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Cresce il mercato del beauty maschile: spazio alla normalizzazione del make up

Di
Redazione
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10 Luglio 2023

Colorano, ma curano. Correggono, ma restano invisibili. Il trucco è multitasking e attento allo skincare, quando i prodotti sono rivolti a lui.

Un tempo il make-up maschile veniva proposto in piccoli numeri e rappresentava un’eccezione per pochi: tra questi, Jean Paul Gaultier aveva lanciato la sua collezione nel 2003. Oggi, davanti al flacone di Healthy Glow Fluid del francese Horace, il gesto di passarne il contenuto sulle guance per ottenere un incarnato più gradevole è assolutamente comune. Chanel, Tom Ford e Givenchy hanno tutti una linea di prodotti dedicata agli uomini. Il mercato è in forte crescita: secondo Sienna Piccioni, responsabile della divisione beauty della società di trend forecasting WGSN, «la normalizzazione del make-up maschile continuerà per tutto il 2024. In parte dipende dalla domanda della Corea del Sud, dove le star del K-pop fanno un uso disinvolto sia di linee di trucco sia di skincare. YouTuber e TikToker seguono l’onda. E poi c’è Harry Styles, che ha da poco lanciato Pleasing, una linea di prodotti da applicare con estrema libertà, per creare sfumature diverse». Non solo: nei prossimi mesi lo stilista Peter Dundas presenterà Dundas Enhancers, collezione di trucchi gender neutral «per valorizzare la bellezza naturale di chi li utilizza, invece di puntare soltanto a mascherare i difetti». I tipi di utilizzo sono due e si pongono all’estremo opposto: il cosmetico che nasce per essere evidente e quello pensato, invece, per passare inosservato. «Il desiderio di una pelle luminosa e senza imperfezioni renderà popolare l’opzione che migliora l’aspetto, senza strafare», prevede Piccioni. War Paint, Fiveism x Three e Shakeup Cosmetics rientrano in questa categoria. «In generale, gli uomini tendono a usare meno prodotti rispetto alle donne. Si concentrano di più sul grooming e sulla naturalezza dell’incarnato», afferma Marco Antonio, make-up artist di Chanel, che sta riscontrando un grande interesse per prodotti come correttori, terre abbronzanti oppure BB e CC cream. «Un cosmetico invisibile dovrebbe almeno nascondere i difetti più comuni come le occhiaie o le macchie, per essere credibile». Quando Marc Briant-Terlet ha fondato Horace, nel 2015, pensava alla cura della pelle, non certo agli ombretti. Ma una volta lanciato il siero anti-occhiaie, qualche anno fa, i clienti hanno subito richiesto un prodotto con un effetto più istantaneo. Il risultato è una gamma di correttori – tra cui il già citato Healthy Glow Fluid – che supera il concetto di idratante e funziona come una categoria a sé. Precisa Briant-Terlet: «Gli uomini preferiscono nascondere i difetti piuttosto che enfatizzare i punti focali del viso. Vogliono che l’insieme risulti naturale e luminoso. Con un figlio di due anni e mezzo, so bene che cosa significhi notare un incremento delle occhiaie per le poche ore di sonno! Ma credo che i ragazzi più giovani siano già più orientati verso il trucco e la cura, anche molto più di quanto pensiamo». Il prossimo oggetto del desiderio? «Una spazzola da barba, perché sono in tanti a volerla più folta e vistosa».

Come la maggior parte degli uomini, credo che il fascino non debba coincidere con l’artificio. Per questo faccio fatica a calarmi in abitudini diverse: mi piacerebbe poter far finta di niente, non interessarmi al tema, dare per scontata la prestanza fisica, ma queste convinzioni iniziano a vacillare con l’età. Soprattutto d’inverno, quando la mia pelle olivastra assume una tonalità grigio-verde e i cerchi sotto gli occhi diventano molto scuri. Lo stigma che aleggia intorno al make-up maschile non è stato del tutto sradicato, anche se la diffusione di linee unisex rende più semplice l’approccio, oltre a essere più coerente con i tempi. Il sito di Horace, per esempio, ha una sezione per i prodotti skincare colorati, proprio per far superare il pregiudizio. «Negli store si possono trovare nel reparto skincare. Ma per noi è importante sottolineare che siano colorati: perché si tratta sì di una linea che aiuta la pelle, ma va oltre, aggiunge qualcosa in più, di complementare», spiega Briant-Terlet. L’assenza di un confine netto tra cura dell’epidermide e pura cosmetica si nota anche in un tempio dello shopping come Selfridges, a Londra. «La richiesta è di prodotti multifunzione e formati multivantaggio», spiega un portavoce della catena di grandi magazzini. «Gli uomini non cercano necessariamente brand specializzati in bellezza maschile, ma spaziano tra le varie offerte».

FONTE: IL SOLE 24ORE