Confedercontribuenti critica sulle riaperture del 26 aprile

di redazione

Difficile comprendere le scelte del Governo in relazione al piano delle riaperture, appaiono piuttosto cervellotiche le differenze tra ristorazione all’aperto e al chiuso e incomprensibili gli orari del “coprifuoco”.
Ettore Minniti, responsabile del settore Turismo di Confedercontribuenti, è duro nei confronti della classe politica che governa il Paese: “Scelte senza senso, penalizzanti per il settore turistico che ha già pagato un prezzo altissimo in tema di perdita di fatturato e posti di lavoro. Decisioni discriminatorie”.
Una disparità che crea un grave danno alle imprese. Non si può assistere inermi al loro fallimento, processo già in atto, con l’usura alle porte, una ferita che sarà difficile risanare. C’è malessere nelle attività produttive, si rischia che salti la coesione sociale.
Negli ultimi anni, il turismo nel nostro Paese è stato caratterizzato da una espansione forte e continua. Nel 2019 aveva raggiunto un record assoluto: 131,4 milioni di arrivi e 436,7 milioni di presenze negli esercizi ricettivi, con una crescita, rispettivamente, del +2,6% e dell’+1,8% rispetto all’anno precedente.
La pandemia purtroppo ha rimesso tutto in discussione e le scelte governative non hanno aiutato il settore turistico italiano, con conseguenze serie sulle imprese e sull’indotto, con danni rilevanti e impatti devastanti sul PIL nazionale. Dopo la dichiarazione dello stato di emergenza sono stati emanati i Decreti Cura Italia, Liquidità, Rilancio, Agosto, Ristori, Ristori-bis, Ristori-ter, Ristori-quater, hanno introdotto numerosi interventi temporanei e straordinari di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese appartenenti a tutti settori economici, ivi incluso il turismo. Al sostegno di tale comparto, tra i più colpiti dalla crisi, sono rivolte talune misure specifiche. È stato poi istituito, presso il MIBACT un tavolo di crisi, con il compito di presentare proposte di sostegno, con due bandi, Cultura Crea 2021 e Cultura Crea Plus, gestiti da Invitalia. Tutti i sostegni si sono dimostrati insufficienti. L’unica strada percorribile è la riapertura in sicurezza secondo i protocolli della primavera del 2020.
Se la ristorazione piange, il turismo alberghiero e termale non ride.
Come indicato nel decreto 52 del 22 aprile 2021, i centri termali e i parchi di divertimento potranno riprendere la loro attività a partire dal 1° luglio e solamente nelle zone gialle.
Ivana Pollicina, del coordinamento turismo di Confedercontribuenti, esperta di centri termali e centri benessere, precisa “E’ un punto di partenza. Le prescrizioni si applicano alla riapertura delle strutture termali e dei centri benessere, anche inseriti all’interno di strutture ricettive, e alle diverse attività praticabili in tali strutture (collettive e individuali) quali: fangoterapia, fango balneoterapia, balneoterapia, ecc., con costi che non so se potranno essere sostenuti. Prima della riapertura dei centri e dell’erogazione delle prestazioni termali, è necessario eseguire adeguate opere di prevenzione e controllo del rischio di contaminazione del sistema idrico. Riapriremo, con l‘auspicio che possano arrivare le prenotazioni anche dall’estero. Ci proveremo, ma la vedo dura”.
Anche il turismo itinerante, con i veicoli ricreazionali, camper e autocaravan, ha i suoi problemi irrisolti tra pass vaccinali, mobilità, sosta in libera: “Le associazioni di categoria hanno rivolto diversi appelli al Governo – afferma Luca Gattuso, referente dell’Associazione Turismo Itinerante, affiliata a Confedercontribuenti – ma fino ad oggi i problemi permangono. Eppure in Italia abbiamo 800mila camperisti. Un comparto che ama fare turismo in libertà per la scelta dell’itinerario, in sicurezza, comodità e indipendenza. Questa tipologia di turista potrebbe dare una mano per sostenere le strutture extra-alberghiere e il turismo all’aperto”.
Abbiamo l’obbligo di essere ottimisti sul futuro del Paese, ma all’orizzonte si addensano nubi nere ed è probabile che possano esserci rovesci temporaleschi di grande intensità con allerta rossa, se non ci sarà un cambio di passo nell’azione di governo.

