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Confedercontribuenti: ma Banca Intesa c’è o ci fa?

Superbonus, le erogazioni riprenderanno poco per volta. Le Banche quindi in autotutela adottano procedure più prudenti rispetto al passato, perché alcune incognite non sono ancora state risolte sulla responsabilità delle banche. Intanto le aziende falliscono.

di Redazione

Dalla primavera di quest’anno, tre grandi banche italiane, Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banco Bpm, avevano smesso di acquistare nuove detrazioni legati ai bonus edilizi, limitandosi quindi allo smaltimento delle pratiche per cui si erano già impegnate. Ora, però, gli istituti di credito dovrebbero rimettersi in moto, applicando le norme appena introdotte dal legislatore, con l’obiettivo di riattivare le piattaforme per l’acquisizione di nuove pratiche e smaltire gli arretrati, dopo la circolare e i chiarimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.

Tra le soluzioni adottate per far ripartire il comparto bonus edilizio vi è quello di cedere a terzi o rivendere ad altri soggetti le detrazioni acquisite. Purtroppo, la ripartenza, salutata favorevolmente da tutti gli attori coinvolti, stenta a decollare.

Le banche si stanno muovendo su due fronti. Da una parte, stanno cercando di rivendere le detrazioni acquisite ad altri soggetti. Dall’altro lato, non stanno comprando nuovi crediti, ma stanno intensificando le pratichedi acquisto che erano rimaste in sospeso e che in molti casi erano state rallentate dalla burocrazia e dall’incertezza.

Tra i più attivi nel settore sembrava esserci proprio Intesa San Paolo, che ha trovato delle partnership a cui cedere i crediti fiscali.

Infatti, Intesa Sanpaolo e la società Autotorino hanno già siglato il primo accordo in Italia per la ricessione dei crediti fiscali legati al Superbonus, dando piena attuazione al Decreto Aiuti che ha previsto la ricessione al mondo delle imprese.

Obiettivo della ricessione, che consente l’ampliamento della capacità fiscale della banca, è riavviare progressivamente il mercato della cessione dei crediti, a beneficio delle imprese del settore delle costruzioni in difficoltà a causa del blocco delle cessioni.

Nello stesso tempo, la Banca sta cercando di smaltire l’arretrato e le pratiche in sospeso. L’obiettivo è concentrarsi, insomma, sulla “coda” rimasta, in attesa di potere eventualmente passare poi all’acquisto di nuove posizioni.

Tante belle parole, ma che non trovano riscontro nella realtà. Purtroppo, a volte la mano sinistra non sa quello che fa la mano destra.

Il Presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, denuncia: “In Sicilia così come nel resto d’Italia, Banca Intesa ha funzionari e dirigenti nel pallone, perché non sanno cosa fare, pochi autonomi rispetto alle direttive della Direzione centrale. Sembra che il sistema si sia impallato. Intanto fanno morire le aziende che aspettano i soldi del 110. Non ci restano che le denunce all’Autorità Giudiziaria”.

Bisogna dire che la normativa in questione non è delle più chiare. Per tale motivo, le erogazioni riprenderanno poco per volta. Le banche quindi in autotutela adottano procedure più prudenti rispetto al passato, perché alcune incognite non sono ancora state risolte sulla responsabilità delle banche.

Con questo stato di frustrazione e incertezze, le imprese falliscono perché non riescono a far fronte ai debiti con i fornitori. Falliti nonostante abbiano crediti con lo Stato”, conclude Finocchiaro.

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Rassegna stampa del 15 Ottobre per le imprese

Sabato 15/10/2022

Deducibile il costo del lavoro anche dopo la riqualificazione

Italia oggi  Imposte e Tasse, Duilio Liburdi – Massimiliano Sironi, pag. 26

La riqualificazione del costo per lavoro dipendente in emolumento amministratore non comporta mai l’indeducibilità del medesimo. Questo è uno degli interessanti spunti che si trae dalla lettura del recente documento (nella serie “note e studi” n. 7/2022) elaborato da Assonime. L’Associazione esamina la compatibilità, dal punto di vista civilistico, previdenziale e fiscale, tra la carica di amministratore in società di capitali e lo svolgimento di un lavoro subordinato per la medesima società.

