Energia, il decreto non trasferisca il conto sulle bollette delle PMI

Di
Redazione
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5 Novembre 2026

Confedercontribuenti – Imprese Italia: “Ridurre subito il prezzo dell’elettricità, ma con coperture trasparenti e senza nuovi oneri a carico delle aziende”

Roma, 5 novembre 2026

Il costo dell’energia torna al centro del confronto tra Governo e sistema produttivo. Le anticipazioni sul nuovo decreto bollette indicano l’intenzione di limitare temporaneamente l’incidenza dell’elevato prezzo del gas sul costo dell’elettricità destinata a famiglie e imprese.

Secondo quanto riportato dalla stampa, il meccanismo allo studio prevederebbe un tetto di circa 60 euro per megawattora al gas utilizzato dalle centrali termoelettriche e il riconoscimento ai produttori della differenza rispetto alle quotazioni del mercato TTF. Resta però da chiarire quale sarà la copertura effettiva dell’intervento e, in particolare, se una parte dei costi verrà trasferita sugli oneri di sistema pagati dagli stessi consumatori.

Dichiarazione proposta del presidente nazionale di Confedercontribuenti – Imprese Italia:

«Il Governo deve intervenire rapidamente, perché l’impennata dei costi energetici sta comprimendo i margini delle imprese, mettendo in difficoltà soprattutto le attività che non hanno la forza contrattuale delle grandi aziende. Ma un provvedimento che riducesse una componente della bolletta aumentandone un’altra sarebbe soltanto una partita di giro.»

«Prima dell’approvazione chiediamo che siano pubblicati il costo complessivo della misura, la sua durata, le categorie beneficiarie e l’impatto previsto sulle bollette delle micro, piccole e medie imprese. L’eventuale compensazione riconosciuta ai produttori non può essere finanziata scaricando nuovi oneri generalizzati sulle utenze non domestiche.»

Confedercontribuenti – Imprese Italia propone che il provvedimento preveda:

  • la neutralità dell’intervento rispetto agli oneri di sistema sostenuti dalle PMI;
  • coperture definite attraverso il bilancio pubblico o risorse straordinarie del comparto energetico, anziché nuovi prelievi indiscriminati in bolletta;
  • una verifica mensile dell’Arera sugli effetti reali della misura, con pubblicazione dei risparmi ottenuti dalle diverse categorie di utenti;
  • una clausola automatica di revisione qualora il beneficio finale risulti inferiore ai costi trasferiti ai consumatori;
  • strumenti semplici per permettere alle piccole imprese di controllare in bolletta l’applicazione effettiva della riduzione.

«L’emergenza richiede una risposta immediata, ma non può diventare l’ennesimo intervento provvisorio e poco leggibile. Alle imprese servono prezzi competitivi, regole comprensibili e una strategia strutturale che riduca la dipendenza del costo dell’elettricità dalle oscillazioni internazionali del gas. Chiediamo quindi che il testo definitivo sia accompagnato da dati verificabili e da un confronto urgente con le rappresentanze delle piccole imprese», conclude la dichiarazione proposta.