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Toti Russo (Dir.Gen. Confedercontribuenti): Decreto Rilancio, con quale strategia?

Dopo tanta attesa è stato prodotto il documento che deve servire a rilanciare l’Italia del dopo Corona Virus.

Certamente si tratta di un intervento di dimensioni mai viste ( equivalente a due manovre finanziarie dice il Presidente del consiglio ) con uno sforzo ed un impegno finanziario tanto importante quanto impegnativo per il nostro futuro.

Molte le risorse introdotte, ma la prova dei fatti si vedrà nelle capacità di portarle realmente a disposizione degli italiani. Quello che salta subito agli occhi è che sono stati usati degli strumenti ordinari per una situazione straordinaria.

Pochi investimenti mirati al rilancio delle attività produttive, molte le azioni di assistenza momentanea dovute al ritardo negli aiuti nella distribuzione delle risorse che fino ad oggi  non sono arrivate a chi le doveva ricevere.

Scoramento da parte di molti operatori e settori che non sono stati considerati tra coloro che si devono aiutare ed ancora vengono ignorati, delusione da parte di chi si aspetta una svolta ed un progetto di rinascita che chiarisca la strategia che il nostro paese ha disegnato per rilanciare una economia che , ormai è chiaro a tutti, rischia di diventare un male tanto grave quanto la stessa pandemia.

L’intervento ha previsto, giustamente,  una serie di interventi mirati al sostentamento di una miriade di categorie che soffrono per un periodo di inattività totale mai visto nella storia moderna della umanità intera, quello che non si evidenzia è la capacità di equilibrare tutti gli interventi sostenendo le attività produttive e il rilancio di tutti i settori vitali.

Risulta così il disegno di un PAESE ASSISTITO CHE NON LAVORA e che si tiene in serbo tutta una serie di problemi irrisolti che vengono delegati ai singoli e la cui responsabilità non è riconducibile a nessuno.

Dovremo certamente studiare a fondo le singole voci del decreto e verificare la capacità di semplificare i percorsi di erogazione che sino ad oggi non hanno funzionato, ma la prima sensazione che ci rimane è quella di una volontà di dare risposte alle singole richieste di chi compone il governo, figlia di una vecchia strategia politica che conosciamo che mette in risalto la mancanza di coraggio e di determinazione che il momento, invece, richiede.