(Nelle foto: Ivana Pollicina e Luca Gattuso)

Tre donne alla guida del coordinamento “Utenti bancari” di Confedercontribuenti

Le tre professioniste provengono da diverse regioni d’Italia ed assicurano professionalità e competenza al servizio di utenti e imprese in difficoltà. Il presidente Finocchiaro chiede al governo come mai non sia ancora stato emesso il decreto che consente alle aziende creditrici delle amministrazioni pubbliche di compensare le somme a credito con i debiti erariali

fonte: ufficio stampa Confedercontribuenti

Ancora un passo avanti di Confedercontribuenti sulla strada della strutturazione interna. Scelta “politica” della Confederazione è dare sempre maggiore spazio nella dirigenza alla componente femminile. Non “quote rosa”, ma strategia rivolta a mettere a profitto le risorse di preparazione, professionalità, decisione e concretezza assicurate dalle donne.

Cos’, da oggi, saranno tre donne a rappresentare e gestire il Coordinamento nazionale “Utenti bancari” di Confedercontribuenti. Molto qualificate e competenti, le tre professioniste sono: Antonella De Maria, Maria Grazia Piccinini e Vera Leanza.

Antonella De Maria, 59 anni, romana, commercialista e revisore dei conti, è esperta non solo di assistenza tributaria e gestionale alle aziende, ma anche nell’impiego di fondi comunitari. È anche CTU (Consulente tecnico d’ufficio) per il Tribunale di Roma in materia contabile e bancaria.

Ringrazio il presidente nazionale Carmelo Finocchiaro e i membri del Consiglio direttivo di Confedercontribuenti – la dottoressa De Maria non nasconde la propria soddisfazione per l’incarico ricevuto – per avermi dato l’opportunità di partecipare attivamente a questa Confederazione che da anni svolge sul territorio un’attività eccellente e a vantaggio di utenti e imprese. Insieme all’avvocato Maria Grazia Piccinini e alla dottoressa Vera Leanza abbiamo costituito un gruppo volto a trovare le soluzioni per le criticità che gli utenti e le imprese riscontrano nei rapporti bancari, soprattutto in questo periodo resi ancora più difficili dalla crisi e dalle difficoltà normative del periodo. Sono certa che il mio apporto, quale commercialista e revisore legale all’interno del gruppo, potrà dare un contributo proficuo e utile per le attività rivolte agli iscritti e a tutti coloro che contano di rivolgersi a noi”.

Maria Grazia Piccinini, avvocata di Lanciano, in Abruzzo, svolge la sua professione forense quale legale esperta nella gestione delle crisi da sovraindebitamento. L’avvocata Piccinini, che è anche mediatrice civile, è impegnata ad esaminare “questioni che riguardano imprese in difficoltà scaturenti da rapporti bancari e che devono confrontarsi con una legislazione costantemente mutante e sicuramente non certa, alla ricerca della giusta soluzione per addivenire a una risoluzione che sia ovviamente positiva per coloro che si affidano” a lei e che adesso la vedranno in prima fila a livello nazionale con Confedercontribuenti.

Vera Leanza, 49 anni, catanese, laureata in Giurisprudenza, presiede l’associazione “La Resilienza del cittadino” ed è anche la referente per Resto al Sud (Invitalia), occupandosi di offrire assistenza e consulenza. Impegnata a promuovere la legge 3/2012 (Salva Suicidi), gestisce uno sportello di Segretariato sociale nel Comune di Nicolosi e mette a disposizione la propria professionalità per affrontare, dipanare e risolvere eventuali questioni o problematiche che interessano il sovraindebitamento e l’esdebitazione, argomenti sui quali si organizzano incontri per informare professionisti, imprese e contribuenti in merito alle opportunità offerte dalla vigente normativa e alle modalità per accedervi.

