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Decreto Agosto. Pericolo riscossione. Fermatevi.

16 Agosto 2020

Verrà pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale il cosiddetto Decreto Agosto, nuovo provvedimento del Governo con cui si intende dare attuazione a tutta una serie di misure a sostegno di famiglie ed imprese ancora fortemente provate dalla crisi economica che ha duramente colpito il nostro Paese a causa della Pandemia globale da Covid-19.

L’articolo 154 del Decreto, però, così come formulato, rischia di creare una enorme disparità di trattamento tra i contribuenti ed in particolare tra chi è stato dichiarato decaduto dalla rottamazione, che potrà agevolmente tornare in bonis, e chi è stato dichiarato decaduto da una semplice rateizzazione che dovrà, invece, pagare le insolvenze in un’unica soluzione per evitare il pignoramento o, ancor peggio, la dichiarazione di fallimento.

Il Presidente nazionale di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, non ci sta, ed ha deciso di segnalare l’incongruenza normativa con una lettera destinata al Vice Ministro dell’economia, Laura Castelli, che di seguito riportiamo integralmente.

“Le scriviamo per sottolineare le nostre profonde preoccupazioni rispetto al decreto “Agosto” dove ci aspettavamo una svolta profonda rispetto alla questione tributaria in merito al rientro del debito verso l’erario da parte delle imprese e dei contribuenti.

Purtroppo, a nostro modo di vedere, è prevalso un ragionamento strettamente contabile senza cogliere le criticitàche il Paese sta vivendo. Pensare che di fronte al calo del PIL del 12%, si possa pensare che al 15 di Ottobre le imprese possano affrontare quella marea di cartelle esattoriali che saranno inviate (oltre 8.000.000 milioni), per essere pagate entro sessanta giorni, diventa davvero impossibile. Tale previsione normativa non aiuterà l’erario alla giusta riscossione, specie per chi decaduto dalle rateizzazioni e dalle rottamazioni, impossibilitato a pagare nelle modalità precedentemente previste, dovrà aspettarsi pignoramenti ed azioni esecutive.

Come Confedercontribuenti vogliamo sottolineare e ringraziarLa sentitamente per la sensibilità mostrata verso queste tematiche verso contribuenti italiani che versano oggi in gravi difficoltà causa Covid e già provati da una situazione finanziaria che prima del virus era già in profonda crisi economica. Ecco perchè oggi contiamo su una Sua decisa presa di posizione, al fine di emendare il decreto stesso in sede di conversione.

In seguito ai numerosi dinieghi di rateazione che l’agenzia dell’entrate riscossione sta inviando in questi ultimi giorni a molti contribuenti per segnalarLe che l’articolo 154 del decreto rilancio così come è scritto crea un’ enorme disparità di trattamento fra i contribuenti stessi:

 chi è decaduto dalla rottamazione può tornare in bonis e chi è decaduto da una semplice rateizzazione deve pagare tutte le rate scadute in unica soluzione per tornare in bonis, impossibile per gran parte degli imprenditori e famiglie che pur volendo pagare le tasse sarebbero costrette a chiudere, non avendo guadagnato nulla da fine febbraio in poi.

Probabilmente al legislatore è sfuggito di integrare la norma ma va posto rimedio alla svelta altrimenti il 15 ottobre ( quando inizieranno nuovamente le azioni di recupero) ci saranno migliaia di contribuenti pignorati o falliti.

Potrebbe essere utile anche una semplice circolare chiarificatrice da inviare all’agenzia delle entrate che al momento sta applicando la norma alla lettera senza concedere rateizzazioni ai decaduti( e già sta inviando le lettere di preavviso ).

 Con la speranza che si possa porre rimedio ad una grave ingiustizia , confidiamo nel suo operato , pronti a ringraziarla pubblicamente per quanto farà .

Certi della sua attenzione e sensibilità”.

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Finocchiaro (pres. Confedercontribuenti): Bene stop pignoramenti e subito pagamenti della P.A. Senza la “forca” dell’ex equitalia.

