La Sospensione dei mutui prima casa. (decreto coronavirus)

Il Decreto Ministeriale del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 25 marzo 2020, pubblicato sulla G.U. del 28 marzo 2020 n. 82, costituisce l’atto regolamentare attuativo della disciplina introdotta dall’art. 54 del D.L. 17 marzo 2020 n. 18 (cd. “Decreto Cura Italia”), con la quale è stato consentito anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti di avvalersi della facoltà di sospendere i mutui prima casa per un periodo massimo di 18 mesi.

Evitiamo di dilungarci in merito alle novità introdotte dall’art. 54 DL “Cura Italia”, perché abbiamo già approfondito l’argomento con l’articolo del 21 marzo u.s., denominato LA SOSPENSIONE DELLE RATE DEI MUTUI PRIMA CASA, cui per brevità ci ripotiamo

Ci preme, invece, analizzare i requisiti per ottenere la suddetta sospensione.

Innanzitutto, va sottolineato che la sospensione in questione spetta anche ai lavoratori dipendenti, non soltanto nei casi di cui all’art. 2, comma 3 del DM n. 132/2010, ma anche nei seguenti casi:

“i) sospensione dal lavoro per almeno 30 giorni lavorativi consecutivi; 

ii) riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni lavorativi consecutivi, corrispondente ad una riduzione almeno pari al 20% dell’orario complessivo”. 

La sospensione delle rate è graduata a seconda della gravità della sospensione lavorativa subita e, precisamente, si può ottenere la sospensione del mutuo fino a:

“a) 6 mesi, se la sospensione o la riduzione orario del lavoro ha una durata compresa tra 30 giorni e 150 giorni lavorativi consecutivi; 

b) 12 mesi, se la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro ha una durata compresa tra 151 e 302 giorni lavorativi consecutivi; 

c) 18 mesi, se la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro ha una durata superiore di 303 giorni lavorativi consecutivi”. 

È bene puntualizzare che, ferma restando la durata massima complessiva di 18 mesi, “la sospensione può essere reiterata, anche per periodi non continuativi, entro i limiti della dotazione del Fondo”(V. art. 1, 3° comma DM 25.3.2020). In tal caso il requisito richiesto è costituito da “copia del provvedimento amministrativo di autorizzazione dei trattamenti di sostegno del reddito, o la richiesta del datore di lavoro di ammissione al trattamento di sostegno del reddito”, o l’autocertificazione del datore di lavoro (ex DPR n. 445/2000),“che attesti la sospensione e/o riduzione dell’orario di lavoro per cause non riconducibili a responsabilità del lavoratore, con l’indicazione del periodo di sospensione e della percentuale di riduzione dell’orario di lavoro”(V. art. 1, 4° comma DM 25.3.2020)

Quanto ai lavoratori autonomi e ai liberi professionistiil requisito richiesto è, come detto, l’autocertificazione, resa ai sensi degli artt. 46 e 47 del DPR n. 445/2000 “di aver registrato, nel trimestre successivo al 21 febbraio 2020 e precedente la domanda ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra il 21 febbraio 2020 e la data della domanda qualora non sia trascorso un trimestre,un calo del proprio fatturato medio giornaliero nel suddetto periodo superiore al 33% del fatturato medio giornaliero dell’ultimo trimestre 2019, in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività operata in attuazione delle disposizioni adottate dall’autorità competente per l’emergenza coronavirus”. 

È bene puntualizzare che è necessario attestare, con autocertificazione, “un calo del proprio fatturato medio giornaliero (…) superiore al 33% del fatturato medio giornaliero dell’ultimo trimestre 2019, ovviamente in conseguenza della chiusura o della restrizione dell’attività conseguente alla normativa emergenziale adottata dallo Stato italiano per l’emergenza coronavirus, senza necessità di allegare l’ISEE.

Quindi, ricapitolando, in caso di lavoratori dipendenti è necessaria “la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro”, mentre invece per i lavoratori autonomi e i liberi professionisti è necessario il “calo del proprio fatturato medio giornaliero (…) superiore al 33% del fatturato medio giornaliero dell’ultimo trimestre 2019”.