Sono felice – afferma la dottoressa Leanza – di poter mettere a disposizione la mia esperienza per Confedercontribuenti e per coloro che ne fanno parte e ad essa si rivolgono”.

Il presidente nazionale di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro sottolinea l’importanza e il significato della scelta: Abbiamo scelto tre donne in gamba che oltre ad essere professioniste nel proprio settore, sono riconosciute come qualificate e competenti. A loro auguro un buon lavoro, foriero di lusinghieri risultati che contribuiranno ancor di più a far grande la Confedercontribuenti che già sta registrando adesioni da ogni parte d’Italia”.

Finocchiaro si sofferma poi sui compiti che attendono Confedercontribuenti in questa difficile fase della vita nazionale: “Fra i nostri compiti vi è quello di aiutare le imprese a ripartire. E visto che noi rappresentiamo una importante fetta di italiani, abbiamo chiesto al viceministro dell’Economia, Laura Castelli, e al viceministro Claudio Durigon, di incontrarci per rappresentare tutte quelle istanze urgenti e scottanti che riguardano le imprese italiane e la questione fiscale, soprattutto il rapporto con il sistema bancario”.

È intenzione della Confedercontribuenti – conclude il presidente Finocchiaro – sottoporre ai nostri governanti quesiti, suggerimenti e proposte in merito a questi temi, chiedendo di sapere come mai ad oggi non sia stato emesso,da parte del MEF, il Decreto che consente alle imprese che lavorano con la Pubblica Amministrazione e che certificano i propri crediti presso la piattaforma MEF la possibilità di compensare le somme a credito con i debiti erariali”.

Confedercontribuenti lancia la Società di Mutuo Soccorso Un aiuto alle imprese in crisi

