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Banche, da domani parte il sistema ammazza imprese. Confedercontribuenti fermare subito norma

Da domani parte una norma decisa dagli eurocrati dell’unione europea. Stop ai conti correnti in rosso da domani in banca, primo giorno di applicazione delle regole UE sulla gestione dei default delle imprese, sulle sofferenze e sugli sconfinamenti. I direttori di filiale non potranno più gestire i piccoli problemi di liquidità sia delle famiglie sia delle aziende. Tutto per via delle norme dell’Autorità bancaria europea, in vigore formalmente dal giorno 1 gennaio, ma che da domani esordiranno allo sportello. Un norma di una gravità inaudita denuncia il Presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, che mette a rischio migliaia di aziende, un danno irreversibile per le PMI.

E stop anche alle compensazioni tra linee di credito e durata del default raddoppiato, per la clientela, da tre a sei mesi.  Fino allo scorso 31 dicembre un debitore era considerato in stato di default se aveva pagamenti arretrati per più di 90 giorni in misura pari al 5% del suo debito. Adesso la percentuale cala significativamente fino all’1% secondo cui cambia il significato di “rilevanza” del pagamento arretrato, in relazione al quale entrano in gioco anche altre due soglie: 100 euro per le famiglie e 500 euro per le imprese. Non solo: oltre all’abbattimento delle soglie, le nuove regole europee non ammettono spazi di manovra per gli istituti di credito, mentre le “vecchie” regole consentivano alle stesse banche la possibilità di concedere, alla clientela, compensazioni tra linee di credito.

 Questa misura costituisce una punizione severa per il nostro Paese e arriva in un momento difficilissimo per la nostra economia, tra le più piegate dagli effetti della pandemia da Covid”.  Inoltre, dopo tre mesi di mancati pagamenti da soli 100 euro, viene imposto alla banca la segnalazione alla centrale rischi e di classificare tutta la sua esposizione come “crediti malati”. Chi ha il conto corrente “scoperto”, in sostanza, corre il rischio di risultare immediatamente “moroso” nei confronti di vari soggetti, dalle finanziarie all’Inps, dai dipendenti alle aziende cosiddette utility (energia, gas, acqua, telefono). Non solo: le stesse nuove norme dell’Eba stabiliscono che per un mancato pagamento superiore a 100 euro, protratto per tre mesi, il cliente venga classificato come cattivo pagatore, tutta la sua esposizione verso la banca sia classificata come non performing loan e sia inviata la segnalazione alla centrale rischi. Per quanto riguarda i conti correnti, le nuove regole dell’Eba impongono di bloccare i pagamenti con addebito diretto nel caso in cui il cliente (impresa o famiglia) non abbia adeguata disponibilità sul proprio deposito. La misura riguarda il pagamento di bollette, rate di mutui e finanziamenti, stipendi. In assenza di fondi sufficienti a “coprire” il pagamento, la banca lo blocca e cancella il relativo “Rid” (disposizioni automatiche di pagamento). Tutto questo vuol dire che il cliente della banca diventa “moroso” nei confronti del titolare del “Rid”. A noi di Confedercontribuenti non ci resta che urlare al Governo affinche’ blocchi e annulli questa scellerata scelta europea

Aiuti alle imprese Sarde per superare la crisi covid

Aiuti alle imprese Sarde per superare la crisi covid

 Cagliari, 27 dicembre 2020 – Il Presidente della Regione Christian Solinas nei giorni scorsi ha annunciato l’approvazione della delibera di Giunta che predispone nuove misure di accompagnamento delle aziende isolane per uscire dalla crisi causata dalla pandemia del Covid-19

“Nuovi fondi e strumenti finanziari per le imprese, un sostegno concreto e immediato per affrontare l’emergenza e rilanciare il sistema Sardegna”.

“Abbiamo attivato un fondo – spiega il Presidente – con una dotazione di 60 milioni di euro destinato alle grandi aziende alberghiere che hanno subito un calo significativo del loro fatturato durante questo periodo, con ripercussioni importanti anche dal punto di vista occupazionale. Questa misura, essendo alternativa al Fondo emergenza Imprese, consentirà di concentrare maggiormente il Fondo attivato tramite Bei a favore delle micro e piccole e medie imprese sarde. Soggetto attuatore sarà Sfirs”.

