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Finocchiaro (pres. Confedercontribuenti): basta elemosine alle imprese.

A fronte di una perdita di fatturato d 423 miliardi, gli operatori economici colpiti dalla crisi hanno ottenuto finora ristori per 29 miliardi, appena il 7% delle perdite subite “Sebbene in termini assoluti la somma sia certamente importante, i 29 miliardi di euro di aiuti diretti erogati fino ad ora dal governo alle attività economiche coinvolte dalla crisi pandemica sono stati del tutto insufficienti a lenire le difficoltà degli imprenditori”. I dati dimostrano quanto siano insufficienti gli interventi del Governo. A dichiararlo il presidente nazionale Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, che denuncia come il Ministro delle Finanze, uomo modesto e semplice ragioniere dei conti pubblici, si limiti a indicare misure insufficienti e a non dare soluzioni definitive per rinviare cartelle e scadenze fiscali. Interi settori sono stati abbandonati e allora se si ricostruirà un nuovo Governo e una nuova maggioranza, serve avere al comando uomini capaci di comprendere i problemi che sta vivendo il Paese e Gualtieri sia il primo ad essere cambiato, non usa mezze misure il presidente di Confedercontribuenti, che aggiunge, un Conte Ter, non sia la fotocopia della mediocrità che fin qui ha distinto le versioni precedenti dei Governi presieduti dallo stesso.

 

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Finocchiaro (pres. Confedercontribuenti): Fermatevi, non ammazzate le imprese e i contribuenti.

Quasi uno per ogni italiano, anche se ovviamente fare la media ha poco senso. Sono 50 milioni, tra cartelle, accertamenti e lettere di compliance, gli atti che saranno inviati ai contribuenti dalle agenzie fiscali da inizio 2021, con la fine del blocco deciso causa emergenza Covid. Di fronte alla crisi economica che vivono le famiglie e le imprese è un atto immorale non fermare ancora la riscossione delle imposte dandogli una soluzione compatibile, a dirlo e’ il presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, che giudica Gualtieri un Ministro senza sensibilità e capacità di comprendere il popolo italiano. Vada a casa questo insensibile uomo che vuole la morte delle imprese italiane, dichiara senza mezzi termini il presidente di Confedercontribuenti. Adesso si blocchi la riscossione e si cerchi una soluzione credibile. Altrimenti Conti e company risponderanno al popolo che soffre. 

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L’industria alimentare ha retto l’urto della crisi, Sud meglio del Nord

Dinamico, robusto e resiliente di fronte alle difficoltà. È la foto del settore agroalimentare nazionale di fronte all’impatto della pandemia, che conferma non solo le sue strutturali doti anticicliche ma anche capacità di adattamento, come emerge da un rapporto redatto da Ismea sulle prospettive dell’industria alimentare italiana alle prese con l’emergenza legata alla diffusione del Coronavirus, che ha analizzato i bilanci di 6.400 imprese dell’alimentare Made in Italy, le prospettive sono incoraggianti.

Secondo i risultati dell’indagine, il 42% delle imprese agroalimentari italiane presenta caratteristiche tali da garantire una buona capacità di tenuta anche in situazioni di crisi shock come quella cui stiamo assistendo. A questo “nocciolo duro”, si affianca un’ampia area produttiva (36%) – definibile come “terra di mezzo” – con qualche problema di liquidità e/o esposizione debitoria che potrebbe degenerare per gli effetti dell’emergenza Covid-19. Più preoccupante la situazione del 21% del campione, “ventre molle” del sistema agroalimentare italiano, con un alto livello di vulnerabilità.

A livello settoriale, i comparti con una quota maggiore d’imprese “ad alta resistenza” sono l’industria molitoria (il 63% delle imprese ricade in questa categoria), il settore dei liquori (59%), della cioccolateria e del caffè e tè (entrambi attorno al 53%). All’opposto, il quadro peggiore si ha nei settori della birra e dell’olio di oliva dove, rispettivamente, il 38% e il 34% delle imprese si colloca nell’area più critica. A contribuire alla capacità di tenuta del sistema è anche la dimensione aziendale: più di un quarto delle imprese fino a 9 dipendenti presenta elementi di vulnerabilità (27%), percentuale che si riduce sensibilmente nelle imprese più grandi, scendendo al 9% in quelle con più di 250 addetti.

Altro segnale confortante viene dalla stima delle differenze nel grado di resistenza alle crisi a livello territoriale: nel Mezzogiorno l’area delle imprese maggiormente robuste è più ampia (45%), sia pur di poco, di quelle del Centro-Nord (42%). Interessante anche il dato sull’età media delle imprese del campione, che mostra un sistema agroalimentare basato sulla tradizione: in generale, le aziende analizzate hanno una storia di più di una generazione e sono state costituite mediamente da 26,5 anni. Di contro però, sono state le imprese sotto i 5 anni di vita a essere maggiormente interessate da un andamento positivo di fatturato: nonostante le dimensioni economiche ridotte, hanno incrementato i loro ricavi medi di oltre il 30 per cento.