di Ettore Minniti*

“La cooperazione, in tutte le sue forme, deve essere alla base di ogni riforma sociale; e noi dobbiamo preferirla perché tende, per il suo carattere specifico a superare gli egoismi tanto del capitalismo reazionario e sfruttatore che del sindacalismo politicante”, così scriveva don Luigi Sturzo nel 1947.
Il sacerdote calatino si ispirò all’esperienza delle Casse Rurali che servirono a sollevare dalla povertà i contadini vittime degli usurai, ritenuti, ieri come oggi, uomini che sono ‘sanguisughe della società’ ed esortava il mondo agricolo, e non solo, a fare della Cooperazione, la forma basilare della loro attività, superando ogni forma di egoismo e di detestabile forma di appropriazione che avrebbe finito solo a dividere ulteriormente i poveri.
Un messaggio attualissimo. Non si esce dalla crisi se non si attua il cooperativismo. Le PMI all’interno del sistema produttivo italiano sono l’ossatura del nostro sistema economico. L’esplosione della piccola e media impresa in italiana ha origine negli anni Settanta e Ottanta, a causa delle difficoltà negli stessi anni della grande industria (pubblica e privata).
Purtroppo, dopo una prima espansione di tali tipi di impresa, la recessione economica del periodo 2008 – 2013 ha duramente colpito il sistema economico italiano provocando una pioggia di chiusure tra piccole imprese, industrie ed attività commerciali. Immediata conseguenza della crisi delle imprese è stata una repentina limitazione da parte delle banche della concessione di prestiti e finanziamenti. Per il sistema economico italiano, trainato dalla performance delle PMI, le conseguenze della stretta creditizia operata dalle banche sono state assai negative.
Ogni tipo di contromisura alla crisi che lo Stato ha promosso negli anni per il sostegno ed il rilancio delle imprese si è rivelata inefficace o quantomeno insufficiente. Il nostro è un paese inospitale. Al problema centrale del credito, si aggiungono anche le difficoltà legate alla burocrazia e alla jungla degli adempimenti che sottrae tempo prezioso a chi lavora nella PMI, una pressione fiscale che resta tra le più alte d’Europa così come il costo dei dipendenti e, per ultimo, ma non meno importante, il ritardo mostruoso con cui la Pubblica amministrazione paga le fatture delle PMI che forniscono prodotti o servizi.
Ai giorni nostri la crisi sanitaria pandemica rappresenta la più grande crisi economica che il nostro Paese abbia mai affrontato nell’ultimo secolo. Il settore economico-imprenditoriale è in profonda crisi, in particolar modo le piccole e medie imprese. Quest’ultime mancano liquidità e patrimonializzazione, elementi essenziali per accedere al credito, molti di queste sono sull’orlo del default.
Nasce su questi presupposti la Società di Mutuo Soccorso di Confedercontribuenti.
Ambiziosi gli scopi statutari: erogare contributi economici e di servizi di assistenza ai soci che si trovino in condizione di gravissimo disagio economico a seguito dell’improvvisa perdita di fonti reddituali personali e familiari e in assenza di provvidenze pubbliche; in ambito sanitario si prefigge di promuovere e gestire un sistema mutualistico integrativo e complementare dell’assistenza sanitaria prevista dal servizio sanitario nazionale (SSN); erogare sussidi in caso di spese sanitarie sostenute dai soci per la diagnosi e la cura delle malattie e degli infortuni; favorire la realizzazione di un sistema previdenziale integrativo, anche attraverso la costituzione ove consentito, di fondi e servizi di previdenza integrativa dei trattamenti di pensione per i casi di infortunio, invalidità e morte, non coperti da forme di protezione obbligatorie, con esclusione comunque di trattamenti pensionistici in senso proprio, e con la precisazione che i sussidi saranno erogati nei limiti delle disponibilità patrimoniali della Mutua; curare iniziative di solidarietà sociale e di assistenza, nei confronti degli anziani e delle persone non autosufficienti; promuovere attività nei settori dell’informazione e dell’educazione al risparmio, previdenziale, sanitaria e mutualistica; della formazione professionale, della cultura e del tempo libero, nonché partecipare a tutte le iniziative atte ad elevare socialmente, culturalmente i soci ed i loro familiari; promuovere la costituzione e/o l’adesione a Fondi Pensione Integrativi; e tanto altro ancora non facilmente sintetizzabile.
Il Presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, con un pizzico di orgoglio, fiero di questa iniziativa, afferma: “La Società di Mutuo Soccorso si basa su scopi mutualistici e si prefigge di operare a favore dei propri soci e dei loro familiari conviventi, al fine di far partecipare gli stessi ai benefici della mutualità nei settori sanitario, previdenziale e dei servizi sociali”.
Gli imprenditori vanno sostenuti dallo Stato con aiuti concreti e tangibili, ma vige un vecchio detto ancora attuale: “aiutati che Dio ti aiuta”. Per essi la solidarietà reciproca non è più rinviabile.
La cooperazione promossa da Confedercontribenti, per il valore legale e solidaristico, retta da una rigida moralità, senza condiscendenza per nessuno, sarà distante e distinta dall’agone politico.
Imperativo risanare e rifare l’Italia (e il made in Italy). Le imprese, con il suo valore assoluto, attraverso gli amministratori innovativi e formati, le sue maestranze, i suoi artigiani, possono veramente realizzare il sogno di una società solidale e di riscatto.
Confedercontribuenti c’è!

* Segretario Nazionale della Confederazione

 

Nominato il nuovo Coordinamento nazionale di Confedercontribuenti imprese

Costituito il Coordinamento nazionale di Confedercontribuenti “Imprese”. Composto da sei componenti, si prefigge di dar voce alle istanze delle imprese, molte delle quali stanno riscontrando non poche difficoltà e che oggi rischiano di finire ulteriormente in ginocchio, perché già segnate da una crisi economica gravata da una tassazione fiscale deleteria, ma anche da questa drammatica emergenza sanitaria in atto.

