Libertà per Mauro Moretti? Una questione che divide

Di
Redazione
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28 Giugno 2026

L’ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Italiane, Mauro Moretti, è entrato in carcere dopo che la Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna a cinque anni di reclusione per la strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009, nella quale persero la vita 32 persone e oltre cento rimasero ferite.  

La vicenda continua a suscitare un forte dibattito pubblico. Da una parte vi sono i familiari delle vittime, che dopo diciassette anni di processi considerano la sentenza un approdo di verità e giustizia. Dall’altra vi sono coloro che ritengono Moretti un manager che ha pagato per responsabilità organizzative molto più ampie e che vedono nella sua condanna un precedente problematico per la responsabilità dei vertici aziendali.  

Moretti ha sempre sostenuto la propria innocenza e ha dichiarato di rispettare la decisione della magistratura pur considerandola ingiusta. Secondo le ricostruzioni giudiziarie, invece, la sua responsabilità è stata individuata nei sistemi di controllo, manutenzione e gestione del rischio che facevano capo alla struttura da lui guidata.  

Sostenere oggi “libertà per Moretti” è una posizione legittima sul piano politico e umano, ma occorre ricordare che si confronta con una sentenza definitiva della magistratura italiana, arrivata al termine di un lungo percorso processuale. La questione resta quindi aperta nel dibattito pubblico tra chi privilegia il principio della responsabilità manageriale e chi teme una sua eccessiva estensione.