La Commissione Europea vuole farsi odiare dagli italiani?

Finocchiaro Carmelo – Presidente Nazionale Confedercontribuenti

La Commissione europea ha bocciato il testo della Legge di Bilancio presentata dall’Italia perché “il governo italiano sta apertamente e deliberatamente andando contro gli impegni che aveva preso”.  Secondo la Commissione, la manovra del governo configura una “inadempienza particolare grave rispetto alle regole Ue”. “Se il governo non modificherà il documento programmatico di bilancio per rispettare le regole europee, la Commissione potrebbe aprire una procedura per deficit eccessivo per violazione della regola del debito”. In queste poche righe si condensano le logiche “ragioneristiche” di una Europa fatta di tecnocrati e di politici che non si rendono conto che con queste azioni, stanno contribuendo a distruggere l’Europa che voleva Spinelli. Hanno letto i sondaggi della settimana scorsa sul gradimento degli italiani verso la UE, hanno valutato il voto italiano, hanno la sensazione che il parametro non puo’ essere lo spread e dunque le logiche dei mercati? Temo di no. Ed è per questo che questa Europa è destinata a soccombere. E soccomberà.

 

Fonte: Editoriali di Quotidiano dei Contribuenti
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Senza “Pace Fiscale” è fallita l’azione di questo Governo.

di Carmelo Finocchiaro – Presidente Nazionale Confedercontribuenti

Non serviva questo Governo per avere riproposta l’ennesima versione della rottamazione dei ruoli, modello Renzi, seppur con i tempi di pagamento allungati, ma insufficienti a risolvere i problemi delle famiglie e delle imprese. Questo Governo è stato votato in larga maggioranza dagli italiani, proprio perché uno dei punti cardine della proposta elettorale proponeva quella pace che chiudeva i conti usurai con lo Stato. Ma cosi’ non sembra essere. Naturalmente insieme all’abassamento delle tasse che non avverrà. Anzi si prospetta un aumento. La bocciatura del DEF ci porta verso una ulteriore instabilità economica, con gravi ripercussioni sui bilanci pubblici. Un danno per coloro che pagano i mutui, un danno per la ripresa economica del Paese. Un danno per le imprese. Allora facciamo appello ad abbandonare le politiche dell’assistenzialismo dannoso, come sarà il reddito di cittadinanza, per concentrarsi verso scelte strutturali che risollevino le sorti del Paese. Troppe gaffe sono state commesse in questi mesi di Governo, che stanno producendo solo gravi danni. Cambiate. Questo è il nostro appello. O certamente non sapere il Governo del cambiamento, ma solo e soltanto del fallimento.

Fonte: Editoriali di Quotidiano dei Contribuenti
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Il ricordo di Gilberto Idonea del nostro Direttore

di Lillo Venezia


Gilberto idonea, attore siciliano, di Catania, dopo una lunga malattia, se ne è andato.

Posso dire di averlo conosciuto, tempo fa. Lo cercai per mare e monti per proporgli una serata di teatro siciliano ad una delle feste de l’Unità svoltesi alla Villa Bellini nella città etnea. Fu proprio contento della proposta che gli feci, anche perché non riusciva tanto a lavorare a Catania.

Mi raccontò che era tornato da poco dall’Argentina, dove aveva effettuato un lungo tour teatrale, ospite dei tanti italiani e siciliani che vivevano lì. Pur amato dai catanesi, le istituzioni teatrali lo snobbavano e di ciò si rammaricava tanto. Ovviamente al suo spettacolo alla Villa Bellini parteciparono migliaia di catanesi entusiasti. Restammo alla fine che ci saremmo sentiti, anche per organizzare  qualche altra serata, anche se nel frattempo partiva per altra tournèe all’estero.

Era un attore poliedrico, ha partecipato ad alcune fiction della Rai, come quella del commissario Montalbano.

Parlare con Gilberto era uno spasso, anche per telefono e tanti erano gli aneddoti che riusciva a raccontare, senza mai annoiarti. Erano aneddoti vissuti nelle tournèe, soprattutto con gli italiani all’estero durante  le cene dopo teatro o in albergo dove lo andavano a trovare. La sua cadenza siciliana  era qualcosa di meraviglioso, perché Catania e la Sicilia erano sempre nel suo cuore.

Avrei voluto frequentarlo di più, ma non è stato possibile. E di ciò mi rammarico  e mi rammaricherò sempre di più, ora che so  che non potrò più incontrarlo. Almeno in questa vita.

Ciao Gilberto.

Fonte: Editoriali di Quotidiano dei Contribuenti
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