Sabato 15/10/2022

Dal Cndcec formazione sulla sostenibilità

Italia oggi  Lavoro e Previdenza, La Redazione, pag. 29

Un nuovo piano di formazione per i commercialisti dedicato al tema della sostenibilità, finalizzato a far comprendere a professionisti e imprenditori il ritorno concreto di interventi nel campo, che possono portare a finanziamenti agevolati e incentivi pubblici. È quanto annunciato ieri dal presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti Elbano de Nuccio, durante il convegno «Il valore della sostenibilità», organizzato dal Cndcec e in scena ieri e oggi a Bologna. L’evento è stato incentrato sulla sostenibilità «proprio per mettere l’accento sul tema e sull’importanza che lo stesso deve avere per imprese e professionisti» commenta ancora de Nuccio.

Sabato 15/10/2022

Ultimi giorni per modifiche 730

Italia oggi  Imposte e Tasse, Giuliano Mandolesi, pag. 26

Si stringono i tempi per correggere i modelli 730: tra meno di due settimane infatti, entro il 25 ottobre prossimo, si chiuderà la finestra per l’invio degli integrativi “a favore del contribuente”. Successivamente tale data, qualora i contribuenti riscontrino errori od omissioni tali da generare un maggiore credito o un minor debito o un’imposta pari a quella determinata con il modello originariamente presentato, potranno comunque effettuare correzioni presentando però un modello redditi rettificativo, entro il 30 novembre prossimo, o integrativo, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata il modello originario (ai sensi dell’articolo 2 comma 8 del D.P.R. 322 del 1998).

Sabato 15/10/2022

Nei concorsi di lavoro maternità da computare nell’anzianità di servizio

Il Sole 24 ore  Norme e Tributi, Giuseppe Bulgarini d’Elci, pag. 30

Nella valutazione dei candidati in sede preselettiva deve essere tenuto in considerazione, ai fini del punteggio collegato all’anzianità di servizio in specifiche mansioni, il periodo di astensione obbligatoria per maternità. Anche se il bando per coprire un posto di lavoro a tempo indeterminato valorizza, tra i requisiti cui è collegato il punteggio, la «pregressa esperienza» svolta nel ruolo aziendale, nel relativo periodo devono essere ricompresi i mesi di congedo obbligatorio per maternità. Ad affermarlo è la Corte d’appello di Catanzaronella sentenza 1041/2022 del 30 settembre scorso.

Sabato 15/10/2022

De Nuccio: «Sostenibilità con un premio del Fisco»

Il Sole 24 ore  Norme e Tributi, Federica Micardi, pag. 30

Il Consiglio nazionale dei commercialisti è in prima linea per portare negli studi e nelle aziende la cultura della sostenibilità.

C’è, infatti, un gap evidente che deve essere colmato. Lo rileva l’indagine effettuata da Nomisma – in collaborazione con la Fondazione studi commercialisti – presentata nel corso del Convegno nazionale dei commercialisti che si conclude oggi a Bologna. Una due giorni dal titolo «Il valore della sostenibilità» dove 1.300 commercialisti, provenienti da tutta Italia, si confrontano, molti per la prima volta, con un tema che sta per assumere un’importanza strategica per l’intero sistema economico.

Sabato 15/10/2022

La fattura elettronica diventa più selettiva con i nuovi codici errore

Il Sole 24 ore  Norme e Tributi, Alessandro Mastromatteo – Benedetto Santacroce, pag. 28

Dal 1° ottobre scorso, le specifiche tecniche da utilizzare per generare il tracciato Xml dell’e-fattura sono state aggiornate alla versione 1.7.1.. Oltre all’aggiornamento di alcuni codici di controllo e all’introduzione di nuovi, correlati alle figure degli operatori economici coinvolti nelle operazioni documentate, il contenuto del blocco informativo relativo agli altri dati gestionali è stato ampliato e ed è stato variato anche lo schema Xsd della fattura ordinaria, introducendo un nuovo tipodocumento TD28, necessario a comunicare le operazioni di acquisto di beni da San Marino per le quali sono state ricevute fatture cartacee con indicazione dell’Iva.

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Lavoro, le sorprese tra le pieghe dei dati ISTAT

Per Eurostat in Italia lavora il 58,2% della popolazione attiva, contro una media Ue del 68,4%. Gli ultimi dati Istat dicono che l’Italia è salita al 59,9%, un effetto statistico influenzato anche dalla diminuzione della popolazione attiva. Ma scartabellando tra i dati di contabilità nazionale si trovano parecchie sorprese che permettono di comprendere meglio le dinamiche del settore.

