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DPCM misure sbagliate. Confedercontribuenti Imprese, isolare i violenti.

Non lasciare la piazza ai violenti, ma il Governo cambi subito le misure dell’ultimo DPCM e vari immediatamente il decreto ristoro, con misure efficaci e disponibilità finanziarie che arrivino immediatamente alle imprese, nonché vari la sospensione di tutti gli adempimenti tributari ed esattoriali oltre Dicembre e vari una  immediata moratoria dei debiti bancari, per almeno un anno. Chiediamo inoltre la sospensione immediata di tutte le aste e le procedure esecutive. Fate subito, è l’appello del Presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro al Governo e fate in modo che Ministri come Franceschini siano zittiti. Agli imprenditori lanciamo l’appello a non cedere le piazze ai violenti, che delegittimano i temi della giusta battaglia dei ristoratori e degli imprenditori in generale.

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L’industria alimentare ha retto l’urto della crisi, Sud meglio del Nord

Dinamico, robusto e resiliente di fronte alle difficoltà. È la foto del settore agroalimentare nazionale di fronte all’impatto della pandemia, che conferma non solo le sue strutturali doti anticicliche ma anche capacità di adattamento, come emerge da un rapporto redatto da Ismea sulle prospettive dell’industria alimentare italiana alle prese con l’emergenza legata alla diffusione del Coronavirus, che ha analizzato i bilanci di 6.400 imprese dell’alimentare Made in Italy, le prospettive sono incoraggianti.

Secondo i risultati dell’indagine, il 42% delle imprese agroalimentari italiane presenta caratteristiche tali da garantire una buona capacità di tenuta anche in situazioni di crisi shock come quella cui stiamo assistendo. A questo “nocciolo duro”, si affianca un’ampia area produttiva (36%) – definibile come “terra di mezzo” – con qualche problema di liquidità e/o esposizione debitoria che potrebbe degenerare per gli effetti dell’emergenza Covid-19. Più preoccupante la situazione del 21% del campione, “ventre molle” del sistema agroalimentare italiano, con un alto livello di vulnerabilità.

A livello settoriale, i comparti con una quota maggiore d’imprese “ad alta resistenza” sono l’industria molitoria (il 63% delle imprese ricade in questa categoria), il settore dei liquori (59%), della cioccolateria e del caffè e tè (entrambi attorno al 53%). All’opposto, il quadro peggiore si ha nei settori della birra e dell’olio di oliva dove, rispettivamente, il 38% e il 34% delle imprese si colloca nell’area più critica. A contribuire alla capacità di tenuta del sistema è anche la dimensione aziendale: più di un quarto delle imprese fino a 9 dipendenti presenta elementi di vulnerabilità (27%), percentuale che si riduce sensibilmente nelle imprese più grandi, scendendo al 9% in quelle con più di 250 addetti.

Altro segnale confortante viene dalla stima delle differenze nel grado di resistenza alle crisi a livello territoriale: nel Mezzogiorno l’area delle imprese maggiormente robuste è più ampia (45%), sia pur di poco, di quelle del Centro-Nord (42%). Interessante anche il dato sull’età media delle imprese del campione, che mostra un sistema agroalimentare basato sulla tradizione: in generale, le aziende analizzate hanno una storia di più di una generazione e sono state costituite mediamente da 26,5 anni. Di contro però, sono state le imprese sotto i 5 anni di vita a essere maggiormente interessate da un andamento positivo di fatturato: nonostante le dimensioni economiche ridotte, hanno incrementato i loro ricavi medi di oltre il 30 per cento.

Fonte: Agrisole

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Muore l’industria culturale italiana. Confedercontribuenti Imprese, serve un piano di sostegno straordinario

Muore l’industria culturale italiana, fatta da migliaia di imprese e una infinità di uomini e donne che vi lavorano. Dopo le misure anti covid prese con questo ultimo DPCM, il settore deve sospendere qualsiasi attività. Questo settore piu’ di tutti sta soffrendo la crisi derivante dalla pandemia ed è il comparto economico che che meno di tutti ha ricevuto i supporti governativi necessari alla sopravvivenza. Chiediamo al Governo, per questo settore un sostegno straordinario. Mai e poi mai il Paese piu’ bello del mondo deve abbandonare chi dell’arte, della cultura e della creatività ne ha fatto un lavoro, fonte di sviluppo economico e culturale. La presidenza nazionale di Confedercontribuenti,  fa appello al Ministro Franceschini affinchè lavori ad una svolta seria in sostegno delle imprese, degli artisti e di tutto il mondo degli operatori culturali del Paese.

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Verso il rinvio della scadenza del modello 770

Verso la proroga dell’invio del modello 770 del prossimo 2 novembre. «Tutte le verifiche del caso» sono in corso, al ministero dell’Economia, per poter procedere (all’interno di una cornice normativa «adeguata») ad un rinvio del modello 770, quello utilizzato dai sostituti d’imposta per effettuare la dichiarazione dei redditi. Parola del viceministro Antonio Misiani che, prendendo ieri parte al Festival del lavoro, organizzato dai consulenti del lavoro, ha auspicato di poter dare in merito «una risposta a stretto giro» su un punto che, nel quadro degli attuali oneri fiscali, consentirebbe maggiore sollievo a categorie di professionisti «sovraccariche di adempimenti e di lavoro», nel corso degli ultimi mesi; il numero due di via XX settembre, tuttavia, non ha nascosto che vi è «la necessità di costruire nel modo migliore la scelta» di far slittare il modello 770, dunque il dicastero è all’opera per individuare la strada più corretta, mentre è sotto attenzione del governo la chiusura del 2020 con un «calo del Pil molto, molto rilevante», stimato nella Nota di aggiornamento al documento di economia e finanza «al 9%», e «vedremo come andrà il quarto trimestre» dell’anno, ha proseguito Misiani.

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Garanzia sussidiaria Mediocredito

Al via la Sezione speciale del Fondo di garanzia a favore delle imprese e dei professionisti che hanno beneficiato delle misure previste dall’Art. 56 del DL Cura Italia: divieto di revoca per le aperture di credito a revoca e i prestiti a fronte di anticipi su crediti, proroga dei prestiti non rateali e sospensione delle rate relative a mutui e altri finanziamenti a rimborso rateale.

Sulle maggiori esposizioni derivanti da queste misure è possibile richiedere una garanzia sussidiaria del 33%, senza valutazione del merito di credito del soggetto beneficiario finale. L’intervento della Sezione riguarda le operazioni finanziarie che non sono già coperte dalla garanzia del Fondo.

Le domande di garanzia devono essere presentate dai soggetti richiedenti entro il 18 dicembre e, salvo proroga, saranno deliberate dal Fondo entro il 31 dello stesso mese, termine per la concessione degli aiuti ai sensi del “Quadro temporaneo”.