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Pollini: Meyer, portabandiera cultura nazionale e un esempio

Di
Lucia Cutrona
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26 Marzo 2024

“Ho molti ricordi del mio periodo da studente a Parigi, veniva sempre almeno due volte all’anno in un teatro che amavo molto a Champs Elysées. Non sapevo che ne sarei diventato direttore dopo. Poi naturalmente qui alla Scala ho avuto l’onore di organizzare i suoi ultimi concerti e l’ultimo il 13 febbraio scorso”. È il ricordo del Maestro Pollini, morto lo scorso 23 marzo, affidato alla stampa dal soprintendente della Scala, Dominique Meyer. Nel teatro è stata allestita la camera ardente. Quella di Pollini per Meyer è “un’eredità enorme: già far capire ai giovani che il mondo è vasto e che la cultura è vasta e globale e che non bisogna concentrarsi solamente su due o tre compositori” è stato importante.
“Lui è stato il portabandiera della cultura nazionale”, ha aggiunto Meyer, “tutti a Milano si ricordano che lui negli anni settanta andava a suonare nelle fabbriche, non è stato solamente un signore che indossava il frac per il pubblico abituale, lui portava l’emozione della musica altrove. Spero che questo esempio sia seguito da altri in futuro”. (AGI)