La prima riguarda il rapporto tra le persone che lavorano (classificati dall’Istat come “occupati”) e le cosiddette Ula (Unità di lavoro annue a tempo pieno), cioè il numero medio mensile di “addetti equivalenti” che lavorano a tempo pieno durante un anno (al netto degli stagionali, della cassa integrazione e dei contratti di solidarietà). Ebbene, fino al 2005 il numero di “occupati” era inferiore alle Ula: ogni persona lavorava più di quanto previsto dal contratto principale. Dopo c’è stato il sorpasso. Cioè, ogni “occupato” ha cominciato a lavorare di meno. Adesso siamo appena al 93% circa.

Anche le ore complessivamente lavorate dagli italiani sono tendenzialmente diminuite (con un piccolo rimbalzo nel 2018), dopo un picco nel 2007 con quasi 46 miliardi. Ogni settimana si sta in fabbrica o in ufficio per 35 ore, come media ponderata di 31 ore delle femmine e di 38 dei maschi. Pesano su questa discrepanza alcuni fattori: in primo luogo le assunzioni part time. In Italia, è politicamente corretto considerare che sia prevalente il rapporto a tempo parziale cosiddetto “involontario”, ovvero imposto dai datori di lavoro ai dipendenti. Basterebbe osservare i dati del part time a livello Ue per accorgersi di un dato di fatto: il tempo parziale è molto diffuso dove i tassi di occupazione femminile sono più elevati. La percentuale media di lavoro a tempo parziale (riguardante cioè ambedue i generi) in Italia si colloca al livello che in altri Paesi riguarda il solo lavoro part time degli uomini.

Marco Biagi sosteneva che il mercato del lavoro italiano fosse uno dei peggiori. Peraltro, dopo venti anni, le cose sono ancora più deteriorate. Siamo riusciti a combinare dati estremamente contraddittori: un importante livello di disoccupazione; un numero significativo di Neet (coloro che non hanno un lavoro ed evitano di cercarlo); un record di posti vacanti (ovvero di posizioni retribuite scoperte); il grido di allarme del sistema delle imprese per le difficoltà a reperire manodopera, non solo adeguata, ma persino disponibile; la forte presenza di lavoro sommerso che spesso è un doppio lavoro.

Stiamo poi assistendo al fenomeno di dimissioni volontarie in numero maggiore dei temuti licenziamenti allo scadere del blocco. Anche in questo caso c’entrano le contraddizioni del mercato del lavoro. In un contesto in cui l’offerta di lavoro non copre la domanda è normale che un lavoratore dotato di un’adeguata professionalità vada alla ricerca di posti di lavoro migliori. E li trovi.

di Giuliano Cazzola e Franco Vergnano

fonte: Laragione.eu

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Decreto aiuti, il disappunto di Confedercontribuenti. Finocchiaro: “Scarsa visione dei problemi del Paese”

“Un esecutivo di burocrati e amici della grande finanza internazionale pensa che i problemi possano risolversi senza una sana programmazione. Ancora una volta dobbiamo prendere atto di quanta delusione Draghi sta infondendo alle imprese italiane”

Fonte: Ufficio Stampa Confedercontribuenti

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 2 maggio, ha dato il via libera al decreto legge che proroga all’8 luglio il taglio delle accise sui carburanti e a “zero euro per metro cubo” l’accisa sul metano usato per autotrazione, con riduzione dell’Iva al cinque per cento. Il Cdm ha poi definito con decreto il nuovo pacchetto di aiuti per imprese e famiglie al fine di fronteggiare gli effetti della crisi ucraina.

In merito alle decisioni prese dal Governo è intervenuto esprimendo il suo disappunto il presidente nazionale di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro. “Questo governo – ha dichiarato Finocchiaro – purtroppo, anche dopo l’ultimo Consiglio dei Ministri, dimostra quanta poca visione abbia dei problemi del Paese e su come questi devono e possono essere affrontati”.

Il presidente Finocchiaro ha definito le decisioni in materia di accise e di carburante, varate fino all’8 luglio e l’abbassamento dell’Iva sul metano “misure temporanee, che non danno il tempo alle aziende e alle imprese di poter fare una programmazione mirata a mantenere adeguati livelli di competitività nel panorama internazionale”

“Ciò dimostra – ha aggiunto il presidente di Confedercontribuenti – che questo governo, fatto da burocrati e da amici della grande finanza internazionale, pensa sempre che i problemi possano risolversi senza una sana programmazione. Purtroppo ancora una volta dobbiamo prendere atto di quanta delusione Draghi sta infondendo alle imprese italiane, ovvero di come la politica del governo rappresenti una risorsa per le grandi imprese italiane, ma si sta rivelando una grande disillusione per la piccola e media impresa”.

