La giustizia è a tempo?

I genitori di Renzi agli arresti domiciliari, mentre i grillini col voto online assolvono Salvini

di Lillo Venezia, dir.resp.

I genitori di Matteo Renzi vengono sottoposti agli arresti domiciliari per bancarotta fraudolenta ed per falsa fatturazione per quasi un milione di euro. Nello stesso giorno, sulla piattaforma Rosseau del M5S, si svolgeva la votazione online degli iscritti grillini per il processo o no al vicepremier Salvini, leader della Lega ed alleato di governo. Come è noto hannovinto i si per dire no al processo, evidenziando una grossa spaccatura tra gli iscritti votanti. Il Renzi, figlio, ha commentato l’arresto dei propri genitori, dicendo che è stato un capolavoro mediatico atto a nascondere ciò che avveniva con il voto online dei grillini, mentre Crozza, ironizzando, parlava di bravi hackers che hannosabotato la piattaforma, dirigendo la votazione a favore degli arresti domiciliari dei Renzi, in comtemporanea. Insomma una giustizia a tempo? Ad orologeria come diceva Berlusconi quando riceveva un avviso di garanzia in piena campagna elettorale? Ma l’Italia è un paese che è in perenne campagna elettorale, dove il governo di turno regolarmente nega l’accorpamento di scadenze elettorali di diverso grado (anche con il solo scopo di risparmio di spese elttorali). tant’è che dal 4 marzo del 2018, ad ora, la campagna elettorale è continuata per alcune elezioni regionali e per le prossime e vicine europee. La magistratura italiana quindi si nuove in un terreno non facile, con la responsabilità di coprire i vuoti della politica in termini di giustizia anche sociale, intervendo anche pesantemente sulle norme vigenti laddove la politica tarda o si muove lentamente o addirittura latita, come nei casi di abusivismo e di corruzione o di reati fiscali gravi contemplati dal codice penale e civile o addirittura dagli articoli della Costituzione. Come terzo potere dello Stato ha il dovere di vigilare sugli atti politici e sociali dello Stato, senza per questo sostitursi agli poteri dello Stato, rimanendo nei confini delle proprie prerogative. Detto ciò però ci sono anche comporatmenti di magistrati che vanno al dilà dei confini, determinando a volte situazioni di ingerenza o di invasione di campo in territori di non propria competenza. E così, non è così? la dinamica tra i poteri in questo momento in Italia, ma non solo in Italia, è molto forte ed anche per certi versi pericolosa. Così assistiamo, ad esempio, al fatto che il ministro Tria si oppone ad una richiesta del comune di Roma, a seguito di una sentenza della magistratura, di sgomberare il palazzo occupato abusivamente tantissimo tempo fà da Casapound, di proprietà del demanio pubblico, perchè non ritenuto dal ministro delle Finanze una procedura urgente e di utlità pubblica. Ovviamente Salvini, amico fraterno dei nazisti di Casapound tace, con il risultato che Casapound rimane ad occupare abusivamente il palazzo. Quindi, la magistratura ordina lo sgombero al comune, il comune gira l’ordinanza al ministero delle Finanze, proprietario del palazzo occupato, il quale si rifiuta. Un esempio di illegalità a cui la magistratura ha messo una pezza che però un membro del governo non vuole applicare, coprendo di fatto una illegalità. Ecco a cosa può portare una dinamica tra i poteri dello Stato, che vede in questo caso un potere, la magistratura, volere fare chiarezza su una illegalità, mentre un altro, il governo, rifiutarsi di sanare una illegalità. Ma così la giustizia non è uguale per tutti come si recita nei tribunali. Chi si sente forte, chi ha soldi, riesce ad usare la giustizia secondo i suoi piani e desideri, riuscendo anche a non farsi processare od ad allungare di molti anni i tempi del processo, soprattutto quelli civili. Personalemnte non credo ad una giustizia ad orologeria, ma sarebbe anche il caso che si facesse in modo di riformare veramenteil potere giudiziario, mantenedone però la prerogativa di assoluta indipendenza dagli alri poteri dello Stato.

Fonte: Editoriali di Quotidiano dei Contribuenti
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