Buona pensione Davigo, finisce “l’era” del magistrato di parte.

Buona pensione Davigo, finisce “l’era” del magistrato di parte.

Di Carmelo Finocchiaro – Presidente Confedercontribuenti

Pier Camillo Davigo non è più un consigliere del Csm. Il plenum di Palazzo dei marescialli ha decretato la sua decadenza. Motivo: l’ex dottor Sottile del pool Mani pulite compie 70 anni e va in pensione dalla magistratura. Una condizione incompatibile con la carica di togato del Csm, secondo la maggioranza dei consiglieri. Ma la decisione ha spaccato l’assemblea. Anche il pm antimafia Nino Di Matteo «con sofferenza umana personale» ha votato contro «per non violare principi costituzionali fondamentali». Bene il Paese si libera di un partigiano federale ai partigiani di quel vergognoso “giustizialismo” che ha portato il Paese, senza riportarlo alla legalità e continuando a garantire al potere togato di “decidere” le sorti di un Paese con una classe politica supina e senza autorevolezza. Buona pensione Davigo. Che la magistratura finisca di essere corporazione e diventi strumento della giustizia vera. Non del giustizialismo. La Costituzione piu’ bella del mondo lo vieta.

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Fonte: Editoriali di Quotidiano dei Contribuenti
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Alessio Villarosa, contesta Gualtieri, ma non si dimette dai benefici di sottosegretario.

Alessio Villarosa, contesta Gualtieri, ma non si dimette dai benefici di sottosegretario.

di Carmelo Finocchiaro – Presidente Nazionale Confedercontribuenti

I teatranti della politica fanno gli eroi ma non rinunciano ai benefici che gli derivano dalle cariche. E’ il caso di Alessio Villarosa, sottosegretario all’economia, che contesta il suo Ministro all’Economia Gualtieri ma invece che dimettersi scrive lettere e fa il paladino delle ingiustizie, restando organico al sistema e a Via nazionale. Mai dimettersi. Questa è la regola dei furbi. Scrive pure di Padoan e di UniCredit, cosa facile se poi resti nel sistema. Una lettera non costa mai una indennita’  mensile di migliaia e migliaia di euro. Il gioco delle tre carte e straordinario. Da un lato si fa applaudire dai creduloni e dagli sponsor imbroglia popolo, funzionali al sistema di potere e partitico che rappresenta il sottosegretario e dall’altro, si reca ogni mattina in Via Nazionale a fare l’uomo di Gualtieri e a garantirsi i privilegi dell’uomo di governo. Denuncia che gli è stata tolta la delega sulle banche, ma purtroppo non sappiamo cosa ha fatto sulle banche in difesa dei clienti delle banche. Noi crediamo che ha fatto solo chiacchiere. Appartiene ad un filone culturale politico che possono permettersi di fare gli eroi del nulla, paladini dei cittadini, basta non toccargli i loro status quo e soprattutto i loro benefici economici. Che costano a caro prezzo ai contribuenti italiani. Questo tempo sta per finire. Gli eroi di carta servono solo agli sciocchi. E anche le fake news iniziano ad essere smascherate.

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Fonte: Editoriali di Quotidiano dei Contribuenti
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Unicredit e Padoan, il vergognoso “patto” fra politica e banche

Unicredit e Padoan, il vergognoso “patto” fra politica e banche

Di Carmelo Finocchiaro – Presidente Nazionale Confedercontribuenti

«Sul caso Padoan sarebbe utile che il parlamento aprisse una inchiesta e accelerasse la risposta alla raccomandazione dell’Autorità nazionale anti corruzione», a chiederlo il Presidente Nazionale di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, che chiede che si dimetta immediatamente fermando questa evidente commistione fra politica e sistema bancario, specie se si tratta della secondo istituto del Paese.

La cooptazione di Padoan nel CdA e la nomina come presidente designato con un ruolo attivo è una scandalosa vergogna italiana, della politica asservita al sistema bancario, che usa poi la politica per fare cio’ che vuole. Un vero “patto” fra politica e sistema bancario. Una vergogna perche’ gli viene affidato un ruolo tanto strategico per il futuro della seconda banca italiana, all’ex ministro che ha gestito in prima persona il frangente delle crisi bancarie e continua per ora a sedere nella commissione Bilancio della Camera. Sulla carta la legge sul conflitto di interessi è tra i punti programmatici del governo Pd – Cinque stelle. La proposta di riforma è stata presentata il 16 luglio scorso ed è stata approvata dalla commissione affari costituzionali della Camera, seppure senza l’appoggio di Italia Viva. Il testo attuale propone condizioni rigide, ma concentrate nel primo anno. Prevede infatti che i titolari delle cariche di governo nazionali non possano, nell’anno successivo alla cessazione del loro ufficio, svolgere attività di impresa né assumere incarichi in enti pubblici e privati e nemmeno condurre attività professionale autonoma, anche gratuita, senza una valutazione della assenza di conflitti di interessi della autorità garante della concorrenza e del mercato. Ma questa ennesima vergogna, aggiunge il presidente di Confedercontribuenti, dimostra che si fa finta di presentare leggi di garanzia e intanto si consente la continua commistione fra politica e sistema finanziario,

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Fonte: Editoriali di Quotidiano dei Contribuenti
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