L’esigenza di far affluire soldi nei canali  delle imprese italiane alle prese con il Coronavirus può mettere nel cassetto l’esame di fedeltà fiscale che gli enti pubblici devono effettuare sui propri fornitori prima di pagare le fatture sopra i 5mila euro. La mossa rappresenta uno degli snodi centrali del decreto, perché si muove a cavallo fra i due principali temi guida delle nuove misure, fisco e sanità. E completa il pacchetto di interventi per alleggerire gli obblighi fiscali di chi è in debito con l’Erario. Tra le sospensioni in arrivo, infatti, si lavora a quella per evitare i pignoramenti presso terzi così da evitare almeno per i prossimi due mesi che la ex Equitalia possa mettere le mani su conti correnti o su quinti degli stipendi. Speriamo di trovare davvero queste norme nel decreto, afferma il Presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro,insieme allo sblocco reale dei crediti e lo stop ai pignoramenti,

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Rinvio scadenze fiscali. Slitta tutto a Settembre

Rinvio dei termini dei versamenti in blocco al 30 settembre per i soggetti a cui si applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa). Ires, Iva e Irap con le relative rate andranno, dunque, versate al 30 settembre e non il prossimo primo luglio. È questo l’effetto dell’emendamento riformulato di Giulio Centemero e Raphel Raduzzi, relatori al decreto crescita all’esame della commissione finanze della camera presentato e approvato ieri. L’emendamento riveduto e corretto su iniziativa di tre commercialisti, nonché esponenti del governo gialloverde, Alberto Gusmeroli, Massimo Garavaglia e Massimo Bitonci (tutti e tre della Lega), prevede che per i soggetti che esercitano attività economiche, per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale, i termini dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, da quelli in materia di imposta regionale sulle attività produttive, nonché dell’imposta di valore aggiunto che scadono dal 30 giugno al 30 settembre 2019, sono prorogati al 30 settembre 2019. La finestra temporale individuata nell’espressione «scadono dal 30 giugno al 30 settembre» lascerebbe intendere che la coperta del rinvio dei termini arrivi a coprire anche chi avrebbe scelto la rateizzazione dell’imposta, riscrivendo lo scadenzario delle rate a partire dal 30/9 ma in tre tempi invece che 5 per non sforare nel 2020 con relativi problemi di gettito. Al palo la vera e propria ossessione del consiglio nazionale dei dottori commercialisti che, raccogliendo le istanze della base, non più tardi di venerdì aveva riscritto a Gusmeroli, Bitonci, Garavaglia un accorato appello per la sostanziale sospensione dell’applicazione degli avversati Isa. Sul punto niente da fare. L’emendamento spunta più tempo sul calendario fiscale. Esprime soddisfazione Massimo Miani presidente dei commercialisti: L’emendamento è un fatto molto positivo, con il quale viene recepita una richiesta più volte avanzata». Nelle scorse settimane, sempre per venire incontro alle richieste dei commercialisti, era stato annunciato un dpcm già firmato dal ministro dell’economia, Giovanni Tria e sul tavolo del presidente del consiglio Giuseppe Conte che recava la proroga dei versamenti al 22 luglio senza sanzioni. Ora alla luce di questo nuovo emendamento, il dpcm ha il valore della carta stracciata superato dalla nuova previsione.

Il decreto crescita, infatti, ha concluso il suo iter con l’approvazione nella serata di ieri in commissione finanze della camera. Ora lo attende una corsa contro il tempo per la conversione in legge, si prospetta infatti una doppia fiducia sia alla camera dei deputati sia al senato. Dalla misura si ipotizza risultino esclusi i soggetti a cui non si applicano gli Isa e coloro i quali hanno optato per il regime forfettario. Questi ultimi, infatti, sebbene abbiano un codice di riferimento Isa nell’esercizio dell’opzione tra i punti previsti c’è anche l’esclusione dell’applicazione degli Isa con la conseguenza che i soggetti Isa dunque dovranno provvedere al versamento delle imposte al primo luglio. «Un rinvio di buon senso» è il commento di una nota dei deputati del M5S della commissione finanze, «la nostra priorità è semplificare il sistema tributario», aggiunge la nota.

Fonte: Italiaoggi.it

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Rottamazione Bis: Confedercontribuenti, mai avuto dubbi che era insostenibile per le imprese. Ora lo conferma Ruffini.

Per la rottamazione bis sono arrivate all’Agenzia delle Entrate circa 950 mila istanze da circa 840mila contribuenti per oltre 4 milioni di cartelle di valore complessivo di circa 14 miliardi di euro. Lo ha riferito alla commissione Finanze della Camera il direttore Entrate Ernesto Maria Ruffini. L’importo da pagare, al netto delle sanzioni e degli interessi, è di «circa 9 miliardi». La maggior parte delle domande (53%) si riferiscono a debiti sotto i 1.000 euro. Circa un quarto dei contribuenti (23%) ha scelto di pagare in un’unica rata. Poco più di un contribuente su 2 (il 56%) di chi ha fatto domanda di definizione agevolata delle cartelle con importi oltre 100mila euro ha poi effettivamente «aderito con un pagamento» alla rottamazione. Nel caso di debiti piccoli risulta invece una più alta adesione: sta pagando l’86% di chi aveva un debito entro i 1.000 euro e tra 1.000 e 1.0000 euro e il 77% di chi è nella fascia tra 10.000 e 50.000 euro. Quanto affermato dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, conferma che cosi’ come è stata prevista la rottamazione non poteva certamente servire a far pagare le imprese. Il nuovo governo non perda tempo ad affrontare la questione. E’ quanto dichiarato dal Presidente Nazionale di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro.