Venendo ad un esame più specifico delle decisioni del Cdm, Carmelo Finocchiaro fa notare che “con questa manovra il governo evidenzia numeri eclatanti con gli annunciati 14 miliardi di euro che dovrebbero essere utilizzati per risollevare l’economia, ma in realtà parliamo solo di fumo, perché i nuovi interventi non risolveranno certo i grandi problemi che tutti i giorni assillano le imprese, a partire dall’aumento dei prezzi degli acquisti delle materie prime. Per non parlare della sostanziale ininfluenza di questo tipo di interventi sullo sviluppo completo dell’economia”.

Anche sul superbonus e sul cosiddetto ‘rinvio per le villette’ la Confederazione esprime un giudizio critico. “Noi di Confedercontribuenti – dice Finocchiaro – registriamo ancora un’altra delusione, perché chi ci governa non ha purtroppo compreso che questa è una misura strutturale, una misura che può dar forte impulso e forza alle imprese, come oggi stanno dimostrando il superbonus e l’ecobonus che agiscono quali strumenti e volani per lo sviluppo. Ma, ahimè questo governo tende a tagliare tali opportunità che invece creano uno sviluppo concreto al nostro Paese, rinnovando le città e ridando dignità anche ai centri storici, eliminando in parte la cassa integrazione, diminuendo i problemi della disoccupazione, riducendo quel fenomeno incredibile e vergognoso del reddito di cittadinanza”.

“Nonostante tutti questi vantaggi – conclude Carmelo Finocchiaro – il governo del ministro Franco continua a fare misure micragnose e veramente inutili. Ecco perché diciamo che serve una svolta! A tal proposito, noi di Confedercontribuenti facciamo un accorato appello ai partiti: non restate vittime di questi burocrati e di questi amici della finanza internazionale! Draghi purtroppo sta mostrando tutti i limiti di un esecutivo composto prevalentemente da tecnici nominati al di fuori di ogni collegamento con la rappresentatività popolare, senza la quale non è possibile risolvere i problemi di un Paese complesso come l’Italia”.

“Dai contribuenti e dalla piccola e media impresa italiana arriva l’invito al governo, affinché – questo l’invito finale del presidente nazionale di Confedercontribuenti – la smetta di far finta di aiutare questo Paese e inizi davvero a varare ed attuare misure concrete, a partire da un fisco diverso, che sia soprattutto e veramente dalla parte dei cittadini”.

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Finocchiaro (Pres. Confedercontribuenti): Scenario economico drammatico, ma Governo non lavora a politiche di sviluppo. Draghi rischia di essere come gli altri.

Roma, 30 apr. – Lo scenario causato dal conflitto in Ucraina è più drammatico di quello provocato dal Covid ma il governo, non pare abbia compreso quanto sia necessario attuare politiche espansive e di sviluppo, cosi come avvenuto per far fronte alla pandemia, a supporto dell’economia. I fatti dicono che il Recovery non basta ma soprattutto il problema è che “non stiamo mettendo a terra i progetti”. Un Governo di burocrati e amici deli grandi interessi delle lobby non serve al nostro Paese. Lo dice con forza il presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro. Draghi dimostri di essere davvero un uomo delle istituzioni. Fin qui ha dimostrato il nulla, cambi passo.
L’esecutivo ha promesso nel Documento di economia e finanza politiche espansive ma non sta agendo di conseguenza: siamo già in recessione e non c’è tempo da perdere. Se dovessero essere sospese le forniture di gas e petrolio russi, tutta l’attenzione andrebbe focalizzata sulla produzione.

