Finocchiaro (Pres. Confedercontribuenti): Lo slogan sull’evasione fiscale, che serve a distruggere solo le partite iva.

di Carmelo Finocchiaro

Esiste un Parlamento fatto dei suoi componenti, incapaci di comprendere i problemi veri di coloro che svolgendo una attività con la partita iva, sono costretti a fare per tirare avanti a campare. E questa l’amara realtà che vive il nostro Paese, fatto di istituzioni scollegate dai veri problemi della gente. Il Presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, non usa mezzi termini nel definire, trasversalmente cialtrona una classe politica, ipergarantita dai privilegi che non ha piu’ alcun contatto con il mondo reale. Allora e sempre piu’ evidente come la razione della gente che lavora e fà sacrifici, porta a soluzioni estremistiche, che poi certamente non servono ne alle imprese ne al Paese. Perche’ sono soluzioni fatte di slogan. Crediamo, aggiunge Finocchiaro, che bisogna ripartire dalla reale compatibilità fra reddito e imposizione fiscale, fra reale possibilità di pagare i dipendenti senza un cuneo fiscale esagerato, senza una riscossione usuraia e prevedendo un piano di rientro dei debiti compatibile con il reddito di ogni impresa e contribuente, abolendo le logiche induttive nella determinazione del reddito, rendendo paritario il rapporto fra amministrazione finanziaria e contribuenti, creando una magistratura tributaria autonoma e indipendente dal Ministero delle Finanze, incentivando la deducibilità e la detrazione dei costi, sostenendo le politiche dei bonus per favorire interi comparti produttivi. Queste sono alcune dei possibili temi da affrontare. Noi siamo pronti a confrontarci con tutti e con i Parlamentari e le forze politiche, ormai fuori dalla sintonia con il Paese. L’evasione fiscale la vadano a cercare nella finanza e nella grande impresa. questo significa comprendere i problemi dell’Italia che lavora e produce.

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Fonte: Editoriali di Quotidiano dei Contribuenti
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Paragone, ma che eroe. Solo un uomo di Salvini. Mai fatta una scelta contro le banche, ha raccontato solo fiabe per i creduloni

Carmelo Finocchiaro

Ma cosa ha fatto di eclatante Paragone per meritarsi tanta attenzione? Non ha fatto proprio nulla. Delle banche, tranne un libro che gli ha fatto fare soldi, per il resto ha solo aspirato a fare il presidente della Commissione Banche. Sulle banche ha recitato solo slogan, buoni per i creduloni di facebook. E mai fatto serie proposte di legge. E’ noto a tutti che Paragone sia un uomo di Salvini, mandato nel M5stelle per controllare dall’interno le dinamiche del movimento, funzionale ai padani, di cui è stato espressione sin dai tempi del quotidiano fallito La Padania. Per il resto il nulla del nulla. Ma per tanti basta essere il nulla del nulla per diventare un mito. La pochezza non è mai troppo poca.

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Fonte: Editoriali di Quotidiano dei Contribuenti
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Finocchiaro (Pres. Confedercontribuenti): Sarà carcere per gli evasori o per chi non ha potuto pagare le imposte?

Per chi sarà carcere? A chiederlo il Presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, visto che le strombettate governative non chiariscono in nessun modo cosa si intende per evasore ed evasione. Sarebbe da capire se la nuova norma lascia in vita le attuali soglie per mancati pagamenti o determina le soglie di evasione, al fine della condanna penale, nell’accertamento di un maggior reddito. In queste ore viviamo la confusione voluta da una classe dirigente, essa stessa incapace di capire cosa significa un termine rispetto ad un altro. E allora si chiamano in Italia evasori coloro che non hanno potuto pagare ma che hanno regolarmente dichiarato reddito e importi da pagare. E evasore anche colui che ha fatto lavori alla pubblica amministrazione e non e’ stato pagato ne ha potuto compensare le proprie tasse con i crediti vantati perchè un Ministro della Republlica, non firma il decreto che autorizza le compensazioni. Insomma conclude Finocchiaro, nel Paese della confusione ancora una volta il teatro di pulcinella è in corso e le imprese in difficoltà pagheranno le conseguenze a caro prezzo.

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Fonte: Editoriali di Quotidiano dei Contribuenti
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