Manovra, Finocchiaro: «Basta promesse e decreti mai applicati. PMI e famiglie hanno bisogno di risposte adesso»

Di
Redazione
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28 Agosto 2026
Il presidente di Confedercontribuenti: «Il Governo indichi subito risorse, beneficiari e tempi di attuazione. Riduzione delle tasse, credito, costo dell’energia e sostegno ai redditi non possono restare annunci elettorali»

«La prossima manovra economica sarà ancora una volta un contenitore di promesse e pochi fatti per le piccole e medie imprese e per i cittadini con redditi medio-bassi? Assisteremo all’ennesima stagione di annunci elettorali, seguita da decreti attuativi tardivi, incompleti o mai emanati? Il Governo deve cambiare passo: il Paese non può più permettersi rinvii».

Lo afferma Carmelo Finocchiaro, presidente nazionale di Confedercontribuenti, intervenendo sulle prime proposte allo studio per la legge di Bilancio.

«Si parla di incentivi all’occupazione, riduzione delle tasse al ceto medio, detassazione degli straordinari e misure contro il caro energia. Sono obiettivi condivisibili, ma non basta inserirli nei titoli della manovra. Occorre indicare con chiarezza le risorse disponibili, la platea dei beneficiari, la data di entrata in vigore e le procedure necessarie per ottenere concretamente le agevolazioni».

Secondo Confedercontribuenti, negli ultimi anni troppe misure sono rimaste bloccate tra norme applicative, circolari interpretative, piattaforme informatiche e procedure burocratiche. Una distanza tra gli annunci e l’attuazione che penalizza soprattutto le imprese più piccole e le famiglie economicamente fragili, prive delle strutture necessarie per affrontare percorsi amministrativi complessi.

«Una misura che esiste soltanto sulla carta non produce occupazione, non riduce le bollette e non aumenta il reddito disponibile. Diventa esclusivamente uno strumento di propaganda. Per questo chiediamo che ogni provvedimento inserito nella manovra sia accompagnato da un cronoprogramma pubblico e da termini tassativi per l’emanazione dei decreti attuativi».

Ridurre realmente le tasse sui redditi medio-bassi

Per Finocchiaro, la riduzione della pressione fiscale deve interessare in modo concreto lavoratori, pensionati e famiglie con redditi medio-bassi, maggiormente colpiti dall’aumento dei prezzi e dal costo dei servizi essenziali.

«Il cosiddetto ceto medio è diventato progressivamente più povero. Non accede a molte misure assistenziali, ma non dispone più di un reddito sufficiente per affrontare serenamente mutui, affitti, energia, spese sanitarie e istruzione dei figli. Il taglio delle tasse deve essere strutturale, visibile nella busta paga e non compensato da nuovi aumenti o dalla riduzione dei servizi pubblici».

Per le PMI servono credito, liquidità e regole semplici

Le piccole e medie imprese chiedono interventi immediatamente utilizzabili: riduzione del costo del lavoro, accesso al credito, tempi certi nei pagamenti della Pubblica amministrazione, alleggerimento delle bollette energetiche e strumenti efficaci per ristrutturare i debiti fiscali.

«Non si possono annunciare incentivi che richiedono mesi di attesa, decine di adempimenti e anticipazioni finanziarie che molte aziende non sono più in grado di sostenere. Gli interventi devono essere semplici, automatici e accessibili anche alle microimprese, non soltanto alle aziende dotate di grandi strutture amministrative».

Confedercontribuenti chiede inoltre che il Parlamento possa verificare periodicamente lo stato di attuazione delle misure approvate, rendendo pubblici i fondi effettivamente utilizzati, le domande accolte e le eventuali risorse rimaste bloccate.

«Il Paese non ha bisogno di una manovra costruita per la campagna elettorale, ma di un provvedimento capace di restituire fiducia, sostenere i redditi e salvaguardare il tessuto produttivo. Il Governo apra un confronto vero con le associazioni rappresentative delle imprese e dei contribuenti. Basta rinvii: alle promesse devono seguire immediatamente i fatti», conclude Finocchiaro.