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CONFEDERCONTRIBUENTI: IN TEMPO DI DEFLAZIONE I PREZZI AL CONSUMO AUMENTANO. MALGRADO SCENDONO QUELLI ALLA PRODUZIONE.

Roma, 12 agosto 2016 – Secondo le statistiche stiamo vivendo un periodo di deflazione ovvero una diminuzione dei prezzi ma la gente che frequenta quasi tutti i giorni  i supermercati, però, non sembrerebbe accorgersene

A  far variare i prezzi dovrebbero essere  soprattutto le materie prime ma nonostante il calo di queste ultime  la deflazione non si registra sugli scaffali.

 “Siamo davanti ai tipici paradossi italiani ovvero abbiamo un carrello della spesa sempre più caro, ma di contro la deflazione si registra con  effetti devastanti nelle campagne dove le quotazioni rispetto allo scorso anno sono praticamente dimezzate.  A  causa del calo dei prezzi riconosciuti ai produttori sia per i  raccolti che per gli allevamenti, che non coprono più neanche i costi di produzione o dell’alimentazione del bestiame, sembra che la deflazione interessa solo loro . La colpa è nella politica di filiera sbagliata ed ancora poca tutela del nostro made in Italy”– interviene Carmelo Finocchiaro presidente nazionale di Confedercontribuenti.

Per filiera si intende tutto il processo che porta alla realizzazione di un prodotto alimentare, dalla materia prima fino a ciò che arriva sulla tavola del consumatore.

“La filiera è composta da diversi soggetti dal produttore al consumatore finale. Purtroppo ultimamente vengono sempre più privilegiati produttori  stranieri.  Un ruolo importante lo dovrebbero svolgere i rappresentati di categoria, anche loro attori della filiera, che dovrebbero battersi  per difendere i produttori nazionali e  il prodotto made in Italy  garanzia sia per il produttore che per il consumatore finale,  ma ci rendiamo conto che probabilmente a loro forse importa solo incassare la tessera annuale e sedersi a tavolino tutti insieme allegramente alle spalle di chi lavora e lavora ma non ne trae benefici”- conclude Finocchiaro.

ITALIA NEL DISASTRO, ISTAT FOTOGRAFA LA POVERTÀ. CONFEDERCONTRIBUENTI, SERVE CAMBIARE PASSO

Roma, 14 luglio 2016 – L’Italia conta poco più di 60 milioni di abitanti di cui oltre il 7% dei residenti è in povertà assoluta cioè non dispone delle risorse necessarie per il primario sostentamento umano. La povertà assoluta ha afflitto soprattutto le famiglie con 4 componenti ossia 2 adulti con 2 figli.

 “Pare che sia dal 2005 che questa situazione vada avanti, non è il caso di prendere opportuni provvedimenti che non riguardano solo la pressione fiscale a danno delle imprese e delle famiglie?” – si chiede Carmelo Finocchiaro presidente nazionale di Confedercontribuenti.

Dalla fotografia dell’Istat è venuto fuori anche una forte povertà relativa ossia difficoltà di fruizione di determinati servizi in base all’ambito territoriale.  Siamo da sempre abituati a etichettare il mezzogiorno d’Italia come simbolo della povertà ma dall’ultima rilevazione pare che le cose stiamo cambiando, la povertà la sentono anche a Nord.

“A Nord le ditte che sono costrette a chiudere lasciano senza lavoro e certezze tante persone. Al sud sembrerebbe essere vissuta meglio la situazione perché abituati da sempre al precariato e alla mancanza di certezza economica. La sostanza non cambia però, l’Italia è una dal 1861 con diverse necessità e peculiarità, bisogna agire ed in fretta. Non possiamo rimanere apatici davanti a gente che pensa di risolvere il problema togliendosi la vita, davanti a gente che vuole lavorare mettendosi in proprio ma non può perché gli viene negato credito perché segnalato. Tutte le fasce di età hanno bisogno di lavorare. Con il lavoro si produce reddito, si comprano beni, servizi e si possono pagare anche tasse imposte e altro.  I sindacati in 10 anni avrebbero fatto molto per i loro portafogli e poco per quello degli italiani. È ora di cambiare rotta.” – conclude amareggiato Finocchiaro

IL DECRETO SALVA-BANCHE DIVENTA LEGGE, IL DISAPPUNTO DI CONFEDERCONTRIBUENTI

Roma, 29 giugno 2016 – Nonostante tutta la minoranza e parte della maggioranza abbia votato contro, con 287 voti favorevoli è stato approvato il cosiddetto decreto SALVA BANCHE pur essendo stato definito da chi lo ha votato  “a tutela di risparmiatori e imprese”.
“Noi non ci caschiamo. Siamo certi che oltre l’ 80% delle sofferenze bancarie non sono frutto dell’inadempienza delle imprese o famiglie, bensì come diciamo da tempo sarebbero crediti vantati da questi ultimi a causa di interessi superiori al tasso soglia di cui sono gravati mutui, finanziamenti e conti correnti. Pertanto non riesco a comprendere come l’on.le Sanga possa dichiarare che il decreto appena approvato che prevede anche l’istituzione del ‘patto non possessorio’ rappresenti una tutela per le imprese e i risparmiatori. A me pare invece che questo decreto sancisca definitivamente la fine di ogni tutela per i clienti delle banche. – dichiara contrariato il presidente nazionale di Confedercontribuenti Carmelo Finocchiaro – Come sempre non rimarremo spettatori di questo colpo allo Stato di Diritto ed adopereremo tutte le misure atte alla salvaguardia delle imprese e delle famiglie italiane”.