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Imprese, Unioncamere: nel primo trimestre iscrizioni stabili, più cessazioni

A distanza di due anni dall’irrompere dell’emergenza sanitaria, i numeri del Registro delle imprese delle Camere di commercio segnalano un primo, parziale assestamento della natalità e mortalità imprenditoriale, senza tuttavia recuperare ancora i livelli pre-pandemia. Alle 101.955 iscrizioni di nuove attività economiche rilevate tra gennaio e marzo (in linea con il dato dello scorso anno, dopo la brusca frenata del 2020) hanno risposto 103.104 cessazioni, per la prima volta in ripresa verso valori più normali dopo la forte contrazione legata all’attesa dei ristori governativi per la forzata riduzione delle attività. Questo lo scenario che emerge dai dati Movimprese elaborati da Unioncamere – InfoCamere a partire dalle risultanze del Registro delle imprese delle Camere di commercio relative al I trimestre del 2022. Il saldo risultante dai due flussi (-1.149 unità) fotografa un sostanziale “stallo” nella dinamica complessiva del tessuto imprenditoriale che va qualificato come un risultato “tecnico” soprattutto per il livello di cancellazioni, ancora lontano da un’evoluzione fisiologica. A questo si aggiunge la debole dinamica delle iscrizioni che, pur in ripresa rispetto al minimo del primo trimestre del 2020, comincia a registrare il clima d’incertezza conseguente agli squilibri geo-politici innescati dal conflitto Russo-Ucraino. A conferma della correlazione dell’andamento del flusso di scrizioni ai registri camerali con il clima di fiducia delle imprese che, nel primo trimestre dell’anno, ha fatto segnare un deterioramento di circa sette punti (passando dai 112,3 punti del dicembre 2021 ai 105,4 di marzo 2022). Con le cautele anzidette – e tenendo presente gli aspetti stagionali che influenzano il bilancio del primo trimestre dell’anno, con il peso delle chiusure comunicate sul finire dell’anno precedente e rilevate statisticamente a gennaio – i dati del primo trimestre del 2022 restituiscono il profilo di un sistema imprenditoriale che allarga il proprio perimetro soprattutto grazie alla filiera dell’edilizia e dei servizi a essa collegati (servizi immobiliari e attività professionali, tecniche e scientifiche) e dei servizi alle imprese. Presi insieme, questi settori determinano infatti un saldo di 10mila imprese in più nel periodo (il 58% del quale attribuibile alle sole costruzioni), confermando la spinta determinata dagli incentivi in favore delle famiglie per gli interventi di riqualificazione del patrimonio immobiliare. Sul fronte opposto, gli altri grandi settori tradizionali mostrano dinamiche negative, con andamenti diversificati rispetto all’ultimo quinquennio. Il saldo più negativo del commercio (-8.271 unità nel trimestre) riflette la chiusura definitiva di attività colpite dalla pandemia che, probabilmente, avevano atteso la fine del 2021 per ottenere i ristori governativi; quelli di agricoltura (-4.259) e turismo (-1.610 per alloggio e ristorazione) segnalano un ritorno a valori più fisiologici del recente passato, mentre il bilancio delle attività manifatturiere (-2.230) conferma il dato dello scorso anno. Sotto il profilo organizzativo, infine, si conferma la forza della formula della società di capitali per quanti decidono oggi di lanciarsi in un’iniziativa imprenditoriale. Tra gennaio e marzo sono nate 31.830 società di capitali a fronte di 17.341 che hanno chiuso i battenti, per un saldo nel periodo pari a 14.489 società in più. A fronte di queste, si è ulteriormente ridotto il perimetro delle imprese individuali, diminuite di 11.573 unità.

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Apprendistato sportivo: il nuovo contratto per giovani atleti

Sono numerose le novità introdotte nel paradigma giuslavoristico sportivo dalla tanto “chiacchierata” Riforma emendata attraverso il D.Lgs. n. 36/2021, a partire dalla nuova definizione di lavoratore sportivo (sulla quale molti cultori si sono già soffermati, apportando notevoli contributi alla materia), passando per l’abolizione del vincolo sportivo, fino ad arrivare al passo verso il professionismo del mondo sportivo femminile.

Un tema che però merita particolare curiosità ed attenzione è l’introduzione del contratto di apprendistato per giovani atleti.

Infatti, mediante l’art. 30 del D.Lgs. n. 36/2021 viene istituita, per la prima volta, la possibilità di poter stipulare, tra società sportive ed atleti, contratti di apprendistato di cosiddetto tipo “A” (per la qualifica, il diploma professionale, il diploma di istruzione superiore e certificato di specializzazione tecnica superiore) e di tipo “C” (alta formazione e ricerca).

La prima particolare novità, rispetto alla generalità prevista dal D.Lgs. n. 81/2015, è che per la particolare tipologia del settore in questione, non è prevista la possibilità di ricorrere all’apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere.
Decisione del legislatore alquanto comprensibile e condivisibile.

Chiaramente, per la stessa particolarità del settore di applicazione della tipologia contrattuale, la legge ha previsto alcune deroghe rispetto alla normativa generale.

