L’INPS non rilascia il DURC e mette in crisi migliaia di aziende. Confedercontribuenti chiede intervento del Governo, per fare rispettare norme su rottamazione.

L’inps non rispetta una legge dello Stato e non considera la presentazione delle domande per la “rottamazione ter” sufficienti per ridare regolarità alle aziende, mettendo in difficolta’ migliaia di Aziende Italiane. Malgrado che Agenzia delle Entrate – Riscossione le consideri valide a tutti gli effetti. Un fatto gravissimo di cui dovranno rispondere i vertici dell’Istituto. A chiederlo il Presidente Nazionale di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, che sollecita un intervento deciso del Governo e del Ministro del Lavoro, per imporre all’istituto previdenziale il rispetto delle norme precise scritte nel decreto fiscale.  Questo atteggiamento rischia in moltissimi casi di fare precipitare le Aziende in una situazione irreversibile, con il rischio di chiusura. Questa volta per colpa di un Ente dello Stato che non rispetta le norme.

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Basta Menzogne. Sul fisco solo annunci. Finocchiaro (Pres. Confedercontribuenti), appello a tutti per pretendere fatti e non promesse.

Sul fisco da questo Governo sono solo arrivate menzogne. Ad affermarlo il Presidente Nazionale di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro. Niente Saldo e stralcio, Flat tax nessuna notizia, Rottamazione ter salvo per l’allungamento dei termini e copia conforme a quella renziana, dati poteri assoluti alla Guardia di Finanza e all’Agenzia delle Entrate, riammissione alla rottamazione ter per coloro che non hanno potuto pagare la bis, da missione impossibile, serve infatti pagare gli arretrati entro il 7 dicembre e cosi continuando, lo scenario è davvero drammatico. L’abolizione dell’Aiuto alla crescita economica (ACE) e dell’imposta sul reddito imprenditoriale (IRI), a favore del nuovo regime impositivo IRES, che prevede la riduzione dell’aliquota al 15 per cento per la quota di utili reinvestita in beni strumentali e in nuove assunzioni. Il combinato di questi interventi porterà a un aumento della tassazione sulle imprese per 2,2 miliardi nel 2019 e 1,7 miliardi nel 2020 Mentre l’indebitamento pubblico sale e l’Europa dice no alla manovra. Insomma alle imprese le promesse da marinaio, fin qui fatte, non servono. La deriva parolaia sta mettendo in crisi milioni di padri di famiglia e migliaia di imprese. Noi non ci stiamo e chiamiamo alla mobilitazione tutte le organizzazioni e gli uomini e le donne di buona volontà per dire basta alle promesse. Vogliamo un vero cambio di passo.

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Senza “Pace Fiscale” è fallita l’azione di questo Governo.

di Carmelo Finocchiaro – Presidente Nazionale Confedercontribuenti

Non serviva questo Governo per avere riproposta l’ennesima versione della rottamazione dei ruoli, modello Renzi, seppur con i tempi di pagamento allungati, ma insufficienti a risolvere i problemi delle famiglie e delle imprese. Questo Governo è stato votato in larga maggioranza dagli italiani, proprio perché uno dei punti cardine della proposta elettorale proponeva quella pace che chiudeva i conti usurai con lo Stato. Ma così non sembra essere. Naturalmente insieme all’abbassamento delle tasse che non avverrà. Anzi si prospetta un aumento. La bocciatura del DEF ci porta verso una ulteriore instabilità economica, con gravi ripercussioni sui bilanci pubblici. Un danno per coloro che pagano i mutui, un danno per la ripresa economica del Paese. Un danno per le imprese. Allora facciamo appello ad abbandonare le politiche dell’assistenzialismo dannoso, come sarà il reddito di cittadinanza, per concentrarsi verso scelte strutturali che risollevino le sorti del Paese. Troppe gaffe sono state commesse in questi mesi di Governo, che stanno producendo solo gravi danni. Cambiate. Questo è il nostro appello. O certamente non sarete il Governo del cambiamento, ma solo e soltanto del fallimento.