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CONFEDERCONTRIBUENTI DICE NO ALL’AUMENTO DELL’IVA. MOSSA IRRESPONSABILE DEL GOVERNO

Il ministro Pier Carlo Padoan in una intervista rilasciata a “Il Messaggero” ha  dichiarato: «Più Iva e meno tasse sul lavoro…con uno scambio tra IVA e cuneo fiscale»  molte le manifestazioni di dissenso tra le quali non è mancata quella di Confedercontribuenti e del suo presidente nazionale Carmelo Finocchiaro: – “Di fronte a una crescita economica ancora traballante, l’eventuale aumento dell’IVA avrebbe effetti negativi sia sui consumi interni che su tutta l’economia, penalizzando come sempre i più deboli ovvero le famiglie meno abbienti“.

 L’Italia è il Paese  dell’area euro ad avere l’aliquota ordinaria IVA più elevata infatti  in Spagna è al 21, in Francia al 20 e in Germania al 19.

Le motivazioni addotte dal ministro a sostegno della scellerata manovra non convincono il presidente Finocchiaro:  – “L’aumento dell’IVA vuol dire necessariamente aumento dei prezzi che metterà a freno la crescita già lenta.  Le aziende vedranno diminuire gli acquisti, aumentare le spese di gestione e dei materiali produttivi, portandole a non investire e fermando il lavoro. Secondo noi è opportuno abbassare gli oneri sul lavoro a carico delle aziende italiane facendole diventare competitive rispetto a quelle europee . E’ necessario che i nostri euro rappresentanti facciano valere i diritti dei contribuenti italiani opponendosi realmente  ai vincoli tecnocratici imposti”.

 Confedercontribuenti conferma pertanto la sua linea dura battendosi su tutti i fronti per contrastare l’aumento dell’IVA che non pregiudica la diminuzione del cuneo fiscale.

 

CONFEDERCONTRIBUENTI, BENE IL NUOVO REGIME IVA PER LE PICCOLE IMPRESE

Con l’inizio del nuovo anno  tutte le imprese individuali e le società di persone in contabilità semplificata dovranno determinare il loro reddito imponibile su importi realmente incassati o realmente pagati. Il commento del presidente nazionale di Confedercontribuenti.

Roma, 2 gennaio 2017 – Il regime IVA per cassa  fu  introdotto nel 2012 dall‘articolo 32-bis del Dl 83/2012 e  consentiva all’imprenditore o al lavoratore autonomo che voleva usufruirne  di posticipare il versamento dell’imposta sulle cessioni di beni e le prestazioni di servizi al momento del pagamento reale. Con l’entrata in vigore della nuova Legge di stabilità questa valida opportunità entra in vigore per tutti quelli in regime di contabilità semplificata.

“In questo modo si  concede respiro ai piccoli artigiani ed imprenditori che prima vedevano la scadenza del pagamento del modello F24 – IVA su fatture non saldate come una beffa.  Con il nuovo metodo  chi tardava nel pagamento è incentivato al saldo che a sua volta porterà al versamento  e allo scarico dell’imposta. E’ un piccolo spiraglio che, assieme ad altre agevolazioni previste,  servirà a dare una segno di ripresa all’imprenditoria italiana” – commenta Carmelo Finocchiaro di Confedercontribuenti.