Ad esempio, all’atleta apprendista non saranno applicate le previsioni contenute al comma 3, dell’art. 42 del D.Lgs. 81/2015, ovvero le tutele del licenziamento illegittimo e sarà inoltre preclusa alla società la possibilità di recedere dal contratto a seguito del mancato raggiungimento degli obiettivi formativi.

Allo stesso modo non sarà concesso alle parti di recedere alla fine del periodo d’apprendistato, ai sensi dell’art. 2118 del c.c., bensì il contratto si riterrà automaticamente risolto al raggiungimento del termine fissato all’interno dello stesso.

Da una prima lettura, è evidente che ci troviamo di fronte ad un’importante differenza, sia formale che sostanziale, tra le due discipline in esame, che qualifica il contratto di apprendistato sportivo come contratto a tempo determinato, nel pieno rispetto di quanto indicato sia nella precedente legge 91/1981, sia all’art.26, comma 2, del fresco D.Lgs. 36/2021, anziché come contratto a tempo indeterminato, ribaltando dunque il paradigma contenuto nel D.Lgs. 81/2015.

Le società sportive non saranno altresì tenute al rispetto delle proporzionalità fissate dalla legge rispetto al numero degli apprendisti e del personale qualificato, previsto al comma 7 dell’art. 42 del D.Lgs. n. 81/2015.

Agli apprendisti ovviamente si applicheranno anche le deroghe relative allo Statuto dei Lavoratori, la tutela reale ed obbligatoria, (deroghe tipiche del lavoratore sportivo e contenute anche ai commi 1 e 3 dell’art. 26 del D.Lgs. n. 36/2021), mentre permarranno gli obblighi in materia di controlli sanitari, sicurezza ed assicurazione contro gli infortuni.

Oltre all’analisi dei punti di cui sopra, grossomodo già definiti attraverso il D.Lgs., sorgono spontanee anche altre considerazioni che vanno oltre lo stesso, ma sempre correlate al parallelo con la disciplina ordinaria individuata nel D.Lgs. n. 81/2015.

Innanzitutto in termini di retribuzione.

Nell’applicazione della normativa ordinaria, ai sensi dell’art. 43, comma 7, del D.Lgs. 81/2015, agli apprendisti della categoria A (diploma e qualifica professionale) ed, ai sensi dell’art. 45, comma 3, per gli apprendisti di tipo C (alta formazione e ricerca), per le ore di formazione esterna non è prevista l’erogazione della retribuzione da parte del datore di lavoro, mentre per le ore di formazione interna, la retribuzione oraria subisce una riduzione del 90%.

In tale comma è prevista una riserva normativa, di carattere migliorativo, nei confronti dei Contratti Collettivi.

Personalmente, considerata la difficoltà di ricavare una retribuzione oraria nelle paghe degli atleti, non esistendo divisori orari contrattualmente stabiliti, ci si aspetta che tale comma venga arginato attraverso un intervento governativo, mediante decreto attuativo, oppure mediante chiarimento all’interno degli accordi collettivi ove esistenti (ad es. Accordi Collettivi Serie A, Serie B e Lega Pro, ecc..).

Oltre all’intervento all’interno degli Accordi Collettivi esistenti, sarà naturale aspettarsi che l’istaurazione del contratto di apprendistato per gli atleti avvenga attraverso la sottoscrizione di “contratti tipo” predisposti dalle Federazioni di appartenenza (nella teoria), oppure dalle Leghe (nella pratica), sulla base dei principi richiamati all’art. 27 del D.Lgs. 36/2021.

Ultima riflessione: all’apprendistato sportivo sarà riservato anche il particolare regime contributivo agevolato dedicato alla tipologia in questione?

A tal proposito si auspica un chiarimento da parte dell’INPS, anche se a parere dello scrivente non si rilevano particolari criticità.

Fonte: Altalex

autore: Umberto Tundis – Consulente

assistenza: Eos Consulenza tel 0621129414

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Tornano le scadenze ordinarie perla Cassa Integrazione

Esaurita la Cassa COVID 2021 dal 1 gennaio 2022  per gli ammortizzatori tornano le tempistiche ordinarie dettate dal Jobs Act (Dlgs 148 2015)  Per la Cassa integrazione ordinaria  il termine per la richiesta è di 15 giorni dalla sospensione /riduzione dell’attività .

