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Confedercontribuenti: “Bene Renzi se Equitalia non arriverà al 2018, ma adesso serve il condono sulle cartelle esattoriali”

Roma, 19 maggio 2016 – “Se non coincide con uno slogan elettorale, l’annuncio del Premier Renzi su Equitalia, sarà la prova che quello che fino a qui abbiamo detto è stato giusto. Ma a Renzi chiediamo la controprova, che l’annuncio sia vero, ovvero che già al prossimo Consiglio dei Ministri vari un Condono sulle cartelle iscritte a ruolo, attraverso l’eliminazione delle sanzioni, degli interessi e di qualsiasi altro onere vessatorio per i contribuenti attuando un piano di rientro del debito che non ecceda il quinto del reddito personale o d’impresa” – dichiara il Presidente Nazionale di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, che teme che l’annuncio del Premier, sia soltanto il tentativo di recuperare consensi in vista delle elezioni amministrative per poi accantonare la questione, come se non avesse detto nulla.

I contribuenti siano essi persone fisiche o imprese non possono più aspettare, alla luce di una nuova aggressione che sta mettendo in campo Equitalia, attraverso i pignoramenti presso terzi. In uno Stato civile, dove esiste una precisa normativa anti-usura, non si possono fare pagare le imposte iscritte a ruolo con tassi usurai.

“A Renzi diciamo pure, di riaprire i termini per la ripresa delle rateizzazioni decadute e fare una riforma concreta della riscossione, perché se resta in vigore il testo attuale, potremmo pure chiudere Equitalia, ma non cambieranno i problemi per gli italiani, che stremati da anni di crisi, non possono certamente avere uno Stato che attraverso i suoi Enti li perseguita senza tenere conto delle difficoltà, che vivono cittadini e imprese” – conclude Finocchiaro.

 

Equitalia: Confedercontribuenti, migliaia di imprese e contribuenti a rischio “default” con le nuove regole sulla rateizzazione

“Ma il legislatore italiano, si rende conto dei guai che combina sistematicamente?” a chiederselo è il presidente nazionale di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, dopo che si stanno verificando i primi effetti del nuovo sistema di rateizzazione.

Il decreto che prevedeva la nuova possibilità di rateazione delle cartelle Equitalia rispondeva ad una specifica richiesta della commissione Finanze della Camera e riguardava i contribuenti che non erano stati in grado di completare il pagamento del piano rateale precedente delle cartelle pendenti. Le somme non ancora versate potevano essere oggetto di un nuovo piano, ripartito in un massimo di 72 rate.

Per accedere, inoltre, bisognava presentare domanda a Equitalia, entro il 23 Novembre 2015.

Il problema, però, si è posto ora per migliaia di imprese e contribuenti che seppur in difficoltà a pagare non erano decaduti dalla precedente rateizzazione, alla data prevista nella norma: Oggi non potranno ottenere i benefici previsti dalla normativa.

“Per poter ottenere una nuova rateizzazione dovrebbero pagare lo scaduto del vecchio piano tutta in un’unica soluzione. Insomma una norma che rischia di creare un default per le imprese, e su cui il legislatore deve intervenire con estrema immediatezza – conclude Finocchiaro, altrimenti saltano le imprese e il fisco non recupera nulla, con l’aggravante che molte di esse non potranno più ottenere neanche la regolarità contributiva”.