Come confermato dal comunicato stampa pubblicato nella serata di ieri, il Consiglio dei Ministri del 27 marzo 2026 ha approvato in via definitiva il decreto legislativo recante attuazione della delega di cui all’art. 19 L. 21/2024 (Legge Capitali), per la riforma del TUF e delle disposizioni in materia di società di capitali del Codice civile.
Diverse le novità di rilievo che si muovono in diverse direttrici, indicendo sulla disciplina degli intermediari finanziari, sul settore del risparmio gestito, sul regime delle OPA, sulle scelte delle neo-quotate e, certamente, sulla nuova governance societaria.
In particolare, la riforma del Codice civile e del TUF ha infatti inciso in modo profondo sull’assetto della governance delle società quotate, ridefinendo l’equilibrio tra autonomia statutaria, poteri degli organi sociali, diritti degli azionisti e ruolo delle Autorità di vigilanza.
Tali modifiche intervengono su snodi centrali del governo societario, dalla scelta dei modelli di amministrazione e controllo alla composizione degli organi, dai doveri e poteri dell’organo di controllo ai sistemi di controllo interno e di gestione dei rischi, fino alla disciplina delle assemblee, dell’informativa societaria e delle politiche di remunerazione.
Per le società quotate, e in particolare per le banche e gli intermediari vigilati, la riforma impone una rilettura sistematica delle fonti, nella quale le nuove disposizioni civilistiche e di settore si intrecciano con il Codice di Corporate Governance, la regolazione secondaria e le aspettative delle Autorità: ne derivano pertanto scelte organizzative e statutarie non più rinviabili per le società, che incidono direttamente sui processi decisionali, sui flussi informativi e sulle responsabilità degli esponenti aziendali.


