Finocchiaro (Presidente Confedercontribuenti): «Serve incentivare e supportare le PMI per favorire la loro internazionalizzazione»

Di
Redazione
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26 Giugno 2026

«Le piccole e medie imprese rappresentano la spina dorsale dell’economia italiana. Se vogliamo che il Paese cresca, esporti di più e sia protagonista nei mercati internazionali, occorre investire seriamente nella loro internazionalizzazione».

Lo afferma Carmelo Finocchiaro, Presidente di Confedercontribuenti, intervenendo sul tema della competitività delle imprese italiane e delle opportunità offerte dai mercati esteri.

Le PMI sono il cuore dell’economia italiana

L’Italia è una delle principali economie manifatturiere d’Europa grazie a una rete diffusa di piccole e medie imprese che operano nei settori dell’agroalimentare, della meccanica, della moda, dell’arredo, dell’edilizia specializzata, dell’innovazione tecnologica e dei servizi avanzati.

Molte di queste aziende possiedono competenze, qualità produttiva e capacità innovative che consentirebbero loro di competere con successo sui mercati internazionali. Tuttavia, spesso incontrano ostacoli che ne limitano lo sviluppo oltre i confini nazionali.

Gli ostacoli da superare

Secondo Confedercontribuenti, le principali criticità riguardano:

difficoltà di accesso al credito per i processi di crescita internazionale;

scarsa conoscenza dei mercati esteri;

eccessiva burocrazia;

costi elevati per partecipare a fiere e missioni commerciali;

insufficiente supporto all’export nelle aree periferiche del Paese;

carenza di competenze linguistiche e manageriali dedicate all’internazionalizzazione.

«Troppi imprenditori affrontano da soli percorsi complessi che richiederebbero invece una forte rete di accompagnamento pubblico e privato», sottolinea Finocchiaro.

Un piano nazionale per l’internazionalizzazione

Per Confedercontribuenti è necessario costruire una strategia nazionale che metta al centro le PMI attraverso:

incentivi fiscali per l’apertura di nuovi mercati;

rafforzamento degli strumenti di garanzia e credito agevolato;

maggiore collaborazione con ICE Agenzia;

sostegno alla partecipazione a fiere internazionali;

programmi di formazione per export manager;

utilizzo delle piattaforme digitali per il commercio internazionale;

promozione del Made in Italy nei mercati emergenti.

Il ruolo del Mezzogiorno e della Sicilia

Particolare attenzione va riservata alle imprese del Sud e della Sicilia, che possono svolgere un ruolo strategico nel Mediterraneo.

«La Sicilia può diventare una piattaforma naturale per i rapporti economici tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente. Ma servono infrastrutture efficienti, porti moderni, collegamenti logistici adeguati e una politica industriale che creda realmente nelle potenzialità delle imprese meridionali», afferma Finocchiaro.

Guardare oltre i confini

In un contesto internazionale caratterizzato da forti cambiamenti geopolitici e commerciali, l’internazionalizzazione non deve essere considerata una scelta per poche aziende già strutturate, ma una necessità per garantire crescita, innovazione e occupazione.

«Le PMI italiane hanno dimostrato di saper competere nel mondo grazie alla qualità, alla creatività e alla capacità di adattamento. Il compito delle istituzioni è creare le condizioni affinché sempre più imprese possano affacciarsi ai mercati internazionali con strumenti adeguati e con il sostegno necessario. Investire nell’internazionalizzazione significa investire nel futuro dell’economia italiana», conclude il Presidente di Confedercontribuenti.