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In Bulgaria dal 19 al 23 Febbraio alla Fiera Sapori d’Italia con Eos Consulenza e Confedercontribuenti

PLOVDIV, BULGARIA 19 – 23 FEBBRAIO 2020

L’evento SAPORI D’ITALIA fiera dell’ Alimentazione – Benessere & Salute,
e’ organizzato in esclusiva dalla Bulgarian Fair Service ltd – Plovdiv, in partnership, con Associazione Imprese Italo Bulgare – Consorzio Alimentare Italo Bulgaro, con il supporto della UFT University Of Food Technologies – Plovdiv, assistito dalla Camera di Commercio ed Industria di Plovdiv, giunto alla 15* edizione.

Si svolgera’ dal 19 al 23 – Febbraio 2020 in Fiera Internazionale di Bulgaria nella citta’ di Plovdiv, al padiglione 11 in concomitanza con la fiera “AGRA” tutto per l’agricoltura – “VINARIA” fiera dei vini & liquori – dei macchinari e delle attrezzature per la produzione del vino, “FOODTECH” fiera dei prodotti alimentari e delle attrezzature per la produzione ed il confezionamento – CATERING & HORECA – Mostra della ristorazione – API BULGARIA, Fiera del miele e delle tecnologie.

I visitatori “ buyer ”, sono operatori del settore agricolo e alimentare, manager delle grandi catene di distribuzione alimentare – importatori – manager delle fabbriche di produzione alimentare / vini – hotel – ristoranti – pizzerie – bar caffetterie – wine bar – enoteche – pasticcerie – panetterie – gelaterie – benessere & salute, provenienti da ogni parte della Bulgaria oltre che da numerose Nazioni del mondo, in considerazione che si tratta di Fiera Internazionale rivolta in particolare ai Paesi dell’Est Europa; (Turchia – Grecia –Macedonia – Serbia – Romania ecc…).

La Bulgaria, Nazione in pieno sviluppo commerciale industriale e nei servizi, vanta tradizione di grandi e molteplici rapporti commerciali con la Russia, e pertanto l’interesse delle aziende bulgare e’ rivolto anche per l’espansione e distribuzione in Russia e nei Paesi ad essa collegati oltre che con i 4 Paesi confinanti.

La manifestazione, nelle precedenti edizioni ha visto la costante presenza di Ministri di Bulgaria ed Italia in rappresenza dello stato oltre che degli Ambasciatori d’Italia in Bulgaria e i rappresentanti delle Istituzioni italiane, e oltre 18.000 visitatori annui.

A seguito della partecipazione alle precedenti edizioni, numerose aziende italiane sono entrate nel mercato bulgaro con importatori, rappresentanti, depositari, distributori oltre ad aver costituito societa’ in loco.

 

info: Eosconsulenza +390953286784 – +390656559044

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Il ricorso al sovraindebitamento per tentare di ottenere l’immobile già esecutato comporta la responsabilità del debitore

La legge salva suicidi può diventare un vero boomerang se utilizzata in modo inappropriato. Con sentenza 273/2020 depositata ieri, il tribunale di Genova ha condannato il debitore (assistito dall’avv. Claudio Defilippi, reso famoso da Le Iene) al risarcimento delle spese legali in misura superiore al 20% del debito complessivo originario. Secondo il tribunale, il ricorso al sovraindebitamento per tentare a tutti i costi di non perdere l’immobile già esecutato comporta la responsabilità del debitore che deve risarcire le spese legali al professionista e alla compagnia di assicurazione chiamata in causa. Al contrario, va respinta la richiesta di risarcimento avanzata dal sovraindebitato a carico del commercialista gestore della crisi che ha negato l’attestazione del piano del debitore. L’avvio di una procedura di sovraindebitamento ex art. 15, comma 9, legge 3/2012 per la nomina del professionista in sostituzione del Organismo di composizione della crisi (Occ) non determina, infatti, alcun automatic stay con diritto a sospendere le procedure esecutive in corso avviate sul patrimonio del debitore perché l’esecuzione forzata è slegata dal procedimento previsto dalla legge 3/2012. Anche qualora il piano proposto dal debitore sia stato attestato non si verifica, nel caso del consumatore, l’automatica interruzione delle azioni esecutive sul patrimonio perché tale ipotesi non è prevista neppure in caso di emissione del decreto di apertura del procedimento di sovraindebitamento ex art. 10 e art. 14-quinquies, legge 3/2012. Neppure vale la pena invocare l’intervento del giudice dell’esecuzione forzata: è privo di poteri in materia, non esistendo norma che lo autorizzi a sospendere l’esecuzione dopo il deposito del ricorso per accedere alla procedura di composizione della crisi.

