Riformare norme sul CRIF. Confedercontribuenti, migliaia di italiani nella trappola dell’usura

Il documento che attesta la correttezza dei pagamenti a Banche e Finanziaria, attraverso la verifica al CRIF, spesso per le attuali norme, mette nei guai migliaia di famiglie italiani e di imprese. Il documento emesso spesso non rispecchia la situazione debitoria reale o non trascrive i piani di rientro correttamente rispettati dai debitori, specie in presenza di cartolarizzazioni effettuate dagli istituti finanziari. E cosi in migliaia si ritrovano ad aver negato credito “legale” e si ritrovano costretti a ricorrere all’usura criminale, per far fronte ad importanti esigenze finanziarie. A denunciare la situazione il Presidente Nazionale di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, che chiede subito una riforma sulle segnalazioni. E necessario prevedere nel documento, le giustificazioni del debitore, che in molti casi non ha pagato perche’ ha perso il posto di lavoro o per cause e fabbisogni anche legati a malattie, cosi come per le imprese che spesso subiscono slittamenti nei pagamenti da parte dei propri clienti e anche dalla pubblica amministrazione. Inoltre e necessario procedere entro 30 giorni dall’estinzione dei debiti alla cancellazione dal documento informativo, superando i lunghissimi tempi che oggi la normativa prevede. Insomma di fronte ad una crisi cosi’ forte che ha attraversato la nostra economia e al facile credito al consumo che veniva concesso negli anni precedenti, serve con urgenza riformare una norma sulla segnalazione sui cattivi pagatori, che rischiano di diventare clienti della malavita usuraia. In buona pace delle segnalazioni del CRIF:

Alto tradimento nei confronti dei contribuenti italiani. Il Governo rinnega la “Pace Fiscale”

di Carmelo Finocchiaro – Presidente Nazionale Confedercontribuenti 

Sì, è proprio alto tradimento. I contribuenti italiani, colpiti da una crisi senza precedenti, non avranno alcuna “pace fiscale” ma solo una riedizione allungata della rottamazione renziana. E quello che loro definiscono “pace” non è altro che un modo di recuperare ulteriori somme da eventuali integrazioni delle dichiarazioni dei redditi gia’ presentate. Per il resto una riedizione gia’ sperimentata della cancellazione delle cartelle fino a 1000 euro, e un aumento della tassazione per i contribuenti minimi dal 5% al 15% con la elevazione della base imponibile di appena 15.000 euro. Insomma ancora un tradimento di una classe politica incapace di comprendere i drammi che vivono le imprese e le famiglie. Con il terribile scenario di dovere vedere fallire nei prossimi mesi migliaia di altre aziende. Con un costo grande per la collettività. Oggi il Governo ha proceduto nel reato di Alto Tradimento dei contribuenti italiani.

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Il popolo delle partite IVA alzi la testa. Basta fisco arrogante e socio “occulto” delle imprese

di Carmelo Finocchiaro – Presidente Nazionale Confedercontribuenti

 

Chi crea ricchezza deve essere premiato e incentivato affinchè ne crei sempre di piu’, aumentando l’occupazione e lo sviluppo. Ma nel nostro Paese non è cosi. Il popolo delle imprese risulta essere “vittima” di un sistema che con caparbietà, perseguita chi ha scelto la libera attività. Dalla burocrazia dilaniante, al sistema bancario vessatorio e spesso usuraio, ad un fisco persecutore e sempre bravo a varare norme induttive e presunzioni reddituali, fino alla mancanza di un sistema Nazione che incentiva il lavoro, l’innovazione e l’internazionalizzazione. Sono anni che questo clima da “guerra”, insieme ad una crisi economica devastante hanno affossato il sistema della piccola e media impresa, vera ricchezza della nostra nazione. I Governi che si sono susseguiti e quello attuale hanno sempre premiato l’assistenzialismo e il clientelismo varando norme non favorevoli a chi deve, la mattina alzare le saracinesche della propria attività e dare possibilità di lavoro ai propri dipendenti. Anche le proposte del Governo attuale vanno in questa triste prospettiva. Il reddito di cittadinanza è una sciagura che non crea sviluppo, mentre si continua a mantenere un costo del lavoro esorbitante e una imposizione fiscale pesantissima. E’ giunto il momento che gli imprenditori si facciano promotori di una nuova soggettività politica, dando voce e idee ad una idea nuova di sviluppo. Su questo Confedercontribuenti, li sosterrà e sarà in prima linea, con chi ci crede che e possibile pretendere che le cose cambino.

Fonte: Editoriali di Quotidiano dei Contribuenti
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