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QdC. Confedercontribuenti: “bene la rincorsa ai saldi!”

Di
Redazione
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8 Gennaio 2023

ROMA. Sono iniziati i saldi invernali in tuta Italia, la Sicilia li aveva anticipati al 02 gennaio.

«Il termine “saldi” indica la differenza tra le entrate e le uscite, nonché un “saldo” positivo o negativo; motivo per cui i saldi sono la merce che non è stata venduta in un negozio a fine stagione e la vendita stessa dell’invenduto».

La prima legge a introdurre le categorie di “vendite straordinarie” e “vendite di liquidazione” (entrambe definite come forme di vendita al pubblico con le quali un commerciante cerca di esitare in breve tempo tutte le proprie merci o gran parte di esse, presentando al pubblico la vendita come occasione particolarmente favorevole) fu emanata il 2 giugno 1939, in piena epoca fascista: come spiega dell’Istituto Bruno Leoni, la regolamentazione dei saldi nacque con l’idea di correggere, o perlomeno limitare, la “concorrenza selvaggia” tra i venditori.

I saldi, in particolare, facevano parte delle vendite straordinarie, durante le quali si mettevano in vendita “esclusivamente prodotti di carattere stagionale, articoli di moda ed in genere prodotti che siano comunque suscettibili di notevole deprezzamento se non vengono esitati durante una certa stagione o entro un breve periodo di tempo“. Le vendite promozionali, a differenza di quanto accade oggi nel nostro Paese, non avevano limitazioni di tempo, ma potevano essere attuate in qualunque periodo dell’anno (come avviene tutt’oggi negli Stati Uniti). Tuttavia, attuarle non era così semplice: il commerciante doveva seguire una trafila burocratica presentando domanda alla corporazione locale e attenendone l’approvazione.

Finocchiaro, presidente della Confedercontribuenti invita alla prudenza: “Le nostre imprese associate devono evitare gli inganni.  Sebbene la legge tenda ad eliminare forme di vendita che, facendo leva sulla credulità, impediscono un corretto sviluppo di una sana e leale concorrenza, base del nostro sistema economico, occorre che il contribuente sappia fare delle scelte oculate, tenendo presente che il venditore ha l’obbligo di dimostrare di aver effettivamente gli sconti sul prezzo iniziale”.

La legge del 1991 stabilì che i saldi si tenessero in tutta Italia dal 7 gennaio al 7 marzo e dal 10 luglio al 10 settembre. Nel 1998 la decisione venne posta nelle mani delle singole regioni, e da allora nulla è cambiato.

In questi giorni di Saldi in tutto il Paese, i primi segnali sono positivi: più gente nei negozi e più scontrini

Come sostengono le associazioni di categoria “a livello nazionale c’è un aumento del 6-7% del numero degli scontrini, in Lombardia si arriva all’8-9% mentre altre città performano meno ma con dati stabili”.

Tra i capi più venduti ci sono giubbotti, piumini, giacconi e altro abbigliamento invernale oltre alle calzature.

I contribuenti attenti al bilancio familiare, messo in crisi dalla recessione e dall’inflazione galoppante, cercano di tornare alla normalità tenendo conto della qualità e non solo il prezzo.

 

Così gira l’economia, spiega Finocchiaro, gli incassi servono a pagare i fornitori e a far sopravvivere le aziende, i commercianti e gli artigiani, in questo periodo economico difficile. Il comparto si aspetta molto dai saldi, lo scontrino media sarà tra i 30 e gli 80 euro. Bene avanti così!