Confedercontribuenti: “garantire il diritto all’abitare del debitore esecutato senza colpa”

Confedercontribuenti: “garantire il diritto all’abitare del debitore esecutato senza colpa”

“Bisogna tutelare il creditore, cambiando subito l’art. 560 del codice di procedura civile, perché il diritto all’abitare è sacrosanto”. La richiesta ferma e decisa arriva dal presidente nazionale di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro

fonte: ufficio stampa Confedercontribuenti

“Il rilascio dell’immobile, da parte del debitore esecutato incolpevole e senza altri immobili di proprietà avvenga non appena le autorità preposte individuino una soluzione abitativa alternativa al fine di garantire il diritto all’abitare”! La proposta arriva dal presidente nazionale di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, che ancora una volta si schiera a difesa e tutela dei cittadini contribuenti che, in men che non si dica, da esecutati si trovano forzatamente a dover abbandonare la propria abitazione venduta all’asta, senza sapere dove poter andare ad alloggiare.
Un fenomeno che purtroppo accade ormai sovente in Italia e che mette sul lastrico intere famiglie che rischiano di non avere il tempo di trovare un adeguato luogo dove ripararsi, vivere e dormire.
Il presidente Finocchiaro spiega la sua presa di posizione con queste sue parole: “Le previsioni del Pnrr, approvate da quasi tutti in Parlamento, destano non poche preoccupazioni, alla luce della grave crisi economica che attraversa il nostro Paese, nella fase in cui la pandemia non è stata totalmente sconfitta e la crisi economica si è fatta più rilevante. Ecco che le soluzioni che vuole imporre la ‘eurocrazia’ non possono essere recepite cosi come suggerite per favorire l’erogazione dei fondi del Recovery.
Noi di Confedercontribuenti abbiamo già fatto una radicale proposta per la riforma del ‘marcio’ sistema delle aste. Ma oggi chiediamo un intervento radicale: in primis, il finanziamento della ‘legge salvacasa’ con un aumento del limite dei 250 mila euro, da portare a 400 mila euro. Questo consentirebbe intanto il non effettuarsi di molte aste e nel contempo altre due cose molto importanti e certamente non di poco conto: il creditore sarebbe pagato e l’esecutato salverebbe il proprio patrimonio.
A fronte di questa proposta chiediamo, appunto, la modifica dell’articolo 560 del codice di procedura civile, perché è necessario che tale norma preveda il rilascio dell’immobile, da parte dell’esecutato incolpevole e senza altri immobili di proprietà, non successivamente al trasferimento della proprietà all’aggiudicatario dell’asta, ma solo quando le autorità preposte individuino una soluzione abitativa alternativa, al fine di garantire il diritto all’abitare.
Con queste nostre proposte – aggiunge il presidente nazionale di Confedercontribuenti – tendiamo a dare una soluzione definitiva ad una questione, oggi fondata solo su un prolungamento dei tempi per restare nella casa messa all’asta e aggiudicata, senza intervenire in maniera definitiva sul problema.
Nel caso poi di assegnazione di un immobile all’esecutato, dovrà essere determinato un equo canone che remuneri fino al riscatto il prezzo dell’immobile definito dalle autorità competenti o da progetti specifici di social house.
Ovviamente – conclude Carmelo Finocchiaro – non possono trovare ascolto le linee guida previste dal Pnrr, che costituirebbero un triste precedente per creare una ulteriore fascia di nuovi poveri e stravolgere il diritto costituzionale all’abitare”.

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Vedi: Confedercontribuenti: “garantire il diritto all’abitare del debitore esecutato senza colpa”
Fonte: Da nazionale a turismo

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