Turismo, tracollano a maggio le spese degli stranieri in Italia

Bankitalia registra un calo dell’88%: effetto sul saldo della bilancia pagamenti

Continua l’effetto Covid-19 sull’andamento della spesa dei turisti stranieri in Italia. Anche il mese di maggio, i cui dati sono stati diffusi ieri, ha mostrato una drastica contrazione, sebbene in misura lievemente inferiore rispetto a quella misurata nel mese precedente. Lo evidenzia il rapporto sul turismo internazionale della Banca d’Italia.

I numeri non lasciano spazio a interpretazioni. A maggio, la bilancia dei pagamenti turistica ha registrato un esiguo avanzo di 87 milioni di euro, a fronte di un saldo positivo di 2,1 miliardi nello stesso mese dell’anno precedente. Le spese dei viaggiatori stranieri in Italia (482 milioni di euro) sono diminuite dell’87,9%; mentre quelle dei viaggiatori italiani all’estero (395 milioni) sono scese del 79,4 per cento. Nel periodo che va da marzo a maggio, la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia si è contratta dell’87,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e quella dei viaggiatori italiani all’estero è diminuita del 79 per cento.

A soffrire sono soprattutto le città d’arte. Un esempio per tutte: Firenze. Sempre ieri sono stati diffusi i numeri sul turismo nel capoluogo toscano ad agosto rilevati da un’indagine interna di «Firenze convention bureau», struttura che sta lavorando per rilanciare il settore del turismo congressuale e dare così una «spinta per la ripartenza dei flussi internazionali ad alto potenziale di spesa». Dall’indagine emerge «un crollo verticale» per gli arrivi internazionali, con punte del -70%, non compensato dal turismo domestico e di prossimità (francese, svizzero, tedesco) che pure mostra piccoli e incoraggianti segni di dinamismo, sia in quantità che in qualità. Sul fronte dell’offerta, solo il 40% degli hotel risulta aperto, con un’occupazione media per il mese di agosto del 24% e tariffe inferiori anche del 35% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A completare il quadro, le prospettive negative riferita al mese di settembre.

Riuscire a mettere in atto misure in grado di far ripartire il turismo italiano, un settore che con il proprio indotto genera il 13% del nostro Prodotto interno lordo (Pil), è oggi una priorità nazionale. Non più e non solo in ottica estiva, ormai i numeri della stagione sembrano irrimediabilmente compromessi, ma anche e soprattutto per i prossimi mesi: serve garantire alle città italiane una domanda di flussi turistici internazionali e locali più vicina a quella registrata negli anni passati.

L’offerta dovrà mettere al centro una strategia di sistema in grado di valorizzare la potenza attrattiva del Made in Italy e di far sentire al sicuro i viaggiatori, soprattutto quelli internazionali. Secondo i dati dell’ultimo osservatorio quindicinale Deloitte «State of the consumer tracker», tra i turisti prevalgono ancora paura e cautela: solo il 28% degli intervistati si sente sicuro di volare e poco più alta (41%) è la percentuale di chi si sente tranquillo a soggiornare in un hotel.

fonte il sole24

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