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Ieri il primo tax day dell’anno

Ieri è stato il giorno del Tax Day. Ovvero l’appuntamento che riguarda non solo le imprese, ma anche le famiglie per il versamento – slittato dal 16 sempre per lo stesso motivo della festività – del primo acconto delle imposte sugli immobili diversi dalla prima casa non di lusso: Imu e Tasi del 2019. Gli oltre 25 milioni di italiani proprietari di seconde case e immobili diversi dalle prime abitazioni non di lusso (escluse dalle imposte tranne le classi A1, A8 e A9) verseranno 10,2 miliardi nelle casse dei Comuni e anche dello Stato per gli immobili di categoria D come gli alberghi.

Il 16 dicembre poi bisognerà versare il saldo con il rischio che potrebbe essere più alto del previsto 50% – per un totale di 20,5 miliardi – per i proprietari residenti nei Comuni intenzionati ad aumentare le aliquote, ma che non hanno ancora approvato le delibere.

Commercianti, artigiani, industriali e lavoratori autonomi dovranno, invece, versare l’Iva – 9,8 miliardi – ed infine, si dovranno corrispondere le ritenute Irpef trattenute sui compensi dei lavoratori autonomi (935 milioni).