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26° anniversario strage di Capaci: La Mafia verrà sconfitta

A 26 anni dalla strage di Capaci si rinnova il messaggio di vicinanza e ricordo di Confedercontribuenti.

Sono trascorsi ventisei anni dalla strage mafiosa di Capaci, che spezzò la vita di Giovanni Falcone, della moglie-magistrato Francesca Morvillo e di 3 uomini della scorta: Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani.

Il Presidente della Repubblica condividendo il pensiero di chi come Confedercontribuenti persegue valori di legalità, giustizia e civiltà ha dichiarato in merito: “La memoria del loro impegno e il loro sacrificio sono divenuti parte della coscienza civile e democratica del Paese e costituiscono un riferimento prezioso per la comunità nazionale. Con mezzi disumani la mafia ha perseguito, e ancora persegue, finalità eversive. Falcone ci ha dimostrato che la civiltà, la legalità, la Costituzione, possono prevalere su chi le minaccia e vuole destabilizzarle.”

La mafia verrà sconfitta!

“Con tale certezza e volontà vogliamo andare avanti con il testimone che lo  stesso Giovanni Falcone  ha consegnato a tutti coloro che credono nella legalità tenendo alto il suo ricordo e invano il suo martirio e quello di tante altre vittime della mafia” – dichiara il presidente nazionale di Confedercontribuenti Carmelo Finocchiaro.

“Cambio di testimone al 41bis- arrestate Matteo Messina Denaro!” La richiesta di chi lotta alla mafia come Confedercontribuenti

Il colpevole della morte e del  sangue versato di tante vittime innocenti tra i quali quelle degli indimenticabili giudici Falcone e Borsellino e le tante vittime dopo 25 anni passati al 41 bis lascia la vita terrena.

La morte del “capo dei capi” così come veniva definito il Boss mafioso fa ritornare a galla tutte le atrocità commesse. Nè il suo arresto e tantomeno la sua morte però mettono freno alla criminalità che continua con altre modalità, continua perché in giro ci sono 5 latitanti.

Il primo della lista è Matteo Messina Denaro.

La cupola con la morte di Riina dovrebbe passare lo scettro a Matteo Messina Denaro. Lo Stato dovrebbe passargli  il testimone del 41 bis.

Riina stava scontando 26 condanne all’ergastolo per decine di omicidi e stragi. Era malato da anni, malanni legati all’età e negli ultimi tempi le sue condizioni erano peggiorate tanto da sottoporto  due volte  ad intervento chirurgico nelle scorse settimane.

Sia a Totò Riina che a tutti gli altri detenuti sono garantite le prestazioni sanitarie erogate dal Servizio sanitario nazionale  ai sensi  dell’art. 18 del D.P.R. 230/2000 vietando che  venga richiesta alla persona detenuta o internata alcuna forma di partecipazione alla spesa per le prestazioni stesse. Questo diritto alle cure sarebbe stato sottolineato anche dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Molte volte però tra quello che detta la legge e la vita reale c’è di mezzo un abisso.

Totò Riina, capo della Mafia, al 41bis sono state garantite le cure come per legge. Molti però pur non avendo ucciso nessuno, solo perché in stato di insolvenza  non possono permettersi neanche di avere in esenzione delle cure dentali o per aver un servizio devono produrre carte su carte.

 

34 ANNI FA LA MORTE DEL GENERALE DALLA CHIESA. CONFEDERCONTRIBUENTI: NON SERVE SOLO GRIDARE ONESTA’

Roma, 3 settembre 2016 – Carlo Alberto dalla Chiesa è stato un generale dell’Arma dei Carabinieri e prefetto italiano.  Proprio in qualità di prefetto arrivò a Palermo nel maggio 1982  per combattere la mafia. Il 3  settembre fu ucciso in un agguato mafioso assieme alla moglie e a un agente di scorta.

Ci sono cose che non si fanno per coraggio, si fanno per poter continuare a guardare serenamente negli occhi i propri figli e i figli dei propri figli, con questa frase voglio ricordare un esempio di Uomo dello Stato. Oggi per lui, come 34 anni fa ci saranno passerelle e corone di alloro e politici. Le passerelle se non proseguite da azioni  non servono a nulla. Bisogna fare terra bruciata contro le mafie e le illegalità. Dobbiamo farlo per essere sereni, proprio come diceva il generale Dalla Chiesa,  di aver fatto il meglio per le generazioni future ed evitare che abbandonino tutto e vadano via”- interviene Maurizio Ciaculli Coordinatore Nazionale Confedercontribuenti-Antiusura e Antiracket.

Oggi in ricordo del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa ci sarà la “Festa dell’Onestà” alla presenza di autorità civili e militari.

 “Non basta gridare all’onestà per combattere la criminalità.  Servono i fatti e le azioni. Bisogna denunciare senza timore anche i poteri forti e colletti bianchi appena stirati.  Solo così potremmo essere liberi e rendere omaggio sia al generale Dalla Chiesa che alle altre vittime delle mafie” –conclude Carmelo Finocchiaro presidente nazionale di Confedercontribuenti.