La sospensione di cui possono beneficiare i lavoratori autonomi e i liberi professionisti è regolata dall’art. 2 comma 4° DM 132/2010, secondo cui: La sospensione del pagamento delle rate di mutuo si applica anche ai mutui:

a)  oggetto di operazioni di emissione di obbligazioni bancarie garantite ovvero di cartolarizzazione ai sensi della legge 30 aprile 1999, n. 130; 

b)  erogati per portabilità tramite surroga ai sensi dell’articolo 120-quater del testo unico di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, che costituiscono mutui di nuova erogazione alla data di perfezionamento dell’operazione di surroga; 

c)  che hanno già fruito di altre misure di sospensione del pagamento delle rate purché tali misure non determinino complessivamente una sospensione dell’ammortamento superiore a 18 mesi”.

Sotto quest’ultimo profilo l’art. 5 comma 3 del DM 25/3/2020 precisa che, ai fini del rispetto del suddetto limite massimo di 18 mesi del periodo di sospensione, “non si tiene conto delle sospensioni già concesse su mutui per i quali, all’atto della presentazione dell’istanza, sia ripreso, per almeno tre mesi, il regolare ammortamento delle rate di mutuo”

Fonte: Bancheepotere.it

Confedercontribuenti Sicilia: aumenta la disoccupazione nell’isola. Serve sviluppo e un Governo regionale capace.

Di fronte ad una crisi cosi’ ampia dove la disoccupazione continua ad aumentare, serve rilanciare l’isola con scelte economiche mirate e un Governo regionale capace di Governare. Lo afferma il coordinamento regionale siciliano di Confedercontribuenti. Il primo trimestre del 2019 ha visto nell’Isola il numero più basso di occupati da quando sono state avviate le serie storiche dell’Istat, nel 1996: i siciliani con più di 15 anni e un lavoro sono un milione 312mila, 38mila in meno rispetto al dato consolidato dell’ultimo trimestre 2018 e 51mila in meno rispetto alla media dell’anno scorso. Un anno già negativo: “Complessivamente — si legge nel Def appena approvato dalla giunta regionale — nel 2018 in Sicilia il numero di occupati si è assestato in media annua su un milione 363mila unità, riportando una flessione dello 0,3 per cento sull’anno precedente”.

Al via oggi a Bari gli esami per guide ed accompagnatori turistici tra polemiche e bocconi amari. Quali garanzie per professionisti ed utenti del turismo?

Da oggi a Bari al via oltre ai festeggiamenti del santo di Myra anche gli esami di abilitazione per accompagnatori e guide turistiche provenienti da tutta Italia. Dopo una attesa di circa due anni e una riapertura dei termini durante una transizione normativa l’assessore Capone riesce a dimostrare la sua incompetenza nel settore affidatogli dal governatore Emiliano.

“Sdegno e delusione per la regione Puglia, che non ha fatto nulla per spostare gli esami di guida ed accompagnatore turistico, impuntandosi come i bambini viziati, su una decisione presa senza alcuna professionalità ne competenza nel settore turistico. – questo il commento di una delle tante professioniste che da anni opera nel settore, tra le strade di Puglia, tra i turisti italiani e stranieri – Decine di gruppi andranno in giro senza guida – nonostante l’assessore Capone dichiarò con molta superficialità e tatto che nessuno è insostituibile –  perchè la loro guida deve essere esaminata. Questo a maggio, in altissima stagione, quando un anno è formato da 12 mesi. Le agenzie straniere ci deridono con giusta ragione, facciamo sempre la figura dei deficienti…e noi, guide turistiche da una vita, a decantare il grande genio del sud. Mi piacerebbe molto entrare in quegli uffici…nei grandi palazzi di Bari…per dare un tocco della mia esperienza e professionalità maturata in tanti anni nel turismo pugliese.  Ma invece devo andare a fare l’esame, perchè la bandierina tedesca possa comparire sul mio patentino. Io che il tedesco lo parlo meglio dell’italiano devo fare una traduzione scritta, perchè noi scriviamo con i turisti mica parliamo! Ma una ribellione di massa dei madrelingua non ci è stata, manca il coraggio di fare la guerra, si preferisce abbassare la testa. Ecco il grande difetto del sud. Continuiamo ad abbassare la testa…”

Ancora l’omertà e il potere politico-economico sembrerebbe regnare sovrano. Per i tempi lunghi della giustizia e dei costi molti demordono dal chiederla. Molti prendono vie traverse affidandosi ai mass-media che spesso centrando il problema sarebbero colpiti se si è fortunati con recapiti intimidatori di proiettili e minacce varie. Per molti però questo sistema non piace. Per molti questo sistema corrotto va debellato per dare vita ad un sistema fatto di lavoro, professionalità e tutela del prossimo come la Confedercontribuenti l’organizzazione nazionale che è stata forse l’unica che ha sollevato subito dubbi sul bando pugliese.

