Il titolo ufficiale recita +7,2% di export italiano verso gli USA. Ma quasi tutto quel risultato viene da un solo settore: il farmaceutico, che segna +54% grazie anche al front-loading pre-dazi. Al netto del farmaceutico, le vendite verso il mercato americano calano dell’1,9%. Per i settori che formano il cuore manifatturiero delle PMI il conto è salato: autoveicoli -18,5%, mobili -8,2%, prodotti in metallo -7,9%, alimentari e bevande -4,5%, macchinari -3,4%. A questo si aggiunge un dazio implicito spesso ignorato: il deprezzamento del dollaro sull’euro da agosto 2025 a gennaio 2026 vale un ulteriore -8,6% sul valore delle merci spedite. Sommando dazio formale ed effetto cambio, il dazio effettivo medio sul Made in Italy verso gli USA sale a circa il 21%.


