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Consolato Cinque

Di Rosanna La Malfa

Sei il nostro Coordinatore nazionale: hai preso l’azienda di tuo padre, l’hai fatta crescere e trasmessa a tuo figlio. Quali sono i tuoi valori? Raccontaci un po’ di te.

Sono figlio di un vecchio commerciante, che aveva una piccola attività di commercio di pellami nel centro storico, che con dedizione curava ogni minimo dettaglio della sua attività, fondata nel 1949. Ricordo ancora l’odore della bottega e i sacrifici di mio padre.

Successivamente, arrivammo io ed i miei fratelli che abbiamo proseguito l’attività diventando un po’ alla volta un punto di riferimento per gli artigiani di pelletteria di tutta Napoli, curando la selezione delle merci, fidelizzando il Cliente che in noi trovava competenza, ampia offerta e soluzioni. Abbiamo trasformato una piccola bottega in un’area di 1700 mq di capannoni proponendoci anche come rivenditori di macchine per pelletteria. Adesso in azienda ci sono anche mio figlio e mio nipote: da generazione in generazione, con la visione di miglioramento continuo sempre in primo piano. I miei valori? Onestà, determinazione, lealtà, spirito di sacrificio, apertura al confronto.

Spesso si pensa che un’azienda a carattere famigliare sia minore rispetto ad un’azienda con un amministratore delegato. Io penso di no. Tu?

Negli Stati Uniti un’impresa che ha il carattere di azienda a conduzione familiare è un plus valore. Significa accortezza, impegno, riguardo affinché il cliente sia di casa. Credo, inoltre che nessuno possa fare gli interessi di un’azienda, meglio di un titolare, che per traslazione fa di tutto per i propri clienti. Ma dev’essere un titolare lungimirante, capace di tracciare una strada che porti lontano e non si ponga confini, con pianificazione e target definiti e chiari.

Ci sono stati ostacoli nella tua vita. Come li hai superati e superi ogni giorno?

Ci sono e ci saranno sempre. Ma se visti con occhi propositivi, si trasformeranno sempre in possibilità e opportunità di crescita. Personalmente li supero, con la convinzione e la testardaggine di chi conosce bene il proprio mestiere ed una forte dose di autostima che non significa arroganza, significa consapevolezza di me stesso. Per esempio mi metto in discussione ogni giorno: sono appassionato di tecnologia e tale passione mi è stata di grande aiuto per introdurre anche il commercio dei macchinari, che in azienda sono oggi tutti elettronici.

La vicenda del Cis di Nola quanto ti ha segnato nel piano umano e imprenditoriale? 

Mi ha segnato profondamente.

Ad un certo punto infatti la nostra impresa è caduta nella trappola di Punzo ed è stata dichiarata fallita.

Ostinati e volenterosi , non essendo un fallimento “commerciale” ma in cui era coinvolto solo il mancato pagamento del Leasing, abbiamo ritrovato la fiducia dei nostri clienti e fornitori. Stiamo rilanciando l’attività adesso suddividendola in due location: un negozio in Napoli a via Cirillo (culla del settore nel dettaglio) ed un capannone a Casandrino, diventato un punto strategico per l’ingresso pellami. Intorno vi sono tante fabbriche e rivenditori di accessori con cui abbiamo creato una rete di impresa importante. Se da un verso ci siamo ripresi, dall’altro ho imparato anche che è faticoso battersi quando ti scontri con certi poteri forti. Ci abbiamo provato anche con l’aiuto di Confedercontribuenti, che ho conosciuto in questa occasione e che ci ha messo la faccia. Ma non dispero. Ritengo sia meglio pensare subito al da farsi per il lavoro, e poi, come sto facendo, occuparmi anche di avere giustizia, sempre con il prezioso aiuto di Confedercontribuenti che mi è stata vicino sin dal primo momento.

Il tuo sogno personale e il tuo obiettivo professionale: raccontaci.

Ovviamente il mio sogno segreto è quello, come dicevo prima, di avere giustizia. L’obiettivo professionale, è quello di riportare l’impresa agli antichi splendori, per consegnarla sana e forte nelle mani di mio figlio e mio nipote, che in questo momento collaborano attivamente a questo scopo.

Sei un combattente, un guerriero, una persona perbene. Cosa farà sotto il tuo coordinamento, Confedercontribuenti Imprese?

Metterò la mia esperienza di numerosi anni di lavoro, al servizio di Confedercontribuentimprese per le imprese che richiederanno informazioni e aiuto sui vari problemi che si presentano nel corso di un’attività commerciale, con suggerimenti pratici da chi l’esperienza l’ha acquisita sul “campo”. Proposte fatte da una persona “comune” che certe situazioni  le conosce per averle vissute sulla propria pelle.

Ci interfacceremo con la politica e il governo in materia di leggi e tributi: attivi politicamente, faremo le nostre proposte per il diritto ad un’economia che non tartassi il contribuente, ma che sia equa e solidale con chi ogni mattina apre la saracinesca per portare avanti i propri interessi e quelli del nostro splendido paese.

Cercheremo di mettere in luce i disagi anche dei lavoratori, tutelando i loro interessi affinché la macchina impresa sia funzionale e funzionante.

Nessuno verrà lasciato solo con Confedercontribuenti.

