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Ue: Euipo, contraffazione abbigliamento costa all’Italia 1,7 mld

Di
Redazione
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17 Gennaio 2024

La contraffazione nell’abbigliamento costa all’Italia 1,7 miliardi di euro di mancate vendite e 19 mila posti di lavoro ogni anno. A livello europeo l’industria dell’abbigliamento subisce una perdita di quasi 12 miliardi di euro di entrate annue (pari al 5,2 % delle vendite) a causa della contraffazione. Il settore dei cosmetici e quello dei giocattoli registrano vendite sensibilmente inferiori a causa di tali prodotti, con perdite rispettivamente per 3 miliardi di euro (il 4,8 % delle vendite) e 1 miliardo di euro (l’8,7 % delle vendite).
I prodotti falsi comportano un calo dei posti di lavoro: 160 mila in meno nel settore dell’abbigliamento, 32 mila in meno in quello dei cosmetici e 3.600 in meno in quello dei giocattoli. Sono cifre – pesanti – che emergono da uno studio, pubblicato oggi dall’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (Euipo), che esamina l’impatto economico della contraffazione sui settori dell’abbigliamento, dei cosmetici e dei giocattoli. Nel dettaglio, Germania, Francia, Italia, Spagna e Austria hanno subìto le perdite maggiori, con un calo delle vendite di prodotti autentici di quasi 8 miliardi di euro.
Il settore dei giocattoli è quello più colpito dalle contraffazioni, registrando secondo la relazione una perdita complessiva dell’8,7 % in tutta l’Ue, con percentuali a due cifre in più della metà degli Stati membri. Malta (16,2 %), Croazia (14,2 %), Cipro (14,1 %), Ungheria (13,7 %) e Slovenia (13,1 %) sono cinque Paesi in cui le vendite di giocattoli risentono particolarmente della contraffazione dei prodotti. Con 334 milioni di mancate vendite, la Germania è il paese più colpito dalla contraffazione dei giocattoli; il dato rappresenta un terzo di tutte le mancate vendite nell’Ue in tale settore.
L’industria dell’abbigliamento e delle calzature, il settore più ampio analizzato dallo studio in termini di vendite, registra una perdita del 5% circa in Europa, con alla testa Cipro (10,7 %), Irlanda (10,2 %), Lussemburgo (9,2 %), Lituania (9,1 %) ed Estonia (8,7 %).
Dei tre settori esaminati, quello dei cosmetici è stato quello meno penalizzato dai prodotti contraffatti: la relazione dell’Euipo ha rilevato perdite per i produttori di cosmetici autentici di poco inferiori al 5% rispetto alle vendite totali nell’Ue. L’industria cosmetica francese è quella più colpita in termini assoluti, con 800 milioni di euro di mancate vendite annuali. La relazione ha registrato le perdite più elevate in Bulgaria (8,7%), Cipro (7,9%), Romania (7,9%), Portogallo (7,7%) e Ungheria (7,6%). (AGI)
BRA