La riunione svoltasi online -alla quale hanno partecipato anche il Presidente nazionale Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, e il segretario nazionale Ettore Minniti– ha visto eleggere all’unanimità: il napoletano Salvatore Di Gennaro, industriale tessile settantenne, quale Coordinatore nazionale di Confedercontribuenti “Imprese”Consolato Cinque che ricopre il ruolo di “Garante del codice etico e dei rapporti con la Presidenza nazionale”. Seguono le tre Vice Coordinatrici nazionali di Confedercontribuenti “Imprese”: l’imprenditrice agricola Adele Scirotta, 48 anni, calabrese ma vive e lavora a Pisa, in Toscana; Doriana Barone, 48 anni, commerciante a Castellamare del Golfo e la catanese Giusy Belfiore, 55 anni, esperta guida turistica, già  responsabile di associazioni del settore a livello regionale e nazionale. Il padovano Gianfranco Muzio, 69 anni, di Saonara (PD), esperiente imprenditore nel settore elettrico, impiantistico e della sicurezza, è stato eletto Responsabile degli Imprenditori Pensionati di Confedercontribuenti “Imprese”.

Tutti hanno espresso la propria soddisfazione per la fiducia riposta in loro che adesso li vedranno “in prima linea a livello nazionale, a difesa e a tutela delle imprese che in Italia rappresentano il motore pulsante di un’economia da sostenere senza se e senza ma”. Per loro, “lo Stato deve fare di tutto per evitare di far scomparire quelle realtà produttive, grandi o piccole che siano, che dal dopoguerra ad oggi hanno fatto grande il nostro Paese”.

Salvatore Di Gennaro assicura che “il nuovo Coordinamento nazionale di Confedercontribuenti farà in modo che tutte le imprese… industriali, artigianali, agricole, turistiche… siano ben protette dallo Stato, perchè non è possibile che siano considerate solo slot machine da cui prendere soldi; per non parlare del fatto che esse hanno ricevuto solo promesse non mantenute, hanno dovuto affrontare enormi spese per provvedere a garantire le indicazioni di protezione sanitaria e si sono sobbarcate il mantenimento degli operai a cui è stata promessa la cassa integrazione ancora non ricevuta. In merito ai componenti del neo Coordinamento nazionale Imprese –aggiunge Di Gennaro-, sono felice di aver accanto a me un gruppo coeso e di persone valide, tutte accomunate dalla voglia di far rinascere l’economia nazionale. A nome di tutti ringrazio il presidente nazionale Carmelo Finocchiaro che ha la nostra stima: è un combattente e una persona libera che abbiamo ammirato sempre e che non solo interpreta i bisogni dei contribuenti, ma dà voce a cittadini e imprese che in tutta Italia si rivolgono a noi”.

Dal canto suo, il presidente Finocchiaro non nasconde il proprio entusiasmo: “Faremo grande la nostra organizzazione, da nord a sud: non a caso, i due vice presidenti nazionali sono veneti (Raffaella Zanellato e Alfredo Belluco) e da Latina il terzo vice presidente nazionale Alessandro Ciolfi è espressione della regione Lazio e, quindi, del centro Italia”.  Rom

Le proposte di Confedercontribuenti in vista del decreto Sostegni bis

fonte: Ufficio stampa Confedercontribuenti

Entro fine aprile il governo Draghi definirà il Decreto Sostegni bis che conterrà nuovi ristori per venire incontro alle attività economiche messe in crisi dal fermo per l’emergenza sanitaria, così come nuovi condoni fiscali, prestiti garantiti e moratorie su mutui e prestiti oltreché il blocco degli sfratti.

