Le semplificazioni siano reali, senza pastoie burocratiche

di Antonino Gulisano

Il Presidente della Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro ha dichiarato: “Il decreto semplificazioni è un buon inizio per far ripartire l’Italia, a condizione che non si dia la possibilità alla burocrazia statale, regionale e municipale di ingegnarsi in azioni che complicano le stesse semplificazioni. Questo atto serve anche a dare finalmente il via ai lavori per il sisma e il superbonus, per favorire le misure agevolative e i supporti agli incentivi alle imprese. Insomma il vero primo atto che mostra un cambio di passo per il Paese”.

Rispetto ai provvedimenti approvati dal Governo, dal decreto Sostegni al decreto Semplificazioni, si evidenziano e vanno sottolineate quattro questioni: divieto di licenziamenti per il contenimento dell’occupazione; super bonus del 110 per cento; introduzione del Cila (Comunicazione inizio lavori asseverata), non è più richiesta la doppia conformità; novità in materia di appalti e subappalto.

Il decreto Sostegni bis (art. 40 del D.L. n. 73/2021), reca misure urgenti connesse all’emergenza da Covid 19 per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali: Il decreto, in vigore dal 26 maggio 2021 per effetto della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 25 maggio 2021, ha stabilito che resta precluso l’avvio delle procedure di licenziamento per tutta la durata del trattamento di integrazione salariale fruito entro il 31 dicembre 2021 e restano altresì sospese nel medesimo periodo le procedure pendenti avviate successivamente al 23 febbraio 2020.

Dalla data di entrata in vigore del decreto fino al 31 ottobre 2021, il ricorso  al subappalto non può superare la quota del 50 per cento (rispetto al limite ordinario del 30 per cento) dell’importo complessivo del contratto di lavori, servizi o forniture. Sono comunque vietate l’integrale cessione del contratto di appalto e l’affidamento a terzi della integrale esecuzione delle prestazioni o lavorazioni che ne sono oggetto, così come l’esecuzione prevalente delle lavorazioni ad alta intensità di manodopera; dal 1° novembre 2021, viene rimosso ogni limite quantitativo al subappalto, ma le stazioni appaltanti indicheranno nei documenti di gara le prestazioni o lavorazioni che devono essere eseguite obbligatoriamente a cura dell’aggiudicatario in ragione della loro specificità. Sarà inoltre necessario indicare le opere per le quali è necessario un controllo rafforzato, anche al fine di garantire il rispetto delle norme in materia di sicurezza e prevenire le infiltrazioni criminali; il contraente principale e il subappaltatore sono responsabili in solido nei confronti della stazione appaltante.

Nel merito della questione dei subappalti desidero introdurre un nuovo modo di costruire il processo di realizzazione delle opere manifatturiere e dei servizi.

Per general contractor (o appaltatore generale) si intende una società giuridica, o una ATS (associazione temporanea di scopo) che viene individuata dal committente finale per ottimizzare tutti i processi di costruzione. L’obiettivo che porta all’individuazione del general contractor è semplice e intuibile e mira all’ottimizzazione dei tempi e del costo economico, nonché alla diversificazione delle responsabilità, tecniche e giuridiche, da parte del committente.

Il general contractor funge inoltre da coordinatore di tutte le altre professionalità che interverranno nel processo di costruzione, e ciò permette, oltre al risparmio dei tempi morti di attesa, anche un maggiore risparmio economico, essendo i sub contractor individuati in base all’esperienza del general contractor e alla convenienza che essi garantiscono all’interno del processo costruttivo.

Il general contractor riuscirà ad individuare le maggiori criticità durante le varie opere di costruzione, di ristrutturazione o dei servizi e grazie alla loro specifica competenza sapranno come fare per superarle in tempi brevi e senza costi esorbitanti. Negli ultimi tempi sta ottenendo un’attenzione sempre maggiore e, di fatto, contribuisce a far assurgere il ruolo dell’appaltatore generale ad una mansione totalizzante a 360°. In quest’ottica si superano le criticità del subappalto nel metodo del massimo ribasso e le infiltrazioni della criminalità mafiosa.

Il decreto Semplificazioni approvato il 28 maggio 2021 è il primo tassello per l’avvio dei progetti legati al Recovery Plan e, tra le novità, stabilisce l’articolazione della “governance” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Dare impulso agli investimenti e velocizzare l’iter di attuazione delle opere è dunque uno degli obiettivi del decreto Semplificazioni 2021, che modifica le regole in materia di appalti e snellisce l’iter per l’avvio dei lavori. Ogni progetto avrà comunque una chiara catena di comando, che parte dai “soggetti attuatori” e sale via via fino alla cabina di regia tecnica e politica che avrà il suo centro a Palazzo Chigi e a cui parteciperanno anche le Regioni (che avevano protestato chiedendo maggiore coinvolgimento).

