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LIBERO GRASSI, IMPRENDITORE CORAGGIO ED ESEMPIO ANCORA VIVO PER TUTTI

Siamo a 26 anni dalla tragica morte di Libero Grassi, imprenditore-coraggio nato a Catania ed ucciso da “Cosa Nostra” all’età di  67 anni a Palermo per essersi opposto al racket. 

“Se tutti si comportassero come me,non si distruggono le aziende,ma gli estorsori” – questa una delle tante frasi-denuncia di Libero Grassi.

Libero Grassi  non aveva peli sulla lingua e mettendoci la faccia senza se e senza ma  perseverava nella sua lotta per la legalità.

“Noi di Confedercontribuenti  abbiamo i valori  per i quali  questo grande uomo ha lottato sino alla morte.  Noi continueremo la nostra vocazione di supporto a chi sceglie di essere LIBERO promuovendo tutte le azioni che mirano ad educare alla legalità ma anche spronare le istituzioni affinché la giustizia non sia legata a numerosi cavilli burocratici che portano a desistere  alcune volte dalla denuncia. Come diceva Libero nelle sue numerose campagne mediatiche:  – Io non sono pazzo a denunciare,  non pago perché non voglio dividere le mie scelte con i mafiosi, perché io ho fatto semplicemente il mio mestiere di mercante” – interviene Carmelo Finocchiaro presidente nazionale di Confedercontribuenti nel ricordo di Libero Grassi.

DOPO L’ALLARME MENINGITE QUELLO DEL MORBILLO, CONFEDERCONTRIBUENTI PRESENTA ESPOSTO

Dopo gli esposti effettuati in precedenza, gli ingiustificati allarmismi di epidemie di meningite sono finiti. Al via ora quelli del morbillo. La reazione di Confedercontribuenti.

Dopo l’allarme ingiustificato di meningite partirebbero ora gli  allarmismi di finte probabili  epidemie di morbillo.

“Fonti ufficiali smentirebbero tale epidemia.  Abbiamo il timore che si stiano favorendo le lobbies delle case farmaceutiche, a discapito delle assunzioni di medici ed infermieri, sottraendo soldi pubblici alla sanità dove vi è un effettivo bisogno. Non siamo assolutamente contrari ai vaccini, che anzi, riteniamo molto utili, ma ciò non deve essere confuso con ingiustificati allarmismi che producono lunghe file presso i centri vaccinali favorendo l’arricchimento di qualcuno a discapito delle vere emergenze” – dichiara Alessandro Ciolfi vice presidente nazionale di Confedercontribuenti.

Si  parla di aumento dei casi di morbillo  in tutta Italia ma ancora da verificare.

“Si starebbe inducendo a vaccinazioni di massa spesso  ingiustificate, spinte da cariche mediatiche forti e per tali ragioni chiediamo tramite un esposto che presenteremo domani in procura che si faccia chiarezza” – conclude Ciolfi.

CONFEDERCONTRIBUENTI, IMPORTANTE SUCCESSO IN CASSAZIONE

Gli avvocati  Alessandro Palermo e Salvatore Vittorio, componenti dell’ufficio legale di Confedercontribuenti,  incassano un altro successo in Cassazione a favore di 48 medici.

Vinto il ricorso in Corte di Cassazione per 48 medici specializzandi che hanno ottenuto il diritto al rifacimento  riconosciuto  dalla Suprema Corte di Cassazione che ha cassato  la decisione resa dalla Corte di Appello di Catania, la quale aveva rigettato la richiesta di risarcimento del danno scaturente dal mancato recepimento delle direttive comunitarie in Italia che prevedevano la remunerazione durante il periodo della specializzazione.

I Giudici della Terza Sezione della Cassazione hanno riconosciuto il diritto al risarcimento del danno al medico specialista, che iscritto ad una scuola di specializzazione prima del 1991  non è tenuto a provare che il corso frequentato fosse esclusivo ed a tempo pieno, ma deve solo provare di aver frequentato un corso di specializzazione senza essere stato remunerato.

Si tratta di una sentenza che farà giurisprudenza e che fa seguito ad altre rese sullo spinoso tema  che hanno visto lo Stato Italiano soccombente perché responsabile del danno causato dal tardivo recepimento delle direttive comunitarie.

CONFEDERCONTRIBUENTI, CONTINUA LA LOTTA CONTRO TUTTE LE USURE

A circa un anno dal Convegno Nazionale di Confedercontribuenti “Contro tutte le usure” continua a livello nazionale la lotta contro questa piaga sociale.

Roma, 23 febbraio 2017 – L’usura è un reato penale che sta distruggendo gli italiani se lasciati soli.

Confedercontribuenti dalla sua fondazione ha fatto come uno dei pilastri portanti  delle sue battaglie la lotta contro l’usura che da essere legata solo a fenomeni di criminalità organizzata assieme alle estorsioni sarebbe diventata una pratica comune anche presso istituti di credito perpetrata da funzionari senza scrupoli.

Dopo l’incontro positivo con il commissario straordinario antiusura e antiracket il dott. Domenico Cuttaia, con il quale si è avuta la conferma della vicinanza istituzionale e dell’unicità del reato a prescindere da dove o chi lo attui, continua l’opera di informazione e supporto di Confedercontribuenti sia a livello nazionale che territoriale.

Ieri, davanti al tribunale di Padova, il vice presidente nazionale Alfredo Belluco insieme ai collaboratori di Confedercontribuenti Veneto, mentre all’interno si svolgeva l’udienza per usura nei confronti di 3 banchieri, ove si è costituta parte civile, ha tenuto una manifestazione in cui si informava del supporto che l’organizzazione fornisce a risparmiatori truffati o clienti con mutui e finanziamenti con profili usurai.

