Davvero drammatici i risultati dell’inchiesta del quotidiano “La Stampa, sulla sfiducia degli italiani, che spesso “tifano” per una gestione oligarchica del Paese. Le cause della sfiducia degli italiani verso il welfare e lo Stato (come emergono dall’articolo de La Stampa del 6 dicembre 2025 e da tutte le indagini degli ultimi anni) sono molteplici e si sono accumulate nel tempo.
Non è più’ tempo di slogan e “moine” in televisione o di una informazione drogata dalle esigenze propagandistiche del Governo in carica. Bisogna guardare in faccia la realtà e opporci al degrado senza se e senza ma. Ad affermarlo il Presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro.
Ecco le principali, in ordine di importanza secondo gli stessi italiani intervistati:
1. Degrado concreto e visibile del Servizio Sanitario Nazionale (SSN)
• Liste d’attesa lunghissime (anche 12-18 mesi per visite specialistiche o interventi non urgenti)
• Pronto soccorso al collasso e carenza cronica di medici e infermieri (circa 60-70 mila unità mancanti)
• Chiusura di centinaia di piccoli ospedali e reparti (soprattutto al Centro-Sud)
• Casi di malasanità che finiscono regolarmente in prima pagina
→ Risultato: il 78,5% citato nell’articolo pensa «Se mi ammalo gravemente, lo Stato non mi cura in tempo o bene».
2. Perdita di potere d’acquisto e paura della povertà vecchiaia
• Pensioni medie basse (circa 1.200-1.400 € netti per la maggior parte dei pensionati)
• Rivalutazione delle pensioni quasi azzerata negli ultimi anni
• Aumento esponenziale dei costi di luce, gas, affitti, spesa alimentare (+30-50% dal 2022)
• Giovani che non riescono a comprare casa e vedono la pensione come un miraggio
→ Gli italiani hanno la sensazione concreta che «quando sarò vecchio non ce la farò».
3. Esperienza diretta di inefficienza dello Stato nelle emergenze
• Ricostruzione post-terremoto Centro Italia (2016-2017): ancora migliaia di persone in container o in albergo nel 2025
• Alluvione Emilia-Romagna 2023: ritardi enormi negli aiuti e nelle opere di messa in sicurezza
• Ponte di Genova crollato nel 2018: unico caso in cui le cose sono andate veloci, ma è diventato l’eccezione che conferma la regola
→ Il 72,3% pensa «Se domani c’è una calamità, lo Stato arriva dopo o non arriva».
4. Percezione di ingiustizia e sprechi
• Scandali continui (parenti di politici assunti in ASL, appalti truccati, corruzione nelle forniture sanitarie)
• Reddito di cittadinanza percepito da molti come “dato a chi non lo merita” mentre chi lavora fatica ad arrivare a fine mese
• Aumento delle tasse locali (addizionali IRPEF regionali, ticket sanitari) proprio mentre i servizi peggiorano
5. Invecchiamento della popolazione e senso di abbandono
Italia è il Paese più vecchio d’Europa dopo il Giappone. Chi ha 70-80 anni oggi ha visto il welfare degli anni ’70-’80 (sanità gratuita e di qualità, pensioni dignitose) sgretolarsi completamente nella propria vita. Questa generazione è la più spaventata e la più sfiduciata.
6. Confronto con l’estero
Milioni di italiani viaggiano o hanno parenti emigrati. Vedono che in Germania, Austria, Svizzera o anche in Spagna del nord la sanità pubblica funziona molto meglio e in tempi ragionevoli. Questo rafforza la sensazione «Qui non funziona più niente».
Risultato finale
L’Italia non è (ancora) collassata, ma la percezione è che il contratto sociale «pago le tasse → lo Stato mi protegge se sto male o se ho bisogno» si sia rotto.
Per questo sempre più persone:
• fanno assicurazioni sanitarie private
• mettono da parte soldi «per curarsi da soli»
• emigrano o mandano i figli all’estero
• semplicemente «vivono alla giornata», come dice il titolo dell’articolo.
È una sfiducia costruita su esperienze concrete, non su propagand