Per gli interventi green e digitali saranno chiamati in causa in prima battuta anche i due Comitati interministeriali per la transizione ecologica (Cite, che si è riunito per la prima volta) e digitale. Con funzioni consultive viene istituito anche un tavolo permanente per il partenariato economico, sociale e territoriale, cui siederanno i rappresentanti degli enti locali, delle categorie produttive e sociali, del sistema dell’università e della ricerca e della società civile. Presso il MEF è inoltre istituito il Servizio centrale per il PNRR per il monitoraggio e la rendicontazione, punto di riferimento per i rapporti con l’Europa.

 

Orlando, Ministro del lavoro che vuole limitare la libertà d’impresa. Finocchiaro (Pres. Confedercontribuenti), tentano sempre di “ammazzare” le imprese.

Il Ministro del Lavoro Orlando se ne inventa una al giorno. Adesso esce fuori dal cilindro il DURC di congruità, ovvero dare allo Stato la possibilità di determinare in un cantiere di lavoro il numero di occupati da utilizzare. Insomma la buona tradizione comunista non si smentisce, vuole pianificare la libertà d’impresa. A denunciarlo il presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, dopo le dichiarazioni di oggi di Orlando.  “I frutti del superbonus 110% sono positivi – spiega Orlando – c’è un aumento del fatturato e dell’occupazione ma il settore dell’edilizia è a grandissimo rischio. Nell’arco della prossima settimana arriveremo alla definizione di un decreto che introdurrà un Durc di congruità, un elemento che chiarisce quante persone sono necessarie per realizzare una determinata opera, parte di un confronto con le parti sociali che integra anche le scelte fatte, all’interno del decreto semplificazioni, sul subappalto”. Insomma l’ultima ipotesi per “castrare” la libertà d’impresa. Intanto le forze politiche stanno tutti zitti.

Orlando, Ministro del lavoro che vuole limitare la libertà d’impresa. Finocchiaro (Pres. Confedercontribuenti), tentano sempre di “ammazzare” le imprese.

Il Ministro del Lavoro Orlando se ne inventa una al giorno. Adesso esce fuori dal cilindro il DURC di congruità, ovvero dare allo Stato la possibilità di determinare in un cantiere di lavoro il numero di occupati da utilizzare. Insomma la buona tradizione comunista non si smentisce, vuole pianificare la libertà d’impresa. A denunciarlo il presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, dopo le dichiarazioni di oggi di Orlando.  “I frutti del superbonus 110% sono positivi – spiega Orlando – c’è un aumento del fatturato e dell’occupazione ma il settore dell’edilizia è a grandissimo rischio. Nell’arco della prossima settimana arriveremo alla definizione di un decreto che introdurrà un Durc di congruità, un elemento che chiarisce quante persone sono necessarie per realizzare una determinata opera, parte di un confronto con le parti sociali che integra anche le scelte fatte, all’interno del decreto semplificazioni, sul subappalto”. Insomma l’ultima ipotesi per “castrare” la libertà d’impresa. Intanto le forze politiche stanno tutti zitti.

Calogero Spallino (resp. rapporti internazionali Confedercontribuenti): chiediamo l’Intervento del Governo Draghi per una risoluzione definitiva della crisi diplomatica tra Italia e Libia.

La Libia lo ha fatto ancora e l’Italia rimane a guardare.
 
