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TELEFONIA MOBILE – Confedercontribuenti: “FREE-MOBILE, troppo entusiasmo in Francia per chi bleffa?”

A seguito alla fusione di WIND e 3 si è aperta la porta del bel Paese  per un altro gestore di telefonia che farà il suo ingresso entro inizio 2018. Confedercontribuenti segnala le prime stranezze.

Il quarto gestore di telefonia mobile sarà  Free Mobile, un operatore telefonico francese che fa parte del gruppo Iliad, azienda fondata da Xavier Niel, che  in Italia si chiamerà ho.mobile”.

Questo gestore si è sempre contraddistinto per la sua natura low-cost: infatti a dicembre 2013 è stato il primo operatore francese a rendere disponibile gratuitamente la frequenza 4G, scatenando una guerra al ribasso tra gli altri gestori francesi.

condizioni free mobile francia

 

“Consultando il sito ufficiale francese oltre a leggere tariffe a prima vista molto accattivanti scorrendo sui dettagli si leggono già delle stranezze: Sardegna e Sicilia  pur essendo isole  sono comunque Italia ma vengono inserite separatamente. La stessa cosa anche per le Isole elleniche. Le nazioni sono inserite due volte creando illusione e confusione nel numero dei paesi raggiungibili. Ci auguriamo che gli errori gravi finiscano con la geografia. Confidiamo nei controlli che sempre contraddistinguono l’Italia  e che sia garantita pertanto la massima chiarezza, trasparenza a garanzia per gli utenti e della  leale concorrenza” – interviene Carmelo Finocchiaro presidente nazionale di Confedercontribuenti.

A molti sarebbe sfuggita la “pecca geografica”  nelle offerte della compagnia telefonica d’oltralpe ma come sempre Confedercontribuenti si è dimostrata attenta nella segnalazione a tutela del contribuente.

CONFEDERCONTRIBUENTI chiede più controlli e meno burocrazia per contrastare l’agromafia

Il business legato all’agricoltura illegale in Italia ha superato, nello scorso anno,  i 16 miliardi di euro.

In tutto il territorio nazionale sarebbero circa 26 mila i terreni nelle mani di soggetti condannati a vario titolo per reati di stampo mafioso che sono ancora in mano alla criminalità perché il processo di sequestro, confisca e destinazione dei beni di provenienza mafiosa si presenta lungo e confuso.

“In Italia, verrebbero sprecati fra i 20 e i 25 miliardi per il mancato utilizzo dei beni confiscati a causa di inadempienze, procedure e cavilli burocratici” – spiega Carmelo Finocchiaro presidente nazionale Confedercontribuenti.

La DIA ha avviato un monitoraggio che ha portato a denunciare  molte irregolarità con moltissimi beni che risultano ancora occupati dai mafiosi stessi o da loro parenti o prestanome.

“I criminali rimangono negli  immobili – rimarca Finocchiaro – e godrebbero perfino del vantaggio di non dover pagare le tasse sul bene, poiché sequestrato. Questo non fa altro che alimentare  il riciclaggio del denaro, il lavoro nero, l’uso di marchi contraffatti a cui si aggiunge la piaga del caporalato”.

Il fenomeno dell’agromafia riguarda tutto il territorio nazionale anche se sarebbe più rimarcato nel sud Italia dove si registrano  tra l’altro numerosi “furti nelle campagne”.

“Chiediamo  ai ministri dell’Agricoltura Maurizio Martina e della Giustizia Andrea Orlando di intensificare i controlli su  tutta della filiera dal campo al consumatore finale di prodotti agricoli. Li sollecitiamo anche a  completare l’iter legislativo e applicativo delle norme sul caporalato e sulla confisca e successiva gestione dei beni appartenuti alla criminalità organizzata” – conclude Finocchiaro.