«Le piccole e medie imprese rappresentano la spina dorsale dell’economia italiana. Se vogliamo che il Paese cresca, esporti di più e sia protagonista nei mercati internazionali, occorre investire seriamente nella loro internazionalizzazione».
Lo afferma Carmelo Finocchiaro, Presidente di Confedercontribuenti, intervenendo sul tema della competitività delle imprese italiane e delle opportunità offerte dai mercati esteri.
Le PMI sono il cuore dell’economia italiana
L’Italia è una delle principali economie manifatturiere d’Europa grazie a una rete diffusa di piccole e medie imprese che operano nei settori dell’agroalimentare, della meccanica, della moda, dell’arredo, dell’edilizia specializzata, dell’innovazione tecnologica e dei servizi avanzati.
Molte di queste aziende possiedono competenze, qualità produttiva e capacità innovative che consentirebbero loro di competere con successo sui mercati internazionali. Tuttavia, spesso incontrano ostacoli che ne limitano lo sviluppo oltre i confini nazionali.
Gli ostacoli da superare
Secondo Confedercontribuenti, le principali criticità riguardano:
difficoltà di accesso al credito per i processi di crescita internazionale;
scarsa conoscenza dei mercati esteri;
eccessiva burocrazia;
costi elevati per partecipare a fiere e missioni commerciali;
insufficiente supporto all’export nelle aree periferiche del Paese;
carenza di competenze linguistiche e manageriali dedicate all’internazionalizzazione.
«Troppi imprenditori affrontano da soli percorsi complessi che richiederebbero invece una forte rete di accompagnamento pubblico e privato», sottolinea Finocchiaro.
Un piano nazionale per l’internazionalizzazione
Per Confedercontribuenti è necessario costruire una strategia nazionale che metta al centro le PMI attraverso:
incentivi fiscali per l’apertura di nuovi mercati;
rafforzamento degli strumenti di garanzia e credito agevolato;
maggiore collaborazione con ICE Agenzia;
sostegno alla partecipazione a fiere internazionali;
programmi di formazione per export manager;
utilizzo delle piattaforme digitali per il commercio internazionale;
promozione del Made in Italy nei mercati emergenti.
Il ruolo del Mezzogiorno e della Sicilia
Particolare attenzione va riservata alle imprese del Sud e della Sicilia, che possono svolgere un ruolo strategico nel Mediterraneo.
«La Sicilia può diventare una piattaforma naturale per i rapporti economici tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente. Ma servono infrastrutture efficienti, porti moderni, collegamenti logistici adeguati e una politica industriale che creda realmente nelle potenzialità delle imprese meridionali», afferma Finocchiaro.
Guardare oltre i confini
In un contesto internazionale caratterizzato da forti cambiamenti geopolitici e commerciali, l’internazionalizzazione non deve essere considerata una scelta per poche aziende già strutturate, ma una necessità per garantire crescita, innovazione e occupazione.
«Le PMI italiane hanno dimostrato di saper competere nel mondo grazie alla qualità, alla creatività e alla capacità di adattamento. Il compito delle istituzioni è creare le condizioni affinché sempre più imprese possano affacciarsi ai mercati internazionali con strumenti adeguati e con il sostegno necessario. Investire nell’internazionalizzazione significa investire nel futuro dell’economia italiana», conclude il Presidente di Confedercontribuenti.