Fonte: Agrisole

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Muore l’industria culturale italiana. Confedercontribuenti Imprese, serve un piano di sostegno straordinario

Muore l’industria culturale italiana, fatta da migliaia di imprese e una infinità di uomini e donne che vi lavorano. Dopo le misure anti covid prese con questo ultimo DPCM, il settore deve sospendere qualsiasi attività. Questo settore piu’ di tutti sta soffrendo la crisi derivante dalla pandemia ed è il comparto economico che che meno di tutti ha ricevuto i supporti governativi necessari alla sopravvivenza. Chiediamo al Governo, per questo settore un sostegno straordinario. Mai e poi mai il Paese piu’ bello del mondo deve abbandonare chi dell’arte, della cultura e della creatività ne ha fatto un lavoro, fonte di sviluppo economico e culturale. La presidenza nazionale di Confedercontribuenti,  fa appello al Ministro Franceschini affinchè lavori ad una svolta seria in sostegno delle imprese, degli artisti e di tutto il mondo degli operatori culturali del Paese.

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Verso il rinvio della scadenza del modello 770

Verso la proroga dell’invio del modello 770 del prossimo 2 novembre. «Tutte le verifiche del caso» sono in corso, al ministero dell’Economia, per poter procedere (all’interno di una cornice normativa «adeguata») ad un rinvio del modello 770, quello utilizzato dai sostituti d’imposta per effettuare la dichiarazione dei redditi. Parola del viceministro Antonio Misiani che, prendendo ieri parte al Festival del lavoro, organizzato dai consulenti del lavoro, ha auspicato di poter dare in merito «una risposta a stretto giro» su un punto che, nel quadro degli attuali oneri fiscali, consentirebbe maggiore sollievo a categorie di professionisti «sovraccariche di adempimenti e di lavoro», nel corso degli ultimi mesi; il numero due di via XX settembre, tuttavia, non ha nascosto che vi è «la necessità di costruire nel modo migliore la scelta» di far slittare il modello 770, dunque il dicastero è all’opera per individuare la strada più corretta, mentre è sotto attenzione del governo la chiusura del 2020 con un «calo del Pil molto, molto rilevante», stimato nella Nota di aggiornamento al documento di economia e finanza «al 9%», e «vedremo come andrà il quarto trimestre» dell’anno, ha proseguito Misiani.

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Confedercontribuenti Imprese: due miliardi sostegno da fame. 235.000 imprese rischio fallimento

I due miliardi promessi  dal Governo a sostegno delle 235.000 imprese dei settori (ristorazione, piscine, palestre, cinema, teatri, sport) che nel nuovo DPCM dovranno o chiudere o ridimensionare l’attività, se confermati, costituiscono una elemosina inutile che non mette al riparo dal fallimento a tante di esse. A dichiararlo il Presidente Nazionale di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, che invita il Governo a prevedere misure serie e decisive, con immediata iniezione di liquidità, varo di un cospicuo fondo perduto,  la sospensione di tutti gli adempimenti sia fiscali che nei rapporti con le banche. Questo lo pretendiamo subito, insieme al varo del nuovo DPCM. Basta promesse e chiacchiere, conclude Finocchiaro, la situazione e drammatica e le scelte del Governo, possono costituire un serio problema per la continuità delle aziende italiane e per i tanti lavoratori impiegati.

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Finocchiaro (pres. Confedercontribuenti): Bene stop pignoramenti e subito pagamenti della P.A. Senza la “forca” dell’ex equitalia.

L’esigenza di far affluire soldi nei canali  delle imprese italiane alle prese con il Coronavirus può mettere nel cassetto l’esame di fedeltà fiscale che gli enti pubblici devono effettuare sui propri fornitori prima di pagare le fatture sopra i 5mila euro. La mossa rappresenta uno degli snodi centrali del decreto, perché si muove a cavallo fra i due principali temi guida delle nuove misure, fisco e sanità. E completa il pacchetto di interventi per alleggerire gli obblighi fiscali di chi è in debito con l’Erario. Tra le sospensioni in arrivo, infatti, si lavora a quella per evitare i pignoramenti presso terzi così da evitare almeno per i prossimi due mesi che la ex Equitalia possa mettere le mani su conti correnti o su quinti degli stipendi. Speriamo di trovare davvero queste norme nel decreto, afferma il Presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro,insieme allo sblocco reale dei crediti e lo stop ai pignoramenti,

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IL VICE MINISTRO ENRICO MORANDO A CATANIA CON IL PRESIDENTE DI CONFEDERCONTRIBUENTI

Il vice ministro Enrico Morando in visita nell’ hub più importante del sud Italia accompagnato dal Presidente nazionale di Confedercontribuenti Carmelo Finocchiaro.