Il Governo sta studiando ancora alcune misure emergenziali per i settori piu colpiti come  il turismo che potrebbero prevedere procedure semplificate e tempi allargate ma ad oggi non c’è nulla di deciso.

Vediamo nello specifico le procedure e i termini ordinari oggi in vigore.

 Cassa integrazione  ordinaria e Fis

Per la CIGO  sono previsti:

  1. obbligo  di informazione e consultazione sindacale attraverso la  comunicazione alle Rsa o alla Rsu aziendali oppure alle sedi territoriali  delle organizzazioni comparativamente più rappresentative . Si richiede di indicarel le cause di sospensione o di riduzione dell’orario di lavoro, l’entità e la durata prevedibile e il numero dei lavoratori interessati
  2. eventuale esame congiunto, se richiesto da una delle parti  che deve  concludersi :
  •  entro 25 giorni dalla comunicazione iniziale,
  •  entro 10  nelle imprese con meno di  50 dipendenti. 

 Nei casi di eventi  interruttivi dell’attività oggettivamente non evitabili la comunicazione puo essere contestuale e l’esame congiunto  va richiesto entro 3 giorni , con 5 giorni a disposizione per la conclusione della procedura .

ATTENZIONE La comunicazione ai sindacati è necessaria per procedere all’invio della domanda all’Inps.

La scadenza per la domanda di CIGO è di 

  •  15 giorni dall’inizio della sospensione o riduzione dell’attività lavorativa e,
  • entro la fine del mese successivo per  gli eventi oggettivamente non evitabili

Alla domanda va allegata una  relazione tecnica  come previsto  dall’ articolo 2, del Dm 95442/2016

Per l’assegno di integrazione salariale  FIS  la domanda va presentata non prima di 15 giorni e non oltre 30 giorni dalla sospesione riduaizone dell’orario  di lavoro.

Vale la pena ricordare che la CIGO è l ‘ ammortizzatore sociale  cui accedono i datori di lavoro, senza limiti dimensionali, appartenenti  solo a determinati settori (art. 10 del D.Lgs n. 148/2015) che sono:

 a) imprese manifatturiere, di trasporti, estrattive, di installazione di impianti, produzione e distribuzione dell’energia, acqua e gas;

b) cooperative di produzione e lavoro che svolgano attività lavorative similari a quelle degli operai delle imprese industriali

 c) imprese dell’industria boschiva, forestale e del tabacco;

d) cooperative agricole, zootecniche e dei loro consorzi che esercitano attività di trasformazione, manipolazione e commercializzazione di prodotti agricoli propri per i soli dipendenti con contratto a tempo indeterminato; e) imprese addette al noleggio e alla distribuzione dei film di sviluppo e stampa di pellicole cinematografiche;

 f) imprese industriali per la frangitura delle olive per conto terzi;

g) imprese produttrici di calcestruzzo preconfezionato;

h) imprese addette agli impianti telefonici ed elettrici; i) imprese addette all’armamento ferroviario;

 j) imprese industriali degli Enti pubblici, salvo il caso in cui il capitale sia interamente di proprietà pubblica;

k) imprese industriali ed artigiane dell’edilizia e affini

l) imprese industriali esercenti l’attività di escavazione e/o escavazione di materiale lapideo;

m) imprese artigiane che svolgono attività di escavazione e di lavorazione di materiali lapidei, con esclusione di quelle che svolgono tale attività di lavorazione in laboratori con strutture e organizzazione distinte dalle attività di escavazione.

Per gli altri settori opera il Fon do di integrazione salariale (Fis) esteso  senza limiti dimensionali a tutti i datori di lavoro  che non aderiscono a un Fondo di solidarietà bilaterale.

La legge di bilancio 2022 ha ricompreso tra i lavoratori che hanno diritto agli ammortizzatori tutti gli apprendisti e i lavoratori a domicilio.

Cassa integrazione straordinaria

Vale la pena ricordare che con la nuova legge di bilancio la CIGS viene estesa a tutti i settori e riconosciuta a tutte le imprese con più di 15 dipendenti per le causali di riorganizzazione aziendale (anche per realizzare processi di transizione), crisi aziendale e contratto di solidarietà.

La procedura prevede la comunicazione preventiva alle organizzazioni sindacali  (Cigs) per le causali di riorganizzazione e di crisi aziendale

 L’esame congiunto  va richiesto  entro 3 giorni   e la comunicazione deve essere inviata anche alla regione competente o al minsitero del lavoro per le aziende plurilocalizzate

La procedura di esame deve concludersi entro  

  • 25 giorni  dalla comunicazione per le azienda da 50 dipendenti in su,  
  •  10  giorni dalla comunicazione per i datori di lavoro fino a 50 dipendenti.

