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Patto fiscale tra Stato e italiani per cancellare debiti insostenibili

L’associazione a difesa dei contribuenti ha lanciato un appello al governo Renzi perché stringa “un patto fiscale fra italiani”, in grado di superare un sistema sanzionatorio “usuraio” che triplica il debito fiscale rendendone impossibile la restituzione.

Nella sua lettera alle autorità di Palazzo Chigi, Carmelo Finocchiaro, presidente di Confedercontribuenti chiede interventi su Equitalia, banche emutui. Tra i suggerimenti è previsto un condono delle sanzioni, degli interessi e degli aggi delle cartelle esattoriali, per tutti coloro che non hanno potuto pagare.

Secondo Finocchiaro sarebbe insomma una ‘win-win situation‘, perché se il debitore non paga, lo Stato finisce anche lui per perdere i propri soldi.

“Io chiedo che il Governo, con la scelta della cartolarizzazione sui crediti bancari, non consenta di far cadere milioni di italiani nelle mani di società di scopo, magari straniere che con azioni a catena ‘esproprino’ la povera gente di risorse fondamentali per sopravvivere”.

Anche in questo caso un “patto per un piano sostenibile di rientro, spiega Finocchiaro, “dovrà costituire un impegno centrale del governo”, insieme a “una grande riforma che metta fine al ripetersi dei fenomeni legati all’usura bancaria e ai ricorrenti vizi contrattuali”.

L’Italia ha bisogno di riscatto

Infine il leader dell’associazione chiede al premier Matteo Renzi di intervenire anche nel mercato immobiliare e del credito, e nello specifico di non recepire la direttiva dell’Unione Europea 17 del 2014 (Mortgage Credit Direttive, ossia la direttiva sul credito ipotecario), “poiché diventerebbe un dramma per migliaia di famiglie, che aspirano ad avere una casa”.

I contribuenti italiani, secondo Finocchiaro, “hanno bisogno che venga data loro un’altra opportunità e tutta l’Italia ha bisogno di riscatto“. I cittadini italiani “hanno perso il loro potere di acquisto e a causa di ciò, sono in moltissimi coloro che a stento possono acquistare il necessario per la spesa quotidiana”.

“Imprenditori e padri di famiglia continuano a gettare la spugna, in molti casi compiendo gesti estremi come il suicidio, poiché non vedono alcuna speranza nel loro futuro”. Nonostante gli sforzi del governo, “le imprese continuano a chiudere, gli over 35 sono lasciati fuori dal mercato del lavoro e le banche trasformate in agenzie immobiliari per via degli espropri e pignoramenti in forte crescita”.

Per questi motivi “bisogna ridare la possibilità di poter pagare ai contribuenti, non secondo le aspettative di istituzioni pubbliche e private, che determinano a tavolino o sulla base di previsioni normative, condizioni irrealizzabili, ma secondo le reali possibilità di ognuno”.

(dal WSI)

CONFEDERCONTRIBUENTI: A DIFESA DEL PATRIMONIO TURISTICO-CULTURALE ITALIANO, A FIANCO DELLE GUIDE TURISTICHE

L’Italia ha il più vasto patrimonio turistico culturale d’Europa che viene valorizzato anche grazie  ad una figura professionale importante: la guida turistica che però   deve barcamenarsi tra le carenze ed errori legislativi dovuti sia all’abolizione in passato del Ministero del Turismo  che dal Mal d’Europa.

“Proprio per quest’ultima ‘patologia’ le nostre brave guide turistiche si trovano a far fronte a due importanti cavilli burocratici: la guida Europea e la guida dei siti protetti.”  – spiega Carmelo Finocchiaro presidente nazionale di Confedercontribuenti.

Il primo  prevede che chi sia in possesso di abilitazione per fare la guida turistica in uno stato membro  lo possa esercitare anche in tutto il territorio comunitario; l’altro intoppo prevede che il turista che decide di visitare un sito di particolare pregio definito “protetto” debba farsi accompagnare da una guida con altra abilitazione specifica.

“Queste assurdità sembrerebbero studiate a tavolino per agevolare qualcuno che certamente non sono le guide turistiche italiane e né il turista che rischia di essere accompagnato tra le cattedrali romaniche o barocche da fredde guide norvegesi o essere accompagnato da due guide per la medesima località”-  continua preoccupato Finocchiaro.

“Se una guida turistica ha accompagnato fino al giorno precedente l’istituzione dell’elenco dei siti protetti, nella visita di un palazzo ducale, come è possibile che il giorno successivo si sia dimenticata tutto?” – chiede Finocchiaro al Ministro dei Beni Culturali.

Ora la patata bollente spetta alle Regioni.

“Noi di Confedercontribuenti vigileremo e staremo a fianco delle guide turistiche italiane che negli anni hanno tutelato e contribuito alla crescita anche economica del nostro Paese oltre che a fianco ai turisti che meritano di apprezzare il meglio della nostra Italia attraverso professionisti preparati” – conclude Finocchiaro.