D. Presidente Finocchiaro, qual è oggi la principale emergenza per imprese e contribuenti?
R. La mancanza di fiducia. Troppe imprese lavorano in un contesto caratterizzato da incertezza normativa, pressione fiscale elevata e difficoltà di accesso al credito. L’imprenditore non chiede privilegi: chiede regole chiare, tempi certi e la possibilità di investire senza essere soffocato dalla burocrazia.
D. Il Governo parla di crescita economica. Le imprese la percepiscono?
R. Alcuni segnali positivi esistono e le previsioni indicano una moderata crescita del PIL italiano nei prossimi anni. Tuttavia, la realtà delle piccole e medie imprese è spesso diversa dalle statistiche. Molte aziende continuano a confrontarsi con costi elevati, difficoltà finanziarie e mercati sempre più competitivi.
D. Qual è la priorità assoluta sul fronte fiscale?
R. Una vera pace fiscale. Non una misura occasionale, ma uno strumento strutturale che permetta ai contribuenti onesti di regolarizzare la propria posizione e tornare a essere pienamente attivi nell’economia. Lo Stato deve recuperare il dovuto, ma senza distruggere famiglie, professionisti e imprese.
D. E sul credito?
R. Occorre rafforzare il ruolo dei Confidi e degli strumenti di garanzia. Molte imprese hanno progetti validi ma non riescono a trasformarli in investimenti perché il credito continua a essere difficile da ottenere. Il sistema bancario deve tornare a essere un alleato dello sviluppo.
D. L’intelligenza artificiale sta cambiando il mondo. Le PMI italiane sono pronte?
R. Alcune sì, molte altre no. L’innovazione non riguarda solo la tecnologia, ma anche la cultura d’impresa. Dobbiamo aiutare le PMI a utilizzare l’intelligenza artificiale, la digitalizzazione e i nuovi strumenti produttivi per aumentare competitività ed efficienza. L’innovazione non può essere riservata alle grandi aziende.
D. Che ruolo deve avere il Mezzogiorno?
R. Il Sud non deve essere considerato un problema da assistere, ma una risorsa da valorizzare. Infrastrutture, logistica, turismo, agroalimentare, energia e innovazione possono fare del Mezzogiorno una delle piattaforme economiche più dinamiche del Mediterraneo.
D. Un messaggio finale a imprenditori e contribuenti?
R. Non bisogna rassegnarsi. L’Italia cresce quando crescono le sue imprese, i professionisti, gli artigiani e i lavoratori. Serve una stagione nuova fondata su fiducia, libertà economica, giustizia fiscale e partecipazione. Solo così potremo costruire un Paese più forte e più equo.
La frase della settimana
«Non esiste sviluppo senza impresa, e non esiste impresa senza fiducia.»