Steve Jobs diceva “Andare a letto la notte sapendo che abbiamo fatto qualcosa di meraviglioso: questo è quello che mi interessa”. Non sono Jobs, ma ritengo che la squadra di Confedercontribuentimprese possa realizzare qualcosa di assolutamente straordinario. Siamo pronti.

Enzo Pisano

Di Rosanna La Malfa


Imprenditore nell’azienda di famiglia. La tua vita spesa per il lavoro. Raccontaci.

Il lavoro ė sempre stato una passione. Lavorando nel campo dell’abbigliamento, soprattutto femminile, la mia curiosità è stata sempre cercare di capire quali fossero i desideri delle donne, se le mode fossero dettate da un leader d’opinione, oppure fossero un desiderio indotto da diversi fattori sociali, storici, che all’improvviso scatenano la voglia di un determinato prodotto, il desiderio di un oggetto o di un abito. Ho iniziato a lavorare nel 1975 nell’azienda paterna, dove avendo le spalle coperte, giravo tutta l’Italia per portare a Napoli i prodotti piú particolari e innovativi.

L’Italia, la sua economia ed il Cis di Nola, difficoltà e rabbia. Raccontaci.

Nel 1986, mi sono trasferito al Cis di Nola, creando una nuova azienda. Gli anni dal 1978 al 1989, come diversi studi hanno analizzato, sono stati quelli in cui l’Italia ha raggiunto l’apice del benessere.

Io ho goduto di “questa improvvisa felicitá”, ed ero assalito dalla folla dei clienti, come la maggior parte dei commercianti del Cis. Ma già nel 1992, cominciai a notare il cambiamento che inesorabile avanzava.

La globalizzazione, per noi, dava i primi segnali. Se prima bastava recarsi a Prato o a Carpi per attirare clienti, adesso non era più cosí. Solo “creando” un prodotto alternativo, si riusciva ad entrare sul mercato. Pertanto producendo anche maglieria, invece di comprarmi la barca, comprai una Stoll, la macchina dei miei sogni, per produrre maglie innovative. Quando cominciò ad avanzare la concorrenza cinese, i migliori fornitori cominciarono ad avere problemi e anche le mie maglie cominciarono a non avere piú mercato.

Inoltre nel Cis, abbiamo avuto tanti problemi e il più grande è stato soprattutto la volontá di chi lo governava di portarlo al fallimento per appropriarsi di 100 mila mq. di aree gratis.  I miei problemi sono nati per un mutuo di cui ci avevano promesso la rinegoziazione, che ci hanno rifiutato la sera prima di andare in tribunale per fare la desistenza che ci avevano garantito.

Li ho voluti sfidare ed ho perso.


Come hai conosciuto Confedercontribuenti?

La situazione del Cis è stata devastante. Ho chiesto aiuto a tanti, ma solo un Uomo ha risposto alla mia richiesta di aiuto: Carmelo Finocchiaro, il Presidente di Confedercontribuenti.  Gli inviai un messaggio e il giorno dopo, mentre ero in attesa della funicolare di Mergellina, mi chiamò, gli dissi che era una cosa complicata e non dimenticherò mai la sua risposta: “A noi di Confedercontribuenti, piacciono le cose difficili”. Dopo solo una settimana portó me e Consolato Cinque dal sottosegretario De Vincentis per esporre la complicata vicenda del Cis di Nola. Una soddisfazione enorme.


Confedercontribuenti: combattere e non arrendersi. 
Credo che per le qualitá del suo Presidente, dell’uomo e per le istanze che rappresenta, nonché per le energie personali e professionali di tutta la squadra associativa italiana, Confedercontribuenti dovrebbe trasformarsi in un partito politico, nel senso teorico e pratico del termine cioè che si occupa del bene del cittadino. Oggi che sono svanite le ideologie, c’é bisogno di chi comprende i veri problemi della gente e se il governo che ci rappresenta é composto da tanti “bravi ragazzi”, che non hanno nessuna competenza specifica, tanto vale scendere direttamente in campo.
Sì, Confedercontribuenti è una realtà che combatte e non si arrende portando avanti obiettivi di giustizia: sono onorato di farne parte e di contribuire nel migliore dei modi possibili.

Napoli, l’Italia. Speranze e obiettivi per il futuro?

Il futuro di Napoli in particolar modo in questo momento, dá tanti segnali positivi, le presenze turistiche, che fino a 15 anni fa erano impensabili, fanno ben sperare. Purtroppo, la politica nazionale oggi é cosí avara di talenti; basta pensare che dopo il concorrente de “La ruota della fortuna”, oggi governano un ex steward ed un ex camicia verde urlatore.

Ma non voglio recriminare: voglio lanciare un messaggio di speranza.

Nonostante dure avversità con il Cis di Nola, le battaglie condotte che sfiancano, le giornate che corrono e l’economia che ha necessità di una risalita per il bene di famiglie ed imprese, sono orgoglioso di credere ancora che una soluzione esiste, che fare squadra, che impegnarsi, sia l’unico modo per risorgere come popolo, con la nostra identità geniale e creativa che ha contraddistinto da sempre il nostro Made in Italy nel mondo. Con energia ed entusiasmo risaliremo la china. Lo dico con la stessa forza che ho messo e metto nel mio lavoro e nella mia vita. Ci credo fermamente.

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