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Fisco, a dieci giorni dalla nomina dell’esecutivo Confedercontribuenti chiede intervento di equità a favore dei contribuenti con disagio economico

Tra i provvedimenti elencati nel contratto di governo si evidenzia la voce “Pace fiscale” che avrebbe lo scopo sia   di   favorire l’estinzione del debito mediante un saldo e stralcio,  che reperire risorse necessarie per le altre misure in contratto.

Risultati immagini per carico fiscaleIn attesa che la manovra venga perfezionata con tutti i dettagli  con un provvedimento ad ok e al fine di garantire equità tra i contribuenti, Carmelo Finocchiaro, il presidente nazionale di Confedercontribuenti,   l’organizzazione che  ha dato in passato l’input di un “patto fiscale” tra contribuenti e Stato, dichiara in merito:  – “In attesa di tale provvedimento è necessario che il nuovo esecutivo ne faccia uno d’urgenza che sposta i termini per la rottamazione dei ruoli previsti a luglio prossimo in modo da garantire a tutti i contribuenti in difficoltà la stessa possibilità”.  

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Confedercontribuenti: lotta all’evasione di Ruffini solo propaganda mediatica

Con la relazione  del direttore Ruffini, Confedercontribuenti specifica che non si tratta di lotta all’evasione bensì recupero fiscale. Solo propaganda mediatica.

L’evasione fiscale è un fenomeno che caratterizza chi per volontà e inclinazione non paga le imposte o i tributi  godendo però dei servizi a discapito della comunità.

Il direttore generale dell’Agenzia delle Entrate Ruffini ha presentato i risultati annuali dell’attività nel 2017 dichiarando un record nel recupero dell’evasione.

“Il recupero di cui parla Ruffini  è solo frutto di una campagna mediatica  perché è  frutto della volontà di contribuenti morosi per difficoltà di natura economica o lavorativa. – interviene il presidente nazionale di Confedercontribuenti Carmelo Finocchiaro –  Infatti una forte azione di recupero per il fisco lo si è registrato con la richiesta da parte dei contribuenti di aderire alla rottamazione e a ravvedimenti. Pertanto se si vuole continuare ad avere un fisco più vicino ai contribuenti innanzitutto non bisogna usare il termine evasore nei confronti delle vittime della crisi economica e magari punendo i veri e grandi evasori che ancora nei fatti restano impuniti. Inoltre continuiamo a sostenere – conclude Finocchiaro – che per recuperare una buona parte delle imposte o tasse non riscosse si dovrebbero cambiare le regole di  rateizzazione in base alle reali capacità di reddito del contribuente”.

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Legge di bilancio 2018: non approvato dalla commissione bilancio della Camera l’emendamento di Confedercontribuenti a favore dei contribuenti in difficoltà

L’emendamento promosso da Confedercontribuenti non è approvato dalla commissione presieduta dall’on.le Boccia. Ancora più  lontananza tra la classe dirigente politica e il Paese.

Confedercontribuenti , è una confederazione che da anni rappresenta e tutela  imprese e contribuenti. offrendo agli associati una tutela a 360° garantendo assistenza nelle problematiche con il fisco e con le banche interagendo anche con la Politica facendo da interlocutore del Governo nazionale, del Governo Europeo e di tutte le istituzioni dello Stato anche con  proposte legislative che mirano allo sviluppo economico del Paese.

 “La questione fiscale è uno dei problemi del nostro Paese. – interviene il presidente nazionale di Confedercontribuenti Carmelo Finocchiaro – In questi anni e ancora recentemente si sono fondate le sorti e le competizioni elettorali proprio su tale questione. Un tema delicatissimo per la  vita stessa di uno Stato, alla convivenza fra cittadini, alla possibilità di mantenere servizi e ordine pubblico ma anche sviluppo e investimenti. Ad oggi i cambiamenti che hanno portato ad una lievissima riduzione della pressione fiscale, non hanno inciso minimamente nel rapporto fra fisco e contribuente. Certo tanti bonus e agevolazioni sono stati varati, ma spesso lo sforzo del legislatore è stato vanificato da una burocrazia fiscale, che fa presto, anche per aspetti meramente formali ad attuare revoche e dinieghi. In Italia la questione fiscale con riferimento anche alla riscossione dei debiti hanno dimostrato la distanza fra classe dirigente del Paese e Paese reale non riuscendo a  distinguere fra evasori e contribuenti in difficoltà nei pagamenti”.