Il paladino di Confedercontribuenti contro l’usura perpetrata nelle banche, Alfredo Belluco, non perde mai la grinta e forza e dichiara a gran voce: –  “risultano rapporti contrattuali illeciti gravati da spese e commissioni che fanno lievitare il tasso effettivo globale” .

Per evitare altri suicidi che non risolvono i problemi, o altre chiusure di aziende ed aumento della disoccupazione, disagio sentito  sia al sud che al nord Italia, Confedercontribuenti invita a far verificare le proprie singole posizioni perché nell’80% dei casi non è il cliente ad essere a debito ma la banca.

Proprio sull’illiceità  dei contratti e conti bancari verterebbe anche la lotta di Confedercontribuenti a fianco delle imprese fallite del CIS SpA di Nola.

Seguendo le finalità statutarie Confedercontribuenti si affida a tutti i gradi della magistratura affinché si verifichino tutte posizioni e conti ed invita il dott. Sergio Iasi, amministratore delegato del distretto nolano a fare lo stesso anche a supporto della presa di posizione e distanza dalle dichiarazioni fatte ai giornali dal presidente Gianni Punzo.

“Solo con la legalità e giustizia si potrà ridare dignità all’imprenditoria” – dichiara il presidente nazionale di Confedercontribuenti, più battagliero che mai.

BILANCIO CIS MILLE INTERROGATIVI, CONFEDERCONTRIBUENTI CHIEDE ALLA MAGISTRATURA IL SEQUESTRO DEGLI ATTI

Le voragini debitorie e le ragioni NO all’approvazione del Bilancio CIS SpA  di Confedercontribuenti e Patto di sindacato

Roma 19 dicembre 2016 – Quasi 145 milioni di perdite. Debiti per 640 milioni di euro, cui vanno sommati i 140 di rosso del Vulcano Buono. Consistenze immobiliari “rottamate” che passano in soli 2 anni dal valore di  oltre 28 milioni a quello attuale di 2,8 milioni.

Sono solo alcuni degli impressionanti numeri presenti nel Bilancio del CIS di Nola al 31 dicembre 2015, che la dirigenza chiede ai soci di approvare all’antivigilia di Natale, vale a dire nell’assemblea dei soci CIS convocata fra il 22 e 23 dicembre prossimi.

Un appuntamento per il quale preannunciano battaglia Confedercontribuenti e il Patto di Sindacato dei Soci CIS,  da tempo in lotta per la riconquista dei diritti calpestati e della legalità dentro le macerie di quello che una volta veniva definito con enfasi il Distretto Nolano, ridotto ora ad un’unica, abissale voragine debitoria.

Insieme ad  Emilio D’Angelo, presidente del Patto, sul suo blog preannuncia già un netto No all’approvazione del Bilancio, avanzando alcune proposte alternative (ad esempio il rinvio ad un’assemblea ordinaria), sul piede di guerra c’è in prima fila Confedercontribuenti guidata da Carmelo Finocchiaro, che nell’ultima settimana insieme al team di esperti  ha passato al setaccio ogni elemento del documento contabile CIS, di cui il presidente Gianni Punzo ed i suoi vorrebbero l’approvazione sotto l’albero di Natale.

Difficile immaginare che il disco verde arrivi, possibile invece che più tempestivi giungano i provvedimenti della magistratura invocati da Confedercontribuenti: quella penale, che sul CIS è già al lavoro da qualche mese nelle stanze del P.M.  partenopeo Maria Teresa Orlando; o la Corte d’Appello di Napoli, chiamata da un ricorso di Finocchiaro ad esprimersi sull’accordo capestro del CIS con le banche omologato dal Tribunale di Nola.

Perché i conti che non tornano, ed erano già tanti, diventano ancor più clamorosi attraverso le evidenze esposte in bilancio. «Nella relazione – interviene Carmelo Finocchiaro – leggiamo che lo scorso 5 settembre il CdA approva il progetto di bilancio. Con 142.000.000 di perdite e senza ancora aver presentato l’accordo di omologa. Il collegio sindacale stende la sua relazione il 5 dicembre. Qualcosa non funziona, perché il collegio dichiara di non avere ricevuto esposti e fatti significativi tali da farne menzione nella relazione. ‘Dimenticando’ che pende il ricorso contro l’omologazione in Corte d’Appello di Napoli. Un altro fatto gravissimo. La giurisprudenza consolidata – continua Finocchiaro –  considera operazioni di grave imprudenza gli atti ad alto grado di rischio, privi di serie e ragionevoli prospettive di successo economico, avuto riguardo alla complessiva situazione dell’impresa, come la concessione di finanziamenti a società controllate o collegate in perdita».

Il riferimento è evidentemente a quei 38 milioni di euro dirottati in questi anni dalle casse del CIS a quelle di Interporto Campano sotto forma di finanziamento, proprio mentre le manovre a danno del CIS sterminavano le imprese dei soci fondatori, 30 dei quali venivano dichiarati falliti dal Tribunale di Nola su azione giudiziaria intentata esclusivamente dallo stesso CIS SpA.

«E’ chiaro – interviene D’Angelo – che la crisi finanziaria del CIS parte da molto, molto lontano e si chiama Interporto. Oggi è in discussione non solo il CIS ma tutto il distretto e, allora diciamolo con chiarezza. Non si tratta di approvare un bilancio disastroso del CIS ma di sacrificare il CIS al distretto basandosi su cifre che sono spaventose. Come si fa a spiegare che immobili tornati in possesso del CIS per un valore di bilancio di 39 milioni vengono svalutati, nel bilancio proposto all’approvazione, a 2,5 milioni, con una perdita di 36,5? Come lo spieghiamo a chi è fallito o a chi ha pagato sempre?».