“La nostra non è stata e non è una lotta contro chi lavora o vuole lavorare. La nostra battaglia è contro chi non rispetta la legge e in questo caso il bando non rispetta la legge Europea. La nostra battaglia è a favore del riconoscimento dei crediti formativi e competenze professionali snellendo l’iter burocratico e garantendo anche l’utente finale” – interviene la responsabile nazionale di Confedercontribuenti turismo.

La prova  consisterà di 60 quesiti a risposta multipla con 3 alternative di risposta (A, B o C) di cui una sola corretta. Il tempo a disposizione per lo svolgimento della prova scritta in italiano è di 50 minuti. La prova in lingua si svolgerà nella stessa sessione prevista per la prova tecnica in italiano (per i candidati che non hanno diritto a esonero o che hanno diritto a esonero parziale dell’esame di lingua). In altri termini, appena terminata la prova tecnica in italiano, si azzera il tempo e si dà avvio alla prova in lingua.  Il brano per la traduzione sarà sorteggiato immediatamente prima della prova. Si tratterà di un testo composto da un minimo di 90 parole. Il tempo a disposizione per lo svolgimento della prova scritta in lingua è  di 15 minuti per ciascuna.

“Io madrelingua tedesca con tanti di diplomi fatti in tedesco di alto livello vado a fare l’esame in lingua tedesca per le guide turistiche. sono esonerati solo quelli che hanno un diploma italiano e parlano con accento italiano e spesso con tanti errori grammaticali. darei un’altra medaglia di merito all’assessorato al turismo pugliese, ma quelli hanno fatto qualche esame per essere assessori? ich lach mich tot. ich, Muttersprache Deutsch mit einem Haufen deutschsprachiger Diplome muss die Sprachprüfung in Deutsch für apulische Reiseleiter machen gehen. denn bei dieser Prüfung sind nur die ausgenommen , die einen italienischen Titel haben und oft mit starken Akzent und einem Haufen grammatikalischen Fehlern Deutsch sprechen. Eine erneute Medaille an das apulische Tourismus-Assesorat. Wieso müssen die eigentlich keine Prüfung für Ihre Aufgabe machen?” – il commento bilingue di una altra professionista.

Nel bando predisposto “in  un ottica di accelerazione dello svolgimento delle procedure, senza peraltro scalfire l’esigenza di una rigorosa verifica delle competenze professionali” è stato sottoscritto dal presidente Emiliano ed oggetto di variazione di bilancio.

 “Noi non crediamo nei modi e termini di valutazione  del Bando della Puglia, un bando che vedrà abilitati guide provenienti da tutta Italia a livello nazionale ma con una legge regionale ora obsoleta. Crediamo però nei tanti professionisti che da anni lavorano sui vari territori in attesa di una legittimazione che tarda ad arrivare per colpa di una burocrazia che potrebbe vedere per uno strano gioco del destino, abilitato  il fortunato di turno che ha imparato a memoria le risposte dei quiz ma che nei fatti probabilmente non saprà trasmettere l’emozione di una chiesa romanica o gotica,  delle cummerse di Locorotondo, della Madonna Pastorella o del Castello Ursino, o lo Sposalizio della Vergine, non saprà cogliere la stanchezza di un gruppo e magari cercare di attirare l’attenzione su altre bellezze. Il turismo è una grande risorsa e sta facendo gola a tutti ma se continueremo ad affidarlo ad  incompetenti distruggeremo questa altra risorsa del nostro Paese. Sarebbe comunque opportuno cercare anche di far comprendere sia al legislatore che agli utenti la differenza tra la figura dell’accompagnatore  e la guida turistica entrambe professioni di alto profilo professionale” – concludono da Confedercontribuenti.