“Tenere in piedi e rinforzare la rete delle nostre imprese – evidenzia l’assessore al Bilancio Giuseppe Fasolino – è l’obiettivo del fondo da 10 milioni di euro, finalizzato ad accompagnare la crescita dimensionale delle aziende, le acquisizioni, fusioni e, opportunità molto rilevante, la rilocalizzazione in Sardegna di rami d’azienda che attualmente sono al di fuori dal nostro territorio”.

“Attraverso il rilancio dell’impresa vogliamo mantenere e incrementare le opportunità occupazionali. La priorità in questo momento – sottolinea l’assessore – è dare una risposta puntuale alle esigenze di liquidità e alla salvaguardia del capitale lavorativo. Per questo abbiamo destinato altri 8 milioni di euro a rinforzare il progetto Sardegna Fintech, che attraverso l’utilizzo di piattaforme digitali favorisce la raccolta di risorse finanziarie per le imprese sarde in modo complementare e alternativo a quello bancario”.

“Proprio attraverso il credito di filiera – chiarisce Fasolino – e l’occasione offerta dal Superbonus Nazionale, (l’agevolazione al 110% per le spese di efficienza energetica negli edifici), le risorse raccolte dalla Piattaforma digitale saranno utilizzate per erogare prestiti a consorzi stabili di imprese operanti in Sardegna che assicurino di realizzare in tempi certi gli interventi di efficientamento energetico che consentono di attivare il Superbonus. Il prestito erogato al raggruppamento di imprese sarde verrà restituito attraverso i crediti di imposta raccolti in pagamento dai privati che ristrutturano la casa”.

“Passo dopo passo – osserva l’assessore – arricchiamo un ampio corredo di strumenti che interviene a tutto campo: dal fondo Sardegna-BEI per il credito alla moratoria per i prestiti, fino alle garanzie per i prestiti regionali. La Regione è al fianco dell’Isola che produce per salvare e rendere più competitiva “l’impresa-Sardegna”.

 

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Source: Per le imprese
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Puglia: proroga al 15 Febbraio 2021 Bando Turismo e Cultura

Puglia: proroga al 15 Febbraio 2021 Bando Turismo e Cultura

La Giunta regionale ha prorogato al 15 febbraio 2021 il termine per la presentazione delle istanze a valere sugli avvisi “Custodiamo il Turismo in Puglia” e “Custodiamo la Cultura in Puglia”, che prevedono, in favore delle micro, piccole e medie imprese pugliesi, aiuti in forma di sovvenzione diretta, per un ammontare totale di 50 milioni di euro.

Gli aiuti sono concessi ai sensi del “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del Covid-19” (Temporary Framework), come recepito dal DL 34/2020. “Con questo bando gestito da Pugliapromozione, che debutta come organismo intermedio, l’Agenzia muove il primo passo per diventare la casa delle imprese turistiche e culturali in Puglia. In questo momento occorre sostenere coloro che hanno subìto i grandi contraccolpi della pandemia. Con la proroga al 15 febbraio 2021 del bando “Custodiamo la cultura e il turismo” sosterremo queste realtà imprenditoriali con 50 milioni di euro. Un sostegno che servirà anche a riprendere le azioni per valorizzare il marchio Puglia in Italia e nel mondo”. Così Massimo Bray, assessore alla Cultura e Turismo della Regione Puglia.

Le misure straordinarie di Aiuto, programmate dalla Regione Puglia e gestite da ARET Pugliapromozione in qualità di Organismo intermedio, hanno una dotazione finanziaria rispettivamente di 40 milioni di euro per PMI pugliesi del Turismo e di 10 milioni di euro per PMI pugliesi della Cultura, a valere sul POR Puglia 2014-2020. Sin dall’avvio delle misure, dal 5 ottobre a oggi, sono pervenute 649 istanze, di cui per il Turismo 445 istanze per un importo richiesto di euro 10.747.755 mentre per la Cultura 204 istanze per un importo di euro 3.433.103, per un volume finanziario totale di sovvenzioni richieste pari a euro 14.180.858,00.

Allo stato attuale vi sono, dunque, ancora risorse disponibili. Possono candidarsi quindi con nuove istanze sia le imprese che non avevano potuto partecipare che quelle risultate inammissibili nel precedente bando, ricorrendone i presupposti. Al fine di favorire una più ampia conoscenza delle modalità di partecipazione agli Avvisi Pugliapromozione ha altresì posto in essere una serie di azioni, affiancando all’informativa fornita con le risposte alle FAQ sul portale.

