ITALIA NEL DISASTRO, ISTAT FOTOGRAFA LA POVERTÀ. CONFEDERCONTRIBUENTI, SERVE CAMBIARE PASSO

Roma, 14 luglio 2016 – L’Italia conta poco più di 60 milioni di abitanti di cui oltre il 7% dei residenti è in povertà assoluta cioè non dispone delle risorse necessarie per il primario sostentamento umano. La povertà assoluta ha afflitto soprattutto le famiglie con 4 componenti ossia 2 adulti con 2 figli.

 “Pare che sia dal 2005 che questa situazione vada avanti, non è il caso di prendere opportuni provvedimenti che non riguardano solo la pressione fiscale a danno delle imprese e delle famiglie?” – si chiede Carmelo Finocchiaro presidente nazionale di Confedercontribuenti.

Dalla fotografia dell’Istat è venuto fuori anche una forte povertà relativa ossia difficoltà di fruizione di determinati servizi in base all’ambito territoriale.  Siamo da sempre abituati a etichettare il mezzogiorno d’Italia come simbolo della povertà ma dall’ultima rilevazione pare che le cose stiamo cambiando, la povertà la sentono anche a Nord.

“A Nord le ditte che sono costrette a chiudere lasciano senza lavoro e certezze tante persone. Al sud sembrerebbe essere vissuta meglio la situazione perché abituati da sempre al precariato e alla mancanza di certezza economica. La sostanza non cambia però, l’Italia è una dal 1861 con diverse necessità e peculiarità, bisogna agire ed in fretta. Non possiamo rimanere apatici davanti a gente che pensa di risolvere il problema togliendosi la vita, davanti a gente che vuole lavorare mettendosi in proprio ma non può perché gli viene negato credito perché segnalato. Tutte le fasce di età hanno bisogno di lavorare. Con il lavoro si produce reddito, si comprano beni, servizi e si possono pagare anche tasse imposte e altro.  I sindacati in 10 anni avrebbero fatto molto per i loro portafogli e poco per quello degli italiani. È ora di cambiare rotta.” – conclude amareggiato Finocchiaro

NIGERIANO UCCISO A FERMO, CONFEDERCONTRIBUENTI DICE BASTA AL RAZZISMO

Roma, 7 luglio 2016 – Il governo prenda provvedimenti. Emmanuel Chidi Namdi, 36 anni, Nigeriano, fuggito da Boko Haram e rifugiato a Fermo nelle Marche, martedì 5 luglio è morto a seguito di un pestaggio di due cittadini residenti di cui uno ultrà, per aver reagito a epiteti razzisti rivolti alla sua compagna. Rammaricati per questa perdita esprimiamo il nostro cordoglio.  Un Uomo che difende la sua Donna dalle offese di trogloditi che lo picchiano a sangue in un  Paese come l’Italia, figlia della cultura  divenuto madre dell’inciviltà e dello sdegno che sfociano sempre più  nel razzismo. Questo non è il primo e si spera sia l’ultimo episodio. Scuse e frasi di rito non sono mancate.

“Le scuse sono retorica e la retorica ci sta distruggendo.   Salvini e company andrebbero perseguitati per incitamento all’odio razziale, e sarebbe forse utile mettete fuori dal parlamento partiti xenofobi. Per colpa di questi pazzi continua l’assurda lotta tra poveri del nuovo millennio: Salvini e amici alimentano la rabbia, non giustificabile, di disoccupati e pensionati italiani che non si vedono assistiti nel bisogno come invece appaiono i profughi.” – commenta Carmelo Finocchiaro presidente nazionale di Confedercontribuenti.

Confedercontribuenti piange i fratelli italiani uccisi dall’odio dei terroristi dell’ISIS.

Roma, 3 luglio 2016 – Chi imprenditore, chi manager, chi aveva scelto di vivere e lavorare in Bangladesh. Sono noti ormai i nomi e i volti dei 10 italiani massacrati dai terroristi nell’assalto al ristorante Holey Artisan Bakery di Dacca, dove sono morti in tutti 20 ostaggi tutti stranieri.

“Esprimo il cordoglio dell’intera Confedercontribuenti alle famiglie delle vittime del barbaro massacro. Sono molto provato da questa ennesima tragedia che ha colpito la nostra nazione, i nostri imprenditori che hanno fatto la scelta di lavorare all’estero. Sono anche disgustato dalla tragica messa in scena dei terroristi i quali pare imponevano di recitare alcuni versetti del Corano e  per chi non ci riusciva non c’è stato scampo” – interviene Carmelo Finocchiaro presidente nazionale di Confedercontribuenti.

Dio, qualunque nome abbia, non ha mai dichiarato guerra a nessuno o proclamato odio. Questa  è l’ennesima tragedia non di religione ma di pazzi che vanno fermati.

“La comunità internazionale tutta, deve intervenire e sul serio. Non possiamo trasformare questo dolore in uno squallido gioco xenofobo anche da parte di esponenti parlamentari. Il lavoro è dignità e non una colpa solo perché si decide di farlo altrove” – conclude Finocchiaro