La domanda per la Cigs va presentata al ministero del Lavoro, con la procedura «Cigs-online», entro 7 giorni dalla data di conclusione della procedura di consultazione sindacale o dalla data di stipula dell’accordo collettivo aziendale relativo al ricorso all’intervento e deve essere corredata dell’elenco nominativo dei lavoratori interessati dalle sospensioni o riduzioni di orario.

Contratti di solidarietà

per l’integrazione salariale collegata ai contratti di solidarietà è necessaria la stipula  con accordo sindacale  di un contratto collettivo aziendale  in cui si programma una riorganizzazione del personale con eventuale riduzione dell’orario finalizzata ad evitare licenziamenti  Tale contratto va depositato preesso il Ministero del lavoro.

La  riduzione dell’orario di lavoro  massima è stata modificata recentmente dalla legge di bilancio per cui dal 1° gennaio 2022non può essere superiore

  • all’80% dell’orario giornaliero, settimanale o mensile  complessivamente e
  •  per ogni lavoratore non puo superare il 90 per cento dell’orario contrattuale
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Contributi e bonus alle imprese del Turismo

Il ministero del il Turismo ha pubblicato l’avviso pubblico con le modalità applicative, i requisiti e le spese ammissibili per usufruire degli incentivi destinati dal PNRR alle imprese turistiche (di cui all’articolo 1, comma 2, lettere a), b) e c) del DL 152/2021) attraverso il il cosiddetto Decreto PNRR, collegato al Recovery Plan italiano. Si tratta di aiuti erogati in forma di credito d’imposta e di contributo a fondo perduto, nonché di finanziamento agevolato.

Beneficiari bonus alberghi e Cfp Turismo

Possono usufruire delle agevolazioni le seguenti strutture: alberghi, agriturismi, strutture ricettive all’aria aperta, imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale (compresi stabilimenti balneari, complessi termali, porti turistici, parchi tematici, acquatici e faunistici). L’impresa deve possedere i requisiti per il riconoscimento del beneficio al momento della presentazione dell’istanza e per i cinque anni successivi. Ogni richiedente  (proprietario o gestore) può presentare una sola domanda per una sola struttura. Vanno in tutti i casi rispettate condizioni e limiti previsti per gli aiuti de minimis nel “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del Covid-19”.

Credito d’imposta o contributo a fondo perduto

  • La somma spetta per interventi realizzati dal 7 novembre 2021 al 31 dicembre 2024, e per quelli iniziati dopo il 1° febbraio 2020 e non ancora conclusi, a condizione che i relativi costi siano stati sostenuti dal 7 novembre 2021. Tale aiuto può essere fruito come credito di imposta fino all’80% delle spese ammissibili.
  • Gli stessi beneficiari potranno ricevere anche un contributo a fondo perduto fino al 50% dei costi sostenuti per i medesimi interventi effettuati dal 7 novembre 2021 e fino al 31 dicembre 2024, per un importo massimo pari a 40mila euro. Il cumulo è ammesso a condizione che non venga superato l’ammontare dei costi sostenuti.
  • Per le spese ammissibili non coperte da incentivi si può chiedere un finanziamento agevolato se almeno il 50% di tali costi riguarda interventi di riqualificazione energetica.

Maggiorazioni CFP

Il CFP di 40mila euro è elevabile:

  • di ulteriori 30mila euro per interventi di digitalizzazione e innovazione sul 15% dell’investimento,
  • di ulteriori 20mila euro per imprenditoria femminile giovanile (società cooperative o di persone costituite per il 60% da under 35 anni, società di capitali con 2/3 di quote possedute da giovani e organi di amministrazione costituiti per 2/3 di giovani, imprese individuali gestite da giovani),
  • di ulteriori 10mila euro per imprese di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

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Finocchiaro (pres. Confedercontribuenti): Sul caro bollette, il Governo gioca e vara misure spot. Grave sottovalutare il problema

Un governo che inizia a mostrare molti limiti e che sta sottovalutando l’emergenza energia. Il decreto di ieri e’ da bocciare, afferma Carmelo Finocchiaro, presidente nazionale Confedercontribuenti. Su una bolletta energetica di 37 miliardi per il 2022 e 21 per il 2023, il Governo stanza 1,7 miliardi.

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