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Confedercontribuenti: lotta all’evasione di Ruffini solo propaganda mediatica

Con la relazione  del direttore Ruffini, Confedercontribuenti specifica che non si tratta di lotta all’evasione bensì recupero fiscale. Solo propaganda mediatica.

L’evasione fiscale è un fenomeno che caratterizza chi per volontà e inclinazione non paga le imposte o i tributi  godendo però dei servizi a discapito della comunità.

Il direttore generale dell’Agenzia delle Entrate Ruffini ha presentato i risultati annuali dell’attività nel 2017 dichiarando un record nel recupero dell’evasione.

“Il recupero di cui parla Ruffini  è solo frutto di una campagna mediatica  perché è  frutto della volontà di contribuenti morosi per difficoltà di natura economica o lavorativa. – interviene il presidente nazionale di Confedercontribuenti Carmelo Finocchiaro –  Infatti una forte azione di recupero per il fisco lo si è registrato con la richiesta da parte dei contribuenti di aderire alla rottamazione e a ravvedimenti. Pertanto se si vuole continuare ad avere un fisco più vicino ai contribuenti innanzitutto non bisogna usare il termine evasore nei confronti delle vittime della crisi economica e magari punendo i veri e grandi evasori che ancora nei fatti restano impuniti. Inoltre continuiamo a sostenere – conclude Finocchiaro – che per recuperare una buona parte delle imposte o tasse non riscosse si dovrebbero cambiare le regole di  rateizzazione in base alle reali capacità di reddito del contribuente”.

FISCO – Confedercontribuenti:  “No alla vendita dei debiti tributari  a finanziarie e banche, norma incostituzionale”

Nell’ultima bozza della legge di Bilancio rimane l’ipotesi di mettere all’asta il magazzino dei crediti fiscali affidati alla ex Equitalia tra 2000 e 2010 e non riscossi. Il fermo No di Confedercontribuenti

L’obiettivo della manovra sarebbe incassare almeno 4 miliardi tra 2018 e 2020 a fronte di un valore nominale di 500-600 miliardi di euro.

“Una norma inaccettabile, – dichiara il presidente nazionale di Confedercontribuenti Carmelo Finocchiaro.  – Cedere le vecchie cartelle,   equivale a esporre i debitori a procedure di riscossione molto più drastiche rispetto a quelle consentite al fisco e senza le dovute garanzie previste dalle norme fiscali, già comunque carenti di un rapporto equilibrato fra fisco e contribuenti”.

 Quali  soluzioni possibili?

“Si potrebbe prevedere un condono con un pagamento da parte dei contribuenti del 10% di quanto dovuto su questi crediti” – propone Finocchiaro.

Perché inserire le stesse procedure degli NPL anche nel campo tributario?

“Insomma – spiega Finocchiaro – questa proposta va respinta al mittente, e se passasse è una palese violazione dello Statuto dei Contribuenti e delle norme del diritto tributario e anche cosa gravissima della CostituzioneBanche e società specializzare nella gestione dei crediti deteriorati potranno per esempio pignorare anche la prima casa. Sequestrare ben più del quinto dello stipendio che Equitalia poteva prendersi solo in caso di buste paga superiori ai 5 mila euro, mentre a chi guadagna meno di 2.500 euro doveva lasciare i nove decimi della retribuzione. Meno tutele anche per i pensionati: all’agente della riscossione era vietato toccare gli assegni di importo inferiore a quello sociale. Secondo l’articolo, il cui testo è ancora provvisorio, rimarranno fuori quelli sui quali siano in atto procedure concorsuali, rateizzazioni o rottamazione nonché i debiti  con il decorso di 10 anni non contestati. Il prezzo di cessione andrà pagato in 3 rate annuali fino al 2020 e non potrà essere inferiore a 4 miliardi e 86 milioni. I crediti oggetto di cessione saranno automaticamente eliminati  dal bilancio della nuova Agenzia delle Entrate – Riscossione”.

CONTENZIOSI FISCALI VINTI DAI CONTRIBUENTI MA NON POSSONO AVERNE I BENEFICI, CONFEDERCONTRIBUENTI SOLLECITA IL RIMBORSO

Centinaia di contenziosi vinti dai contribuenti con somme superiori a 10mila euro. Ma che non vengono pagati dall’Agenzia delle Entrate, perché il ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) guidato da Pier Carlo Padoan continua a rimandare l’emanazione dell’apposito decreto. Confedercontribuenti parte all’attacco.

In questo periodo di forte crisi economica i contribuenti italiani sono vittime anche di errori fiscali. Molti che hanno giustamente fatto opposizione e risultando  a credito non possono materialmente beneficiare della restituzione delle somme pare non per  colpa delle Agenzia delle Entrate che possono fare poco senza decreti e circolari ma solo per importi superiori a 10 mila euro.

“Abbiamo ricevuto molte  segnalazioni da parte di contribuenti  e vorremmo sollecitare la risoluzione del problema presso il ministero dell’economia guidato da Padoan affinché emani l’apposito decreto.  Segnaliamo però anche casi di contribuenti che sono costretti ad attendere anche in presenza di cifre inferiori.  È assolutamente immotivato e crediamo anche  illegittimo da parte dell’amministrazione fiscale non eseguire le sentenze dei giudici tributari.  Chiediamo pertanto che si faccia chiarezza nei confronti da centinai di contribuenti e che se ci sia stato qualche abuso venga evidenziato e sanzionato”  – interviene Carmelo Finocchiaro presidente nazionale di Confedercontribuenti.