Prima di poter approvare in Consiglio dei ministri il nuovo decreto Sostegni occorrerà un ulteriore scostamento di bilancio, la cui entità sarà determinata nel DEF (Documento di Economia e Finanza), che di regola va depositato entro il 10 aprile, ma si prevede qualche giorno di slittamento per consentire ai tecnici del Tesoro un’esatta quantificazione delle coperture necessarie per le misure che saranno contenute nel decreto. Al momento si prevede uno stanziamento di circa 30 miliardi di euro (cifra che sarà richiesta in Parlamento), per nuovi ristori soprattutto per le attività chiuse o penalizzare dalle restrizioni imposte dall’ultimo Decreto Covid; per misure che diano liquidità alle imprese, a cominciare dal rinnovo della moratoria sui finanziamenti; per meccanismi atti ad evitare il fallimento delle imprese sovraindebitate; per il prolungamento del blocco degli sfratti e indennizzi per i redditi da locazione commerciale non incassati a causa della crisi Covid (bonus affitto).

Per un maggior sostegno alle famiglie e alle imprese, Confedercontribuenti ha presentato già in questa fase preparatoria una serie di proposte da sottoporre all’attenzione dl governo prerché vengano recepite nel Decreto Legge attualmente in fase di preparazione.

A renderlo noto è il presidente nazionale di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, il quale chiarisce che le “proposte nascono dalle esigenze e le lamentele che ogni giorno raccolgono i nostri responsabili, in tutta Italia, a seguito della drammatica situazione in cui versa il nostro Paese. Siamo in una economia ‘post-bellica’, e non siamo i soli a dirlo.

Pertanto sono necessarie misure straordinarie che vadano oltre ogni discorso e logica politica, misure che possano dare una scossa al tessuto economico nazionale e dare fiato e speranza alle famiglie tutte”.

Certamente – aggiunge il presidente Finocchiaro – non abbiamo né il dono né la presunzione di essere i soli ad avanzare proposte di questo tipo e siamo sempre aperti al confronto, che possa portare a innovare le proposte stesse e ad aggiungerne di nuove, cercando di fare quadrato tutti insieme intorno al nostro Paese”.

Ad illustrare nel merito le proposte di Confedercontribuenti per il nuovo Decreto Sostegni è il vice presidente nazionale, Alessandro Ciolfi, il quale puntualizza che “le proposte della nostra Confederazione vanno a salvaguardare quanto è stato già fatto, sempre nei limiti delle possibilità esistenti, evitando discorsi demagogici”.

Saldo e stralcio

Sul saldo e stralcio la proposta è quella di estendere il periodo delle cartelle esattoriali (i ruoli) a tutto l’anno 2015, abolendo il limite dei 30 mila euro per accedere alla misura, (limite peraltro incostituzionale).

Altresì si propone, per il calcolo ISEE utile ad accedere al ‘saldo e stralcio’ di scomputare il ‘minimo vitale’ (attualmente fissato a 689,14 euro per persona singola). Il minimo vitale deve essere considerato una franchigia che non può essere derogata”.

Compensazione rate 2010 – 2015

In un’ottica di giustizia ed equità nei confronti di tutti i contribuenti che hanno sempre onorato i propri doveri, avendone avuto la possibilità, Confedercontribuenti propone anche di compensare quanto già versato dal 2010 al 2015 (lo stesso periodo per cui proponiamo di estendere la possibilità del saldo e stralcio).

La compensazione rate 2010 – 2015 dovrebbe prevedere, per tutti i Contribuenti che hanno pagato cartelle esattoriali, tasse e imposte dall’anno 2010 a tutto il 201, che tali somme siano utilizzate a compensazione per i pagamenti futuri – dice Alessandro Ciolfi – in modo tale da eliminare il senso di ingiustizia fra chi ha sempre e comunque pagato tutto, e chi non ha pagato ed oggi usufruisce di uno stralcio del debito”.