IL GOVERNO ANALIZZERA’ IL DOSSIER PRESENTATO DA CONFEDERCONTRIBUENTI: SODDISFATTI A META’, CONCORDI SUL FISCO MA DISTANTI SULLA QUESTIONE BANCHE.

Nell’incontro di questa sera a Palazzo Chigi la delegazione di Confedercontribuenti guidata dal Presidente Carmelo Finocchiaro è soddisfatta a metà anche se il governo analizzerà il dossier della Confedercontribuenti ponendo le basi per nuovi incontri tematici mirati.

Roma, 30 maggio 2016 – Nell’incontro di questa sera a Palazzo Chigi la delegazione di Confedercontribuenti guidata dal Presidente Nazionale Carmelo Finocchiaro (composta dai vice presidenti nazionali Alfredo Belluco, Alessandro Ciolfi e Bruno Viaggio; dall’avv. Marco Carollo dell’Ufficio legale Nazionale; Paolo De Carlo Confedercontribuenti – Ambulatorio Antiusura e Antiracket; Consolato Cinque e Enzo Pisano Confedercontribuenti – Imprese; Francesco Pugliese imprenditore)  pare soddisfatta a metà,  concordi sul fisco ma distanti sulla questione banche.

“Siamo nel complesso soddisfatti per essere stati ricevuti dal Governo che si è comunque reso disponibile ad analizzare il dossier da noi preparato. Sulle banche il Governo difende le sue riforme ma  noi abbiamo contestato che questo non risolve il problema dello sviluppo economico e resteranno solo le macerie delle PMI italiane se non si interviene.” – dichiara all’uscita di Palazzo Chigi il presidente Finocchiaro.

Le argomentazioni proposte spaziavano da problematiche di urbanistica ad Equitalia, fisco ed ingiusti fallimenti.

“Abbiamo percepito una rilevante apertura sulle nostre posizioni sul Fisco ed Equitalia. Abbiamo inoltre esposto la nostra volontà di aprire una inchiesta sui presunti ingiusti fallimenti del CIS di Nola a cui il Governo si è dimostrato molto attento” – continua Finocchiaro.

Non ci resta che attendere i primi risultati di questo importantissimo incontro che ha portato i reali problemi delle imprese e famiglie italiane sul tavolo del Governo.

CONFEDERCONTRIBUENTI, LUNEDI PROSSIMO INCONTRO CON IL GOVERNO PER DIRE BASTA A POLITICHE SOLO A FAVORE DELLE BANCHE E CHIEDERE UN PATTO FISCALE CHE RISOLVA I PROBLEMI CREATI DA EQUITALIA

Per evitare che il sistema Italia crolli del tutto, è necessario che il Governo, non vari norme che salvaguardino soltanto il sistema finanziario e bancario, lasciando le imprese in balia di sé stesse.  Confedercontribuenti a Palazzo Chigi per chiedere uno stop alle vessazioni del fisco, della burocrazia, del sistema bancario e alle promesse facili, che non portano risultati allo sviluppo del nostro Paese.

Roma, 25 maggio 2016 – Confedercontribuenti da anni è impegnata sul fronte della difesa delle imprese e delle famiglie italiane proponendo soluzioni legislative.

 “Il nostro intento è richiedere con celerità che il Governo crei le basi per far ripartire le imprese trovando le soluzioni che non tutelino solo le banche, come fatto sino ad ora. Sistema artefice in buona parte della crisi italiana. I recenti provvedimenti legislativi, purtroppo hanno favorito solo e soltanto quel sistema, che compra il denaro a costo zero dalla BCE e non lo utilizza per lo sviluppo del Paese. Al Governo chiederemo anche che bisogna cambiare il sistema delle riscossioni fiscali, per ridare la possibilità di poter pagare ai contribuenti, cambiando le norme che attraverso Equitalia hanno fatto diventare le cartelle esattoriali, esazioni usuraie e consentendo attraverso un patto fiscale fra Stato e contribuenti, un piano di rientro del debito tributario secondo le reali possibilità di ogni uno ed eliminando sanzioni e interessi. Bisogna evitare che altre imprese continuano a chiudere, o siano oggetto di fallimenti ingiusti e creare presupposti per cui nessuno sia lasciato fuori dal mercato del lavoro –  interviene Carmelo Finocchiaro Presidente Nazionale di Confedercontribuenti – Chiederemo una riforma seria e definitiva della Pubblica Amministrazione che elimini burocrazia e poteri a superburocrati pagati a suon di milioni di euro. Chiederemo al Governo una attenzione particolare al crescente fenomeno dell’usura criminale, alla lotta alla mafia e al rafforzamento delle forze di polizia, che evitino che i nuovi miliardi dei patti che si stanno sottoscrivendo per il Sud finiscano nelle mani della criminalità organizzata, perdendo una possibilità di sviluppo per le aree deboli del Paese. Insomma per noi sarà un incontro di sostanza e non una passerella da rivendicare fra le cose fatte. Dal Governo attendiamo risposte credibili e rapide. Perché al di là degli slogan l’Italia sta morendo”.