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USURA IN BANCA, L’esperto di Confedercontribuenti risponde…

Parola all’avv. Michela Russo Responsabile Nazionale dello Sportello Utenti Bancari

Il 4 ottobre u.s. è stata pubblicata una ennesima sentenza della Corte di Cassazione circa la verifica e applicazione della usura sui contratti di mutuo.

“La pronuncia in oggetto chiarisce che l’art. 1 Legge 108/96  che stabilisce la fissazione di un tasso soglia al di là del quale gli interessi pattuiti sono usurari, si applica sia agli interessi corrispettivi che a quelli di mora. Ciò indipendente dal momento del loro pagamento, perché si intendono usurari gli interessi ultra soglia promessi o comunque convenuti. La Suprema Corte sembrerebbe quindi consentire la declaratoria di nullità della clausola relativa agli interessi anche moratori indipendentemente dalla circostanza che la stessa abbia trovato concreta applicazione.”  – informa l’ Avv. Michela Russo.

E’ giusto chiarire che le sentenze  non costituisco Legge  ma giurisprudenza da far valere dinanzi ai tribunali. La battaglia per la giustizia contro le banche che non hanno applicato la legge non è una lotta ideologica o un nuovo business. È una scelta di legalità. Per questo serve serietà e ponderata moderazione che non illuda a prescindere.

“Comunque siccome trattasi di cause bancarie per iniziare il giudizio si deve passare dalla mediazione. Il Cliente   deve prima verificare se i tassi del proprio mutuo sono ultra soglia e far analizzare caso per caso la propria situazione. Successivamente dovrà adire il Tribunale per ottenere la declaratoria di nullità della clausola sugli interessi” – conclude l’avv. Russo.

I clienti possono contare sul sostegno di Confedercontribuenti che da anni supporta i propri associati accompagnandoli nella scelta migliore possibile.

 

CONFEDERCONTRIBUENTI, IMPORTANTE SUCCESSO IN CASSAZIONE

Gli avvocati  Alessandro Palermo e Salvatore Vittorio, componenti dell’ufficio legale di Confedercontribuenti,  incassano un altro successo in Cassazione a favore di 48 medici.

Vinto il ricorso in Corte di Cassazione per 48 medici specializzandi che hanno ottenuto il diritto al rifacimento  riconosciuto  dalla Suprema Corte di Cassazione che ha cassato  la decisione resa dalla Corte di Appello di Catania, la quale aveva rigettato la richiesta di risarcimento del danno scaturente dal mancato recepimento delle direttive comunitarie in Italia che prevedevano la remunerazione durante il periodo della specializzazione.

I Giudici della Terza Sezione della Cassazione hanno riconosciuto il diritto al risarcimento del danno al medico specialista, che iscritto ad una scuola di specializzazione prima del 1991  non è tenuto a provare che il corso frequentato fosse esclusivo ed a tempo pieno, ma deve solo provare di aver frequentato un corso di specializzazione senza essere stato remunerato.

Si tratta di una sentenza che farà giurisprudenza e che fa seguito ad altre rese sullo spinoso tema  che hanno visto lo Stato Italiano soccombente perché responsabile del danno causato dal tardivo recepimento delle direttive comunitarie.