Fondo Salva Casa

Sul Fondo ‘Salva Casa’ (D.L. 124/2019 convertito in Legge 157/2019 art. 41/bis) la Confederazione chiede che venga finalmente reso possibile accedervi. È necessario che il fondo sia finanziato seriamente e non con i 5 milioni di euro stanziati, che non coprirebbero neanche la minima parte di coloro che ne possono fare accesso.

Al fine di salvaguardare la prima casa, si chiede di utilizzare a pieno regime il fondo salva casa, finanziandolo e cercando di renderlo di facile accesso ai debitori esecutati in corso di pignoramento immobiliare – è ancora il vicepresidente Ciolfi a parlare – Insomma si propone una misura sociale, tramite Cassa Depositi e Presiti, che per i prossimi 3-5 anni, metta a disposizione la somma di 1 miliardo di euro per ogni anno, al fine di rendere acquisibile dallo Stato, gli immobili oggetto di pignoramento immobiliare per i quali non sia intervenuta la vendita tramite asta immobiliare dopo il terzo incanto”. Nella proposta di Confedercontribuenti lo Stato verrebbe ad acquisire gli immobili, lasciando che i proprietari esecutati continuino ad usufruirne pagando pagando una somma calmierata fino al riscatto pieno della proprietà.

Urbanistica ed edilizia residenziale

Per quanto riguarda, invece, la questione urbanistica ed edilizia residenziale, soprattutto per gli alloggi di necessità ed affini, Confedercontribuenti chiede che sia abolita la ‘doppia conformità edilizia’ (Testo unico sull’edilizia, DPR 380/2001 –art. 36) consentendo cosi l’accesso al superbonus 110%.

Come già ampiamente discusso – sostiene Alessandro Ciolfi – e come anche proposto dalla rete delle professioni tecniche, nonché dall’Ance, l’abolizione della doppia conformità edilizia, comunque prevista nelle aree edificabili e conforme agli strumenti urbanistici vigenti, consentirebbe di poter sanare finalmente la situazione stagnante in gran parte del territorio Italiano.

La misura, oltre che risolvere migliaia di querelle, potrebbe portare nelle casse dello Stato, una cifra stimata intorno ai 23 miliardi di euro a regime.

Sia la Rete delle professioni tecniche (RPT) sia i costruttori edili (Ance) hanno sottolineato – ricorda Ciolfi – che i tempi per ottenere una certificazione di conformità urbanistica sono lunghi e incompatibili con l’esigenza di avviare presto e senza intoppi il maggior numero di cantieri per la riqualificazione energetica e la sicurezza antisismica degli edifici.

Rottamazione quater

Sull’avvio della ‘rottamazione quater’ la piattaforma rivendicativa di Confedercontribuenti propone che venga predisposta una nuova rottamazione, che comprenda anche tutte le rottamazioni precedenti e la possibilità di sanare le rate delle precedenti, con modalità di pagamento che siano uguali a quella del pignoramento mobiliare, con rate che non eccedano mai 1/5 della propria capacità finanziaria.

La nuova rottamazione dovrà comprendere tutti i ruoli fino al 31-12-2020 e tutti i ruoli non prescritti, considerando prescritti quelli precedenti l’anno 2015, che non dovranno essere richiesti ai debitori (salvo interruzioni della prescrizione).

Le rottamazioni precedenti dovranno o potranno essere ricomprese all’interno della rottamazione quater, con una nuova rata omnicomprensiva.

Il viceperesiddnte nazionale di Confedercontribuenti, Alessandro Ciolfi, trae dunque le conclusioni: “Sono questi i contenuti degli emendamenti che i nostri esperti hanno elaborato. Siamo comunque attivi ogni giorno per studiare ed avanzare nuove proposte da avanzare al Governo italiano. E non mancheremo, come abbiamo sempre fatto in tanti anni, di dare battaglia affinché si diano risposte certe ai cittadini”.