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Casse Edili: un business per Confindustria e sindacati. Confedercontribuenti: “chiuderle perché non servono”.

Di
Redazione
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5 Aprile 2016

Roma,  aprile 2016 – La Confindustria e i sindacati vengono annualmente alimentati “obbligatoriamente” con svariati decine di milioni di euro versati dalle Imprese di costruzione che sono costrette a iscriversi alle Casse Edili, per ottenere la regolarità contributiva.

Pertanto sono Enti creati per obbligare le imprese  a finanziare le associazioni degli imprenditori e i sindacati. Infatti sono Enti di diritto privato, a cui il Consiglio di Stato in maniera insensata ha riconosciuto il ruolo di Organismo pubblico idoneo al rilascio del DURC.

“Sono Enti che non servono a nulla, perché i compiti svolti potrebbero tranquillamente e con costi inferiori essere svolti dalle stesse imprese di costruzione”, – denuncia il presidente nazionale di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro.

Questi enti si occupano della gestione dell’accantonamento di gratifica natalizia degli operai edili e la relativa liquidazione.

“E’ assurdo che  non possano essere corrisposti direttamente dalle imprese o dagli enti già esistenti come INPS o INAIL, tutto questo con costi medi del 9% per le aziende e l’1,5% per i lavoratori, sulla base imponibile di ogni busta paga. Questi costi servirebbero anche ad alimentare Confindustria e Sindacati: Un costo che le imprese non vogliono più sostenere e per questo chiediamo una riforma che porti allo scioglimento di questi enti inutili” – conclude Finocchiaro.