Scuola: messo a punto il piano per la ripartenza, ma è polemica

Scuola: messo a punto il piano per la ripartenza, ma è polemica

Di Vittorio Sangiorgi (Direttore del Quotidiano dei Contribuenti)


Continua a suscitare vibranti polemiche la spinosa questione del piano per la ripartenza delle scuole che, come noto, vede impegnati in prima linea il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina e il “super commissario” Domenico Arcuri. A riaccendere il dibattito pubblico e politico sono stati, soprattutto, un’ordinanza emessa dalla titolare del Miur e il bando per l’acquisto degli ormai celeberrimi banchi singoli.

Il provvedimento della discordia mira a risolvere il problema del vuoto delle cattedre (mancano all’appello oltre 85.000 docenti in vista del 14 settembre) prevedendo, tramite le nuove Graduatorie Provinciali per le Supplenze, che anche persone non ancora laureate  – ma iscritte al terzo, quarto o quinto anno di Scienze della Formazione Primaria – possano svolgere lezioni nelle scuole d’infanzia e nelle primarie. Le prime obiezioni somo arrivate dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, a cui si sono aggiunti gli attacchi delle opposizioni. Il Ministro Azzolina, dal canto suo, ha sminuito la “portata rivoluzionaria” di questa ordinanza: “Credo che questo Paese debba assolutamente dare la possibilità ai giovani di lavorare, se vanno all’estro ci lamentiamo, se restano a casa ci lamentiamo. Questi giovani lavoravano già, la Lombardia è una delle Regioni che ha più supplenze per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria. Non è una novità, noi lo abbiamo semplicemente messo all’interno di graduatorie”.

Al di là di queste affermazioni, e dell’assoluta necessità di immettere nel mondo del lavoro i nostri giovani, bisogna sottolineare che, con un provvedimento simile, si rischia di creare nuove forme di precariato e di aggravare, dunque, una situazione di per sè complessa. Un’altra criticità è legata alle difficoltà che gli insegnanti laureandi dovranno affrontare nelle loro supplenze. Il lungo periodo di chiusura delle scuole e l’isolamento domestico hanno avuto un peso emotivo davvero significativo per i più piccoli, ovvero per coloro che frequentano la materna o le elementari. La sensazione, dunque, è che sarebbe più opportuno farli guidare, nel complesso ritorno tra i banchi, da chi gode di maggiore esperienza. D’altra parte, tema rilevante di questi mesi, è stato proprio quello legato al piano di stabilizzazione dei docenti più esperti.

L’altra grande polemica, lo dicevamo in apertura, è relativa all’acquisto dei banchi singoli, indispensabili per garantire il distanziamento all’interno delle classi sebbene, poi, sia difficile garantirlo durante l’ingresso, l’uscita e la ricreazione.Il commissario Domenico Arcuri ha indetto una gara pubblica europea per l’acquisto di un massimo di 3 milioni di banchi che, secondo quanto riferito dal ministro, dovrebbero essere dotati di rotelle: “Al momento sono quelli che ci garantiranno maggiore distanziamento – ha spiegato – ma che in futuro permetteranno l’avvicinamento, cioè di avere una innovazione didattica che permette agli studenti di lavorare in gruppo”. A far discutere, in questo caso, è stato il costo presunto di un singolo banco (300 euro). Sulla questione è intervenuto anche il Codacons, intenzionato a presentare un esposto alla Corte dei Conti per chiarire “tutti gli aspetti dell’appalto al Miur” e perchè si ritiene assoultamente necessario “appurare se la spesa a carico della collettività sia congrua e proporzionata o se, al contrario, vi siano stati sperperi di fondi pubblici”. Dubbi sono stati espressi anche per le tempistiche individuate dal bando (dal 7 al 30 agosto) per la produzione materiale dei banchi, ritenute assolutamente insufficenti dalle associazioni di categoria.

Ancora una volta, insomma, emergono tante perplessità sul percorso individuato dal  governo per riapertura e la ripartenza delle scuole. L’augurio è che, entro la fatidica data del 14 settembre, si riesca trovare la strada maestra per garantire, a bambini e ragazzi, un sereno ritorno alla normalità scolastica.

 

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Fonte: Dal Quotidiano dei contribuenti
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