La proroga è in linea sia con la proroga del Recovery Fund dell’Unione Europea fino al 30 giugno 2021 che con le criticità che le imprese del settore del Turismo e della Cultura stanno ancora attraversando, causa gli effetti negativi diffusi della pandemia COVID-19 in atto.

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Source: Per le imprese
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Camere di commercio, diritti annuali dimezzati

Per il 2021 le imprese individuali (e quelle soggette a specifiche misure fisse o transitorie) dovranno pagare un diritto annuale alla Camera di commercio tra 44 e 100 euro. Le altre tipologie di impresa verseranno, invece, il tributo per l’iscrizione al Registro imprese in base a scaglioni di fatturato. E il totale dovrà essere sforbiciato del 50%. È quanto dispone una circolare dello Sviluppo economico, datata 22 dicembre 2020 (n. 286980), finalizzata a fissare gli importi che andranno pagati per il prossimo anno agli enti camerali di riferimento.

Per quanto riguarda il primo scaglione di imprese che versano in base al fatturato, questo è in misura fissa di 200 euro. Ma, a seguito del taglio del 50%, le imprese dovranno versare alla Cdc cento euro.

Imprese individuali. Nel caso degli importi fissi, qualora si sia di fronte a un tributo a più voci, l’arrotondamento sarà all’unità di euro, applicando un unico arrotondamento finale, per eccesso, se la frazione decimale è uguale o superiore a 50 centesimi. E, per difetto, negli altri casi, sull’intero importo dovuto dall’impresa (incluso quanto dovuto per le eventuali unità locali ubicate nella medesima provincia).

Altre attività. Chi paga in base ai ricavi dovrà applicare al fatturato 2020 aliquote stabilite con il decreto interministeriale 21 aprile 2011, mantenendo nella sequenza di calcolo 5 cifre decimali. A quel punto, gli importi che ricaveranno dovranno essere tagliati del 50% e poi arrotondati, una prima volta, alla seconda cifra decimale. E una seconda all’unità di euro: per eccesso, se la frazione decimale è uguale o superiore a 50 centesimi, e per difetto, in tutti altri casi.

fonte: italiaoggi.it

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Zootecnia, bando da 4 milioni in Molise Corsa contro il tempo per inviare l’istanza

Zootecnia, bando da 4 milioni in Molise Corsa contro il tempo per inviare l’istanza

È una importante boccata di ossigeno quella che giunge per le imprese zootecniche del Molise dal bando che eroga contributi una tantum per far fronte all’emergenza legata alla pandemia. Tre milioni per il settore bovino, un altro milione per quello ovicaprino, ovvero due pilastri dell’agricoltura regionale pesantemente penalizzati dall’impatto con il virus, in termini di costi fissi e mancanza di liquidità, in considerazione delle restrizioni e delle chiusure obbligatorie nell’ambito del commercio e della ristorazione.
Il contributo varia da un minimo di 2.500 ad un massimo di 7 mila euro per le aziende del settore bovino e bufalino, sia da carne che da latte, in ragione della dimensione della stalla e del numero di capi presenti e da 2 mila a 6 mila euro per il settore ovicaprino, anche qui sulla base del numero di capi posseduti.
“È il tetto massimo consentito dal regolamento comunitario – ha evidenziato l’assessore regionale all’agricoltura Nicola Cavaliere – ed essendo noi una regione tra le più virtuose in termini di utilizzo dei fondi Psr, è servito un lavoro di squadra attento”.
Il bando è dematerializzato e le istanze, entro la scadenza del prossimo 7 dicembre, vanno presentate con firma digitale. Le aziende pertanto devono rivolgersi ai Centri di assistenza agricola che acquisiranno le domande tramite il portale Sian. Entro il 31 dicembre, assicurano dalla Regione, sarà approvato l’elenco degli aventi diritto con immediata pubblicazione sul Bollettino ufficiale, così da permettere alle aziende di presentare subito la domanda di pagamento e comunque entro e non oltre il mese di febbraio del prossimo anno.

