Fermare le “aste giudiziarie immobiliari” per un anno. Lo impongono il Covid e le cattive leggi.

Fermare le “aste giudiziarie immobiliari” per un anno. Lo impongono il Covid e le cattive leggi.

di Carmelo Finocchiaro – Presidente Confedercontribuenti

Fermiamo le aste giudiziarie immobiliari. Non serve alimentare il disagio sociale. Lo richiede   la crisi causata dalla pandemia. Uno dei primi atti di civiltà che lo Stato “di diritto” deve fare è sospendere per un anno le aste giudiziarie immobiliari, che riguardano le unità immobiliari per la prima casa o quelle che riguardano i siti produttivi. La crisi non è finita.  E lo Stato ha il dovere di tutelare i suoi cittadini e le sue imprese, se serve cambiando le norme per affrontare una situazione eccezionale. Lo diciamo per due ordini di motivi, il primo perchè in molti casi la crisi ha portato in tanti a non  potere assolvere alle posizioni debitorie maturate e nel secondo perchè questa fase storica, favorirebbe speculatori e mafiosi senza scrupoli. In questa fase le aste verrebbero aggiudicate con ribassi notevoli, in danno agli stessi creditori. Chiedere che lo Stato  istituisca un fondo anticipazione per i creditori, da rimpinguare con le vendite successive alle fasi della crisi post pandemia e dunque alla normale ripresa delle aste. Si faccia. Non si lascino nella disperazione le tante vittime della crisi e non si tocchino le case e i siti produttivi degli italiani in difficoltà.  Si provveda ad accertare chi invece della crisi ne fa una scellerata ed opportunistica scelta personale per non pagare il dovuto ai creditori. In questi casi serve intervenire colpendo duramente gli approfittatori anche sul piano penale. Aspettiamo che Parlamento e Governo battano un colpo. Noi attendiamo una riforma radicale delle norme sulle aste giudiziarie immobiliari, partendo dal fatto che bisogna impedire alle società di NPL, di potere mettere all’asta immobili,se prima non sia stata svolta una procedura di cartolarizzazione direttamente con il soggetto debitore. Inoltre nella generale riforma è necessario prevedere che la procedura non ecceda nei ribassi oltre il 25%, che sia accertato attraverso una preventiva azione di verifica da parte delle forze dell’ordine lo status dei partecipanti, con il divieto della nomina di avvocati e procuratori. Inoltre deve diventare obbligatoria l’azione di accertamento di eventuale usura, anatocismo o vizi contrattuali fra le parti. Noi ci contiamo che la politica faccia la sua parte. Una riforma serve e non è piu’ rinviabile.

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Fonte: Editoriali di Quotidiano dei Contribuenti
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