Ancora una volta a fare le spese delle scellerate azioni libiche sono i pescatori italiani.
Ci giunge notizia che la guardia costiera libica abbia esploso alcuni colpi di arma da fuoco intimando ai pescherecci soprannominati “Aliseo”, “Artemide” e “Nuovo Cosimo” di fermarsi a 35 miglia nautiche dalla costa libica al largo di Misurata.
In particolare, il peschereccio “Aliseo” facente parte della flotta di Mazara del Vallo è stato mitragliato, a detta anche del sindaco di Mazara, ad altezza uomo dalla motovedetta militare Libica ferendo ad un braccio il Comandante del peschereccio Giuseppe Giacalone.
È intollerabile che l’Italia continui a permettere impunemente alle forze militari libiche di ingerire con la forza ai danni dei pescatori italiani.
Questa crisi diplomatica, oltre a penalizzare la legittima attività della pesca, costringe nella preoccupazione le tante famiglie dei nostri pescatori che chiedono maggiore sicurezza per i loro familiari.
Non bastano i già tanti rischi al quale un pescatore si espone lavorando in alto mare?
E poi, che fine ha fatto il diritto al passaggio inoffensivo o innocente delle navi straniere previsto dalla Convenzione UNCLOS all’articolo 17 ss.
Ma soprattutto, per quanto ancora dovremo tollerare queste palesi violazioni del diritto internazionale ai danni dei nostri concittadini?
Ci giunge altresì notizia che alla richiesta di chiarimenti da parte delle nostre testate giornalistiche, il Commodoro Masoud Ibrahim Abdelsamad, portavoce della Marina libica, abbia risposto in merito alla vicenda quanto segue :
Quando i pescherecci arrivano, la nostra guardia costiera prova a fermarli. C’erano quattro o cinque pescherecci nelle acque territoriali libiche senza alcun permesso da parte del governo libico. La nostra Guardia costiera, fra le sue funzioni, ha quella del controllo della pesca“.
Al Commodoro e al Governo libico lo Stato Italiano dovrebbe ricordare che la zona economica esclusiva dichiarata dalla Libia nel 2005 è giuridicamente illegittima, questo perché la rivendicazione perpetrata dalla Libia della zona marittima per l’attività esclusiva della pesca dovrebbe essere consentita dallo stato costiero (che in questo caso è l’Italia); dovrebbe altresì ricordare le più di 10 motovedette donate dal nostro paese per un costo di più di 2,5 milioni di euro pagati con i fondi di riserva dello Stato; infine dovrebbe ricordare, già dal 2019, i 475 milioni di euro, di cui 100 provenienti da Bruxelles, per il controllo dell’emigrazione verso l’Europa.
Alla luce di ciò, aggiunge Spallino “chiediamo sicurezza per i nostri pescatori, chiediamo che vengano rispettati i diritti previsti dalle normative internazionali ma soprattutto chiediamo che lo Stato italiano intervenga il prima possibile al fine di risolvere questa grave crisi diplomatica prima che qualcuno possa perdere la vita”.

Conosciamo meglio Calogero Spallino, nuovo dirigente della Confedercontribuenti

 

Il 25enne di Ribera (AG), che si occuperà di relazioni internazionali, vanta già una buona dose di esperienza e ha le idee chiare sul futuro

di Corrado Piluccio

Calogero Spallino è un laureato in Scienze Internazionali, dello Sviluppo e della Cooperazione. Dopo la Laurea ha frequentato la Summer School in Geopolitica ed Immigrazione nel Mediterraneo ed ha deciso di intraprendere gli Studi in Giurisprudenza, di cui risulta tutt’ora iscritto al terzo anno.

Molto attivo nel sociale, ha presentato un progetto al Comune di Ribera (già approvato e in partenza nei prossimi mesi), che offrirà la possibilità di poter svolgere tirocini formativi presso il Comune, questo permetterà a molti giovani di fare le loro prime esperienze professionali e allo stesso tempo “rivitalizzerà la macchina comunale” come dice lo stesso Spallino di “un paese che purtroppo presenta carenza di personale”.

Alla domanda su cosa lo abbia spinto ad entrare nel mondo di Confedercontribuenti la sua risposta è stata “La Confedercontribuenti oggi tutela chi lo Stato ha smesso di tutelare, cioè coloro che pagano le tasse. Conosco tanti giovani imprenditori che per il solo semplice motivo di aver aperto la loro attività nell’anno 2020, non hanno potuto usufruire degli aiuti concessi dallo Stato nonostante avessero investito in quelle attività. Questo lo trovo ingiusto.” continua inoltre dicendo “oggi vedo che nessuno si occupa di coloro che si trovano al di sopra del 30% di perdite tra l’anno 2019 e l’anno 2020, che nessuno va a considerare i costi fissi che le aziende stanno sostenendo; seppure non viva direttamente nella mia pelle queste difficoltà, io empatizzo con coloro che stanno soffrendo in questo particolare periodo.”

Per quanto riguarda il suo ambito operativo, Calogero Spallino, si occuperà di relazioni internazionali e sembra avere le idee chiare su quali siano le priorità e le modalità di intervento “per quello che è il mio percorso di studi so già quanto possa essere importante approfondire collaborazioni con associazioni internazionali simili; andare a creare attraverso il dialogo una Patnership forte e credibile che possa farsi garante dell’obiettivo comune che ci contraddistingue” dice Spallino.

Tra i suoi obiettivi elenca ancora la creazione di una casa europea per i diritti degli indebitati, il coinvolgimento delle organizzazioni in sede europea, la presentazione di iniziative legislative sempre in sede europea sui temi di piccole e medie imprese e di provare ad armonizzare le procedure dei vari Paesi “per aumentare il grado di civiltà a vantaggio di quello che deve essere sempre il fine ultimo della collettività, dunque: Lavoro, Rispetto ed Equità di trattamento in quanto imprenditori e lavoratori” conclude il giovane.