 

Fonte: Agrisole

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Source: Per le imprese
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Calabria, bando da 4 milioni per sostenere la tecnologia delle imprese

Calabria, bando da 4 milioni per sostenere la tecnologia delle imprese

Quattro milioni, equamente distribuiti nei due bandi del Psr riservati l’uno alle aziende agricole e l’altro a quelle di trasformazione e commercializzazione. Sono le risorse messe in campo dalla Regione Calabria per potenziare le dotazioni tecnologiche delle imprese operanti a vario titolo nel settore primario. Entrambi i bandi sono infatti finalizzati all’acquisto di macchinari, attrezzature o impianti con un sostegno che per le aziende agricole varia dal 45 al 55% dell’investimento a seconda della localizzazione (premialità più alta per quelle ubicate in aree montane o svantaggiate) e del 50% per le aziende di trasformazione, commercializzazione e sviluppo dei prodotti agricoli. L’entità del contributo viene innalzato rispetto al passato fino a 300 mila euro, ad eccezione degli investimenti effettuati dalle aziende di trasformazione o commercializzazione per prodotti finali che non sono agricoli, per le quali il contributo pubblico massimo è pari a 100 mila euro.
“Come già avvenuto per il bando della misura Covid – ha sottolineato l’assessore regionale all’agricoltura, Gianluca Gallo – abbiamo lavorato per favorire la massima sburocratizzazione e attivare procedure snelle. Tutto questo con lo scopo di agevolare realmente le aziende agroalimentari. Inoltre, l’iniziativa è stata pensata anche per dare la possibilità agli imprenditori di cumulare al contributo degli interventi in oggetto anche il credito di imposta, se prorogato oltre la fine di novembre, come pare”.
Nello specifico, tra le principali facilitazioni burocratiche adottate il fatto che, per la valutazione delle istanze, sia prevista l’applicazione dei soli criteri di selezione pertinenti alla natura dell’investimento. La documentazione necessaria alla comprova definitiva dei requisiti e delle indicazioni fornite in domanda sarà inoltre acquisita preliminarmente alla notifica della lettera di concessione, così da snellire l’avvio del progetto una volta sottoscritta la concessione stessa.
La dotazione finanziaria, è stato evidenziato, è in attesa di essere rimpinguata con le risorse del fondo di transizione 2020-2021. Le domande di sostegno vanno presentate entro il prossimo 20 dicembre, utilizzando la funzione on line messa a disposizione dall’Arcea – l’Agenzia della Regione Calabria per le erogazioni in agricoltura – sul portale Sian dedicato per il tramite di un centro autorizzato di assistenza agricola o di un professionista accreditato.

 

Fonte: Agrisole

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Source: Per le imprese
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Toscana, pubblicato il bando da 13,5 milioni per la promozione del vino all’estero

Toscana, pubblicato il bando da 13,5 milioni per la promozione del vino all’estero

E’ stato pubblicato oggi il bando della Regione Toscana da 13,5 milioni per la presentazione dei progetti di promozione del vino sui mercati extra-Ue per la campagna 2020-2021, che
definisce modalità operative e procedurali per la presentazione dei progetti e la loro valutazione. A partire da oggi, 9 novembre, e fino alle ore 13 del 30 novembre, i soggetti interessati che rispondono ai requisiti di ammissibilità definiti lo scorso 26 ottobre dalla giunta regionale, potranno presentare la richiesta di contributo tramite la piattaforma online dell’agenzia regionale Sviluppo Toscana SpA.

I progetti oggetto di finanziamento devono essere realizzati a decorrere dal prossimo aprile e devono concludersi entro il 31 agosto 2021 (se non viene richiesto l’anticipo), altrimenti entro il 31 dicembre 2021. L’importo del contributo pubblico è pari, al massimo, al 60% delle spese sostenute per realizzare il progetto. Il contributo minimo ammissibile, per ciascun progetto, non può essere inferiore a 60mila euro, qualora il progetto sia destinato ad un solo Paese terzo, e a 30mila euro per Paese terzo, qualora il progetto sia destinato a due o più Paesi. Il contributo massimo richiedibile per ciascun progetto non può superare 800mila euro a prescindere dall’importo totale del progetto presentato.