Confedercontribuenti non molla. Credendo fermamente nei suoi valori ha reso più volte partecipe le varie compagini partitiche. Il 27 novembre l’on.le Albanella ha presentato l’emendamento aggiuntivo alle disposizioni in materia fiscale proposto da Confedercontribuenti  riguardo alla definizione agevolata. Al punto 4  molto rilevante per i contribuenti italiani  e da sempre voluta da Confedercontribuenti la proposta di  ripartite il debito in un numero di rate mensili il cui importo totale annuo non può eccedere il quinto del reddito dichiarato l’anno precedente.

“Siamo fortemente rammaricati da tale decisione che conferma la lontananza tra tutta la classe politica e il Paese. Sarebbe stata un’occasione per incassare da parte dello Stato un credito vantato molto spesso non per volontà ma per effettiva difficoltà. E’ necessario che questa classe dirigente seppure obbligati da regole europee diano un segnale alla popolazione. Se non sono capaci l’elettorato se ne renderà conto rischiando di fare scelte ancora più sbagliate. Confermiamo la nostra disponibilità ad un confronto e proposte con tutte le forze politiche” – conclude Finocchiaro.

 

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Legge di Bilancio 2018, Confedercontribuenti si fa promotrice di un emendamento

Questa è la settimana decisiva in commissione bilancio per consultare ed apportare ritocchi alla legge di bilancio che sarà portata in discussione al Senato da mercoledì 15 novembre. Confedercontribuenti si fa promotrice di un emendamento al fine di agevolare l’incontro contribuente e  fisco.

La legge di bilancio è una legge della Repubblica Italiana con la quale viene approvato il bilancio dello Stato. E’ lo strumento previsto dall’Articolo 81 della Costituzione italiana attraverso il quale il Governo, con un documento contabile di tipo preventivo, comunica al Parlamento le spese pubbliche e le entrate previste per l’anno successivo.

Dal 2016, la legge di bilancio costituisce un unico testo legislativo con la legge di stabilità.

Leggendo il testo della legge e soprattutto tastando da anni il polso e la salute dei contribuenti italiani  vessati dal fisco e burocrazia, Confedercontribuenti, dopo aver scongiurato l’aumento degli anni per la prescrizione dei debiti e la cessione a terzi dei debiti dei contribuenti,   si fa promotrice di un emendamento aggiuntivo alle disposizioni in materia fiscale.

“Nella proposta di emendamento – informa il presidente nazionale di Confedercontribuenti Carmelo Finocchiaro –   si ribadisce che al fine di garantire il gettito erariale e previdenziale sono da abolire le sanzioni sui ritardati pagamenti per tutte le imprese che nel periodo 2006 – 2017 sono state coinvolte in uno stato di grave crisi economico-finanziaria.  I criteri di difficoltà si estendono a tutte le famiglie e ai contribuenti colpiti dalla crisi, per effetto della riduzione dell’orario di lavoro o riduzione dello stipendio. Abbiamo richiesto  una moratoria dei pagamenti di un anno per cassintegrati, esodati, lavoratori in mobilità e/o licenziati.   E cosa importante  della nostra proposta è che le rate non potranno eccedere il quinto del reddito dichiarato, salvo l’adesione volontaria da parte dell’impresa o del contribuente a versare una somma maggiore. Richiediamo che siano  cancellate d’ufficio per coloro che aderiranno alla rateizzazione tutte le misure cautelari, quali ipoteche, pignoramenti e fermi amministrativi.  Naturalmente sarà a cura dell’amministrazione finanziaria di verificare la situazione patrimoniale e finanziaria di chi accede al beneficio della rateizzazione agevolata, al fine di verificare l’effettivo stato di bisogno e le cause che lo hanno prodotto.  Nel caso fosse accertata una situazione diversa da quella dichiarata dal contribuente si dovrà procedere immediatamente alla decadenza dei benefici e alla re-iscrizione delle misure cautelari”.

Si auspica nella sensibilità e il tatto di proporre la proposta di Confedercontribuenti e soprattutto accettarla.

