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Partono i controlli del fisco sui conti correnti. Confedercontribuenti, evitare caccia alle streghe.

I clienti di Unicredit, BNL e Sanpaolo dovranno attendersi nuovi controlli da parte del Fisco nei prossimi mesi.  Nel mirino non solo i correntisti dei servizi bancari sopracitati, ma anche i clienti che usufruiscono di un Istituto di Credito Postale. Quel che c’è da dire però è che i controlli riguarderanno l’intero nucleo familiare e non il singolo cittadino. Il Fisco ha dichiarato di voler combattere con tutte le forze i possibili evasori dello Stato. Il risparmiometro che verificherà la percentuale fra le spese e le entrate di ogni famiglia, sarà il mezzo con cui poi la Guardia di Finanza effettuerà il controllo aggiuntivo. Se il GAP fra le entrate e le spese sarà superiore al 20% , scatteranno i controlli immediati da parte dell’Agenzia delle Entrate.

I controlli riguarderanno un po’ tutti pertanto anche i nullatenenti dovranno attendersi dei controlli se vi sarà una divergenza monetaria fra quanto dichiarato con il lavoro (o non), e le spese registrate dichiarate effettuate. Saranno soggette a controlli sia gli acquisti grandi come quello di un immobile o di un’autovettura, sia le spese più piccole come quelle per il vestiario, la tecnologia, il cibo, la salute e i viaggi.

Questa operazione dichiara il Presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, deve evitare la caccia alle streghe, inventandosi ad ogni costo reddito evaso ed evasori. Con queste norme generalizzate l’attuale Governo ha lanciato la piu’ grande operazione da Stato di polizia fiscale mai avvenuto in Italia.

Deutsche Bank, lascia il capo dell’investment banking

Garth Ritchie, presidente di Deutsche Bank e capo della Corporate & Investment Bank, lascia la banca di comune accordo. Lo rende noto l’istituto tedesco in una nota.  Ritchie è entrato a far parte di Deutsche Bank nel 1996 come associato presso l’ufficio di Johannesburg della banca e ha continuato a ricoprire posizioni dirigenziali presso la banca d’investimento. Paul Achleitner, Presidente del Supervisory Board di Deutsche Bank, ha dichiarato: “Ha aiutato Deutsche Bank a superare un periodo estremamente impegnativo e gli auguriamo tutto il meglio per il futuro“. “Sono passati quasi ventitré anni – afferma Ritchie – dal giorno in cui sono entrato a far parte di Deutsche Bank e guardo la mia carriera con orgoglio. Credo che la banca sia ora pronta per ulteriori trasformazioni, ed è il momento giusto per i nuovi dirigenti per portare avanti la divisione“. Il signor Ritchie lascerà ufficialmente  il 31 luglio. Per assicurare una transizione senza intoppi riguardo soprattutto alle questioni normative importanti nel Regno Unito, comprese quelle relative alla Brexit, continuerà a consigliare la banca fino alla fine di novembre 2019. Sarà l’attuale CEO, Christian Sewing, ad assumere la responsabilità della Corporate & Investment Bank nel Consiglio di amministrazione: “Garth è stato un dipendente storico e leale di Deutsche Bank. Vorrei ringraziarlo personalmente per la sua eccellente collaborazione e collaborazione durante la sua carriera e negli ultimi 15 mesi come mio vice“. Il consiglio di sorveglianza di Deutsche Bank si riunirà domenica 7 luglio per fare il punto della situazione sul piano di ristrutturazione, mentre il 24 luglio usciranno i dati relativi al secondo trimestre. Le notizie sulla prima banca tedesca sono in continua evoluzione, data la difficoltà per il gruppo di Francoforte di mettere a punto un progetto che riesca a far cambiare rotta a conti che sono tornati in positivo non senza difficoltà lo scorso anno.

fonte: finanza on line

A marzo frenano i prestiti a famiglie e a imprese

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Continuano a calare le sofferenze bancarie in Italia, mentre frenano i prestiti a famiglie e a imprese. E’ questo il quadro tracciato da Bankitalia nella pubblicazione “Banche e moneta: serie nazionali”.
In particolare, a marzo le sofferenze bancarie sono diminuite del 37,7% su base annua (-32,4% a febbraio), per effetto di alcune operazioni di cartolarizzazione. Le sofferenze nette delle banche sono scese a 31,750 miliardi di euro, dai 33,640 del mese precedente e dai 52,791 mld di marzo 2018.
Sempre a marzo 2019 i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono cresciuti dello 0,8% su base annua (+1,2% a febbraio). I prestiti alle famiglie sono cresciuti del 2,5% dal 2,6% del mese precedente, mentre quelli alle società non finanziarie sono diminuiti dello 0,7% (erano calati dello 0,2% a febbraio).
Dalla pubblicazione emerge inoltre che i depositi del settore privato sono cresciuti del 3,3% su base annua, dal 2,8% nel mese precedente; la raccolta obbligazionaria è invece diminuita dell’8,7% (-10,3% nel mese precedente).
I tassi di interesse sui prestiti erogati a marzo alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, sono stati pari al 2,17%, in calo dal 2,27% di febbraio, mentre quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all’8,19%.
I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono risultati pari all’1,42% (1,51% nel mese precedente); quelli sui nuovi prestiti di importo fino a 1 milione di euro sono stati pari al 2,02%, quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia allo 0,91%. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,34%.