«Questo provvedimento consente di dare attuazione concreta ad un atto adottato recentemente dalla giunta, ed è rivolto alle imprese vitivinicole che hanno necessità di promuovere il loro prodotto all’estero – ha detto la vicepresidente e assessore regionale all’Agricoltura Stefania Saccardi – . A causa della pandemia da Covid-19, le imprese vivono una situazione di estrema difficoltà ma siamo consapevoli che il settore vitivinicolo è un settore di traino dell’agricoltura toscana e proprio per questo – ha aggiunto – gli abbiamo destinato risorse per oltre 29 milioni. Questo intervento, infatti, è stato preceduto da altri due provvedimenti, con i quali abbiamo finanziato la misura della ristrutturazione e riconversione dei vigneti, destinandole risorse pari a 10 milioni, e la misura degli investimenti in cantina, a cui sono stati destinati 6 milioni. Abbiamo così utilizzato – ha concluso – l’intero plafond messo a disposizione dall’Unione europea, per un importo complessivo di quasi 30 milioni di euro, attraverso azioni concrete che rafforzano il comparto e ne aumentano la competitività».

Queste le azioni ammissibili: azioni in materia di relazioni pubbliche, promozione e pubblicità, che mettano in rilievo gli elevati standard dei prodotti dell’Unione, in particolare in termini di qualità, sicurezza alimentare o ambiente; partecipazione a manifestazioni, fiere ed esposizioni di importanza internazionale; campagne di informazione, in particolare sui sistemi delle denominazioni di origine, delle indicazioni geografiche e della produzione biologica vigenti nell’Unione; studi per valutare i risultati delle azioni di informazione e promozione. La spesa per tale azione non deve superare il 3% dell’importo complessivo del progetto presentato, che devono essere realizzate in un Paese o mercato extra-Ue, ad esclusione delle attività di incoming che si devono svolgere sul territorio regionale.

I progetti saranno valutati da un Comitato regionale appositamente costituito, e, una volta completata l’istruttoria, verranno disposti in ordine di punteggio all’interno di una graduatoria, sulla base dei criteri di priorità definiti dalla Giunta, che tengono conto sia delle caratteristiche dei soggetti proponenti che dei progetti presentati. Entro il 20 gennaio 2021, la Regione Toscana provvederà ad inoltrare al ministero delle Politiche agricole la graduatoria provvisoria dei soggetti ammissibili, che verranno sottoposti ai controlli di rito da parte di Agea (tramite Agecontrol). Solo dopo aver superato questa fase, i proponenti potranno stipulare il contratto con Agea ed avviare l’attività di promozione a decorrere dal prossimo mese di aprile.

Al fine di garantire il pieno utilizzo delle risorse destinate alla Regione, la giunta ha inoltre stabilito che eventuali economie che si dovessero verificare su una o più delle misure attivate per la campagna 2020-2021 (ristrutturazione e riconversione dei vigneti, investimenti e promozione del vino sui mercati dei Paesi Terzi), siano destinate prioritariamente alla misura della ristrutturazione e riconversione dei vigneti e successivamente, in ordine, alla misura degli investimenti ed alla misura della promozione, in presenza di domande ammissibili ma non finanziate per carenza di risorse.

 

Fonte: Agrisole

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Source: Per le imprese
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Agroalimentare, 850 milioni per i cibi italiani. Confedercontribuenti, bene questa iniziativa.

Da una parte 600 milioni per ristoranti, mense, agriturismi e attività di catering. Dall’altra 250 milioni per le organizzazioni caritative che si occupano degli indigenti. In tutto 850 milioni destinati all’acquisto di prodotti agroalimentari italiani. «Per la prima volta si interviene in modo integrato dal campo alla tavola con un bonus Filiera Italia per l’acquisto di prodotti Made in Italy a sostegno della ristorazione che ha subito nel 2020 con l’emergenza Covid un taglio del fatturato del 48% che ha travolto a cascata anche l’industria alimentare e l’agricoltura italiana». Nell’ultima Gazzetta Ufficiale del decreto che fissa criteri e modalità di gestione del Fondo per la filiera della ristorazione.  In Gazzetta ufficiale è stato pubblicato anche il decreto del ministero delle Politiche Agricole, di concerto con il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che suddivide lo stanziamento dei fondi dedicati al programma di distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti. Il provvedimento ha tenuto conto delle necessità espresse dalle organizzazioni caritative a fronte dei 250,9 milioni di euro disponibili: 900 mila euro di residui sul Fondo 2020 e 250 milioni dalle risorse straordinarie del decreto Rilancio.  Con questa manovra si aiutano i nostri connazionali meno abbienti, dando una mano al contempo all’agricoltura e all’agroalimentare Made in Italy, la cui situazione di crisi si è aggravata ulteriormente con la chiusura dei bar, ristoranti, pizzerie».

