,

Arbitro Bancario si pronuncia sugli effetti della natura usuraria del rapporto

L’Arbitro Bancario Finanziario è intervenuto in tema di usura bancaria. L’organo preposto alla risoluzione stragiudiziale delle controversie in materia bancaria e finanziaria, ha affermato che se il rapporto è usurario non vanno corrisposti né gli interessi né gli altri oneri e neanche le spese del contratto, ad eccezione di quelle per imposte e tasse.

Infatti il Collegio di Coordinamento dell’ Arbitro Bancario, con la decisione resa nella seduta del 16.05.2018, ha enunciato il seguente principio di diritto: “Una volta verificato il superamento del tasso soglia rilevante ai fini dell’usura genetica, in virtù della corretta interpretazione del secondo comma dell’art. 1815 cod. civ. – letto in connessione con il quarto comma dell’art. 644 cod. pen. – che sancisce la nullità della clausola, restano colpiti non solo gli interessi propriamente intesi, ma tutti gli oneri e le spese inclusi nel calcolo del TEG, compresi i premi assicurativi, escluse imposte e tasse, che, pertanto, debbono essere restituiti al mutuatario”
Il principio è importante, perché alcuni prestiti vengono concessi ad un tasso di interesse basso, prevedendo però, diverse commissioni e oneri che fanno lievitare enormemente il costo del credito. Un contratto esaminato dall’associazione, stipulato con una nota finanziaria, per esempio, stabiliva per l’erogazione del prestito un tasso del 2,5%, ma la verifica dello stesso consentiva di accertare un TAEG di circa il 17%, che superava il tasso soglia fissato per legge, per effetto delle altre voci di costo previste, quali le “commissioni per la mandataria”, “gli oneri accessori” e i “premi per assicurazione”.
Quindi è stato rilevato che se gli effetti del superamento del tasso soglia fossero limitati alla sola non debenza degli interessi, sarebbe semplice eludere la normativa in materia considerato che l’intermediario potrebbe fissare il costo del credito tenendo bassi gli interessi in senso stretto e dando maggiore consistenza agli altri oneri, con la conseguenza che caso di usura egli dovrebbe restituire la sola somma relativa agli interessi, senza perdere tuttavia la sostanziale convenienza economica dell’operazione.

Per quanto sopra può ritenersi che sarà difficile per le Banche continuare a sostenere che l’effetto dell’usurarietà del rapporto è solo quello della non corresponsione degli interessi.

Fonte: ildiritto.it

,

Indagato a Campobasso il ministro degli Affari Europei, Paolo Savona per presunta usura bancaria

Paolo Savona, ministro degli Affari Europei, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Campobasso per presunta usura bancaria.

L’inchiesta partita dalla denuncia della Engineering srl coinvolge ben 23 persone, tra manager e noti banchieri, che ricoprivano ruoli apicali in Unicredit e Banca di Roma negli anni tra il 2005 e il 2013.

La Engineering srl dei fratelli Santoro, società di capitali di Campobasso, ha realizzato i più importanti parchi eolici di Molise, Puglia e Campania.

Il legale Luigi Iosa, che ha curato la denuncia, conferma che l’iscrizione nel registro degli indagati del ministro e dei vertici bancari è <<un atto dovuto>> proprio perché  la Cassazione penale ha imposto in questi casi, considerato il ruolo di garanzia e di controllo che la legge attribuisce loro, l’estensione dell’eventuale responsabilità penale ai vertici della Banca.

La pm Rossana Venditti chiede una proroga delle indagini di sei mesi. L’istanza è stata formulata ieri 19 luglio al giudice per le indagini preliminari.

Oltre all’esponente del governo figurano così nel fascicolo i nomi di:

  • Alessandro Profumo, oggi amministratore delegato di Leonardo-Finmeccanica
  • Fabio Gallia, amministratore delegato e direttore generale di Cassa Depositi e prestiti
  • Aristide Canosani, l’ex sindaco di Ravenna ed ex presidente di Unicredit
  • Franco Bellei, 22 anni al timone della Cassa di risparmio di Modena
  • Cesare Farsetti, del Cda della Banca agricola e commerciale
  • Luca Majocchi, ex Unicredit- Pagine gialle – Spencer Stuart
  • Roberto Nicastro
  • Edoardo Massaglia
  • Paolo Fiorentino
  • Alessandro Cataldo
  • Giovanni Chelo
  • Dieter Rampl
  • Giuseppe Vita
  • Federico Ghizzoni
  • Francesco Antonio Ricci
  • Antonio Ciarallo
  • Adolfo Toti
  • Giuseppe D’Onofrio
  • Nicolangelo Testa
  • Rosario Spatafora

,

Banca Base, sbloccati i conti si ritorna alla normalità

Dopo circa 3 mesi di stallo la banca etnea è stata rilevata dalla Banca Agricola Popolare di Ragusa facendo ritornare alla normalità operativa imprenditori e famiglie, il commento di Confedercontribuenti che ha seguito il caso con molta attenzione.

Il 26 aprile 2018 l’Assessore dell’Economia della Regione Siciliana, su proposta della Banca d’Italia, ha disposto la liquidazione coatta amministrativa di Banca Base ed ha nominato  nelle persone del prof. avv. Antonio Blandini, quale Commissario liquidatore, e dei sigg. avv. Francesco Borza, dott. Andrea Dara e dott. Roberto Loria, quali componenti del Comitato di sorveglianza. Il Commissario liquidatore ha provveduto, con efficacia dal 27 aprile 2018, alla cessione delle attività e passività aziendali alla Banca Agricola Popolare di Ragusa S.c.p.a (RG), che è subentrata nei rapporti della cedente con la clientela senza soluzione di continuità. Il piano d’intervento predisposto per la soluzione della crisi di Banca Base è stato realizzato con il sostegno del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) nell’ambito dello schema generale di aiuti alla liquidazione di banche di dimensioni limitate approvato dalla Commissione Europea in data 13 aprile 2018. L’operazione pertanto consente lo sblocco della sospensione dei pagamenti emesso nei confronti dei clienti di Banca Base. Gli uffici e gli sportelli della banca saranno regolarmente aperti e pienamente funzionanti, sotto la responsabilità della BAPR e  tutte le operazioni bancarie potranno essere effettuate senza interruzioni.

“Dopo mesi di apprensione e attesa per gli imprenditori e famiglie siamo soddisfatti del risultato.  – commenta Carmelo Finocchiaro, presidente nazionale di Confedercontribuenti organizzazione che ha portato il caso della banca etnea sui media nazionali – Ci auguriamo che non ci siano grosse ripercussioni dovute ad inadempienze. Per tale motivazione ricordiamo agli utenti di conservare nei propri archivi documentazione utile a giustificare eventuali richieste future che potrebbero per errore pervenire da parte di Erario e fornitori”.