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Usura: quale il criterio di calcolo dopo le Sezioni Unite?

La giurisprudenza di merito continua a recepire gli insegnamenti delle recenti Sezioni Unite in tema di usura.

È toccato recentemente al Tribunale di Napoli ribadire che, alla luce dei principi dettati dai giudici di legittimità, la disciplina antiusura trova applicazione anche con riguardo agli interessi moratori, perché – diversamente – si vanificherebbe lo sforzo di offrire al debitore una tutela oggettiva ed uniforme sul piano nazionale. Tuttavia, nel calcolo della soglia usuraria occorre tenere conto della maggiorazione a titolo di interessi moratori praticata dagli operatori del settore e rilevata sul mercato; tale maggiorazione, a partire dal D.M. 25/3/2003, è contenuta nei decreti ministeriali, che l’hanno riportata a fini statistici.

Peraltro, in caso di accertamento dell’usura degli interessi moratori, non è possibile convertire il mutuo da oneroso in gratuito, perché altrimenti si finirebbe per premiare l’inadempimento, lasciando insoddisfatto il creditore danneggiato. “Pertanto, deve ritenersi operante il disposto dell’art. 1124 c.c. che, in caso di mancata pattuizione di interessi moratori (o, come in questo caso, di nullità della relativa pattuizione), li presume dovuti nella stessa misura degli interessi corrispettivi dal giorno della mora. L’obiettivo è una riduzione del costo del denaro e non il suo totale azzeramento”.

Qualora invece l’inadempimento non si sia ancora verificato, il debitore vanta comunque un interesse ad agire in giudizio per l’accertamento dell’eventuale usurarietà dei tassi, ma – in caso di effettiva usura – potrà ottenere solo una sentenza di mero accertamento, la quale “non produce l’effetto immediato di riduzione degli interessi moratori, ma rappresenta un titolo spendibile pro futuro per il caso di mora, per impedire al finanziatore condotte illecite ed inibire l’applicazione della clausola usuraria dichiarata nulla”.

Ora applicando i principi che precedono al caso di specie e considerando la necessità di applicare le Istruzioni di Banca d’Italia dettate in materia, in quanto norme tecniche autorizzate, il Tribunale di Napoli ha rigettato tutte le domande di parte attrice, stante la pattuizione in contratto di interessi in misura inferiore alla soglia usuraria.

fonte: iusletter

 

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Cassa Depositi e Prestiti: 2 miliardi di euro a supporto dei fabbisogni finanziari delle imprese (sportellobanche@confedercontribuenti.it)

Cassa depositi e prestiti rende immediatamente disponibili a supporto delle imprese di media e grande dimensione 2 miliardi di euro. Tra le misure straordinarie approvate dal consiglio di amministrazione, Cdp ha previsto una nuova linea di operatività, che consente il finanziamento fino a 2 miliardi di euro a supporto dei fabbisogni finanziari delle medie e grandi imprese (indicativamente con fatturato superiore ai 50 milioni di euro) per esigenze temporanee di liquidità, supporto al capitale circolante e sostegno agli investimenti previsti dai piani di sviluppo delle aziende.
“L`iniziativa – spiega Cdp – intende fornire liquidità immediata alle imprese in attesa dell`avvio operativo dei meccanismi di garanzia previsti dal Dl Cura Italia. L`erogazione dei fondi potrà avvenire anche in pool con altre Istituzioni finanziarie, mediante finanziamenti con quota di Cdp di importo compreso tra 5 e 50 milioni di euro e durata fino a 18 mesi”.
Le misure approvate seguono il piano di interventi da 17 miliardi di euro a sostegno dell`economia italiana varato da Cdp nelle scorse settimane.
Cdp ha approvato anche una serie di interventi in base ai quali per 7.200 enti territoriali si liberano 1,4 miliardi di euro di risorse dalla rinegoziazione di 34 miliardi di prestiti. Cdp offre un supporto finanziario a comuni, città metropolitane, province e regioni per far fronte all`emergenza con la più vasta operazione di rinegoziazione realizzata negli ultimi anni dal gruppo: 7.200 enti potranno rinegoziare circa 135mila prestiti per un debito residuo complessivo di 34 miliardi di euro. La misura consentirà di liberare risorse, nel 2020, fino a 1,4 miliardi di euro, che gli enti potranno destinare anche ad interventi per far fronte all`emergenza epidemiologica da Covid-19.

Fonte: Italiaoggi.it

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Il 2020 sarà l’anno della cripto moneta di facebook, si chiamerà Libra

E’ ufficiale: Facebook da metà del 2020 “batterà moneta”. Con un post, il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, ha annunciato la nascita ufficiale di Libra, la criptovaluta del social network. Con la quale, ha spiegato, “aspiriamo a rendere facile per tutti inviare e ricevere soldi proprio come si usano le nostre app per condividere istantaneamente messaggi e foto”. Zuckerberg ha quindi spiegato che il denaro mobile “è particolarmente importante per chi non ha accesso alle banche tradizionali”. Con Libra si potrà pagare e trasferire denaro su Messenger, WhatsApp, Facebook e altri colossi, come Iliad, Uber, eBay e Vodafone. La nuova moneta farà la sua apparizione nella metà del 2020 e coinvolgerà una platea potenziale di due miliardi di persone, quanti gli utenti del social. Ma Librà potrebbe interessare anche alle “persone che non hanno accesso alle banche tradizionali – ha spiegato il fondatore di Facebook. “Ci sono circa un miliardo di persone che non hanno un conto in banca ma hanno un cellulare”. La rete Libra “si baserà su una blockchain open source sicura, scalabile e affidabile. Questo contribuirà a far emergere un nuovo ecosistema finanziario con nuovi usi progettati per incoraggiare l’inclusione finanziaria e l’innovazione”, ha ricordato . Libra “sarà sostenuta da una riserva di beni reali che forniscono stabilità e preservazione dalla speculazione”. Lo scopo dell’Associazione “è fornire un quadro di governance per la rete Libra, facilitare il funzionamento della blockchain, gestire la riserva e aiutare l’ecosistema ad evolversi. Avrà il coordinamento della roadmap tecnica della Rete Libra, preparandosi per il passaggio a una piena blockchain senza autorizzazione assicurando che i membri fondatori mantengano lo stesso ruolo”.

 

fonte: Italiaoggi.it