Piemonte, eco incentivi per le MPMI

Piemonte, eco incentivi per le MPMI

Risorse in arrivo dalla Regione Piemonte per incentivare sempre di più la mobilità sostenibile e aiutare le aziende nel corso di un anno complicato. La misura ammonta a 5.063.289 euro da destinare al rinnovo del parco auto delle micro, piccole e medie imprese e 820.000 euro per i soggetti pubblici per gli stessi fini.

Il provvedimento vale per le aziende con una unità operativa nel territorio regionale sotto forma di contributi a fondo perduto cumulabili con gli incentivi statali per l’acquisto, anche sotto forma di leasing, di veicoli che rientrino nelle categoria elettrico, ibrido, combustibili alternativi o Euro 6D diesel.

All’interno della stessa misura, sono previsti anche sconti da 500 fino a 1000 euro sull’acquisto di biciclette a pedalata assistita e cargo elettriche a tre ruote. Grazie ad un protocollo d’intesa con le associazioni di categoria dei costruttori, inoltre, le imprese della Regione Piemonte potranno beneficiare anche di un ulteriore sconto sul prezzo di listino. Il bando completo – che resterà attivo fino al 30 novembre 2020

Fonte: Il Giornale delle PMI

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Source: Per le imprese
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Finanziamenti alle Pmi Lombarde che si adeguano ai protocolli sanitari

Finanziamenti alle Pmi Lombarde che si adeguano ai protocolli sanitari

Sviluppo, ristrutturazione e rilancio, liquidità: sono queste le finalità dei prodotti dell’area Finlombarda Corporate Banking pensati per sostenere le imprese lombarde nella fase della ripartenza.

La dote complessiva per i finanziamenti supera un miliardo di euro, in alcuni casi in compartecipazione con intermediari finanziari e investitori istituzionali. Si tratta delle iniziative Minibond ed Elite Basket Bond Lombardia, Syndicated loans, Turnaround financing, Più Credito alla Lombardia (che comprende Più Credito Liquidità e Più Credito Fornitori Lombardia), con le quali la finanziaria regionale è intervenuta con risorse proprie nel contesto dell’emergenza sanitaria ed economica da Covid-19 a sostegno del territorio. La platea di beneficiari delle misure è composta da imprese fino a 3 mila dipendenti (Pmi e midcap) per i prodotti che finanziano gli investimenti e da imprese di ogni dimensione per Più Credito Liquidità. Scendendo nel dettaglio, con l’iniziativa Minibond Finlombarda sottoscrive una quota del 40% (non oltre 5 milioni di euro) di minibond emessi dall’impresa beneficiaria con durata fino a 10 anni (preammortamento massimo 36 mesi) e importo fino a 35 milioni di euro.

Nel caso del programma Elite Basket Bond Lombardia, lanciato con Cdp insieme a Banca Finint e rivolto a imprese ad alto potenziale di crescita in Italia e all’estero aderenti a Elite (Gruppo London Stock Exchange), Finlombarda e Cdp sottoscrivono ciascuna il 50% dei prestiti obbligazionari emessi dalle imprese. Nell’ambito dell’iniziativa Syndicated loans, la società finanziaria regionale partecipa con una propria quota (fino a 15 milioni di euro) a finanziamenti di medio – lungo termine in pool originati da uno o più intermediari finanziari e che possono essere assistiti dalle garanzie di Sace e Mediocredito Centrale.

I beneficiari dell’iniziativa Turnaround financing sono le imprese con un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato (art. 182 bis Legge Fallimentare) o un concordato in continuità omologato (art. 186 bis Legge Fallimentare).

La finalità dell’iniziativa è sostenerne il rilancio e la ristrutturazione con finanziamenti agevolati da una garanzia regionale gratuita, di importo tra 500mila e 2 milioni di euro, durata fino a 48 mesi. Con Più Credito Liquidità, aperto al convenzionamento di banche e Confidi, Finlombarda sostiene l’esigenza di liquidità con finanziamenti di durata fino a 72 mesi (massimo due anni di preammortamento), importo massimo di 15 milioni di euro e non oltre il 25% del fatturato dell’impresa. Più Credito Fornitori Lombardia prevede finanziamenti fino a 5 milioni di euro, durata massima 18 mesi (meno un giorno) a imprese che sono fornitrici di Regione Lombardia. I finanziamenti sono destinati per almeno il 50% al pagamento di debiti commerciali verso i propri fornitori, per il resto al capitale circolante.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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Source: Per le imprese
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