Il caso. Al fine di tentare di non perdere l’immobile sottoposto ad esecuzione forzata, una signora, consigliata dal suo legale, presentava domanda al tribunale di Genova per ottenere la nomina di un professionista che svolgesse le funzioni di Occ il quale assistesse la debitrice a presentare il piano del consumatore e la relativa attestazione di veridicità dei dati e fattibilità della proposta. La prima proposta del debitore era ritenuta illegittima perché presentata dalla sola mutuataria titolare dell’usufrutto sull’immobile gravato da ipoteca. La seconda proposta presentata congiuntamente alla titolare della nuda proprietà ma ritenuta comunque illegittima in quanto il pagamento dei creditori privilegiati oltre i termini stabiliti dall’art. 8, legge 3/2012 e perché la debitrice non aveva documentato le capacità di adempimento. A seguito di istanze del gestore della crisi il tribunale confermava le determinazioni del gestore della crisi. Veniva quindi chiesto dalla debitrice di convertire il piano del consumatore in procedura di liquidazione del patrimonio, sennonché la richiesta giungeva tardivamente quando l’immobile già venduta nell’ambito della esecuzione forzata immobiliare. La debitrice, pertanto, citava in giudizio il commercialista sostenendo che l’immobile era stato perduto causa mancata attestazione della proposta, quantificando i danni nel doppio circa del valore dell’immobile.

La pronuncia. La sentenza n. 273/2020 chiarisce che la natura giuridica del professionista nominato dal tribunale come facente funzioni di organismo di composizione della crisi di cui alla legge n. 3/2012 è riconducibile a quella del professionista che (a) presta opera di consulente del debitore, sia pure non esclusivo; (b) attestatore fidefacente a tutela dei creditori; (c) ausiliario del giudice; (d) mandatario in rem propriam dei creditori, e che ha la responsabilità del professionista nominato è pertanto inquadrabile nell’ambito della disciplina del contratto di prestazione d’opera intellettuale di cui all’art. 2230 cc, tanto che l’art. 4, lett. c), della legge 3/2012 impone al professionista di dotarsi di idonea polizza assicurativa. Tuttavia, secondo il tribunale, il risultato perseguito con le due istanze (proposta di piano e liquidazione) è stato vanificato per fatto addebitabile esclusivamente alla parte attrice. Tramite il deposito della prima istanza per la presentazione del piano del consumatore, e quindi diretta alla nomina del professionista, avvenuta a gennaio 2015, la parte istante intendeva evitare a tutti i costi la liquidazione dell’immobile (già avviata tramite esecuzione individuale promossa dal creditore fondiario). In ogni caso la proposta di piano presentata al professionista veniva dichiarata inammissibile, in quanto non attestabile e dunque neppure esaminabile dal tribunale. Dunque, al professionista diligente che abbia comunicato e reso edotto il debitore o il suo legale degli elementi del piano o della proposta di sovraindebitamento, mancati o contrari alla legge, nulla può essere addebitato. La chiamata in causa dell’assicurazione da parte del professionista nella causa di risarcimento avanzata infondatamente dalla debitrice determina l’obbligo di condanna al risarcimento spese del commercialista e dell’assicurazione.

Fonte: Italiaoggi.it

 

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Buon Anno dal Presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro. “Serve cambiare le cose, lamentarsi non basta”.

Serve cambiare le cose, lamentarsi non basta. Questo sarà lo slogan del 2020 della Confedercontribuenti, che dopo un anno passato ad aspettare quel cambiamento annunciato dopo le elezioni politiche del 2018, ha bisogno di rimettere in campo idee e proposte che reggano e che non siano solo slogan da facebook o da social in generale. Proposte che possano approdare in Parlamento. Si proprio li, il luogo che ha bisogno di ridiventare il centro delle decisioni democratiche del nostro Paese. Un Parlamento che oggi, invece assolve al compito di votare le leggi, che propongono i Governi o i loro leaders, senza che vi sia dibattito e procedure costituzionali corrette. Un Parlamento che rischia di diventare quello tipico dei paesi, dove prevalgono quelle nuove tendenze che in nome del “popolo sovrano” si arrogano il diritto di decidere in pochi. Quei Paesi dove la democrazia è diventata formale e non sostanziale.  Invece serve partecipazione. Quella che invocano i tanti giovani scesi a riempire le piazze del nostro Paese, fin qui per fermare le derive autoritarie, ma che presto dovranno indicare i contenuti per il cambiamento. Noi anche nel 2019 di proposte, ad una classe politica sorda, ne abbiamo fatte tante. Dal fisco, alla riscossione, alle banche, alla pubblica amministrazione. Ma è davvero complicato fargli comprendere l’esigenza di salvare il Paese, salvando le imprese e i contribuenti. Allora dobbiamo diventare piu’ forti, soggetti del territorio e nel territorio. Bisogna che Confedercontribuenti si organizzi capillarmente, attraverso presidi tecnici ma anche e soprattutto politici. Il 2020 sarà l’anno di una vera riforma organizzativa della nostra organizzazione. Entro il mese di Marzo procederemo con la prima Conferenza di organizzazione e lavoreremo per una ristrutturazione sia della struttura centrale che delle realtà regionali. Rilanceremo già dai prossimi giorni il Quotidiano, i portali, la comunicazione e tutto cio’ che servirà a rafforzare la voce alle giuste istanze della nostra organizzazione. Dunque un 2020 che sarà di cambiamento, perchè lamentarsi non basta. Non basta esprimersi con slogan demagogici e inutili, che buttano nel mare magnum dei social aspettative irrealizzabili e spesso anche negatività sciocche e prive di senso. Insomma sarà un 2020 di cambiamento. Intanto buon fine anno. Il 2020 sia l’anno della giusta riscossa delle idee e dei fatti, perchè è giunto il tempo di diventare protagonisti attivi della politica del nostro Paese, con proposte concrete di cambiamento, perchè lamentarsi non basta.