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Confedercontribuenti, rottamazione bis, rottamazione beffa

La legge di bilancio in esame ora al Senato prevede varie misure tra cui  la rottamazione bis delle cartelle esattoriali, per Confedercontribuenti è una presa in giro.

Il Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio in  esame al Senato prevede tra le varie misure la rottamazione bis delle cartelle esattoriali.

In particolare il Decreto Legge n. 148/2017 prevede da un lato la possibilità di “recuperare” la vecchia rottamazione, dalla quale, ad esempio, si era decaduti per mancato pagamento delle rate nei termini,  dall’altro la possibilità di chiedere la definizione agevolata per i nuovi ruoli, consegnati all’Agente della riscossione tra il 1 gennaio e il 30 settembre 2017. Ma non è tutto oro quello che luccica.

“La rottamazione bis delle cartelle esattoriali è un imbroglio nei confronti dei contribuenti. Chi non ha aderito alla prima perché per esempio non aveva liquidità o costanza economica adesso non potrà farla. Il governo e la sua maggioranza non sono capaci di capire i problemi della gente e delle imprese. Ingiusto non inserire per tutti la possibilità di rottamare, gravissimo chiedere a chi in difficoltà di pagare a Novembre 3 rate in una unica soluzione o la rateizzazione in 5 rate.  Ci siamo attivati per una modifica parlamentare anche sul numero delle rate sensibilizzando sul tema anche Armando Siri della Lega” – interviene Carmelo Finocchiaro presidente nazionale di Confedercontribuenti.

Pertanto se nulla cambia si tratta di un’altra sfida grave contro i diritti dei contribuenti, quelli onesti

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CONFEDERCONTRIBUENTI: GOVERNO IRRESPONSABILE SE PAGHI PUNTUALE SEI SANZIONATO

A seguito del decreto di proroga della scadenza dei versamenti per i titolari  di impresa, l’intervento a difesa delle imprese di Confedercontribuenti: “essere onesti e puntuali non premia: oltre al danno la beffa”

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan  il giorno 20 luglio Visto il decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, recante Norme di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti in sede di dichiarazione dei redditi e dell’imposta sul valore aggiunto, nonché di modernizzazione del sistema di gestione delle dichiarazioni e, in particolare, l’articolo 12, comma 5, il quale prevede che, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, tenendo conto delle esigenze generali dei contribuenti, dei sostituti e dei responsabili d’imposta o delle esigenze organizzative dell’amministrazione, possono essere modificati i termini riguardanti gli adempimenti dei contribuenti relativi a imposte e contributi dovuti in base allo stesso decreto; Considerate le esigenze generali rappresentate dalle categorie professionali in relazione ai numerosi adempimenti fiscali da porre in essere per conto dei contribuenti titolari di reddito di impresa e dei sostituti d’imposta e le modifiche normative che hanno inciso sulla determinazione dei versamenti delle imposte sui redditi ha decretato il differimento del termine di versamento delle imposte sui redditi al 20 luglio”.

Ma perché questa manovra visto che nei fatti non agevola né contribuenti e né commercialisti?

 “Con questo ennesimo provvedimento il Governo non tiene assolutamente conto né della semplificazione e tantomeno delle esigenze delle categorie professionali. Così si mortificano ancora di più le imprese e i commercialisti. Come è possibile fare un decreto lo stesso giorno di scadenza proroga e senza pensare alle imprese che nonostante la crisi, hanno versato al 30 giugno la rata? Essere contribuente puntuale e onesto in Italia si conferma purtroppo  una vera beffa perché si è costretti a fare il ravvedimento. Se il contribuente  ha rispettato la scadenza del 30 giugno per il pagamento della prima delle 6 rate previste, ora con il nuovo piano di rateizzazione  frazionato invece a 5 mesi la rata da lui versata risulterà insufficiente pertanto nonostante sia stato corretto a causa di questo decreto criminale si ritroverà inadempiente.  Con tanti problemi che ci sono legati al fisco e alle imprese questo governo alimenta sempre più malcontenti e delusioni legati alla burocrazia che colpisce sempre il contribuente più debole. ” – interviene Carmelo Finocchiaro presidente nazionale di Confedercontribuenti.

Perché anziché fare questo decreto criminale non ha posto rimedio alla rottamazione delle cartelle?

Ci sono ancora molti contribuenti che non hanno ricevuto i modelli di rottamazione  oltre alle imprese creditrici dello Stato che attendono un decreto sulla compensazione dei crediti per la rottamazione.