Roma, 6 maggio 2017 – Puntuale e rispettando il più possibile il programma, si è svolta la giornata catanese del vice ministro all’economica Enrico Morando in compagnia del presidente nazionale di Confedercontribuenti Carmelo Finocchiaro.  Il primo appuntamento con il Questore di Catania dott. Giuseppe Gualtieri durante il quale si è sottolineato il lavoro importante svolto e puntando ancora di più a valorizzare il settore dell’antiracket e antiusura.

Importante anche l’appuntamento con i vertici di Banca Base,  un istituto di credito nato dall’imprenditoria catanese nel 2007, in attesa di ricapitalizzazione al fine di ritornare sul mercato a supporto delle aziende.

L’incontro con i vertici dell’Agenzia delle Entrate si è incentrato sui ritardi e mancati rimborsi ai contribuenti nonché alcuni problemi legati alla riscossione.

Prima della pausa pranzo,  a Palazzo degli Elefanti, il vice ministro ha incontrato il sindaco della città etnea Enzo Bianco durante il quale si è parlato dell’importanza economica della Sicilia nel cuore del Mediterraneo e la necessità di continuare gli investimenti e progettazione mirata.

“Stiamo creando le condizioni giuste per crescere e se oggi la Sicilia,  sta ottenendo grandi riscontri nel settore del turismo per esempio,  è proprio grazie a quello che si è fatto negli ultimi tempi sia a livello nazionale sia a livello locale” – ha dichiarato il vice ministro all’economia Morando.

Confedercontribuenti è una organizzazione nazionale che da anni conosce e si occupa della realtà italiana con proposte e iniziative  a fianco ai contribuenti (imprese e famiglie) e non poteva mancare il supporto del presidente nazionale Carmelo Finocchiaro  durante questo appuntamento nella città etnea: “Sono onorato e soddisfatto di aver accompagnato il vice ministro nelle realtà pulsanti della città che non termina con il suo rientro a Roma ma è solo l’inizio di una collaborazione e sinergia per lo sviluppo del Paese”.

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STRAGE A NIZZA, CONFEDERCONTRIBUENTI DICE BASTA A SANGUE INNOCENTE

Roma, 15 luglio 2016 – Chi già ieri sera chi questa mattina, si è appreso dell’ennesima strage degli innocenti avvenuta in Europa, questa volta a Nizza, proprio durante il momento clou dei festeggiamenti nel ricordo della libertà francese.

Un camion frigorifero ha percorso un tratto di 2 km, a zig zag, alla velocità di 80 km/h facendo “centro” contro bersagli umani la cui unica colpa era di essere lì a festeggiare la libertà.

Il Presidente nazionale di Confedercontribuenti Carmelo Finocchiaro questa mattina ha commentato tale barbaria: “Terribile!”.

Terribile ed inspiegabili tali comportamenti.

La Francia che è stata bersaglio simbolico di altri attentati, in stato di emergenza sino al 26 luglio. Ora prorogato di altri 3 mesi.

“In cosa consiste il ‘piano di emergenza francese’? Evidentemente ci sarebbero delle falle i cui errori però li pagano vittime innocenti. Ora più che mai è necessaria una forte azione di tutta l’Europa. Basta versare sangue innocente! Da Bruxelles a Strasburgo è ora che si mettano a lavorare sul serio per una Europa dove regni realmente la libertà di poter lavorare, di poter studiare…di poter vivere” – conclude Finocchiaro.

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IL DECRETO SALVA-BANCHE DIVENTA LEGGE, IL DISAPPUNTO DI CONFEDERCONTRIBUENTI

Roma, 29 giugno 2016 – Nonostante tutta la minoranza e parte della maggioranza abbia votato contro, con 287 voti favorevoli è stato approvato il cosiddetto decreto SALVA BANCHE pur essendo stato definito da chi lo ha votato  “a tutela di risparmiatori e imprese”.
“Noi non ci caschiamo. Siamo certi che oltre l’ 80% delle sofferenze bancarie non sono frutto dell’inadempienza delle imprese o famiglie, bensì come diciamo da tempo sarebbero crediti vantati da questi ultimi a causa di interessi superiori al tasso soglia di cui sono gravati mutui, finanziamenti e conti correnti. Pertanto non riesco a comprendere come l’on.le Sanga possa dichiarare che il decreto appena approvato che prevede anche l’istituzione del ‘patto non possessorio’ rappresenti una tutela per le imprese e i risparmiatori. A me pare invece che questo decreto sancisca definitivamente la fine di ogni tutela per i clienti delle banche. – dichiara contrariato il presidente nazionale di Confedercontribuenti Carmelo Finocchiaro – Come sempre non rimarremo spettatori di questo colpo allo Stato di Diritto ed adopereremo tutte le misure atte alla salvaguardia delle imprese e delle famiglie italiane”.