acquisti effettuati entro fine dicembre, oppure entro il 30 giugno 2020 se l’ordine era stato effettuato entro il precedente 31 dicembre 2018 ed entro la stessa data sia stato pagato almeno il 20% del dovuto. E’ previsto un tetto agli investimenti agevolabili con superammortamento, pari a 2,5 milioni d euro.

Made in Italy

C’è un capitolo a parte sulla tutela del Made in Italy (articoli 31 e 32): misure per i marchi storici (marchi d’impresa con almeno 50 anni), contrasto all’italian sounding, nuovi voucher per la digitalizzazione delle PMI.

Altre misure del pacchetto imprese: rientro dei cervelli, novità applicative per i forfettari, incentivi all’aggregazione di imprese, bonus fiscali in edilizia, misure a favore degli investimenti (c’è una novità sui tempi di pagamento imprese, da inserire nel bilancio sociale).

Da segnalare anche la deducibilità IMU industriale, che viene alzata al 50% nel 2019, al 6% nel 2020 e 2021, per arrivare al 70% nel 2022.

Rottamazione

Sul fronte fiscale, oltre alla sopra citate novità per imprese e professionisti c’è una nuova possibilità di rottamazione (articolo 15), limitata ai tributi comunali (significa multe, ma anche IMU, Tari e via dicendo). Si tratta di una definizione agevolata analoga a quella prevista per i debiti fiscali e contributivi 2019 (per la quale sono scaduti lo scorso 30 aprile i termini per presentare la domanda): pagamento integrale della somma dovuta originariamente, senza applicazione di interessi e sanzioni. saranno i singoli entri locali (Comuni, Province e Regioni) a decidere se applicare la rottamazione con specifica delibera.

Risarcimenti

Infine, come detto, c’è il salva-risparmiatori (articolo 36), che prevede risarcimenti a persone fisiche, imprenditori individuali, anche agricoli, coltivatori diretti, in possesso delle azioni e delle obbligazioni subordinate delle banche alla data della messa in liquidazione coatta amministrativa degli istituti di credito che abbiano patrimonio mobiliare fino a 100mila euro, oppure reddito 2018 sotto i 35mila euro.

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Assemblea Nazionale Confedercontribuenti degli Utenti e delle Vittime del sistema Bancario – Padova 22 Giugno 2019

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Confedercontribuenti: Disegno di Legge Ostellari, si ritiri subito. Vogliono Pignorare gli italiani lasciandoli senza difesa.

Ancora una proposta di Legge che tende a ridurre le garanzie dei debitori: Secondo il disegno di legge n. 755/18, primo firmatario  il parlamentare leghista Andrea Ostellari, riguarda il c.c. “Procedimento monitorio abbreviato” e si pone come obiettivo, secondo i firmatari,  quello di snellire il procedimento monitorio bypassando il filtro preventivo del giudice civile. In futuro potrebbe essere l’avvocato, munito di procura, ad accertare i presupposti per poter procedere all’ingiunzione: sarebbe poi direttamente il professionista a emanare il provvedimento di intimazione notificandolo alla controparte debitrice. Questo disegno di legge e vergognoso e mortifica le norme che uno Stato di diritto deve sempre tutelare. Si ritiri questo disegno di legge e si lavori a salvaguardare imprese e cittadini
di fronte alle grandi difficoltà che stanno vivendo in questo momento per effetto di anni e anni di crisi economica. Ad affermarlo il Presidente Nazionale di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, che ha aggiunto, che oggi al Mi.SE l’organizzazione, ha partecipato ad una riunione fra associazioni, presenti Alfredo Belluco, Gianfranco Muzio ed altri proprio per organizzare un fronte comune contro questa norma ingiusta e certamente a favore del sistema bancario.